Addio al floppy disk

Non che la notizia ci lasci particolarmente sorpresi o tristi ma dopo un’onorata carriera di ben trent’anni il floppy disk se ne va in pensione. L’ultimo baluardo produttore, la Sony, ha deciso di non produrli più.

Noi MacUser abbiamo da tempo abbandonato questo tipo di supporto. Dal 1998, quando vide la luce il primo iMac. Uno Steve Jobs appena rientrato in Apple disse che con la crescita di Internet sarebbe stato molto più facile passarsi file di dimensioni inferiori agli 1,44Mb semplicemente mandandosi una e-mail. E il mondo non gli credette. Non subito per lo meno.

Oggi anche i comuni PC, persino i più economici, non offrono più di serie la tecnologia per leggerli. Anzi, se lo offrono come opzione non lo fanno nemmeno pagare poco. Eppure Sony ha continuato a produrli, soprattuto in Giappone dove chissà per quale motivo ancora avevano un discreto seguito. E così, entro un anno, smetterà anche di commercializzarli. Giusto il tempo di terminare le scorte di magazzino.

E leggendo questa notizia mi tornano in mente tutti i ‘dischetti’ che ho maneggiato con i miei vecchi PC. I giochi, compressi in ARJ per farli stare in una manciata di dischetti. La mia tesi di maturità, salvata in tre dischetti per essere sicuro di non perderla. E il misterioso trucchetto per renderli ad alta capacità, forando l’angolo in alto con un trapano. Roba da supergeek.

I CD ci hanno permesso di aumentare la capacità di archiviazione di oltre 450 volte. Ma la facilità con cui ci passavamo i dischetti in classe è sempre stata impareggiabile. E oggi che anche i CD/DVD cominciano a diventare un supporto ‘scomodo’, penso a quando sottobanco ci passeremo le chiavette USB o le schede flash da svariati gigabyte come fossero niente. Come semplici dischetti

fonte: il Messaggero

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10 Commenti a “Addio al floppy disk”

  1. Furio 27 aprile 2010 at 10:26 #

    Proprio ieri alcuni partecipanti ad un corso che stavo facendo per personale tecnico/amministrativo (nell’ambito del mondo della scuola) mi hanno detto che hanno ancora un sacco di materiale su floppy, ivi compresi alcuni preziosi ed esclusivi back-up!!
    Ne sono rimasto vagamente sconcertato, anche perchè la capacità di questi supporti non è più adeguata alle dimensioni dei files (specialmente se contenenti immagini) che oggi vengono prodotti.
    Inoltre l’affidabilità dei supporti è decisamente peggiorata nel tempo, assieme al crollo verticale del costo dei dischetti. Ma questo è un altro discorso.
    Spinto dalla concomitanza della informazione ricevuta ieri e di questa segnalazione sono andato a ravanare in mezzo al mio museo tecnologico e ho ritrovato una unità esterna USB per i floppy, acquistata proprio quando Apple ne aveva esclusa la presenza a bordo delle “nuove” macchine, per potere recuperare un sacco di roba che ancora mi arrivava da clienti, prevalentemente win-condannati.
    E’ bicolore come i primi iMac; l’ho collegata e, inserito un dischetto, ho scoperto (con una certa sorpresa…) che funziona ancora e che legge regolarmente i files.
    Certo che i tempi di accesso sono qualcosa di diverso dalle nostre abitudini attuali: per aprire un piccolo (e come potrebbe essere grande?) file .pdf impiega decine di secondi, ma i vari rumori meccanici hanno ancora il loro fascino.

  2. Martini 27 aprile 2010 at 12:24 #

    È vero, il rumore era indimenticabile.

  3. pphoto 27 aprile 2010 at 13:16 #

    Era ora!!!! 😉

    P.s.: Anche io ho un lettore USB di Floppy, anche se spero non mi debba mai più servire.

  4. Roberto Rota 28 aprile 2010 at 13:48 #

    Martini :

    È vero, il rumore era indimenticabile.

    Già, una volta l’informatica era più rumorosa, modem analogici e stampanti ad aghi, oltre naturalmente ai floppy, giusto per citarne solo alcuni tra i “rumori domestici”…

    Apple poi ha fatto del rumore un segno distintivo, vedi lo startup dei mac ben riconoscibile dai “volgari beeep” dei pc…

    rob

  5. Roberto Rota 28 aprile 2010 at 13:50 #

    Dimenticavo…. ma poi ero l’unico che bucava i floppy da 800 per poterli inizializzare a 1.4?

  6. Martini 28 aprile 2010 at 14:31 #

    Lo facevo anch’io Rob

    “E il misterioso trucchetto per renderli ad alta capacità, forando l’angolo in alto con un trapano. Roba da supergeek”

    Non ho mai capito come potesse accadere un miracolo del genere.

  7. Brujo 28 aprile 2010 at 18:25 #

    Martini :
    …Non ho mai capito come potesse accadere un miracolo del genere.

    Mmmm… Più che di miracolo io parlerei di mercato (anche allora, anche allora…): il supporto magnetico era (è) esattamente lo stesso, cambiava soltanto il “contenitore” di plastica che, nel caso dei floppy da 1.44 Mb aveva due fori anziché uno e il prodotto finale si vendeva a un prezzo più elevato. Anche allora, però, la necessità aguzzava l’ingegno!!!
    …e non serviva nemmeno il trapano: bastava un paio fi forbici appuntite 😉
    Saludos!
    b.

  8. Roberto Rota 28 aprile 2010 at 18:26 #

    anche io andavo di forbici, senza ritegno… 😉

  9. Roberto Rota 29 aprile 2010 at 08:18 #

    Martini :

    Col trapano era più divertente.

    c’era anche chi vendeva un apposito fustellino, molto artigianale, ma io preferivo comunque la soluzione fai-da-te… 😉

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