Apple, non solo rose, parola di John Gruber.

Gira questo video di John Gruber, direttamente dall’ultimo Macworld di San Francisco, dove elenca i 10 punti negativi di Apple. E il numero uno è Steve Jobs.
Anima indiscussa dell’azienda, Jobs rischia di essere allo stesso tempo il faro e la mina vagante, qualcosa di difficilmente rimpiazzabile, e questo potrebbe essere davvero un grosso problema per la società.
Dura un’ora abbondante, ma ne vale la pena, e potrebbe essere fonte di discussioni molto interessanti.

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4 Commenti a “Apple, non solo rose, parola di John Gruber.”

  1. wallybear 1 marzo 2010 at 18:46 #

    “Anima indiscussa dell’azienda, Jobs rischia di essere allo stesso tempo il faro e la mina vagante, qualcosa di difficilmente rimpiazzabile”

    E’ l’anima indiscussa dell’azienda, ma non difficilmente rimpiazzabile, Durante la sua assenza Apple è andata bene lo stesso, e gli azionisti, all’inizio preoccupati (grazie anche ai catastrofismi dei media di settore), si son messi l’anima in pace e non hanno affondato il titolo (questo la dice lunga).
    Apple ha molte altre mirabili teste al suo interno. Se ne è parlato a lungo durante l’assenza di Steve con il toto-successore.
    E’ ovvio che Steve è unico, ma questo non vuol dire che non se ne possa fare a meno, ha sicuramente preparato i suoi delfini.

  2. Riccardo.S 1 marzo 2010 at 19:04 #

    Speriamo.
    Chi si ricorda gli ultimi anni dell’era pre-Jobs ancora trema al ricordo.

  3. cappecar 1 marzo 2010 at 19:35 #

    Ragazzi non c’è nulla da fare, Steve è una di quelle persone che nel suo ruolo di CEO ha “il pallino” (o come dicono in toscana “il guizzo”).
    Il suo ruolo gli impone di essere il navigatore della azienda, tutti i suoi colleghi lo fanno, in pochi lo fanno altrettanto bene.
    Non ho mai avuto il piacere di lavorarci assieme, ma l’idea che mi sono fatto è che sia una persona etremamente egocentrica (nel bene e nel male), oltretutto supportata dai risultati, il che in un ottica aziendale lo rende un DIO.
    Lui conosce la strada, agli altri spetta il compito di seguirla. Scorciatoie o deviazioni non sono ammesse!
    Sicuramente questo comporta che lavorare con lui sia molto, molto difficile e probabilmente qualche volta anche strustrante.

    @wallybear: non sono d’accordo con te sui risultati di apple durante l’assenza di Jobs. E’ vero che non è andata male, ma vanno anche dette due cose: 1. la sua mancanza è stata abbastanza breve, tutto quello che noi utenti abbiamo visto in quel periodo era frutto di una programmazione precedente. Gli eventuali “cali” li potremmo notare tra adesso ed Agosto.
    2. Dubito fortemente che anche in quel periodo i fili pi delicati non siano stati tirati da Steve.
    Sicuramente hai ragione quando dici che non Jobs non è fondamentale e che Apple può andare avanti anche senza di lui… Sicuramente sarà un’altra Apple, magari peggiore, magari migliore. La prima metà degli anni ’90 non è stata una esperienza positiva per apple.

  4. wallybear 2 marzo 2010 at 11:04 #

    La prima metà degli anni 90 aveva degli inetti a capo dell’azienda. Questo non vuol dire che continueranno ad essercene, anche perchè quella era l’era pre-Jobs, con vari avvicendamenti a capo dell’azienda; Jobs era stato sbattuto fuori, i CEO non erano successori, ma “usurpatori”, e Jobs in quel periodo con la Next non è che avesse fatto scintille.
    Qui parliamo di un’era post-Jobs, con un successore che sarà stato coltivato amorevolmente (più probabilmente “burberamente”, dato il caratteraccio dello zio) da Jobs stesso, un “delfino”.
    Quel giorno (speriamo lontano) l’ufficio di Steve verrà invaso da una nube bianca accecante, di un tenue profumo di Granny Smith, e la Sua voce proclamerà ai discepoli: “questo è il mio figlio prediletto; in lui è riposto il vostro futuro”; poi, fra “bong” celestiali la nube si ritirerà nel Mac #00000001 posto alla sinistra della Sua scrivania e tutto sarà compiuto.
    🙂

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