Amarcord, aprile 1999

A Venezia,  in aprile 1999 a Palazzo Grassi, c’era la bellissima mostra “I Maya” sponsorizzata anche da Apple, e si parlava ancora di Mac-evangelismo (pratica quasi religiosa ormai dimenticata…). Io c’ero, con la gloriosa QuickTake 200.

In aprile 1999 Apple decide che in Italia i vecchi PVA (Punti Vendita Autorizzati) non sono più adeguati, e li sostituisce con gli RAA (Rivenditori Autorizzati Apple). Ovviamente i vecchi PVA non diventavano automaticamente degli RAA, c’è da pagare dazio ma soprattutto esserne degni. Diciamo che l’umore dei RAA non era dei migliori…

In aprile 1999 a Bologna c’era il FutureShow. Una fiera dei balocchi, praticamente uno strazio. Io e la mia fedele QuickTake 200 (vedi foto a lato) di cui sopra eravamo pure li, vuoi anche perché abitavo a meno di un km in linea d’aria.

Sfogliando tra le news di aprile 1999, scopro che in edicola c’era ancora Macintosh Magazine. Che peccato che non ci sia più…

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9 Commenti a “Amarcord, aprile 1999”

  1. Franz 16 aprile 2009 at 23:10 #

    Robè, tutti invecchiamo, il guaio è quando cominci a sentirti vecchio, tutto qui.

  2. robrota 16 aprile 2009 at 23:18 #

    Franz :

    Robè, tutti invecchiamo, il guaio è quando cominci a sentirti vecchio, tutto qui.

    Invecchiare? Al massimo un po’ di nostalgia… 🙂

  3. Puce 17 aprile 2009 at 07:40 #

    …e Macintosh Magazine non è l’unica rivista per Mac ad essere sparita (senza contare che quelle rimaste non hanno più lo stesso appeal di prima).
    Per quanto riguarda il “mac-evangelismo”, ho smesso da troppo tempo: non ne vale la pena… uno il Mac lo deve volere e cercare: se lo convinci tu non sarà mai contento.

    ciao

  4. robrota 17 aprile 2009 at 08:23 #

    Puce :

    …e Macintosh Magazine non è l’unica rivista per Mac ad essere sparita (senza contare che quelle rimaste non hanno più lo stesso appeal di prima).

    cito sempre Macintosh Magazine con una punta di nostalgia, secondo me aveva tutte le carte in regola per diventare la miglior rivista italiana del settore, e in un certo senso costringeva le altre sula piazza ad una qualità maggiore nei contenuti. Ora è un piattume pubblicitario…

  5. wallybear 17 aprile 2009 at 09:22 #

    Ricordo bene la letterina di Apple che segno’ la fine di noi PVA… l’ho giusto tritata ieri…
    Per fortuna in fondo cambiò ben poco, bastò cercarsi un fornitore intermedio. A mammina Apple è sempre piaciuto mettere i bastoni fra le ruote ai suoi rivenditori.

  6. MacRaiser 17 aprile 2009 at 11:14 #

    La gloriosa e goliardica pratica del Mac-evangelismo (della quale io stesso sono stato protagonista per molti anni) si e’ lentamente consumata, in silenzio e dopo lunga agonia, a causa di un semplicissimo quanto evidente motivo: piu’ ancora dell’inesorabile assottigliarsi delle differenze funzionali (oltre che estetiche) tra Mac OS e Windows, e’ stato sopratutto il sostanziale annullarsi delle disparita’ hardware tra “cosidetto” Mac (sarebbe infatti piu’ corretto parlare di “PC Apple”, ormai) e il classico PC, a determinare lo scoramento e l’abbandono finale di noi Mac-evangelisti.
    In altre parole, ad un certo punto (fortunatamente) il pudore ha prevalso.

  7. Puce 17 aprile 2009 at 13:08 #

    MacRaiser :
    La gloriosa e goliardica pratica del Mac-evangelismo (della quale io stesso sono stato protagonista per molti anni) si e’ lentamente consumata, in silenzio e dopo lunga agonia, a causa di un semplicissimo quanto evidente motivo: piu’ ancora dell’inesorabile assottigliarsi delle differenze funzionali (oltre che estetiche) tra Mac OS e Windows, e’ stato sopratutto il sostanziale annullarsi delle disparita’ hardware tra “cosidetto” Mac (sarebbe infatti piu’ corretto parlare di “PC Apple”, ormai) e il classico PC, a determinare lo scoramento e l’abbandono finale di noi Mac-evangelisti.
    In altre parole, ad un certo punto (fortunatamente) il pudore ha prevalso.

    non sono completamente d’accordo… la differenza “sostanziale” tra Mac e PC è sempre stata il sistema operativo. Non ho mai comprato un Mac perché usava 68k o PPC, né tantomeno perché aveva la SCSI di serie: l’ho comprato perché usava MacOS.

  8. robrota 17 aprile 2009 at 13:13 #

    Puce :

    non sono completamente d’accordo… la differenza “sostanziale” tra Mac e PC è sempre stata il sistema operativo. Non ho mai comprato un Mac perché usava 68k o PPC, né tantomeno perché aveva la SCSI di serie: l’ho comprato perché usava MacOS.

    Concordo, per quante differenze hardware potessero esserci, nel bene e nel male, quello che fa la differenza era Mac OS prima, e Mac OS X adesso.
    Con questo non vuol dire che qualsiasi hardware andrebbe bene, ma di sicuro l’accoppiata OS-Hardware di Apple, a parte qualche brutto anatroccolo, è sempre stata una garanzia.

  9. MacRaiser 18 aprile 2009 at 09:13 #

    @robrota
    Magari avete ragione tu e Puce e non mai c’e’ stata, sopratutto negli ultimi anni, quella parabola discendente di qualita’ (assieme a quella ancor piu’ discendente del rapporto qualita’/prezzo) hardware & OS di cui parlo. Probabilmente e’ rimasto tutto com’era un tempo.. e quindi speriamo che il Mac-evangelismo, come Gesu’ Gristo, sia morto di freddo 😉

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