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	<title>tevac &#187; Recensioni</title>
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	<description>&#34;continuo ad usare mac nonostante apple&#34; (fabriziovenerandi)</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 May 2013 21:21:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Musique, per le orecchie e per gli occhi</title>
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		<comments>http://www.tevac.com/musique-per-le-orecchie-e-per-gli-occhi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 03:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Pitrolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[iTunes]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Flavio Tordini sviluppa applicazioni dall’aspetto ben curato, ed ha voluto proporre, con Musique, un nuovo lettore di documenti audio, che ha più di un motivo per tentare gli utenti Mac.
Nuovo lettore, lettore nuovo
Musique non è solo recente, ma anche un prodotto nuovo, con molti pregi, primo dei quali potrebbe essere per certuni il fatto che Musique non è iTunes. Sì, iTunes, sapete, quel programma di Apple che fa sincronizzazione (e-pistole, calendario, appunti, rubrica), si occupa di copie di salvaguardia de i Cosi, vende musica, vende film, vende libri elettronici, vende servizi di nuvola elettronica, recupera podcast, alberga uno dei maggiori flop di Apple, ha un’icona offensiva del pubblico pudore?… <a href="http://www.tevac.com/musique-per-le-orecchie-e-per-gli-occhi/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Il sito di Flavio Tordini" href="http://flavio.tordini.org">Flavio Tordini</a> sviluppa applicazioni dall’aspetto ben curato, ed ha voluto proporre, con <a title="Sul sito di Flavio Tordini, la pagina dedicata a Musique" href="http://flavio.tordini.org/musique">Musique</a>, un nuovo lettore di documenti audio, che ha più di un motivo per tentare gli utenti Mac.</p>
<h2 id="section-1">Nuovo lettore, lettore nuovo</h2>
<p><span lang="fr">Musique</span> non è solo recente, ma anche un prodotto nuovo, con molti pregi, primo dei quali potrebbe essere per certuni il fatto che <span lang="fr">Musique</span> non è <span lang="en">iTunes</span>. Sì, iTunes, sapete, quel programma di Apple che fa sincronizzazione (e-pistole, calendario, appunti, rubrica), si occupa di copie di salvaguardia de i Cosi, vende musica, vende film, vende libri elettronici, vende servizi di nuvola elettronica, recupera podcast, alberga <a title="Scopri un mondo nel Forum di Tevac!" href="http://forum.tevac.com/topic/80463-i-flop-di-apple/page__st__40#entry688265">uno dei maggiori flop di Apple</a>, ha <a title="Vita intelligente? Su Marte no, ma nel Forum di Tevac sì!" href="http://forum.tevac.com/topic/79752-icone-alternative-itunes-ma-anche-gli-altri/">un’icona offensiva del pubblico pudore</a>? Ecco, forse non ci crederete, forse lo avrete dimenticato, ma quel bestione di 252 <abbr title="Mega Bytes">MB</abbr> suona anche musica, e non è certo perfetto: brutto e <a title="David Bosman è lapidario sulla questione, ed ha ragione, anche in francese" href="http://davidbosman.fr/blog/2011/01/05/nul-nentre-ici-sil-naime-les-melanges/">scomodo</a>, per tagliare corto.</p>
<p>Proviamo <span lang="fr">Musique</span>, quindi, programma <a title="Qui il codice" href="http://flavio.tordini.org/musique/musique-sources">Open Source</a> che costa 8,99€ (sia per Mac che per Windows, mentre è gratuito per Linux). Scarico <a title="Direttamente al dmg" href="http://flavio.tordini.org/files/musique/musique.dmg">la versione di prova</a> e subito vengo subito avvertito delle condizioni della licenza.</p>
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<figure><img alt="Licenza del programma" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Musique-licenza.png" /><br />
<figcaption>Licenza del programma</figcaption>
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<p>Aggiornamento ed assistenza gratuiti per un anno: se, specialmente per un programma recente ed ancora giovane, non si tratta di un ampio lasso di tempo generoso (e gli scontenti <a title="Su MacUpdate, a Luglio 2010" href="http://www.macupdate.com/app/mac/34393/musique">ci sono stati</a>), penso soprattutto agli aggiornamenti (è da poco che ho aggiornato <a title="Niente alitosi, con il Forum di Tevac!" href="http://forum.tevac.com/topic/79407-sostituire-il-finder/page__st__40#entry687677">ForkLift</a>, acquistato nel 2010, all’ultima versione), ma il merito che va riconosciuto senza alcun dubbio è la chiarezza sull’argomento, non troppo frequente a dire il vero.</p>
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<figure><img alt="La prima schermata di Musique" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Musique-prima-schermata.png" /><br />
<figcaption>La prima schermata di <span lang="fr">Musique</span></figcaption>
</figure>
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<p>Accogliendovi, <span lang="fr">Musique</span> vi mostra la sua icona (le note azzurre) e vi chiede di <em>fargli strada</em> per andare a vedere la discoteca, che conserviate la musica in una struttura di cartelle che avete studiato voi o che seguiate il volere di <span lang="en">iTunes</span>, <span lang="fr">Musique</span> si adatta: guarda cosa c’è, e, soprattutto, non mette nulla in disordine, una virtù innegabile per chi ama pensarla in maniera diversa da come lo dettano le logiche delle biblioteche di documenti che costruiscono i programmi Apple e che consente comunque, a chi vuole, di lasciare ad iTunes il compito di classificare la musica, mentre il programma di Flavio Tordini può farsi carico della riproduzione.</p>
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<figure><img alt="Riconoscimento dei brani" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-05-11-a-11.56.40.png" /><br />
<figcaption>Riconoscimento dei brani</figcaption>
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<p>Innanzi tutto, però, <span lang="fr">Musique</span> vuole fare conoscenza con la vostra musica: ci mette un po’, ma non troppo (mi aspettavo ci volesse di più per i miei 429,75 <abbr title="Giga Bytes">GB</abbr>), e nel frattempo potete fare altro, visto che il processo non rallenta la macchina. Un’osservazione però è necessaria, e forse sarà perché io sono nella categoria té, ma quel <em>Vatti a prendere un caffé</em> suona male; un appello: Flavio, sostituire questo imperativo con un invito, del tipo <em>Ti va un caffé?</em> (o un té, eh, che poi è meglio)?</p>
<p>A proposito di prestazioni, prima di dare uno sguardo all’interfaccia ed al funzionamento, come si comporta <span lang="fr">Musique</span> a confronto con il suo antenato iTunes?</p>
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<figure><img alt="Musique attivo, iTunes no" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Musique-attivo-iTunes-inattivo.png" /><br />
<figcaption><span lang="fr">Musique</span> attivo, <span lang="en">iTunes</span> no</figcaption>
</figure>
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<p>Male, direi: se ogni tanto, come sopra, vince la sfida, in generale lo sfidante si dimostra troppo goloso, di <abbr title="Random Access Memory">RAM e proprio mentre scrivo ne vuole ben 580 e passa </abbr><abbr title="Mega Bytes">MB, con un consumo di </abbr><abbr title="Central Processing Unit">CPU</abbr> intorno al 10%.</p>
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<figure><img alt="Musique è bello" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Musique-bello.png" /><br />
<figcaption>Musique è bello</figcaption>
</figure>
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<p>Una volta portato a termine il riconoscimento dei documenti, il risultato è pregevole. Grazie a <a href="http://www.lastfm.it/">Last.fm</a>, <span lang="fr">Musique</span> acquisisce informazioni su brani ed artisti, ne mostra le fotografie. Raggruppare tutto per artisti è un’ottima idea, e l’interfaccia elaborata è decisamente gradevole, forse perché ho un debole per le fotografie a formato quadrato.</p>
<p>Preferite scorrere in altro modo la vostra discoteca? <span lang="fr">Musique</span> vi offre di farlo percorrendo gli album uno alla volta, ma anche le vostre cartelle.</p>
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<figure><img alt="Musique è flessibile" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Musique-flessibile.png" /><br />
<figcaption>Musique è flessibile</figcaption>
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<p>L’organizzazione è semplice: le fotografie sono il buffet, e per servirsi bisogna mettere i brani a destra, nel piatto (la cui capienza è limitata a dieci nella versione di prova). Volete tutti i brani di un artista? Nessun problema, su ogni fotografia appare un triangolo su campo nero, e quando lo sorvolate i colori si invertono: premete e tutto si caricherà nel piatto, ed il meccanismo è analogo anche per i singoli dischi.</p>
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<figure><img alt="Caricare tutti i brani dellartista" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/selezionare-un-artista.png" /><br />
<figcaption>Caricare tutti i brani dell’artista</figcaption>
</figure>
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<p>Uno dopo l’altro verranno proposti tutti i brani, nell’ordine in cui vengono mostrati, sino alla fine, e poi silenzio. A meno di non usare uno dei tre pulsanti presenti in basso a destra che permettono di adottare l’ordine aleatorio, attivare la ripetizione o svuotare il piatto.</p>
<p>E mentre ascoltate una canzone? Premete <em><abbr title="command">cmd</abbr> i</em>, o il tasto equivalente nell’interfaccia grafica, <em>i</em> e <span lang="fr">Musique</span> sarà ancora più gradevole, mostrando alcune informazioni sull’artista, talvolta anche sull’album (tutto dipende da cosa offre Last.fm) ed il testo della canzone, a partire dai metadati che conservate o, se lì nulla c’è, sempre facendo appello a Last.fm.</p>
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<figure><img alt="Musique è informato" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Musique-informazioni.png" /><br />
<figcaption>Musique è informato</figcaption>
</figure>
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<p>Periodicamente il programma vi ricorda i patti: è solo una versione di prova, e consiglia di comprarlo, rimandandovi molto correttamente, <a title="Comprare direttamente dagli sviluppatori o da Apple? In inglese" href="http://rentzsch.tumblr.com/post/24207015641/mac-app-store-vs-buying-direct">nel vostro interesse ed a scapito del proprio</a>, verso la pagina dalla quale l’avete scaricato, permettendovi così di scegliere se <a title="Verso Paypal per comprare Musique" href="https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&amp;hosted_button_id=VFXCRBPL9GBXQ">comprare il programma direttamente</a> oppure dirigervi <a title="Verso il Mac App Store per comprare Musique" href="http://itunes.apple.com/us/app/musique/id474190659?ls=1&amp;mt=12">verso il Mac App Store</a>.</p>
<h2 id="section-2">Tutto qui?</h2>
<p>Sì, tutto qui: <span lang="fr">Musique</span> vuole sembrare -e lo è- un programma semplice, e tanto apprezzo quello che fornisce, tanto mi pesa quello che non offre.</p>
<p>Il programma è strutturato su una lista di riproduzione, ma non è consentito salvarne di proprie create scegliendo i brani o aggregandoli sulla base dei metadati, né importarne da iTunes, per esempio.</p>
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<figure><img alt="Musique è ingrato con il Maestro" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Ennio-Morricone.png" /><br />
<figcaption>Musique è ingrato con il Maestro</figcaption>
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<p>Confrontando i brani con quelli noti a Last.fm, costringe ad usare una griglia che non necessariamente è quella che ciascuno vuole scegliere: se l’artista è Ennio Morricone, allora lo va bene, avrà una fotografia, ma se aggiungi l’orchestra, e Yo-Yo Ma o Dulce Pontes, allora niente più fotografia. Potessi inserirla io…</p>
<p>Altra limitazione è la mancanza di interazione: <span lang="fr">Musique</span> non offre menù contestuali, non consente di mostrare l’elemento nel Finder, né di modificare i metadati di un brano, fosse anche il suo testo (e che sarebbe bello potere modificare direttamente dalla vista dettagliata), e, coerentemente a questo stile non interessato ai metadati, non tiene conto delle riproduzioni effettuate, né aggiornando iTunes, né per conto suo. E da ultimo, mi piacerebbe potere ritrovare una funzione che è di Écoute, un programma sussidiario ad iTunes, meno ricco, ma che propone l’ascolto aleatorio ordinato: a lui di proporti un album, ma tutto intero e nell’ordine corretto.</p>
<h2 id="section-3">Errori di gioventù</h2>
<p><span lang="fr">Musique</span> non è neppure immune da alcune imperfezioni ed alcuni errori, primo dei quali sarebbe il non essere accessibile. Non ho i mezzi per verificarlo, lo scopro da una recensione a levapelo sul Mac App Store. Se così fosse sarebbe un peccato, ed una pecca il fatto che non sia annunciato chiaramente. Una pecca che Flavio condividerebbe con una larghissima fetta del mondo informatico, purtroppo. Tevac a sua volta non è immune da difetti, ma cerca di stare attento (leggi sul Forum di Tevac <a title="Sul Forum di Tevac Zichichi è il più scemo!" href="http://forum.tevac.com/topic/80318-wordpress-una-mezza-delusione/page__st__20#entry687256">una discussione che ha utilmente deviato sull’accessibilità</a>) ed accetta volentieri osservazioni e suggerimenti.</p>
<p>Oltre a questo tanti altri problemi, piccoli o meno, che speriamo Flavio prenda in considerazione per il futuro del programma.<br />
Il primo problema è che  è uno stramaledetto casinista: quale stramaledetto criterio utilizza per ordinare gli artisti, gliel’ha suggerito Bartezzaghi dopo una serata a base di acidi lisergici?</p>
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<figure><img alt="Chi ci si ritrova è bravo" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-05-12-a-14.32.45.png" /><br />
<figcaption>Chi ci si ritrova è bravo</figcaption>
</figure>
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<p>Un’altra grave pecca è che il programma non prende in conto il parametro <em>Artista Album</em> ma semplicemente <em>Artista</em> ed il fatto che l’ordine dei brani dei doppi album non sia gestito correttamente</p>
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<figure><img alt="iTunes sa contare e Musique no" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Musique-album-2-dischi.png" /><br />
<figcaption>iTunes sa contare e Musique no</figcaption>
</figure>
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<p>C’è poi un problema con il greco, che risulta case sensitive:</p>
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<figure><img alt="Il risultato è diverso in base alluso o meno delle maiuscole" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/musique-discrimina.jpg" /><br />
<figcaption>Il risultato è diverso in base all’uso o meno delle maiuscole</figcaption>
</figure>
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<p>E questo album, perché è senza volto?</p>
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<figure><img alt="" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-05-17-a-21.40.29.png" /><br />
<figcaption>Che ce l&#8217;hai con gli stranieri, Flavio?</figcaption>
</figure>
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<p>Unico difetto che ho trovato all’interfaccia, è la gestione dello spostamento di un brano, che non è chiaro: mostrando il titolo del brano sotto al cursore, viene nascosto il titolo della canzone prima della quale ci si inserisce, ed il punto in cui rilasciando si fa atterrare la traccia, non è evidenziato.</p>
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<figure><img alt="Traslochi alla cieca" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/Spostamento-mal-gestito.png" /><br />
<figcaption>Traslochi alla cieca</figcaption>
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<p>Ed il problema maggiore per me: <span lang="fr">Musique</span> è assolutamente nemico dei comandi da tastiera, e l’interazione con le due sezioni che lo compongono non è chiara, la navigazione frammentaria e, ad esempio, dopo avere eliminato un brano dalla lista, la selezione scompare (come in quel pessimo programma di Mac che si chiama Finder).</p>
<p>Infine, questo l’ho letto semplicemente, non ne sono certo: <span lang="fr">Musique</span> utilizzerebbe i dati di Last.fm per correggere quelli in locale. Se così fosse, appena lo verifico, bandisco il programma ed ogni suo ottetto di bit residuo dalle mie macchine: ma come, io magari mi impegno ore per scrivere le maiuscole dei titoli come si comanda, e tu, <em>senza chiedere nulla</em> (magari dalle Preferenze, pannello che ad oggi non esiste), modifichi? No no no, proprio non ci siamo!</p>
<h2 id="section-4">Alla fine</h2>
<p>Nella recente fioritura di programmi belli capaci di proporsi come valide alternative al riferimento del settore, <span lang="en">iTunes</span>, <span lang="fr">Musique</span> si distingue positivamente per le sue qualità, è un programma piacevole, con dei margini di miglioramento ed ancora delle pecche che, temo, lo rendono nondum maturum per quanto attraente e promettente.</p>
<p><strong>Chi:</strong> <a title="Il sito di Flavio Tordini" href="http://flavio.tordini.org">Flavio Tordini</a></p>
<p><strong>Cosa:</strong> <a title="Sul sito di Flavio Tordini, la pagina dedicata a Musique" href="http://flavio.tordini.org/musique">Musique</a></p>
<p><strong>Prezzo:</strong> 8,99€</p>
<p><strong>Per chi:</strong> per Leopard ed i seguenti, solo Intel.</p>
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		<title>Prova su strada di SkyPen, una penna non capacitiva per iPad</title>
		<link>http://www.tevac.com/recensione-skypen-per-ipad/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/recensione-skypen-per-ipad/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 22:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerod</dc:creator>
				<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo che Roberto aveva segnalato una nuova penna in questo articolo, mi sono deciso, mi sono informato e l&#8217;ho presa.
Aperta la confezione (fatta bene devo dire), mi trovo una serie di ricambi per il pennino, la batteria, la penna e il &#8220;ricevitore&#8221;.
Scarico i programmi che sono indicati nel manuale e via.
I programmi gratuiti sono: Idealnotes (è praticamente ghostwriter, infatti se lancio ghostwriter la penna funziona), Flynotes e Studio Basic.
La prima cosa da fare è la calibratura della penna.… <a href="http://www.tevac.com/recensione-skypen-per-ipad/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo che Roberto aveva segnalato una nuova penna in questo <a href="http://forum.tevac.com/topic/80407-una-penna-interessante/">articolo</a>, mi sono deciso, mi sono informato e l&#8217;ho presa.</p>
<p>Aperta la confezione (fatta bene devo dire), mi trovo una serie di ricambi per il pennino, la batteria, la penna e il &#8220;ricevitore&#8221;.<br />
Scarico i programmi che sono indicati nel manuale e via.</p>
<p>I programmi gratuiti sono: Idealnotes (è praticamente ghostwriter, infatti se lancio ghostwriter la penna funziona), Flynotes e Studio Basic.<br />
La prima cosa da fare è la calibratura della penna.<br />
Poi si parte.</p>
<p>Primi test insoddisfacenti: forse bisognerà prendere la mano ma molte prove mi accorgo che la penna deve rimanere sempre nella posizione di calibratura, ovvero se calibri con la penna a 45° poi devi scrivere sempre in quella posizione. E questo è già un limite perché una piccola variazione dell&#8217;inclinazione ti sposta il punto dal pennino.</p>
<p>Allora ho cercato di scrivere con la penna perfettamente verticale rispetto al piano dell&#8217;iPad ma le cose non sono migliorate.<br />
Nel centro dello schermo il punto di scrittura ti appare proprio sotto alla punta del pennino ma appena ti sposti, questo si allontana dalla penna.<br />
Insomma, nei vertici c&#8217;è una differenza tra punto scritto e pennino di 3 mm.<br />
Il test è stato eseguito sui tre programmi sopra citati.</p>
<p>L&#8217;effetto è visibile su Idealnotes e Studio Basic grazie al fatto che sul piano di scrittura viene proiettato il cursore che sarà poi il nostro punto appena la penna viene schiacciata. Il cursore è sicuramente utile per la ripresa di linee o, in generale, per controllare il segno (cosa difficile con le penne capacitive) ma l&#8217;offset disturba enormemente l&#8217;utilizzo della penna.</p>
<p>Un altro aspetto negativo è il ritardo del segno rispetto alla posizione della penna. Solo Flynotes risponde abbastanza velocemente alla variazione della posizione della penna ma manca del puntatore.<br />
Ho provato a scrivere, a disegnare, a fare semplici schemi e devo dire che sia il ritardo che l&#8217;offset rende lo strumento poco pratico e, per i miei gusti, insoddisfacente.</p>
<p>Ho usato uno strumento simile (penna + ricevitore) per registrare i miei appunti su fogli di carta e devo dire che questo strumento è molto più preciso e affidabile. Si usa una penna ad inchiostro ad infrarossi e si scrive su un foglio a4 bloccato su una cartellina mediante il ricevitore che è dotato di una pinza per fissare saldamente il foglio. Mi son trovato bene e speravo che fosse altrettanto valida la nuova penna per iPad ma non lo è!</p>
<p>Il costo è di 90 euro.</p>
<p>In rete ci sono altri prodotti (iPen ad esempio) ma sembra che chi l&#8217;ha acquistata abbia avuto problemi simili ai miei. Evidentemente la tecnologia non è matura. Inoltre sono poche le app che supportano questa tecnologia.<br />
La mia conclusione è che la penna per iPad a raggi infrarossi (e ultrasuoni) non funziona come dovrebbe:</p>
<ul>
<li>ha un ritardo eccessivo rispetto alla posizione del pennino</li>
<li>non è precisa (3 mm di imprecisione sono troppi)</li>
<li>ci sono pochi programmi per usarla e non sono stati studiati bene (ad esempio spesso mi capita che il polso blocchi il programma perché non c&#8217;è un setting che lo rilevi)</li>
<li>costa ancora troppo</li>
<li>quella che ho preso io è poco pubblicizzata (solo su youtube) e non sono presenti in rete specifiche</li>
</ul>
<p>Pertanto, ho già concordato con il venditore che gliela renderò perché non conforme alle aspettative.</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/punto_ipen.jpg"><img class="size-large wp-image-10570 alignnone" title="punto iPen" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2012/06/punto_ipen-620x547.jpg" alt="" width="620" height="547" /></a></p>
<p>Vi lascio un filmato che spero sia chiarificatore.</p>
<!--YouTube Error: bad URL entered-->
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Locusta Temporis App: intervista a Enrico Colombini</title>
		<link>http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 00:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabriziovenerandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[iPod]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tevac.com/?p=9488</guid>
		<description><![CDATA[PROLOGO
Quando ero un ragazzino leggevo una rivista che si chiamava Super Apple. Era una rivista patinata, bella spessa, che parlava di Apple e dentro ci scriveva anche Enrico Colombini. Colombini ci teneva un corso per imparare a programmare in Applesoft basic, ma anche per smanettare dentro al CALL-151, il comando per accedere al piccolo esecutore assember integrato in Apple ][. E scriveva anche di avventure testuali e di molte altre cose. E di avventure testuali Colombini se ne intendeva perché aveva scritto la prima avventura testuale italiana, AVVENTURA NEL CASTELLO.… <a href="http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/screenshot-2011-11-22-16-07-52" rel="attachment wp-att-9489"><img class="alignleft size-medium wp-image-9489" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/Screenshot-2011.11.22-16.07.52-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>PROLOGO</strong><br />
Quando ero un ragazzino leggevo una rivista che si chiamava Super Apple. Era una rivista patinata, bella spessa, che parlava di Apple e dentro ci scriveva anche Enrico Colombini. Colombini ci teneva un corso per imparare a programmare in Applesoft basic, ma anche per smanettare dentro al CALL-151, il comando per accedere al piccolo esecutore assember integrato in Apple ][. E scriveva anche di avventure testuali e di molte altre cose. E di avventure testuali Colombini se ne intendeva perché aveva scritto la prima avventura testuale italiana, AVVENTURA NEL CASTELLO.<br />
Io avevo la febbre un giorno, e mi ero messo a letto ad avere la febbre. È una cosa abbastanza passiva avere la febbre. I miei genitori mi hanno guardato e mi hanno lasciato riposare, sono andati a lavorare. Sono rimasto solo nella casa nel primo mattino. Il silenzio. Allora mi sono alzato, a fatica, ed ho smontato il mio Apple ][, il monitor a fosfori gialli, le unità disco, gli slot. E ho rimontato il computer nel mio letto, occupava un quarto di tutto lo spazio disponibile. Allora l'ho acceso, mi sono rintanato sotto le coperte, e ho messo il floppy disk di AVVENTURA NEL CASTELLO.<br />
Tutto quel giorno di febbre l'ho passato nel folle castello di Colombini e poi sono uscito, un finale epico nell'aria bollente della mia stanza.</p>
<p><strong>CIRCA VENT'ANNI DOPO</strong><br />
Circa vent'anni dopo, ormai adulto, ho scritto a Enrico Colombini dicendogli, ciao sono quel bambino con la febbre che giocava a AVVENTURA NEL CASTELLO, che ne diresti di fare una nuova avventura per smartphone e ebook reader? E lui ha detto, certo, stavo aspettando che me lo chiedessi. Ce ne hai messo di tempo.</p>
<p><strong>LOCUSTA TEMPORIS</strong><br />
Ho avuto quindi, da editore, la non comune fortuna di vedere nascere LOCUSTA TEMPORIS. Enrico ne scriveva un capitolo e me lo mandava perché io la testassi nei vari formati e con i diversi tipi di ebook reader. Io pensavo che avrebbe fatto una storia a bivi, invece Enrico aveva fatto una cosa febbricitante. Aveva costruito un marchingegno che generava migliaia di pagine di narrazione interconnesse fra loro, in modo da permettere al lettore di interagire con le situazioni, i personaggi, la storia in cui erano immersi. E più giocavo a LOCUSTA TEMPORIS più mi rendevo conto che avevo tra le mani un caposaldo della narrativa ludica del nuovo millennio.</p>
<p><strong>LA APP</strong><br />
Finalmente, dopo aver lavorato assieme per un anno e mezzo, io e Enrico ci siamo visti. Eravamo in un castello, tanto per cambiare, per parlare di LOCUSTA ad un convegno di editoria digitale ed ebook. Dopo esserci salutati e abbracciati calorosamente, ho detto a Enrico, ehi, perché non facciamo anche una versione APP per iPhone e iPod di LOCUSTA TEMPORIS? E lui ha detto, certo, stavo aspettando che me lo chiedessi. Ce ne hai messo di tempo.<br />
E allora Enrico ha lavorato per un altro anno a creare questa APP e la settimana scorsa è finalmente apparsa sull'iTunes Store.</p>
<p><em><a href="http://itunes.apple.com/it/app/locusta-temporis/id488701532?mt=8" target="_blank">Fino al 7 gennaio la trovate in offerta lancio a 0.79 euro, poi la pagate normale. </a></em><br />
<em></em></p>
<p>Siccome io sono l'editore, ma non è solo per questo. Non sono solo l'editore, sono anche convinto che questa App sia un vero gioiellino, allora ho pensato assieme a RobRota di fare per TEVAC una intervista a Enrico Colombini, per ragionare un po' con lui di App, ebook game e quantaltro.</p>
<p>E quindi, dopo questo lungo nostagico struggente prologo, parto con la prima domanda.</p>
<p><strong><a href="http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/screenshot-2011-11-22-16-20-25" rel="attachment wp-att-9492"><img class="alignright size-medium wp-image-9492" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/Screenshot-2011.11.22-16.20.25-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Sei felice di aver fatto Locusta Temporis?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Pensando alla quantità di lavoro che ho dedicato a quest'impresa e alle rinunce che mi è costata (una per tutte: non avere sviluppato app commerciali per l'iPhone nel suo periodo più redditizio, com'era il mio progetto iniziale quando persi il lavoro) dovrei rispondere "assolutamente no". Invece rispondo "decisamente sì" perché la soddisfazione non si misura in euro: non sono molte le occasioni nella vita in cui si incontra l'opportunità di fare qualcosa di veramente nuovo e originale. Locusta Temporis era una di queste occasioni e decisi di non farmela scappare, ben sapendo quale fosse il prezzo da pagare; per me e' stato un po' come piantare una bandiera al Polo Sud dopo un'estenuante ma entusiasmante marcia in una regione in gran parte inesplorata.</p>
<p><strong>Ma davvero hai scritto un macchinario che genera migliaia di pagine?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Sono pigro, immensamente pigro: non per niente il mio animale-totem è il bradipo. Avrei potuto progettare il tutto a mano e con qualche dozzina di bloc-notes probabilmente me la sarei cavata, ma poi a ogni modifica avrei dovuto passarci sopra una notte per sistemare i link e poi ancora una settimana per rifare il testing. La fatica 'meccanica' avrebbe preso il sopravvento sul lavoro creativo.<br />
Quindi, seguendo i sani dettami della mia pigrizia costruttiva, decisi all'unanimità di spendere un paio di settimane per costruirmi uno strumento intelligente che facesse il lavoro cretino. Così fui finalmente libero di pensare a come raccontare la storia e come costruire gli enigmi: io scrivevo un 'sorgente' in testo narrativo intercalato a frammenti di linguaggio Lua, dal quale poi il mio Medusa (Macchinario Esente Da Un Significativo Acronimo) ricavava un insieme di pagine interconnesse. Nessuno dei due si lamentava più di tanto.<br />
Non che il lavoro sia stato trascurabile: ho scritto circa 950 paginette, più il codice di tutti gli enigmi, dialoghi e via dicendo. Ma sempre meglio che scriverne 5800 e sistemare 11000 link a mano.</p>
<p><strong><a href="http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/screenshot-2011-11-22-16-33-29" rel="attachment wp-att-9493"><img class="alignleft size-medium wp-image-9493" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/Screenshot-2011.11.22-16.33.29-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Senti, non è che le avventure testuali sono solo roba per nerd nostalgici?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Mettiamoci d'accordo sulla definizione di avventura testuale: se parliamo di inserire un floppy, di quelli davvero 'floppy' che si sfilavano dalla busta di carta, e scrivere comandi alla tastiera in sole lettere maiuscole davanti a un tremolante schermo a 40 colonne a fosfori verdi, beh sì, direi che la componente nostalgica non è trascurabile. Non che rinneghi le avventure testuali degli anni '80, sia chiaro: ho apprezzato i capolavori Infocom e sono ben contento di avere fatto la mia parte con "Avventura nel castello" e "L'Apprendista stregone".<br />
Ma, anche se ricordo quei tempi con piacere, sono un tipo che vive nel presente e ancor più nel futuro. Oggi il computer non è una novità misteriosa, è ormai persino tascabile sotto forma di telefono; anche i lettori sono abituati a un modo diverso di ricevere informazioni, più immediato e meno concettuale. La narrazione interattiva degli anni '10 non può ricalcare le tecnologie del 1980; se davvero vuole tener vivo lo spirito delle vecchie 'avventure' le deve uccidere per risuscitarle sotto nuova veste.<br />
E anche la forma, il modo di raccontare una storia, dev'essere differente: nelle mie intenzioni Locusta Temporis vorrebbe stare all'incrocio di diversi generi: il romanzo verniano, le avventure grafiche e il fumetto. Può sembrare strano citare gli ultimi due, dato che l'unica immagine presente è quella di copertina, ma la struttura di gran parte degli enigmi è da avventura grafica punta-e-clicca, mentre la sceneggiatura ha volutamente un taglio da fumetto.<br />
Ci sono anche alcuni elementi tipici delle antiche avventure testuali, ma direi che si trovano soprattutto nei primi due capitoli, quando ancora esploravo fin dove si potesse spingere il mio meccanismo e davo relativamente meno spazio alla narrazione; man mano procedevo con la storia, il tutto diventava più fluido e gli enigmi si integravano sempre più nella narrazione stessa. O almeno questa è la mia sensazione.</p>
<p><strong>Di cosa parla Locusta?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Se cercassi di raccontarlo senza rovinare il piacere della lettura, finirei col dire qualcosa di assolutamente banale come "due studenti di un'università parigina sono alle prese con un macchina del tempo", che mi pare non renda per nulla l'idea della 'vera' storia. Perché la trama di fondo è solo il filo di Arianna di una vicenda fatta di dettagli, situazioni, imprevisti, personaggi e stati d'animo (sia dei protagonisti che del lettore), citazioni più o meno serie, sogni, frustrazioni, riferimenti incrociati, un pizzico di ricerca storica e tanta fantasia; ho buttato tutto in un gran calderone e ho mescolato finché non mi pareva cotto a puntino. Ma questo naturalmente dovranno essere gli assaggiatori a giudicarlo.</p>
<p><strong>Come è nata l'idea della storia?</strong><a href="http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/screenshot-2011-11-22-16-57-31" rel="attachment wp-att-9494"><img class="alignleft size-medium wp-image-9494" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/Screenshot-2011.11.22-16.57.31-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>E:</strong> Nei miei appunti conservo un gran numero di note: man mano mi viene un'idea, me la segno in modo che mi possa servire in futuro. Perciò, quando grazie a quintadicopertina si materializzò la possibilità di scrivere un libro interattivo, andai a sfogliarmi accuratamente tutto quel materiale... e poi decisi di fare qualcosa di completamente diverso.<br />
A un certo punto il subconscio mi ricordò con una gomitata nelle costole che, un paio d'anni prima, un amico mi aveva regalato una copia originale de "Le piège diabolique" (La trappola diabolica), un fumetto del grande Edgar P.Jacobs che avevo letto con grande piacere alla sua apparizione nel 1972 e poi riletto con altrettanto piacere in originale.<br />
Il progetto di Locusta Temporis partì da un'idea di massima vagamente simile, sviluppando il tema in modo del tutto differente ma conservando un paio di piccole citazioni (ovviamente rielaborate in altra forma) come segno di stima nei confronti del Maestro. Ad essere sincero, una parte di questo lavoro fu del tutto inconscia; solo a un certo punto mi resi conto di quale fosse stata una delle fonti della mia ispirazione... e ne fui ben lieto: non potevo prendere un modello migliore.<br />
L'ambientazione in Francia non è dovuta solo alla mia simpatia per la cultura di quel Paese, ma anche alla necessità pratica di trovare un posto dove la lingua fosse rimasta sostanzialmente immutata per interi periodi storici, nonché alla facilità di trovare documentazione storica ed eventi interessanti.</p>
<p><strong>Nel tuo romanzo ci sono molti enigmi. Se non si risolvono non si va avanti nella storia. Come vedi il rapporto tra enigma e narrazione?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> L'intenzione originale era di integrarli perfettamente fra loro; rileggendo mi rendo conto, come accennavo prima, che nei primi due capitoli gli enigmi tendono ad avere vita propria, mentre in alcuni dei capitoli successivi mi pare di essere riuscito ad amalgamarli molto meglio nel racconto.<br />
Mi rimane il dubbio che la difficoltà di alcuni di questi enigmi, o il fatto stesso di dover risolvere dei problemi, possa scoraggiare un lettore 'normale', anche se ho cercato di limarne la difficoltà a un livello inferiore anche rispetto a molte avventure grafiche moderne.<br />
La scelta di inserire dei puzzle dall'interazione relativamente complessa ha comportato un certo costo in termini di pagine, il che a sua volta mi ha portato a narrare Locusta Temporis come una singola storia, che può essere vissuta in molti modi ma che passa comunque per alcuni snodi fondamentali e ha una trama ben definita. Ci sono diversi altri modi di progettare un ebook interattivo, e magari in futuro non mi spiacerebbe esplorarne qualcun altro.</p>
<p><strong><a href="http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/screenshot-2011-11-22-16-32-04" rel="attachment wp-att-9495"><img class="alignright size-medium wp-image-9495" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/Screenshot-2011.11.22-16.32.04-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a></strong><strong>Leggendo LOCUSTA sono rimasto molto colpito dalla freschezza delle invenzioni e delle descrizioni. Sembra di </strong><strong>trovarsi di fronte ad un ragazzino che si sta divertendo a fare qualcosa di nuovo. Quanto divertimento c'è in Locusta?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Moltissimo, non solo per la novità dell'approccio tecnico e per la possibilità di esplorare finalmente qualche strada originale in questo mondo sempre più fossilizzato al di là dei lustrini del marketing, ma anche e soprattutto nello scrivere e nel raccontare.<br />
Mi sono divertito per esempio nelle parodie e nello sfatare qualche luogo comune della narrativa popolare (come il ruolo dei personaggi femminili) ma anche nel creare situazioni paradossali, simmetrie imperfette e personaggi secondari. Uno di questi ultimi mi sta particolarmente simpatico... e pensare che nei miei appunti preliminari era solo un insignificante elemento di un puzzle! Storie e personaggi mi uscivano dalla tastiera, crescevano e cambiavano forma sotto i miei occhi, acquisivano man mano vita propria: persino uno dei protagonisti è diverso da come l'avevo immaginato all'inizio!</p>
<p><strong>Perché hai deciso di farne una app?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Per vari motivi: la difficoltà di leggere la versione ebook su uno schermo piccolo e la possibilità di sfruttare le capacità di elaborazione di iPhone e affini per aggiungere qualche comodità rispetto ai reader convenzionali; in primis eliminare la possibilità di cambiare pagina per errore, finendo in tutt'altro punto della storia e perdendo il segno, ma anche una maggiore scorrevolezza di lettura.<br />
Inoltre avevo già studiato un poco la programmazione iOS e ne ho approfittato per approfondire le mie conoscenze sviluppando una app vera e propria secondo i sacri crismi di Apple. L'operazione non è stata indolore, sia per la mole di manuali tecnici che, specialmente, per la parte 'burocratica' che ha dato parecchio filo da torcere sia al buon Fabrizio Venerandi che al sottoscritto.<br />
Alla fine comunque mi pare che il risultato sia più che decente: la app fa il suo lavoro senza farsi notare troppo, lasciando spazio libero alla storia. Per questo devo molta riconoscenza ai pazienti ed esperti amici tester che mi hanno convinto a introdurre numerose modifiche rispetto alle prime versioni, spiegandomi come si spiega a un bambino un po' tonto che non avevo capito niente dell'interfaccia iPhone e dei suoi utenti e fornendomi numerosi consigli e suggerimenti; i loro nomi sono doverosamente citati nella app.</p>
<p><strong>Che differenze ci sono tra l'ebook e la app?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Al di là della comodità di lettura, la app aggiunge sostanzialmente tre cose. La prima è la possibilità di sfogliare l'intera storia, dalla copertina fino all'ultima pagina raggiunta nella lettura: ad ogni scelta del lettore viene infatti creata una nuova pagina della storia, costruendo così un libro su misura. È una cosa che avevo in mente sin dai tempi delle avventure testuali, ma che non avevo mai avuto occasione di mettere in pratica.<br />
Un complemento a questa creazione della storia è l'indice automatico: le voci dell'indice si rivelano da sé, a mano a mano che il lettore scopre nuove sezioni e nuovi capitoli della vicenda, consentendogli di saltare direttamente ai punti salienti.<br />
La terza innovazione sono le "letture". Il fatto di creare una pagina ogni volta che si fa una scelta pone infatti un problema: che succede se torno a una pagina precedente e voglio fare una scelta diversa da quella che ho fatto la prima volta? Dopo lunga riflessione ho deciso che la propria storia (cioè il libro creato in base alle scelte) è immutabile, cioè non è possibile scegliere un diverso percorso; la scelta è ammessa solo dall'ultima pagina raggiunta, quella appunto dove la situazione è ancora aperta. Ma allora come si può rileggere dall'inizio o rigiocare un enigma, senza perdere la situazione corrente?<br />
La risposta è "creando un nuovo libro indipendente", ossia una nuova "lettura". Ciascuna lettura contiene la storia delle pagine visitate e il segno della pagina corrente. Se creo una nuova lettura dall'inzio del libro, posso ad esempio farla leggere a un'altra persona senza perdere né il mio segno né la mia storia: è come se ci fossero due (o più) copie separate del libro, e posso passare in ogni momento dall'una all'altra.<br />
Posso anche far leggere un dato capitolo o far risolvere un certo enigma a un amico, creando una lettura che è uguale alla mia ma arriva solo fino a quel punto, oltre il quale è ancora tutto da decidere. Questo naturalmente senza perdere la mia lettura.<br />
Mi rendo conto che il concetto delle letture non è semplicissimo da descrivere a parole, ma in pratica è molto comodo e (a quel che ne so) non mi pare sia offerto da altri reader.</p>
<p><strong><a href="http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/screenshot-2011-11-22-16-51-18" rel="attachment wp-att-9496"><img class="alignleft size-medium wp-image-9496" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/Screenshot-2011.11.22-16.51.18-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Come vedi il mondo delle App ludiche?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Mi pare ci sia stata una rapida evoluzione, simile a quella verificatasi con i personal computer negli anni '80 ma concentrata in un lasso di tempo più breve. C'è stata una finestra di opportunità per i piccoli sviluppatori indipendenti, poi ridottasi sia per la nutrita concorrenza che per l'entrata delle grandi software house che hanno buttato sul piatto palate di milioni e team di professionisti, in genere convertendo giochi scritti per altre piattaforme. Tuttavia la situazione è in perenne movimento e un po' di spazio rimane comunque anche per gli "indie" (gli indipendenti, appunto), anche perché i 'grossi' tendono a fare giochi stereotipati e sempre praticamente identici tra loro.<br />
C'è poi un'indistinta linea di confine tra il settore mobile e quello social (giochi per Facebook e simili); la situazione è in perenne movimento e la mia sfera di cristallo è atttualmente dal meccanico per il tagliando.<br />
Noto comunque che anche qui la prevalenza della grafica tende a mettere in secondo piano la qualità del gameplay e del design. Inoltre gli utenti sono abituati ad avere molto con pochissima spesa o anche gratis in cambio di pubblicità, per cui è difficile per uno sviluppatore investire sulla qualità.<br />
Sono considerazioni in gran parte indipendenti da Locusta Temporis, ragionamenti che ho fatto e sto facendo per valutare l'opportunità o meno di investire tempo e risparmi in questo settore.</p>
<p><strong><a href="http://www.tevac.com/locusta-temporis-app-intervista-a-enrico-colombini/screenshot-2011-11-22-16-18-29" rel="attachment wp-att-9497"><img class="alignright size-medium wp-image-9497" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/Screenshot-2011.11.22-16.18.29-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Cosa cambia tra scrivere una avventura testuale per Apple ][ negli anni ottanta, e una APP per iOs nel 2011?</strong></p>
<p>E: Niente e tutto. La programmazione è sempre programmazione, per cui dal punto di vista logico non fa molta differenza come pure non ne fa la moltiplicata potenza di calcolo. La tecnica si è però standardizzata ed è diventata normale pratica industriale, e questo di differenza ne fa molta.<br />
Negli anni &#8217;80 si faticava a trovare documentazione: ci si doveva basare su un paio di manuali, un libro fotocopiato da fotocopie di fotocopie arrivate chissà come da oltre Atlantico, e la propria esperienza. Oggi la documentazione non manca, ma sul sito per gli sviluppatori iOS in questo momento vedo che sono elencati 1467 documenti&#8230; troppa grazia, Sant&#8217;Antonio! Solo per una app &#8216;semplice&#8217; come questa ne ho dovuti studiare a fondo una decina (parliamo di un migliaio di pagine) e sfogliare parecchi di più.<br />
Allora si nuotava nell&#8217;improvvisazione, oggi come accennavo si naviga nella burocrazia. Non mi riferisco solo ai manuali o alle procedure per gli sviluppatori: anche la programmazione è molto più pesante, con librerie che sembrano ministeri e barriere di filo spinato che incanalano i buoi-programmatori lungo un percorso obbligato, che ogni tanto viene cambiato senza preavviso.<br />
Se devo fare un confronto, direi che era più divertente allora&#8230; e non solo perché avevo qualche annetto di meno. Nei periodi &#8216;eroici&#8217;, quelli dei grandi cambiamenti, c&#8217;è un entusiasmo che nella normalità è difficile trovare.</p>
<p><strong>Ok, Enrico, ultima domanda. In che maniera possiamo convincere il lettore di TEVAC a leggere e giocare a LOCUSTA?</strong></p>
<p><strong>E:</strong> Read different!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ringraziamo Enrico Colombini e ricordiamo a chi fosse interessato che Locusta Temporis per iPhone e iPod è in offerta lancio a 0.79 € fino al sette gennaio sull&#8217;<a href="http://itunes.apple.com/it/app/locusta-temporis/id488701532?mt=8" target="_blank">iTunes Store</a>.</em></p>
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		<title>Stainless, un navigatore piccolo piccolo</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 00:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Pitrolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho avuto un problema con Stainless, un navigatore che mi piace usare talvolta, un problema che mi rendeva impossibile usarlo, pur armato di tutta la buona volontà. Perché questa era la finestra di Stainless sulla mia scrivania:

Non si vede? Guardate meglio

Ecco, sì, questa
Difficile scrivere qualcosa nella barra dell’indirizzo in queste condizioni (anche se confesso di non avere provato il comando da tastiera, cmd L), difficile, anzi impossibile per me, allargare la finestra. La soluzione è arrivata dagli sviluppatori stessi, ed era abbastanza semplice: volendo avrei potuto trovarla da solo.… <a href="http://www.tevac.com/stainlless-un-navigatore-piccolo-piccolo/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto un problema con Stainless, un navigatore che mi piace usare talvolta, un problema che mi rendeva impossibile usarlo, pur armato di tutta la buona volontà. Perché questa era la finestra di Stainless sulla mia scrivania:</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/stainless1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9285" title="stainless1" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/stainless1-620x387.jpg" alt="" width="620" height="387" /></a></p>
<p><em>Non si vede? Guardate meglio</em></p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/stainless2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-9286" title="stainless2" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/12/stainless2-620x50.jpg" alt="" width="620" height="50" /></a></p>
<p><em>Ecco, sì, questa</em></p>
<p>Difficile scrivere qualcosa nella barra dell’indirizzo in queste condizioni (anche se confesso di non avere provato il comando da tastiera, <em>cmd L</em>), difficile, anzi impossibile per me, allargare la finestra. La soluzione è arrivata dagli sviluppatori stessi, ed era abbastanza semplice: volendo avrei potuto trovarla da solo.</p>
<blockquote><p>You can fix this by going into your home folder’s Library/Preferences and deleting the file “com.stainlessapp.Stainless”</p></blockquote>
<p>A parte questo aneddoto, quali sono le caratteristiche di Stainless?</p>
<p>La prima è che è un prodotto ancora in beta, al lavoro per raggiungere la versione 1.0, basato su WebKit (e quindi chi ha ClickToFlash potrà servirsene pure con Stainless, <a title="Segnalazione di ClickToFlash sul Forum di Tevac" href="http://forum.tevac.com/topic/74444-safari-flash-video-cpu-e-ventole-a-nastro/page__view__findpost__p__637736">leggi la segnalazione di ClickToFlash sul Forum di Tevac</a>non esente da qualche chiusura improvvisa (ma rara), con alcuni bachi (minori) e, soprattutto, molto limitato. Tra i bachi c’è la visualizzazione delle finestre con Exposé, totalmente aleatoria: potreste avere più finestre aperte, e non vedere nulla; vedere soltanto la finestra dei documenti scaricati ma non poterla richiamare pigiandola. Tra le limitazioni, invece, c’è da segnalare la mancanza di una cronologia, l’impossibilità di personalizzare il motore di ricerca della barra dell’indirizzo (se quello che digitate non è un indirizzo, Stainless lo cerca su Google) ed il fatto che, a meno di chiederlo espressamente (dalla barra del Menù, Stainless-&gt;Save Windows and Quit Stainless), la sessione di navigazione che chiudete, è persa per sempre: confesso, questo è uno dei motivi che mi spinge ad usarlo spesso, dato che praticamente tutti gli altri miei navigatori sono ingombri di numerose finestre, anche diverse decine, e le rare volte che ho salvato la sessione di navigazione su Stainless, all’uso successivo il programma si è chiuso in maniera inaspettata: un difetto che, paradossalmente, per me diventa quasi un pregio!</p>
<p>Ed i pregi veri, quali sono?<br />
Stainless propone la possibilità di aprire sessioni di navigazione parallele. Dovendo usare i conti di due (o più) utenti differenti con un medesimo servizio, Stainless offre la possibilità di aprire una <em>scheda di sessione singola</em>, tramite <em>cmd Maiuscola T</em> o il Menù File-&gt;New Single Session Tab. Un’altra possibilità, non equivalente, è aprire una finestra privata, con <em>cmd Maiuscola N</em>.</p>
<p><img src="http://img41.imageshack.us/img41/1070/stainless3.png" alt="Stainless, segnalibri" /></p>
<p>La gestione dei segnalibri mi sembra ugualmente intelligente: sistemati lateralmente (solitamente gli schermi sono più larghi che alti), e si possono aggiungere rapidamente per trascinamento, a partire dalla barra dell’indirizzo.</p>
<p>Infine Stainless punta ad essere rapido ed efficiente, più di Chrome: proprio da una dimostrazione, per provare una tecnologia alternativa a quella di Google, è nato Stainless, che si basa sull’idea di rendere ogni scheda di navigazione un processo diverso. In caso una pagina sia particolarmente ostica per il navigatore, questo non dovrebbe quindi avere effetto sul resto delle schede; in caso una pagina provochi un <em>crash</em>, le altre dovrebbero essere al sicuro, ed, infine, dato che ogni scheda è un processo a parte, la RAM allocata al processo viene immediatamente liberata alla chiusura della scheda, senza rimanere preda del navigatore sino alla chiusura dell’applicazione (ciò non ostante, Stainless non è disappetente, in ambito RAM).</p>
<p>Chi è intraprendente può provarlo, e probabilmente, malgrado sia ancora acerbo, apprezzerà alcune delle qualità di Stainless (o dei suoi difetti!).</p>
<p><a title="Stainless, sito ufficiale" href="http://www.stainlessapp.com/">Stainless.app</a><br />
MD Software, LLC<br />
<strong>Compatibilità:</strong> PPC/Intel<br />
<strong>SO:</strong> Mac OS X 10.5 o superiore<br />
<strong>Prezzo:</strong> gratuito</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mail 5 è POPsibile!</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 21:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maragines</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Apple Mail]]></category>
		<category><![CDATA[Lion]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivoluzione è in marcia, ma non solo quando bisogna fare proclami ed arringare le folle: avanza anche in modo silenzioso e copre anche quegli aspetti che… che non ti aspetti e che non sono annunciati perché i proclami che si potrebbero fare non sarebbero poi tanto “accattivanti”, ne verrebbero fuori cose del tipo: “Hai presente POP? Beh… Scordatelo!”.
Creare un client di posta elettronica è complicato, anche e soprattutto perché pochi sono i Mail Engine. Negli ultimi anni però la rivoluzione ha camminato: è arrivato  Postbox (29,95 Dollari statunitensi), a Settembre 2008 e poi è comparso pure Sparrow (9,99 della stessa valuta) l’ultimo, per il momento e che ha avuto un grande impatto.… <a href="http://www.tevac.com/mail-5-e-popsibile/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La rivoluzione è in marcia, ma non solo quando bisogna fare proclami ed arringare le folle: avanza anche in modo silenzioso e copre anche quegli aspetti che… che non ti aspetti e che non sono annunciati perché i proclami che si potrebbero fare non sarebbero poi tanto “accattivanti”, ne verrebbero fuori cose del tipo: “<strong><em>Hai presente POP? Beh… Scordatelo!</em></strong>”.</p>
<p>Creare un client di posta elettronica è complicato, anche e soprattutto perché pochi sono i Mail Engine. Negli ultimi anni però la rivoluzione ha camminato: è arrivato  <a title="Post Box per le tue e-mail" href="http://postbox-inc.com/" target="_blank">Postbox</a> (29,95 Dollari statunitensi), a <a title="Mac Generation recensione a Postbox" href="http://www.macgeneration.com/news/voir/133442/postbox-une-boite-a-idees-pour-mail-d-apple" target="_blank">Settembre 2008</a> e poi è comparso pure <a title="Il sito ufficiale di Sparrow" href="http://sparrowmailapp.com/" target="_blank">Sparrow</a> (9,99 della stessa valuta) l’ultimo, per il momento e che ha avuto un grande impatto.</p>
<p>Sparrow è pensato, sin dall’inizio come programma <em>nuovo </em>e <em>divertente </em>(il loro slogan è <em>Mail made fun again</em>). Divertente, questo forse dipenderà soprattutto dalle vostre conversazioni elettroniche, nuovo, invece è evidente: non solo perché ha poco più di un anno, ma anche perché è calcato su GMail, ispirato a iOS e Tweetie. E poi si presenta sin dall’inizio come un programma <em>Full IMAP support and IMAP-idle</em>.</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-8909" title="1" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/1.png" alt="" width="614" height="582" /></a></p>
<p>Sparrow è pensato per essere essenziale e semplice, anche quando devi configurarlo: ti basta inserire nome (e cognome volendo), l’indirizzo e-mail, e la relativa parola d’ordine, una sola schermata e… Puf, il vostro account è configurato. IMAP.</p>
<p>POP? <strong>Volete POP?</strong> Mi spiace, POP è roba vecchia: Sparrow funziona solo con IMAP. Tanti saluti POP!</p>
<p>Certo, ci sono ottimi motivi per scegliere di usare la vostra posta via IMAP, ma ci sono anche alcuni argomenti a sostegno dell’altro sistema, POP (se volete leggere qualcuno di questi argomenti potete c’è il fuori argomento di una conversazione del forum <a title="Il Forum di Tevac Gmail, Mail, POP e Imap" href="http://forum.tevac.com/topic/78926-importa-gmail-in-mail/page__p__670749#entry670749" target="_blank">qui</a>). Quindi, se vuoi POP, lascia perdere Sparrow e, magari, torna a Mail: Mail 5, quello che Lion porta con sé, non è troppo diverso, sai?</p>
<p>Di Sparrow, Mail 5 <del>copia</del> cita innanzi tutto l’aspetto: tutto è verticalizzato, anteprima del messaggio selezionato a sinistra, in mezzo la lista delle e-pistole (chi volesse qualcosa di analogo senza adottare tutto Lion, guardi un l’ottimo plugin <a title="Letter Box plugin per verticalizzare" href="http://harnly.net/2009/software/letterbox/letterbox-beta-5-for-snow-leopard/" target="_blank">Letterbox</a>). Insomma, Mail 5 quasi si confonde con Sparrow. Non ci credete? Guardate voi stessi qui sotto&#8230; (Sparrow è quello a sinistra)</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8910" title="2" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/2.jpg" alt="" width="600" height="248" /></a></p>
<p>Mail 5 simile a Sparrow, ma con la possibilità di usare POP. Basta solo configurare l’account. Prima schermata: Nome, indirizzo di posta e parola d’ordine, e poi&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/3.png"><img class="alignnone size-full wp-image-8911" title="3" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/3.png" alt="" width="600" /></a></p>
<p>&#8230; e poi basta: dopo la prima schermata, tutto è finito, ti ritrovi con IMAP (come Sparrow). Molti utenti di Mail 5 si sono tra l’altro <a title="Forum ufficiale di Apple discussioni su POP e Lion" href="https://discussions.apple.com/thread/3192956?start=0&amp;tstart=0" target="_blank">lamentati</a> di malfunzionamenti di POP. Uno di loro, Alfacruxis (alla settima pagina della discussione indicata), sembra averne trovato la causa:</p>
<blockquote><p><em>After a while I figured out what was going wrong with the POP email accounts and Mail 5.<br />
It happens that the new app is using a protocol that was not used by the mail programs as well as by ISP providers.<br />
Now, Mail 5, is questioning the mail servers about capability (CAPA instruction) and most of the servers answer as IMAP by default, even tho they are POP servers.</em></p></blockquote>
<p>Quindi è il caso di chiedersi: ma lo volete veramente ‘sto POP? Se la risposta è sì abbiamo due soluzioni possibili.</p>
<p><strong>1</strong></p>
<p>Potendo, disabilitate la funzione IMAP (su GMail si fa da “Impostazioni”, nel menu “Inoltro POP/IMAP”).  Una volta disabilitata la funzione IMAP configurate con Mail 5 il vostro nuovo Account.</p>
<p>A questo punto inserite quello che vi viene chiesto e aspettate che Mail comprenda che… <em>Houston, abbiamo un problema. </em>E a questo punto il programma vi permette (finalmente!) di metterci le mani e correggere l’indirizzo del server IMAP con quello che volete voi, POP. Ecco configurato il vostro account in versione POP e , se volete, a questo punto potete abilitare nuovamente la funzione IMAP, se vi serve.</p>
<p>Ma avevamo parlato di due metodi…</p>
<p><strong>2</strong></p>
<p>Lasciando perdere del tutto la vostra casella di posta elettronica sul Web, quando compare la pagina di “Aggiungi Account” vi limitate a dargli dei dati del tutto falsi. Mentite al vostro computer, e rendetegli la vita difficile. Di nuovo, dopo un poco, Mail si arrenderà e, a suo modo, vi dirà appunto che… <em>Houston, abbiamo un problema</em>. Ed è a questo punto che tornerete voi ad essere il proprietario del vostro computer e del programma: la schermata del potere vi permetterà di prendere piene decisioni e… Anche di configurare un account POP (che idee, eh?!).</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/4.png"><img class="alignnone size-large wp-image-8912" title="4" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/4-620x540.png" alt="" width="620" height="540" /></a></p>
<p>Che seguiate la via uno o la via due, resta una precauzione: controllate la porta della posta in arrivo. Forse non sarà così per voi, ma, nel mio caso Mail aveva sbagliato porta e voleva aprire la 993, quella di IMAP, mentre quella di POP è la 995. Che avesse seguito il consiglio di Google?</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8913" title="5" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/10/5.jpg" alt="" width="600" height="373" /></a></p>
<p>Infine, se tra di voi qualcuno ha letto con sufficienza sino a qui, dicendo che tanto avrebbe importato i conti Mail da Snow Leopard, attenzione, perché i problemi sorgono pure in questo caso, da quel che raccontano sul forum di Apple, e, come dicono qua sotto (sempre di Afacruxis), la soluzione è fare a mano, come vi abbiamo appena spiegato.</p>
<p><em>So when Mail 5 receives this answer, it does not establish the connection and so POP accounts don’t work.</em><br />
<em> My ISP came out with a non conventional solution while they work on the server configuration.</em><br />
<em> The solution is deleting the POP accounts and recreating them, indicating they are IMAP accounts, but configuring them manually as POP.</em><br />
<em> To be clear, when recreating the account, the programs asks for the type of account. There you put IMAP.</em></p>
<p>Ah, l’ultima novità introdotta da Sparrow è la <a title="Sparrow elimina gli allegati" href="http://blog.sparrowmailapp.com/post/11054373818/sparrow14" target="_blank">morte dell’allegato</a>: Mail <del>copierà</del> si ispirerà pure da questo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Daniele Pitrolo e maragines</p>
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		<title>La mela bacata, una biografia tutta italiana di Steve Jobs</title>
		<link>http://www.tevac.com/la-mela-bacata-una-biografia-tutta-italiana-di-steve-jobs/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 10:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Rota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Editori Internazionali Riuniti]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio de Ponte]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la biografia autorizzata dalle vive mani del sommo occorrerà attendere il 2012, a quanto pare, ma non mancano testi alternativi per chi volesse farsi un&#8217;idea sul percorso del più noto dei fondatori di Apple.
In genere sono tutti testi molto celebrativi, che mettono in luce il genio del nostro nonostante le vicissitudini aziendali e umane.
Sul blog mela marcia ho trovato un nuovo titolo, o per lo meno un titolo che non conoscevo, questa volta tutto italiano e non la solita traduzione, che potrebbe essere interessante se mantiene le promesse della presentazione.… <a href="http://www.tevac.com/la-mela-bacata-una-biografia-tutta-italiana-di-steve-jobs/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/fabio-de-ponte-la-mela-bacata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8310" title="Fabio De Ponte - La mela bacata" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/fabio-de-ponte-la-mela-bacata-200x342.jpg" alt="La mela bacata - Fabio De Ponte" width="200" height="342" /></a>Per la biografia autorizzata dalle vive mani del sommo occorrerà attendere il 2012, a quanto pare, ma non mancano testi alternativi per chi volesse farsi un&#8217;idea sul percorso del più noto dei fondatori di Apple.</p>
<p>In genere sono tutti testi molto celebrativi, che mettono in luce il genio del nostro nonostante le vicissitudini aziendali e umane.</p>
<p>Sul blog <a href="http://melamarcia.nessungrandenemico.org/2011/07/18/toh-un-altro-libro-contro-la-mela-bacata/" target="_blank">mela marcia</a> ho trovato un nuovo titolo, o per lo meno un titolo che non conoscevo, questa volta tutto italiano e non la solita traduzione, che potrebbe essere interessante se mantiene le promesse della presentazione.</p>
<p>Si intitola &#8220;<a title="La bela bacata - biografia di Steve Jobs" href="http://www.editoririuniti.net/fabio-de-ponte-la-mela-bacata/" target="_blank">La mela bacata</a>&#8221; (sottotitolo: Le contradizioni del sogno di Steve Jobs), ed è scritto da Fabio de Ponte, che non conosco ma che vanta un buon <a title="Fabio de Ponte - Giornalista" href="http://www.editoririuniti.net/fabio-de-ponte/" target="_blank">curriculum giornalistico</a>.</p>
<p>Non sono riuscito a capire se sia già in libreria, quanto costi e tutti questi importanti dettagli che mancano nella pagina ufficiale dell&#8217;editore, ma prometto di informarmi e se lo trovo non mancherà una recensione più accurata.</p>
<p>Nel frattempo, vi riporto la presentazione tratta dalla pagina ufficiale del libro:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Ha ridefinito il modo in cui pensiamo al futuro e alla tecnologia. Ha ideato l’iPhone, l’iPad, ma è anche l’uomo marketing di una macchina da miliardi di dollari, che riesce a orientare i gusti delle masse e sfrutta la manodopera a basso costo della Cina, cancellando tutti i programmi filantropici dell’azienda. E’ un sognatore che infiamma le folle, ma anche un capo dispotico che esaspera i dipendenti, portandoli persino alle lacrime. Fabio De Ponte, giornalista rigoroso, ci racconta uno Steve Jobs denso di contraddizioni, soffermandosi sulle ambiguità del personaggio e della sua multinazionale. I pregi e i difetti dell’uomo che sta dietro a un mito alimentato da anni.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.editoririuniti.net/fabio-de-ponte-la-mela-bacata/">Fabio De Ponte, La mela bacata</a>.</p>
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		<title>1-bit Symphony di Tristan Perich: il digitale infinito e mortale</title>
		<link>http://www.tevac.com/1-bit-symphony-di-tristan-perich-il-digitale-infinito-e-mortale/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 21:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabriziovenerandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[1-bit Symphony]]></category>
		<category><![CDATA[Tristan Perich]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero un ragazzino, quindi pochi anni fa, diciamo negli anni ottanta, ero un ragazzino parecchio digitale. Giravo con la mia copia di Mc-microcomputer in tasca, seguivo i corsi di prolog del mio liceo classico, scrivevo ridondanti listati in applesoft basic nell&#8217;apple IIe del laboratorio di fisica e sognavo una grande digitalizzazione di tutto lo scibile umano. Pensavo che il futuro sarebbe stato digitale e che avrebbe sostituito gli oggetti, i timbri, i polverosi archivi statali e la burocrazia tutta. La letteratura sarebbe stata nativa digitale, e vedevo le BBS come avamposti di una telematica umanistica che sarebbe entrata in tutte le case.… <a href="http://www.tevac.com/1-bit-symphony-di-tristan-perich-il-digitale-infinito-e-mortale/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero un ragazzino, quindi pochi anni fa, diciamo negli anni ottanta, ero un ragazzino parecchio digitale. Giravo con la mia copia di <a href="http://www.mcmicrocomputer.org/">Mc-microcomputer</a> in tasca, seguivo i corsi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prolog">prolog</a> del mio liceo classico, scrivevo ridondanti listati in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Applesoft_BASIC">applesoft</a> basic nell&#8217;apple IIe del laboratorio di fisica e sognavo una grande digitalizzazione di tutto lo scibile umano. Pensavo che il futuro sarebbe stato digitale e che avrebbe sostituito gli oggetti, i timbri, i polverosi archivi statali e la burocrazia tutta. La letteratura sarebbe stata nativa digitale, e vedevo le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bulletin_board_system">BBS</a> come avamposti di una telematica umanistica che sarebbe entrata in tutte le case.<br />
Sono passati un po&#8217; di anni e molte di quelle cose che speravo accadessero, sono accadute sul serio. Ma questa grande digitalizzazione di massa ha portato anche una serie di effetti collaterali di cui non potevo negli anni ottanta avere nessuna percezione. Non dico che li abbia portati in generale, li ha portati a me.<br />
La digitalizzazione ha &#8220;tolto&#8221; i contenuti dagli oggetti per trasportarli in un mondo virtuale, lasciando gli oggetti orfani del loro contenuto. Il rapporto con le cose si è traslato in un rapporto con i contenuti, rapporto che tuttavia viene mediato ancora da oggetti, computer e device, il cui utilizzo –così svincolato dagli oggetti– omogeneizza le informazioni in un impasto indistinto di dati. Il lettore/ascoltatore diventa così responsabile di reimpostare i valori del flusso digitale che attraversa in una perenne connessione on-line. Le stringhe che racchiudono la divina commedia e quelle che comunicano i commenti dell&#8217;ultimo social network hanno lo stesso peso, sono fatte dello stesso impasto digitale e ci arrivano attraverso lo stesso media. L&#8217;oggetto con cui lavoriamo è il medesimo con cui giochiamo o con cui guardiamo un film, paghiamo le tasse, ascoltiamo musica, raccogliamo le foto della nostra storia. La riproducibilità del mezzo digitale ha creato un virus di se stesso: il prodotto intellettuale, ludico, sociale, si riproduce autonomamente grazie alle strutture di digitalizzazione e di socializzazione del digitale stesso create in rete.<br />
A vent&#8217;anni di distanza dal mio primitivo desiderio di digitalizzazione il problema non è trovare informazione, cultura o musica in rete, ma riuscire a dare senso a questo accesso senza essere travolto dalla continua richiesta di attenzione che questo virus digitale fagocita senza interruzione.</p>
<p>È per questo che mi sono comprato la <a href="http://www.1bitsymphony.com/">1-bit Symphony</a> di Tristan Perich.</p>
<div id="attachment_8280" class="wp-caption alignnone" style="width: 630px"><a href="http://www.tevac.com/1-bit-symphony-di-tristan-perich-il-digitale-infinito-e-mortale/img_0889" rel="attachment wp-att-8280"><img class="size-large wp-image-8280" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/IMG_0889-620x465.jpg" alt="" width="620" height="465" /></a><p class="wp-caption-text">Sembra un cd... ma non lo è</p></div>
<p><span id="more-8278"></span></p>
<p>La 1-bit Symphony di Tristan Perich si presenta come un normale cd, solo che guardando con un po&#8217; di attenzione ci si rende conto che dentro la scatola di plastica del cd non c&#8217;è un cd, ma c&#8217;è un microprocessore che genera onde quadre ad un bit che, opportunamente programmate, creano successioni di suoni che l&#8217;autore ha composto come una sinfonia digitale. Al microprocessore è collegata una pila, un potenziometro che gestisce il volume, un interruttore per saltare di brano, uno switch per accendere e spegnere e ovviamente uno spinotto per inserire le cuffie o le casse.<br />
L&#8217;operazione di Perich è molto interessante sotto diversi aspetti, non solo musicali. La musica di Perich –beninteso– non è solo un contorno, anzi. Il minimalismo di alcuni brani, con i suoi pattern ripetuti, si alterna a momenti in cui il digitale ricrea la funzione degli archi, ad altri in cui le complesse onde dei bit possono ricordare le sonorità del clavicembalo. Non si tratta di una musica da videogioco, semmai vengono in mente alcuni programmi anni ottanta, come Eletric Duet, in cui il suono bit a un canale veniva frantumato in frequenze brevi e alternate, per permettere la riproduzione di brani di musica classica in una versione straniante e alternativa.</p>
<div id="attachment_8281" class="wp-caption alignnone" style="width: 630px"><a href="http://www.tevac.com/1-bit-symphony-di-tristan-perich-il-digitale-infinito-e-mortale/img_0888" rel="attachment wp-att-8281"><img class="size-large wp-image-8281" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/IMG_0888-620x465.jpg" alt="" width="620" height="465" /></a><p class="wp-caption-text">Senza il libretto si vede meglio</p></div>
<p>Ma al di là della musica, dicevo, il piccolo riproduttore di Perich è interessante per le problematiche &#8220;di senso&#8221; che genera. Innanzitutto, siccome il microprocessore interpreta le istruzioni scritte da Perich, quella che avviene ogni volta che si accende la sinfonia, è una vera e propria esecuzione digitale, e non una riproduzione, a differenza da quello che avviene normalmente ascoltando un mp3 o un altro file digitale. Non ci sono variazioni, l&#8217;interpretazione del microprocessore è sempre identica, ma si tratta comunque di una interpretazioni di comandi: è come se il microprocessore leggesse il pentagramma e suonasse sul momento per noi.<br />
In secondo luogo, abbiamo un bene digitale che non è riproducibile. I vinili sono morti, siamo passati al digitale ed ecco che Perich ci offre un oggetto digitale che non è riproducibile, perché è unico. È un cortocircuito: il contenuto digitale ritorna all&#8217;interno di un oggetto per riprendersi senso. E non vuole uscire più.<br />
L&#8217;esperimento è poi portato ai suoi livelli più estremi: non solo la musica non è riproducibile perché &#8220;fa parte&#8221; di un contenitore, ma non può neppure essere digitalizzata, non può venire estromessa dal suo contenitore, se non con una perdita. Se infatti i primi quattro movimenti della sinfonia hanno una durata che va dai cinque ai dieci minuti cadauno, il quinto movimento dura in eterno. Al posto del timing in minuti, sul libretto (che contiene anche il codice del microprocessore) Perich ha indicato il segno dell&#8217;infinito.<br />
La 1-bit synphony si conclude infatti con un &#8220;pedale&#8221; bit che manda un pattern/suono ripetuto all&#8217;infinito. L&#8217;unico modo per smettere di ascoltare la sinfonia è spegnere fisicamente questo pezzo di arte sonora e concettuale.<br />
Come possiamo digitalizzare un suono infinito per metterlo su iTunes?</p>
<div id="attachment_8282" class="wp-caption alignnone" style="width: 630px"><a href="http://www.tevac.com/1-bit-symphony-di-tristan-perich-il-digitale-infinito-e-mortale/img_0887" rel="attachment wp-att-8282"><img class="size-large wp-image-8282" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/IMG_0887-620x465.jpg" alt="" width="620" height="465" /></a><p class="wp-caption-text">Il libretto</p></div>
<p>Ecco, l&#8217;operazione di Perich è estremamente affascinante e ricca di riflessioni sulla vera natura del digitale e sulla qualità del nostro rapporto con gli oggetti che abbiamo scelto per manipolare e gestire questa digitalizzazione. Personalmente, tenere in mano un contenuto digitale che &#8220;vive&#8221; per me nel momento in cui lo accendo e di cui non posso aver nessun backup, è rassicurante. È un digitale che abbandona il virus di continua creazione di informazione e di socialità per tornare ad essere un oggetto unico e personale. È un oggetto mortale.<br />
Ma è anche una testimonianza di quel computing creativo di cui parlavo qualche tempo fa. In un mercato in cui la creatività diventa prodotto, e in cui il prodotto diventa una matrice di infinite copie, un oggetto come questa 1-bit Symphony mostra che è possibile ancora pensare differente e infilare piccoli bastoncini spelacchiati nel grande, monotono, digital hub dell&#8217;entertainment.</p>
<div id="attachment_8283" class="wp-caption alignnone" style="width: 630px"><a href="http://www.tevac.com/1-bit-symphony-di-tristan-perich-il-digitale-infinito-e-mortale/dsci0340" rel="attachment wp-att-8283"><img class="size-large wp-image-8283" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/DSCI0340-620x464.jpg" alt="" width="620" height="464" /></a><p class="wp-caption-text">Il digitale potenziato dalle casse Commodore</p></div>
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		<title>Xpress 9: prova sul campo digitale (di battaglia)</title>
		<link>http://www.tevac.com/xpress-9-prova-sul-campo-digitale-di-battaglia/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 22:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabriziovenerandi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Xpress9 apre al digital publishing&#8221;, più o meno questo il lancio che Quark, la storica casa di Xpress, ha fatto circolare attorno alla nuova release del suo storico pacchetto per impaginare. Un pacchetto amato e odiato dai suoi utilizzatori, difeso strenuamente da alcuni e rigettato da altri che perferiscono la suite Adobe che gravita attorno al dtp Indesign.
Quark mi ha anche mandato l&#8217;email promozionale nella casella di posta e non ho saputo resistere allo scaricamento del demo e al testing delle nuove possibilità per l&#8217;editoria digitale.… <a href="http://www.tevac.com/xpress-9-prova-sul-campo-digitale-di-battaglia/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Xpress9 apre al digital publishing&#8221;, più o meno questo il lancio che <a href="http://www.quark.com/">Quark</a>, la storica casa di Xpress, ha fatto circolare attorno alla nuova release del suo storico pacchetto per impaginare. Un pacchetto amato e odiato dai suoi utilizzatori, difeso strenuamente da alcuni e rigettato da altri che perferiscono la suite Adobe che gravita attorno al dtp <a href="http://www.adobe.com/it/products/indesign.html?promoid=BPBPS">Indesign</a>.<br />
Quark mi ha anche mandato l&#8217;email promozionale nella casella di posta e non ho saputo resistere allo scaricamento del demo e al testing delle nuove possibilità per l&#8217;editoria digitale.<br />
Devo aggiungere che l&#8217;interesse non era del tutto accademico, lavorando io come <a href="http://www.quintadicopertina.com/">editore digitale</a> ed avendo spesso a che fare con pacchetti costruiti proprio con Xpress.<br />
La prima novità, rispetto a Xpress 8, è che non c&#8217;è più un installer per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PowerPC">PPC</a>. Con questa versione Quark abbandona il microprocessore dei computer pre-intel, per dedicarsi solo alle ultime macchine apple. Se avete un PPC è una novità di cui tener conto (btw, se avete invece windows, Xpress funziona ancora con <a href="http://windowsmania.blogosfere.it/images/windows-xp-desktop.png">Windows XP</a>. Think different).<br />
Comunque, scaricato il grosso installer, l&#8217;installazione ci lascia nelle applicazioni una cartella del peso di circa un giga e mezzo. Il programma è lì dentro, assieme a svariati file di libreria e alcune cartelle che impareremo a conoscere bene, soprattutto una.</p>
<div id="attachment_8231" class="wp-caption alignnone" style="width: 474px"><a href="http://www.tevac.com/xpress-9-prova-sul-campo-digitale-di-battaglia/schermata-2011-07-14-a-08-38-10" rel="attachment wp-att-8231"><img class="size-full wp-image-8231" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-14-a-08.38.10.png" alt="crash all'avvio di Xpress" width="464" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">Lo splash screen alternativo di Xpress</p></div>
<p><span id="more-8230"></span></p>
<p>Il primo avvio, dopo un lungo ragionare di Xpress, mi ha mostrato lo splash-screen di avvio e poi una finestra di chiusura inaspettata. Il programma partiva e dopo un po&#8217; si richiudeva inaspettatamente.<br />
Siccome qualche mese fa avevo installato un demo di Xpress 8, ho pensato che fosse quella la causa. Ho quindi de-installato tutto e cancellato dalle diverse librerie ogni tipo di file collegato a Xpress o a Quark. Ho poi reinstallato tutto e il risultato non è cambiato: un crash all&#8217;avvio.<br />
La ricerca in rete di feedback al riguardo mi ha portato ad un documento Quark in cui consigliava, nel caso si incappasse in questa situazione, di rimuovere tutte le estensioni contenute nella cartella XTensions e poi di aggiungerle una a una, fino ad arrivare ad un avvio funzionante. Siccome le estensioni sono più di ottanta la cosa richiede un certo impegno.<br />
Senza estensioni Xpress 9 parte, ma appena si inizia a voler fare qualcosa si lamenta che manca l&#8217;estensione per farlo, specie per la parte che riguarda l&#8217;editoria digitale, e quindi è poi necessario inserirle di volta in volta e rilanciare l&#8217;applicazione.</p>
<div id="attachment_8232" class="wp-caption alignnone" style="width: 542px"><a href="http://www.tevac.com/xpress-9-prova-sul-campo-digitale-di-battaglia/schermata-2011-07-14-a-08-39-34" rel="attachment wp-att-8232"><img class="size-full wp-image-8232" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-14-a-08.39.34.png" alt="icona Xpress" width="532" height="527" /></a><p class="wp-caption-text">Cliccherete spesso su questa icona. Per farla ripartire.</p></div>
<p>Con Xpress attivo ho finalmente aperto il documento su cui dovevo lavorare per esportarlo in ePub e valutare il tipo di lavoro fatto dal programma.<br />
Come immaginavo non c&#8217;è modo di farlo automaticamente: editoria digitale ed editoria tradizionale parlano linguaggi diversi e quindi non c&#8217;è modo di fare una esportazione di massa di un documento di Xpress. Quello che è possibile fare è &#8216;appendere&#8217; uno a uno gli articoli che si vogliono inserire nell&#8217;epub, creando degli &#8220;articoli di riscorrimento&#8221;. Questi &#8220;articoli di riscorrimento&#8221; diventano gli articoli di cui Xpress terrà conto per la sua esportazione in ePub. O almeno credo, vedremo tra poco il perché. Prima voglio segnalare al traduttore italiano di Xpress, che &#8220;riscorrimento&#8221; in italiano non esiste.</p>
<div id="attachment_8233" class="wp-caption alignnone" style="width: 326px"><a href="http://www.tevac.com/xpress-9-prova-sul-campo-digitale-di-battaglia/schermata-2011-07-14-a-09-45-33" rel="attachment wp-att-8233"><img class="size-full wp-image-8233" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-14-a-09.45.33.png" alt="Garzanti linguistica non è aggiornata all'ultimo Xpress." width="316" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Garzanti linguistica non è aggiornata all&#39;ultimo Xpress.</p></div>
<p>Il concetto è semplice: siccome ePub altro non è che un file zippato contenente l&#8217;impaginato in formato xhtml (sì, gli ePub sono impaginati in xhtml, come i siti web) ed altri file xml di contorno, non è possibile &#8220;convertire&#8221; un impaginato concepito per box, magari sovrapposti e linkati tra di loro nello spazio fisico di una pagina. Si tratta proprio di due concezioni diverse di lavoro.<br />
L&#8217;idea di Xpress è quella di far segnalare tutti i box che dovranno finire nell&#8217;epub, in modo che ogni box diventerà poi un file xhtml. L&#8217;insieme dei diversi file xhtml sarà, per il lettore, l&#8217;ePub. Questo significa che da subito il lavoro di impaginazione deve tener conto di questa doppia prospettiva di uscita, specie nell&#8217;uso dei box immagine o dei box di testo &#8220;fluttuanti&#8221;.<br />
Dopo aver selezionato tutti gli &#8220;articoli di riscorrimento&#8221;, che io suppongo sia il &#8220;flusso degli articoli&#8221; che poi verranno inseriti nell&#8217;ebook, si può scegliere di esportare tutto in ePub. L&#8217;opzione di esportazione è assieme alle altre, nella voce di menu dedicata alle esportazioni.<br />
Dopo aver scelto la voce, e dopo aver inserito tutte le XTension che di volta in volta Xpress richiede di attivare, finalmente l&#8217;esportazione parte e dopo pochi secondi Xpress va in crash.</p>
<div id="attachment_8234" class="wp-caption alignnone" style="width: 441px"><a href="http://www.tevac.com/xpress-9-prova-sul-campo-digitale-di-battaglia/esporto" rel="attachment wp-att-8234"><img class="size-full wp-image-8234" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/07/esporto.png" alt="Godetevi questa finestra perché dura poco." width="431" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">Godetevi questa finestra perché dura poco.</p></div>
<p>Non ci sono spiegazioni a questo crash che evidentemente è causato da Qualcosa che vuole farmi risparmiare i soldi di una licenza e farmi continuare a impaginare con un text-editor gratuito. Detto con franchezza, dopo aver speso una intera giornata a cercare di far funzionare questo grosso e pesante demo, tra crash, estensioni e traduzioni incomprensibii, ho rinunciato.<br />
La mia percezione d&#8217;uso è che un pacchetto come Xpress non dovrebbe avere questi problemi. Che un demo, anche in presenza di una precedente installazione, vada in crash all&#8217;avvio; che abbia bisogno di un tuning manuale delle estensioni; che sia stato tradotto in maniera perlomeno perfettibile; e che abbia una gestione –proprio delle novità introdotte in questa versione– oscura e buggata, ecco questo non è accettabile da un pacchetto con questo costo e con questa tradizione.<br />
Il segnale che Quark lancia è che non vuole essere lasciata fuori dal nuovo mercato dell&#8217;editoria digitale e che vuole fornire gli strumenti agli editori per poter &#8220;uscire&#8221; con una copia digitale accanto a quella cartacea. Ma la prova sul campo mostra un pacchetto in affanno rispetto al lavoro già iniziato da InDesign, e soprattutto poco calibrato rispetto ai numerosi tool di sviluppo per ebook, molto più snelli ed economici.</p>
<p><em>Il test è stato fatto con MacOsX 10.6.8 e Macmini4,1</em></p>
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		<title>Futuro remoto semplice</title>
		<link>http://www.tevac.com/futuro-remoto-semplice/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 19:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescodelia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[accesso remoto]]></category>
		<category><![CDATA[Apple Remote Desktop]]></category>
		<category><![CDATA[Hamachi]]></category>
		<category><![CDATA[LogMeIn]]></category>
		<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[VPN]]></category>

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		<description><![CDATA[Essere ubiqui, assenti eppur presenti in luogo è il sogno di molti, partire ma rimanere mantenendo il controllo, arrivare non si sa da dove come un genio risolve problemi. Per realizzare questo non serve essere Aladino ma solo avere una buona VPN, una Virtual Private Network che ci consenta l&#8217;accesso remoto attraverso Internet alla nostra rete o a macchine su cui eseguire interventi di assistenza o manutenzione.

Ebbene, in genere settare una VPN è un affare losco e complesso perlopiù riservato a chi mastica stregonerie come Firewall, Port Forwarding, Shared Secrets, etc.… <a href="http://www.tevac.com/futuro-remoto-semplice/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Essere ubiqui, assenti eppur presenti in luogo è il sogno di molti, partire ma rimanere mantenendo il controllo, arrivare non si sa da dove come un genio risolve problemi. Per realizzare questo non serve essere Aladino ma solo avere una buona VPN, una Virtual Private Network che ci consenta l&#8217;accesso remoto attraverso Internet alla nostra rete o a macchine su cui eseguire interventi di assistenza o manutenzione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-7775" href="http://www.tevac.com/futuro-remoto-semplice/vpn-crowd"><img class="aligncenter size-full wp-image-7775" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/05/vpn-crowd.jpeg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p>Ebbene, in genere settare una VPN è un affare losco e complesso perlopiù riservato a chi mastica stregonerie come Firewall, Port Forwarding, Shared Secrets, etc. ma per fortuna ci sono applicazioni che vengono in aiuto ai comuni mortali aiutandoli a raggiungere lo scopo, in particolare LogMeIn e Team Viewer che consentono di operare su desktop remoti da interfaccia web utilizzando le applicazioni presenti sulla macchina che si controlla. Sono entrambe ottime applicazioni anche nelle loro versioni gratuite ma lasciatemi dire che sono, per certi versi, inutilmente lente e macchinose in quanto, sempre per la solita smania di offrire un largo range di funzioni generano confusione in un utente medio.</p>
<p>Ho lavorato con LogMeIn e francamente non ho capito l&#8217;utilità di lavorare su un documento aprendolo in remoto piuttosto che in locale, ovvero: perché devo usare il Photoshop sulla macchina remota invece di aprire il file nel Photoshop che ho sulla macchina sulla quale lavoro?</p>
<p>Devo inoltre aggiungere che ho trovato il client di LogMeIn piuttosto invasivo nel sistema, diciamo che in realtà cercavo qualcosa di più semplice che mi consentisse di montare un volume remoto sul desktop, di accedere via VNC e da Terminale e di fare tutto quello che farei in rete locale pur standomene tranquillamente in veranda a guardare la campagna dopo una giornata passata tra le gioie dell&#8217;orto, quindi per non incasinarmi la vita ho trovato Hamachi, sempre da LogMeIn.</p>
<p>Per la verità lo avevo già scoperto da un paio di anni sia su Windows che su Linux e ci lavoravo bene solo che sia per Linux che per Mac OSX richiedeva una serie di smanettamenti da terminale ed in particolare per Mac OSX era disponibile solo il client grafico HamachiX che aveva il difetto di incartarsi spessissimo, quindi una soluzione per certi versi abbastanza instabile. Ora siamo arrivati ad Hamachi² che è il ritorno alla semplicità: un demone piccolo, discreto e gratuito, una interfaccia web da cui creare e gestire le reti (fino a 16 utenti per uso non commerciale). Come primo passo bisogna aprire un account gratuito su <a href="https://secure.logmein.com/IT/" target="_blank">LogMeIn</a> e andare su Rete per creare la vostra prima rete avendo cura di scegliere la modalità Mesh in cui tutti i nodi sono connessi tra di loro.<br />
<span id="more-7748"></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-7782" href="http://www.tevac.com/futuro-remoto-semplice/rete-hamachi-mesh"><img class="aligncenter size-large wp-image-7782" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/05/rete-hamachi-mesh-620x524.png" alt="" width="496" height="419" /></a></p>
<p>A questo punto Hamachi vi assegnerà un ID di rete da distribuire ai client per la connessione. Ora bisogna scaricare il client di Hamachi² da installare su ogni macchina, lo si può fare sia direttamente da <a href="https://secure.logmein.com/hamachi/addclient2.asp?nomenu=0" target="_blank">questa pagina</a> sia mediante invito via E-Mail da parte dell&#8217;Amministratore della rete dalla <a href="https://secure.logmein.com/hamachi/installationlinks.asp" target="_blank">voce Distribuzione</a> del Menù Rete. Una volta installato il piccolo client nelle macchine bisogna collegarsi alla rete fornendo l&#8217;ID della rete e la password ed il rootserver di Hamachi assegnerà ad ogni client un IP di VPN permanente in formato 5.xxx.xxx.xxx che potrà essere utilizzato per le connessioni dirette.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-7793" href="http://www.tevac.com/futuro-remoto-semplice/hamachi-vpn"><img class="aligncenter size-full wp-image-7793" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/05/hamachi-VPN.png" alt="" width="375" height="514" /></a></p>
<p>In modalità Mesh tutti i nodi possono vedersi e connettersi ma ovviamente solo a patto che si disponga delle autorizzazioni necessarie per accedere alla singola macchina.. Sono supportate tutte le condivisioni: AFP, SMB, VNC, SSH, HTTP, Apple Remote Desktop, FTP, Terminal Server, etc. Attraverso Hamachi² è possibile fornire assistenza remota, installare software, montare dischi remoti, condividere risorse ed effettuare backup in rete, Hamachi² fornisce tutte funzionalità di una VPN avanzata in maniera semplicissima senza dimenticare la <a href="https://secure.logmein.com/welcome/documentation/EN/pdf/Hamachi2/LogMeIn_Hamachi2_SecurityWhitepaper.pdf" target="_blank">sicurezza</a>, la connessione tra i peer è criptata da chiave pubblica RSA generata da ogni client in fase di installazione.</p>
<p>Attraverso Hamachi² curo la gestione della rete di uno studio legale con 12 client misti Mac-Windows con i relativi backup in rete su LaCie 2big NAS senza intoppi di sorta.. LogMeIn Hamachi² è gratuito per uso non commerciale per reti fino a 16 client e prevede un abbonamento annuale di Eur. 149,00 per uso commerciale con reti fino a 256 client.</p>
<p>Per saperne di più:</p>
<ol>
<li><a href="https://logmeinsupport.com/kblive/crm/selfservice/includes/usefullinkrenderer.jsp?DocId=7250&amp;SecMode=1" target="_blank">LogMeIn Hamachi² &#8211; Getting Started (EN)</a></li>
<li><a href="https://logmeinsupport.com/kblive/crm/selfservice/includes/usefullinkrenderer.jsp?DocId=7254&amp;SecMode=1" target="_blank">LogMeIn Hamachi² &#8211; User Guide (EN)</a></li>
</ol>
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		<title>iMovie &#8217;11: timeline, e c&#8217;è pure l&#8217;editor audio!</title>
		<link>http://www.tevac.com/imovie-11-timeline-e-ce-pure-leditor-audio/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 10:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[iLife]]></category>
		<category><![CDATA[iMovie]]></category>
		<category><![CDATA[timeline]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo è ironico, senz&#8217;altro. Il perchè del mio scetticismo? Semplice, iMovie &#8217;09. Per chi se la fosse persa, la precedente versione di iLife, la &#8217;09 &#8211; comprendente appunto iMovie &#8217;09 -, non consentiva l&#8217;uso di un editor di precisione adeguato.
Bene o male c&#8217;era, ma direi che una timeline &#8211; come quella di iMovie HD &#8217;06 &#8211; è insostituibile.
Detto questo, abbandonate cioè le vecchie ruggini con la &#8217;09, proviamo la &#8217;11.
Interfaccia grafica, funzioni, titoli&#8230;
E&#8217; quasi tutto uguale alla &#8217;09 &#8211; le uniche cose che la &#8217;06 non fa rimpiangere -, tranne l&#8217;aggiunta di qualche titolo e qualche tema in più.… <a href="http://www.tevac.com/imovie-11-timeline-e-ce-pure-leditor-audio/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7426" href="http://www.tevac.com/imovie-11-timeline-e-ce-pure-leditor-audio/page0_blog_entry610-ilife-11"><img class="size-full wp-image-7426 alignleft" title="iLife 11 Recensione" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/page0_blog_entry610-ilife-11.jpg" alt="iLife 11  - Recensione" width="282" height="288" /></a></p>
<p>Il titolo è ironico, senz&#8217;altro. Il perchè del mio scetticismo? Semplice, iMovie &#8217;09. Per chi se la fosse persa, la precedente versione di iLife, la &#8217;09 &#8211; comprendente appunto iMovie &#8217;09 -, non consentiva l&#8217;uso di un editor di precisione adeguato.</p>
<p>Bene o male c&#8217;era, ma direi che una timeline &#8211; come quella di iMovie HD &#8217;06 &#8211; è insostituibile.</p>
<p>Detto questo, abbandonate cioè le vecchie ruggini con la &#8217;09, proviamo la &#8217;11.</p>
<h2 id="section-1">Interfaccia grafica, funzioni, titoli&#8230;</h2>
<p>E&#8217; quasi tutto uguale alla &#8217;09 &#8211; le uniche cose che la &#8217;06 non fa rimpiangere -, tranne l&#8217;aggiunta di qualche titolo e qualche tema in più. Da questo punto di vista quindi non aspettatevi troppe novità.</p>
<p>Per quanto riguarda invece il montaggio, come già anticipato prima, è stata introdotta &#8211; o meglio&#8230;riportata! &#8211; la timeline dalla versione &#8217;06 con qualche piccolo adattamento grafico.<br />
<span id="more-7419"></span></p>
<h2 id="section-2">Timeline ed editor audio</h2>
<p>E&#8217; appunto la novità principale della versione &#8217;11 di iLife. Simile a quella di iMovie &#8217;06, si distacca da questa per via dell&#8217;editor audio, grazie al quale è possibile aggiustare eventuali imperfezioni foniche senza &#8211; per chi lo ricorda &#8211; passare per l&#8217;estrapolazione dell&#8217;audio dal video (anche se una funzione integrata in iMovie, richiedeva comunque parecchi minuti).</p>
<p>Detto questo, carico alcuni screen per chi fosse rimasto &#8220;indietro&#8221;&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.24.43.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7425" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.24.43-200x60.png" alt="" width="200" height="60" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-7425" href="http://www.tevac.com/imovie-11-timeline-e-ce-pure-leditor-audio/schermata-2011-03-16-a-21-24-43"></a><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.24.17.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7424" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.24.17-200x60.png" alt="" width="200" height="60" /></a></p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.23.41.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7423" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.23.41-200x118.png" alt="" width="200" height="118" /></a></p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.22.24.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7422" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.22.24-200x171.png" alt="" width="200" height="171" /></a></p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.19.47.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7421" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.19.47-200x118.png" alt="" width="200" height="118" /></a></p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.17.25.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7420" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-16-a-21.17.25-200x60.png" alt="" width="200" height="60" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>iWeb Buddy, il compagno ideale di iWeb</title>
		<link>http://www.tevac.com/iweb-buddy-il-compagno-ideale-di-iweb/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/iweb-buddy-il-compagno-ideale-di-iweb/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 17:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>greenvespa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Il noto e popolare software per creare siti web in dotazione in ogni Mac all&#8217;interno della suite iLife si chiama iWeb. E&#8217; un programma semplice, molto intuitivo e piacevole da usare, in poche parole è un software in pieno stile Apple.
Utilizzo ormai da parecchi anni iWeb per gestire il sito casabastiano.com e poco alla volta mi sono dovuto scontrare con alcuni limiti che sono riuscito a superare tramite l&#8217;ausilio di software esterni. Un po&#8217; di tempo ho parlato nel mio blog di iMap, fondamentale per creare la &#8220;Sitemap&#8221; di un sito, oggi vi parlo di iWeb Buddy, utilissimo per inserire il codice di Google Analytics (e/o Mint), per modificare il feed rss inserendo quello, ad esempio, di Feedburner, per generare link ai principali social network e per inserire parole chiave e titoli nella pagine.… <a href="http://www.tevac.com/iweb-buddy-il-compagno-ideale-di-iweb/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5555" title="iweb buddy" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2010/02/iweb-buddy.png" alt="" width="150" height="150" />Il noto e popolare software per creare siti web in dotazione in ogni Mac all&#8217;interno della suite iLife si chiama iWeb. E&#8217; un programma semplice, molto intuitivo e piacevole da usare, in poche parole è un software in pieno stile Apple.<br />
Utilizzo ormai da parecchi anni iWeb per gestire il sito <a href="http://www.casabastiano.com">casabastiano.com</a> e poco alla volta mi sono dovuto scontrare con alcuni limiti che sono riuscito a superare tramite l&#8217;ausilio di software esterni. Un po&#8217; di tempo ho parlato nel mio <a href="http://blog.casabastiano.com">blog</a> di <a href="http://www.casabastiano.com/home/Blog/Voci/2009/5/26_Mai_più_senza__iMap.html">iMap</a>, fondamentale per creare la &#8220;Sitemap&#8221; di un sito, oggi vi parlo di <a href="http://www.zarrastudios.com/ZDS/Home/Home.html">iWeb Buddy</a>, utilissimo per inserire il codice di Google Analytics (e/o Mint), per modificare il feed rss inserendo quello, ad esempio, di Feedburner, per generare link ai principali social network e per inserire parole chiave e titoli nella pagine.</p>
<p>Utilizzo iWeb Buddy fin dalle sue prime versioni e vi posso dire che l&#8217;attuale versione è la 1.5 (public release v. 1.5 beta 10), uscita al termine di un lunghissimo periodo di test nel quale i problemi non sono mancati. Ho aspettato proprio questa public release uscita alla fine di gennaio prima di scrivere questa recensione per poter parlare positivamente di un programma che merita parecchia attenzione.<span id="more-5551"></span></p>
<p>Oltre a fare egregiamente tutte le cose scritte sopra, iWeb Buddy lavora in modo fluido e veloce applicando le modifiche necessarie in maniera non distruttiva, cioè senza alterare i contenuti del vostro sito (ad es. non cancella i commenti sul blog di iWeb, cosa che ahimè capita ancora con certi programmi SEO come il buon iWeb SEO Tool di Rage Software anche nelle ultime versioni).</p>
<p>L&#8217;assistenza al programma, garantita dallo sviluppatore in persona (tal Marcus Zarra), è ottima e veloce. Ho avuto modo più volte di confrontarmi con lui e ne ho apprezzato la competenza e voglia di migliorare il software.</p>
<p>In definitiva secondo me sono 25 dollari ben spesi per un software che, insieme ad iMap, rende iWeb praticamente perfetto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mac OS X Server Snow Leopard, la prima guida all&#8217;uso</title>
		<link>http://www.tevac.com/mac-os-x-server-snow-leopard-la-prima-guida-alluso/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/mac-os-x-server-snow-leopard-la-prima-guida-alluso/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 10:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Rota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mac OS X Server]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS X Snow Leopard]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS X Snow Leopard Server]]></category>
		<category><![CDATA[Manuali]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente una pubblicazione in italiano su Mac OS X Server. Praticamente un evento&#8230;
Quando mi è arrivato me lo sono letteralmente divorato, dalla contentezza. Sì perché non è tanto il tomo, che per altro è molto &#8220;leggero&#8221;, praticamente una introduzione a Mac OS X Server, ma è il primo su questo argomento, a cui sono particolarmente sensibile.
Ma ripartiamo daccapo: il libro si intitola &#8220;Mac OS X Server Snow Leopard &#8211; Guida all&#8217;uso&#8220;, è scritto da Luca Bertolli ed edito dalle Edizioni FAG, per la collana Digital Lifestyle, conta 288 pagine e costa 24,90 Euro.… <a href="http://www.tevac.com/mac-os-x-server-snow-leopard-la-prima-guida-alluso/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="wpgallery" href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/9788882338503.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4892" title="9788882338503" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/9788882338503-290x407.jpg" alt="9788882338503" width="290" height="407" /></a>Finalmente una pubblicazione in italiano su Mac OS X Server. Praticamente un evento&#8230;</p>
<p>Quando mi è arrivato me lo sono letteralmente divorato, dalla contentezza. Sì perché non è tanto il tomo, che per altro è molto &#8220;leggero&#8221;, praticamente una introduzione a Mac OS X Server, ma è il primo su questo argomento, a cui sono particolarmente sensibile.</p>
<p>Ma ripartiamo daccapo: il libro si intitola &#8220;<strong>Mac OS X Server Snow Leopard &#8211; Guida all&#8217;uso</strong>&#8220;, è scritto da <strong>Luca Bertolli</strong> ed edito dalle <strong>Edizioni FAG</strong>, per la collana <strong>Digital Lifestyle</strong>, conta 288 pagine e costa 24,90 Euro.</p>
<p>Luca e l&#8217;editore hanno dimostrato una discreta dose di coraggio con questa pubblicazione,  che sicuramente non rientra tra gli argomenti che richiamano un grande pubblico.</p>
<p>Il libro non è, e non vuole assolutamente essere, uno di quei tomi che si propongono di svelare i segreti più nascosti e i barbatrucchi di un sistema operativo, non pretendete di saper domare il server di Apple dopo averlo letto. Si propone piuttosto come un percorso di avvicinamento a Mac OS X Server, ad esempio per quanti,  masticando un giusto un pochetto di informatica e di reti, stessero considerando un server Apple in azienda. Mi ci sono immedesimato, e dopo aver letto il libro ne sono uscito convinto.</p>
<p>Come tutte le guide riguardanti un sistema operative, come i <a title="Manuali Mac OS X Snow Leopard a confronto" href="http://www.tevac.com/due-manuali-per-snow-leopard-a-confronto" target="_blank">manuali per Mac OS X Snow leopard</a> recensiti che non è molto, anche questo esplora il sistema fin dall&#8217;installazione, ma soprattutto esplora i servizi che offre un sistema che si definisce Server.<span id="more-4890"></span></p>
<p>L&#8217;esperienza acquisita sul campo mi porta a consigliare a chiunque abbia intenzione di dotarsi di un server aziendale di rivolgersi ad un professionista, specie se il server deve occuparsi di servizi pubblicati su Internet e/o della salvaguardia dei dati in rete, ma visto che, sempre per esperienza, so bene che in molti si cimentano senza avere le necessarie nozioni di base, ecco che questo libro trova la sua giusta collocazione, fornendo le informazioni di base almeno per una corretta installazione e configurazione di base dei servizi, informazioni scritte semplicemente ed alla portata di tutti, con generose spiegazioni sia dei concetti di base che delle tipologie dei servizi.</p>
<p>La parte più interessante ovviamente riguarda la rete ed i servizi, in particolare quei servizi utili in un server aziendale, con un occhio particolare alla condivisione in rete di contatti e calendari. E poi il server di posta, il server iCal, l&#8217;utilizzo ed i vantaggi di NetBoot, File Server e Print Server, amministrazione remota e via discorrendo.<br />
Non mancano ovviamente i servizi per il web, la pota elettronica e  Internet in genere. Sempre dal lato server, si intende.<br />
Provate, come ho fatto io, ad immedesimarvi nell&#8217;indeciso riguardo un server aziendale, questo è il libro giusto da consigliargli.</p>
<blockquote>
<h2><em>Si può fare? Sì, però&#8230;</em></h2>
<p><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1996" title="Dottor House" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/04/dr_house-150x150.jpg" alt="Dottor House" width="150" height="150" />Da addetto ai lavori devo comunque sottolineare un aspetto fondamentale della gestione di server e di servizi di rete.<br />
Questo libro può far apparire la configurazione e l&#8217;amministrazione di un server alla portata di tutti, ma non è così. L&#8217;usabilità ma soprattutto la sicurezza non dipendono solamente da una buona installazione. Questa guida insegna una corretta installazione, ma tutte le problematiche annesse all&#8217;utilizzo ed all&#8217;amministrazione non si imparano in un libro, anche fosse di migliaia di pagine.</em></p>
<p><em>Va bene quindi per chi vuole un server di rete per condividere file e stampanti, contatti e rubriche, e comunque un server non accessibile da Internet, una configurazione di base corretta e un buon sistema di backup possono togliere dai guai in molti casi, ed una guida come quella presa in esame in questa recensione può fornire le informazioni minime necessarie.</em></p>
<p><em>Se poco poco ci si vuole addentrare in server web e server di posta elettronica, e comunque rendere il server raggiungibile da Internet, rinnovo il mio spassionato consiglio è di rivolgersi sempre ad un professionista del settore, che sia competente in questo genere di installazioni, che abbia esperienza, soprattutto in materia di sicurezza.</em></p></blockquote>
<p>L&#8217;utente evoluto, l&#8217;amministratore di sistemi, non trarrà probabilmente molti vantaggi da questa guida, e non potrebbe essere diversamente perché non è scritta per lui. Potrebbe essere comunque una lettura piacevole. Inoltre, questo libro è il compagno ideale di <a href="/applego/macmini" target="_blank">Mac mini Server</a>.</p>
<p>Concludo questa breve recensione applaudendo ancora il coraggio editoriale di Luca Bertolli e di Edizioni FAG, spero che questo libro sia solo un primo importantissimo passo, seguito magari da una edizione più tecnica per addetti ai lavori, spero anche che altre case editrici vorranno aggiungere nei loro cataloghi dei titoli dedicati a Mac OS X Server, ad ogni livello.</p>
<p><strong><a href="http://www.fag.it/scheda.aspx?ID=31367" target="_blank">Mac OS X Server Snow Leopard &#8211; Guida all&#8217;uso</a><br />
</strong>Autore Luca Bertolli<br />
Edizioni FAG<br />
288 pagine<br />
ISBN 9788882338503<br />
Prezzo 24,90 Euro</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Due manuali su Mac OS X Snow Leopard a confronto (aggiornato)</title>
		<link>http://www.tevac.com/due-manuali-per-snow-leopard-a-confronto/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/due-manuali-per-snow-leopard-a-confronto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 19:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Rota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS X Snow Leopard]]></category>
		<category><![CDATA[Manuali]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi erano arrivati due corposi manuali per Mac OS X Snow Leopard, solo che io non avevo ancora aggiornato alla nuova versione di Mac OS X. Mi sono detto allora che era meglio aspettare qualche settimana, il tempo che sicuramente avrei aggiornato uno dei miei Mac.
Solo che le settimane sono passate, e a me la voglia di aggiornare ancora non m&#8217;è venuta&#8230;
Beh, questi libri li avrò pur da leggere, mi sono detto, e allora magari poteva essere interessante anche il punto di vista di chi Snow Leopard ancora non ce l&#8217;ha.… <a href="http://www.tevac.com/due-manuali-per-snow-leopard-a-confronto/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4664" title="manuali snow leopard" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/manuali-snow-leopard.jpg" alt="manuali snow leopard" width="314" height="211" /></p>
<p>Mi erano arrivati due corposi manuali per Mac OS X Snow Leopard, solo che io non avevo ancora aggiornato alla nuova versione di Mac OS X. Mi sono detto allora che era meglio aspettare qualche settimana, il tempo che sicuramente avrei aggiornato uno dei miei Mac.<br />
Solo che le settimane sono passate, e a me la voglia di aggiornare ancora non m&#8217;è venuta&#8230;</p>
<p>Beh, questi libri li avrò pur da leggere, mi sono detto, e allora magari poteva essere interessante anche il punto di vista di chi Snow Leopard ancora non ce l&#8217;ha. Hai visto mai&#8230;<br />
Partiamo per prima cosa dalla presentazione, da titoli, autori ed editori&#8230;</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4668" title="978886114204" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/978886114204.jpeg" alt="978886114204" width="80" /><a href="http://education.mondadori.it/scheda/978886114204" target="_blank">Mac OS X Snow Leopard &#8211; La grande guida</a></strong><br />
Autore: Matteo Discardi<br />
Edito da: Mondadori Informatica<br />
402 pagine<br />
ISBN 978886114204<br />
Prezzo 40 Euro</p>
<p><img class="size-full wp-image-4667 alignleft" title="8850328512" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/8850328512.gif" alt="8850328512" width="80" /><strong><a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850328512/scheda" target="_blank">Mac OS X Snow Leopard &#8211; Guida completa</a></strong><br />
Autori: Luca Accomazzi &#8211; Lucio Bragagnolo<br />
Edito da: Apogeo<br />
498 pagine<br />
ISBN 9788850328512<br />
Prezzo 39 Euro</p>
<p>Apparentemente verrebbe da pensare di avere davanti due  manuali molto simili, in realtà ci sono differenze sostanziali, sia stilistiche che di approfondimento, oltre che per le modalità con cui vengono trattati i temi, che li rendono molto diversi tra loro, diversificando il target dei lettori.</p>
<p><span id="more-4663"></span></p>
<p>Tutti gli autori sono ben noti nel mondo Macintosh italiano, Matteo Discardi lo si può leggere su Applicando e lo  si trova spesso a bazzicare su varie community e forum dedicati alla mela morsicata, mentre Accomazzi e Bragagnolo sono firme ormai &#8220;storiche&#8221; di Macworld edizione italiana.<br />
Ma torniamo ai loro manuali&#8230;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4668" title="978886114204" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/978886114204.jpeg" alt="978886114204" width="140" height="182" />Il primo che mi è arrivato, e il primo che ho letto, è stato quello di Matteo Discardi, <a href="http://education.mondadori.it/scheda/978886114204" target="_blank"><strong>Mac OS X Snow Leopard &#8211; La grande guida</strong></a>.<br />
Si tratta di un manuale dall&#8217;impostazione classica,  scritto con molta cura e ricco di particolari, un uso sapiente delle didascalie focalizza l&#8217;attenzione sugli screenshot.</p>
<p>Il lettore viene accompagnato per mano dall&#8217;installazione di Snow Leopard all&#8217;utilizzo delle principali funzioni del sistema operativo, dalla configurazione  per Internet all&#8217;uso del browser Safari e di iChat. Un importante capitolo poi è dedicato solamente a iTunes, e anche questo la dice lunga sul target di lettori a cui questo manuale è indirizzato.</p>
<p>Scorrendo le pagine ho avuto la netta impressione che Matteo, nello scrivere questo libro, si sia ispirato, se così possiamo dire, a tanti interventi sui forum da parte di utenti Mac freschi freschi, magari appena <em>switchati</em>, alle prese con Mac OS X Snow Leopard.<br />
Questo mi ha fatto pensare che l&#8217;autore, nello scrivere il manuale, abbia voluto documentarsi e immedesimarsi nei suoi futuri lettori, un intento pregevole e devo dire che gli è riuscito bene.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4667" title="8850328512" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/8850328512.gif" alt="8850328512" width="140" height="202" />Il manuale di Luca Accomazzi e Lucio Bragagnolo, <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850328512/scheda" target="_blank"><strong>Mac OS X Snow Leopard &#8211; Guida completa</strong></a>, parte anche lui da zero come tutti i manuali del genere, ma punta subito a rivolgersi ad utenti che Mac OS X lo conoscono già. È scritto con molto &#8220;mestiere&#8221; da parte dei i due autori, la loro esperienza si mette bene in mostra.</p>
<p>Il primo capitolo, quello che riguarda l&#8217;installazione, è ridotto al minimo. Il secondo, quello dedicato all&#8217;aspetto di Snow Leopard, a mio avviso è un tantinello troppo lungo, spesso scontato per chi Mac OS X lo conosce già. Anche se è vero che Snow Leopard porta diverse novità, secondo me avrebbe dovuto essere un po&#8217; più sintetico, come il primo, tutto il manuale ne avrebbe tratto vantaggio, anche se il &#8220;mestiere&#8221; di cui sopra riesce comunque a renderlo scorrevole.</p>
<p>I due capitoli successivi riguardano le applicazioni di Mac OS X, si sfogliano tranquillamente e di tanto in tanto si riesce a scoprire anche qualcosa di interessante, qualche aspetto sconosciuto e qualche barbatrucco.</p>
<p>La parte più interessante del manuale inizia dal capitolo 5, dove aspetti fondamentali come la rete, la sicurezza e le comunicazioni vengono resi molto facili, ben spiegati.<br />
Ho apprezzato in particolare la parte dedicata al Terminale, ed anche quella dedicata a Mac OS X Server, giustamente solo accennata.</p>
<h3 id="section-1">In conclusione&#8230;</h3>
<p>Prima che qualcuno contesti il fatto che su Internet ormai le informazioni contenute in questi manuali siano di disponibili gratuitamente, e lo so bene, io amo ancora avere una libreria cartacea ben rifornita, e il piacere di sfogliare la carta stampata è ancora impagabile. Non credo di essere l&#8217;unico, altrimenti non venderebbero tanti libri&#8230;</p>
<p>Tornando al confronto tra i manuali, sono due tomi diversi tra loro, entrambi validi, ma dedicati ad utenti Mac di diverso livello.<br />
Mi spiego meglio con un semplice esempio:</p>
<p>Se dovessi regalare un manuale di Mac OS X Snow Leopard ad un amico al suo primo Mac, gli regalerei <strong><a href="http://education.mondadori.it/scheda/978886114204" target="_blank">Mac OS X Snow Leopard &#8211; La grande guida</a></strong> di Matteo Discardi.</p>
<p>Se invece dovessi regalare un manuale di Mac OS X Snow Leopard ad un amico che ha già almeno messo le mani su Mac OS X, regalerei <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850328512/scheda" target="_blank"><strong>Mac OS X Snow Leopard &#8211; Guida completa</strong></a> di Luca Accomazzi e Lucio Bragagnolo</p>
<p>L&#8217;unica vera critica, e non è la prima volta che la faccio, riguarda più la qualità di stampa, che per manuali di questo costo potrebbe forse essere più accurata, specialmente nelle immagini che talvolta rendono gli screenshot quasi illeggibili.</p>
<blockquote><p><strong><em>Aggiornamento</em></strong></p>
<p><em>Con l&#8217;amico Fabio M. Zambelli di Setteb.it dovremmo fare &#8220;flick-e-flock&#8221;, quel giochino che si faceva da bambini con i mignoli quando due persone pensano contemporaneamente la stessa cosa. Infatti anche Fabio stava preparando un articolo su questi due manuali e l&#8217;ha pubblicato con l&#8217;edizione di questa settimana del suo interessante sito, un osservatorio settimanale sulla tecnologia vista dall&#8217;utente Mac. Se ci fossimo messi d&#8217;accordo non sarebbe venuta così bene&#8230; <img src='http://www.tevac.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Interessante che le conclusioni siano più o meno le stesse, e ben venga una voce così autorevole.<br />
</em><a href="http://www.setteb.it/news-Le-principali-guide-italiane-su-Snow-Leopard-2009-11-09-007610.xhtml" target="_blank"><em>Qui per la recensione di Fabio M. Zambelli su Setteb.it</em></a><em> </em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>È arrivato l&#8217;Apple Magic Mouse, finalmente!</title>
		<link>http://www.tevac.com/e-arrivato-apple-magic-mouse-finalmente/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gerod</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Apple Magic Mouse]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi finalmente mi è arrivato l&#8217;Apple Magic Mouse!!
La scatola è anonima, una scatola di cartone tradizionale (meglio così, l&#8217;ambiente prima di tutto).
All&#8217;interno però è tutto imballato con la solita cura: spugna di protezione e sacchettino all&#8217;interno del quale c&#8217;è il porta mouse trasparente con base bianca dotata di apposita feritoia per appoggiare il magico mouse. Sotto la base il manualetto e le certificazioni di prodotto.
Il mouse è davvero fatto bene: sembra un gioellino (mi ricorda una perla per il colore bianco vetro)
Lo sollevo e guardo sotto: tutto in alluminio anodizzato.… <a href="http://www.tevac.com/e-arrivato-apple-magic-mouse-finalmente/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-4650" title="Apple Magic Mouse - scatola" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/scatola-290x217.jpg" alt="Apple Magic Mouse - scatola" width="290" height="217" />Oggi finalmente mi è arrivato l&#8217;<a title="Apple Magic Mouse su Apple Store" href="/appleprod/MB829" target="_blank">Apple Magic Mouse</a>!!</strong></p>
<p>La scatola è anonima, una scatola di cartone tradizionale (meglio così, l&#8217;ambiente prima di tutto).<br />
All&#8217;interno però è tutto imballato con la solita cura: spugna di protezione e sacchettino all&#8217;interno del quale c&#8217;è il porta mouse trasparente con base bianca dotata di apposita feritoia per appoggiare il magico mouse. Sotto la base il manualetto e le certificazioni di prodotto.</p>
<p>Il mouse è davvero fatto bene: sembra un gioellino (mi ricorda una perla per il colore bianco vetro)<br />
Lo sollevo e guardo sotto: tutto in alluminio anodizzato. Sotto il coperchio due batterie di nota marca (non hanno speculato sulle batterie!!).<br />
Interruttore on/of molto bello: Nelle vicinanze un piccola luce verde come spia di acceso.<span id="more-4645"></span></p>
<p>Lo accendo, lo collego con l&#8217;iMac e faccio l&#8217;aggiornamento alla 10.6.2. Si parte.</p>
<p>La prima impressione è strana: il mouse è più basso rispetto a quelli tradizionali; sembra più pesante ma è solo una impressione.<br />
La sua slim è comunque strana soprattutto se poco prima hai lavorato con uno tradizionale.<br />
Dopo averlo configurato ho provato le sue peculiarità.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4651" title="Apple Magic Mouse - parte inferiore" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/11/sotto-290x217.jpg" alt="Apple Magic Mouse - parte inferiore" width="290" height="217" />Per prima cosa ho dovuto sparare al max la velocità di spostamento al max per essere più reattivo.<br />
Ho impostato anche il doppio click &#8230; semplicemente fantastico, un unico tasto e fai tutto!</p>
<p>Lo scorrimento può essere dinamico (con inerzia, come per l&#8217;iphone) oppure statico (senza inerzia).</p>
<p>Si può settare lo zoom dello schermo e lo scorrimento laterale. Quest&#8217;ultimo è un pochino difficoltoso perché devi sfiorarlo leggermente con le due dita altrimenti il mouse ti segue (si si, si sposta con le dita, in questo caso il suo peso è fondamentale per la stabilità). Inoltre, se hai le dita sudate (io le ho spesso!) ti si appiccica e non riesci a fare lo scorrimento).</p>
<p>Il puntatore è sensibile (è un laser) e anche su superfici delicate (superfici lucide ad esempio che mettono in crisi i classici puntatori ottici) va alla grande.<br />
Dalle impostazioni controlli anche il livello della batteria.<br />
Infine quando lo scolleghi/colleghi ti appare l&#8217;immagine del mouse &#8220;disconnesso/connesso&#8221;</p>
<p>Il prezzo: sicuramente costa più degli altri mouse laser (siamo sui <a href="http://www.tevac.com/appleprod/MB829" target="_blank">69 euro IVA compresa</a>) ma qui parliamo di un&#8217;opera d&#8217;arte altamente tecnologica.</p>
<p>Quindi, a parte l&#8217;impuntamento delle dita durante lo scroll laterale, direi che sono altamente soddisfatto e contento della spesa.</p>
<p>Bisogna provarlo un pò per dare un giudizio completo (con Word 2008 mi si impalla sullo scroll ma &#8230; è colpa di M$ perchè la cosa succede anche con il mouse normale)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MacSpeech Dictate, (all&#8217;inizio era una) prova su strada</title>
		<link>http://www.tevac.com/macspeech-dictate-allinizio-era-una-prova-su-strada/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/macspeech-dictate-allinizio-era-una-prova-su-strada/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 00:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Rota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Active]]></category>
		<category><![CDATA[iListen]]></category>
		<category><![CDATA[MacSpeech Dictate]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento vocale]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché non parli? No, non mettetevi a prendere a martellate il vostro amato Mac, mi raccomando, non è la stessa situazione della leggenda che vuole il buon Michelangelo prendere a martellate il ginocchio del suo celeberrimo Mosè, ma vi assicuro che è la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto il Mac al lavoro con il solo ausilio della mia voce. &#8220;Perché non parli&#8221; quasi quasi lo chiedeva il mio Mac Pro, avesse potuto, a me però&#8230;
Partiamo dall&#8217;inizio, se ne avete voglia&#8230;
Ero partito con l&#8217;idea e tutte le buone intenzioni di scrivere una recensione, ma non sono sicurissimo di esserci riuscito, tanto che questo è sì il primo paragrafo, ma è l&#8217;ultimo che scrivo in realtà, e non per esigenze redazionali o per le consuete riletture, ma proprio perché partendo dalla confezione all&#8217;utilizzo di questo software le cose si sono ribaltate.… <a href="http://www.tevac.com/macspeech-dictate-allinizio-era-una-prova-su-strada/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-4566" title="MacSpeech Dictate cover" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/MacSpeech-Dictate-cover-600x263.jpg" alt="MacSpeech Dictate cover" width="600" height="263" /></p>
<p><strong>Perché non parli?</strong> No, non mettetevi a prendere a martellate il vostro amato Mac, mi raccomando, non è la stessa situazione della leggenda che vuole il buon Michelangelo prendere a martellate il ginocchio del suo celeberrimo Mosè, ma vi assicuro che è la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto il Mac al lavoro con il solo ausilio della mia voce. &#8220;Perché non parli&#8221; quasi quasi lo chiedeva il mio Mac Pro, avesse potuto, a me però&#8230;</p>
<p><strong>Partiamo dall&#8217;inizio, se ne avete voglia&#8230;</strong></p>
<p>Ero partito con l&#8217;idea e tutte le buone intenzioni di scrivere una recensione, ma non sono sicurissimo di esserci riuscito, tanto che questo è sì il primo paragrafo, ma è l&#8217;ultimo che scrivo in realtà, e non per esigenze redazionali o per le consuete riletture, ma proprio perché partendo dalla confezione all&#8217;utilizzo di questo software le cose si sono ribaltate.</p>
<p>Quando l&#8217;amico Livio Valdemarin di <a title="Active Software" href="http://www.active-software.com" target="_blank">Active</a> mi ha scritto, mi ha semplicemente detto &#8220;<em>guarda Roberto, voglio mandarti questo prodotto da provare, perché rimarrai sorpreso, e non dico altro per non condizionarti</em>&#8220;.<br />
Conoscendo la sua &#8220;schiettezza friulana&#8221; sono rimasto molto incuriosito, e sono rimasto ad aspettare il fatidico pacchettino.<span id="more-4400"></span></p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/MacSpeech-Dictate-scatola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4564" title="MacSpeech Dictate scatola" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/MacSpeech-Dictate-scatola-290x193.jpg" alt="MacSpeech Dictate scatola" width="290" height="193" /></a>In pochi giorni l&#8217;atteso pacchettino mi arriva, e scopro che si tratta di <strong>MacSpeech Dictate</strong>, il successore di <strong>iListen</strong>.</p>
<p>Questa scoperta, lo confesso, inizialmente mi ha fatto storcere un pochino il naso. Avevo già provato iListen, a suo tempo (si parla del 2003 se non ricordo male) era un prodotto abbastanza valido, non ricordo però di essermi particolarmente esaltato.</p>
<p>la confezione del nuovo MacSpeech Dictate però è accattivante, decisamente invogliante, quindi procediamo allo spacchettamento. All&#8217;interno i dischi di installazione, un ridotto supporto cartaceo (ridotto perché tutta la documentazione è nei dischi), una cuffia con microfono di buona fattura della Plantronics e un adattatore audio USB, sempre della Plantronics.</p>
<p>Grazie a questo adattatore, è possibile utilizzare le cuffie in dotazione con MacSpeech Dictate non solo sui computer dotati di ingresso audio con i &#8220;vecchi&#8221; plug da 3,5 mm, ma anche su quelli, come i Mac, che l&#8217;audio lo gestiscono via USB.<br />
Naturalmente non è obbligatorio utilizzare cuffie e microfono forniti, è possibile utilizzare altoparlanti e microfono incorporati nei Mac, anche se in questo modo si aumenta la sensibilità ai rumori ambientali.</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/MacSpeech-Dictate-contenuto-2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-4562" title="MacSpeech Dictate contenuto 2" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/MacSpeech-Dictate-contenuto-2-600x401.jpg" alt="MacSpeech Dictate contenuto 2" width="600" height="401" /></a></p>
<p>L&#8217;installazione è veloce, paradossalmente richiede più tempo l&#8217;attivazione dei codici del software, che richiede di passare dal sito di Active, ma anche questa è una pratica che si evade in breve tempo, in pochi minuti si è già in grado di utilizzarlo.</p>
<p><a title="MacSpeech Dictate installer" href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/MacSpeech-Dictate-installer.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-4565" title="MacSpeech Dictate installer" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/MacSpeech-Dictate-installer-600x495.jpg" alt="MacSpeech Dictate installer" width="600" height="495" /></a></p>
<p>Il software ricorda iListen in tutto e per tutto, sono disponibili le stesse due modalità, dettato e comandi, una per dettare al computer invece che scrivere sulla tastiera, l&#8217;altra invece per impartire comandi, &#8220;apri questo&#8221;  &#8221;apri quello&#8221; &#8220;copia qui&#8221; sposta la&#8221; etc. etc&#8230;</p>
<p>Come iListen, anche MacSpeech Dictate una volta installato è subito disponibile, ma si è subito invitati ad andare in modalità apprendimento, per insegnare al software le caratteristiche della nostra voce e permettergli di comprenderla al meglio.</p>
<p>Che volete farci, io non ho pazienza ed ho declinato l&#8217;invito, della serie o ci capiamo subito o meglio che andiamo per strade separate.</p>
<p>Così ho aperto un nuovo articolo su WordPress e mi sono messo a parlare al microfono, parlando a vanvera come quando si scimmiotta una prova dell&#8217;audio alla prima di un concerto, per poi fare dialoghi sempre più sensati, rimanendo decisamente meravigliato a rileggermi nell&#8217;editor sul video.<br />
Poi ho fatto mente locale, e mi sono reso conto che stavo dettando con una voce decisamente nasale, a causa di uno dei miei soliti raffreddori ammazzacavalli, e con il televisore poco distante acceso, anche se ad un volume molto basso.<br />
Tutto sommato, in queste condizioni, la dettatura è stata discreta, zeppa di errori ma le condizioni erano decisamente ambientali e vocali erano decisamente sfavorevoli.<br />
Mi sono ripromesso di rifare il tutto non appena il raffreddore si fosse calmano quel tanto che basta per avere una voce &#8220;quasi umana&#8221;.</p>
<p><strong>Dopo qualche giorno ci ho riprovato.</strong></p>
<p>Ho indossato le simpatiche cuffie e posizionato il microfono, spento la TV e via a dettare.<br />
Il risultato lo state leggendo, buona parte del testo di questa recensione è stato dettato, e non scritto tramite tastiera, e le correzioni sono state davvero poche.</p>
<p>Non contento, ho provato a far fare un po&#8217; di dettatura ad una mia amica straniera, che parla italiano abbastanza correttamente ma con una inflessione molto particolare, ed anche in questo caso sono rimasto davvero stupito delle poche correzioni ortografiche che ho dovuto apportare al testo.</p>
<p>Devo dire che questa prima prova è stata decisamente positiva, sono rimasto piacevolmente impressionato dalla qualità del riconoscimento vocale e dalla velocità del software, nessun paragone con il suo predecessore iListen.</p>
<p>Per ora mi fermo qui, a questa piacevole sorpresa, in una seconda parte vedremo caratteristiche e peculiarità del software nel dettaglio, prima di chiudere questo articolo, voglio però far presente qualche nota che credo valga la pena di accennare ora.</p>
<ol>
<li>Prima di tutto io ho visto la parte dettatura del software, quella che credo istintivamente interessi di più a chiunque apra la confezione, ma la parte relativa ai comandi non è assolutamente da sottovalutare, specialmente in contesti particolari come le persone diversamente abili, o situazioni in cui è necessario utilizzare il computer avendo le mani impegnate.</li>
<li>Seconda cosa, e qui sicuramente si tratta di un&#8217;eredità del vecchio iListen, una particolare predisposizione ad AppleScript, offrendo script molto utili fin da subito e lasciando solo immaginare quanto si possa fare sfruttando questo software assieme al linguaggio tradizionale di scripting su Mac.</li>
</ol>
<p>Ci rileggiamo presto, con le caratteristiche e le funzionalità di MacSpeech Dictate&#8230;</p>
<p>Se intanto volete saperne di più, <strong><a href="http://www.active-software.com/itproducts/story$dirname=&amp;index=default&amp;num=272&amp;sec=0" target="_blank">MacSpeech Dictate è distribuito in Italiano da Active</a></strong>, al costo di 249 Euro IVA compresa.</p>
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		<title>Arriva Kindle in Europa. Basta che si metta in fila&#8230;</title>
		<link>http://www.tevac.com/arriva-kindle-in-europa-basta-che-si-metta-in-fila/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 22:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabriziovenerandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Kindle]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di questi giorni che il Kindle, il famigerato lettore di ebook di Amazon, è acquistabile anche in Italia. Quello che pochi giornalisti aggiungono è che gli ebook reader sono in Italia da un bel po&#8217; di tempo e che la sola differenza di questo ultimo arrivo è la connessione tra il lettore e il negozio on line di amazon, quello americano ovviamente. Anche la iRex, la produttrice dell&#8217;iLiad, ha annunciato l&#8217;uscita di una nuova macchina che si connetterà con il negozio di Barnes &#38; Noble, segno che il mercato di questi lettori si sta prendendo spazi sempre più sostanziosi e interessanti.… <a href="http://www.tevac.com/arriva-kindle-in-europa-basta-che-si-metta-in-fila/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; notizia di questi giorni che il Kindle, il famigerato lettore di ebook di Amazon, è acquistabile anche in Italia. Quello che pochi giornalisti aggiungono è che gli ebook reader sono in Italia da un bel po&#8217; di tempo e che la sola differenza di questo ultimo arrivo è la connessione tra il lettore e il negozio on line di amazon, quello americano ovviamente. Anche la iRex, la produttrice dell&#8217;iLiad, ha annunciato l&#8217;uscita di una nuova macchina che si connetterà con il negozio di Barnes &amp; Noble, segno che il mercato di questi lettori si sta prendendo spazi sempre più sostanziosi e interessanti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4331" title="Colazione con tazza sbeccata e giornale digitale" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/DSC_00198_0012.jpg" alt="Colazione con tazza sbeccata e giornale digitale" width="600" height="450" /><br />
<strong>Colazione con tazza sbeccata e giornale digitale</strong></p>
<p>Anche Apple da tempo ammicca al mercato, sia con l&#8217;iPhone, sia con questo &#8216;tablet&#8217; che da decenni tutti si aspettano che Apple rilasci.<span id="more-4268"></span><br />
Ma questi ebook reader valgono effettivamente la pena? Ci sono alcuni segnali, magari secondari, che danno però il senso di un cambiamento in atto. Il primo è che poche settimane fa su Amazon, il libro di Brown era primo in classifica dei libri più venduti nella categoria &#8220;mistery and thrillers&#8221;. E questa non è una grande notizia. La grande notizia è che il secondo libro più venduto era&#8230; il libro di Brown. In edizione cartacea. Avete letto bene, su Amazon, l&#8217;ultimo best seller di Brown ha venduto più copie in versione digitale che in edizione paperback.<br />
Questo significa molte cose: che la sinergia tra reader/player e venditore di contenuti, già inaugurata da iTunes, funziona sia nel vendere reader che nel vendere contenuti; che leggere un romanzo su un reader di ebook è piacevole quanto farlo sulla carta; che avere un libro digitale è un opzione in più per chi legge, non un tradimento del buon vecchio libro di carta.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4332" title="La Stampa in digitale su Kindle" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/10/DSC_00199_001.jpg" alt="La Stampa in digitale su Kindle" width="600" height="450" /><br />
<strong>La Stampa in digitale</strong></p>
<p>Un secondo segnale è La Stampa per iLiad (e ora anche per Kindle). Ogni mattina verso le sette del mattino, mentre finisce di fare colazione, il vostro venerandi accende il suo iLiad e scarica in automatico il numero del giorno de La Stampa a cui si è abbonato, in un formato reimpaginato ad hoc per iLiad. E&#8217; una conversione che viene fatta di notte dai tipi della Simplicissimus Book Farm e di fatto permette al venerandi di portarsi dietro il quotidiano e di leggerlo nelle pause di lavoro o durante il pranzo. Leggere La Stampa su iLiad diventa un&#8217;esperienza di lettura che è diversa sia dal leggerlo su carta, sia dal leggerlo su computer: da un lato posso leggere gli articoli &#8216;veri&#8217; del giornale, anche quelli ad ampio respiro, e non solo le civette di una paginetta che si trovano su internet; dall&#8217;altro lato ho un giornale virtuale con hyperlink, che posso portarmi dietro e conservare e rileggere per mesi e anni.<br />
Un terzo segnale è che chi sta investendo in questo campo continua ad investire. Escono nuovi lettori, i formati si perfezionano, la tecnologia migliora la resa a video (il nuovo Opus ha un formato tascabile e una risoluzione di 200 punti per pollice davvero piacevole), si diversificano le offerte.<br />
Apple probabilmente ne resterà fuori, il suo concetto di digital hub continua a concentrarsi in player che devono riprodurre il maggior numero possibile di contenuti, e oggi uno schermo a inchiostro elettronico è troppo &#8216;monomedia&#8217; per la casa di Cupertino. Se venderà libri lo farà per player che utilizzano ancora l&#8217;lcd che, per chi utilizza e-ink, è barbarie.</p>
<p>Concludo con una considerazione personale. Dopo aver desiderato per decenni che i computer diventassero oggetti che &#8220;facessero tutto&#8221;, oggi che finalmente lo fanno, mi trovo nella sgradevole condizione di rendermi conto che il mio desiderio era qualcosa di un po&#8217; feticista e un po&#8217; positivista &#8220;a tutti i costi&#8221;. L&#8217;aver messo in un computer tutti i miei ricordi, i miei scritti, la mia musica, le mie foto e trovarmelo in costante collegamento con il mondo, in un aggiornamento di contenuti che è senza sosta e che va sopportato costantemente per non restarne fuori, ecco, questa multimedialità completa e sociale da un lato mi offre cose impensabili fino a un decennio fa, dall&#8217;altro lato mi crea ansia, mi fornisce insoddisfazioni e stress di inadeguatezza.<br />
Forse si sono concentrate troppe cose in un solo oggetto che amiamo e odiamo nello stesso tempo e forse questa non-identità del computer (oggetto di lavoro, ma anche di svago, ma anche di comunicazione, ma anche di conservazione della memoria, ma anche di studio&#8230;) lo ha reso un oggetto pesante, moralmente pesante nella vita di tutti i giorni.<br />
Dopo questa sbornia di iperpotenza forse torneremo a volerci relazionare con gli oggetti in maniera più identitaria, a voler una cosa che faccia una cosa, in modo da poter stabilire con essa una relazione chiara e rassicurante.<br />
Forse i lettori di ebook, nel loro essere così monofunzione, ci rassicurano nel momento che li accendiamo che stiamo per fare qualcosa di chiaro: ci stiamo per mettere a leggere.</p>
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		<title>The Sims 3 per iPhone, la recensione</title>
		<link>http://www.tevac.com/the-sims3-per-iphone-recensione/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/the-sims3-per-iphone-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 08:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Martini Gentile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[App Store]]></category>
		<category><![CDATA[Games]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo i tempi in cui col mio vecchio PC286 giocavo a SimCity. Grafica terrificante ma ore e ore di divertimento. Poi è arrivato SimCity 2000 e SimCity 4.
Poi un giorno appare The Sims e da quel momento ho scoperto le serate davanti al computer che si concludevano all’alba.
Ora ho un iPhone con un sacco di applicazioni rigorosamente gratuite. Almeno finchè è uscito The Sims 3 per iPhone.
È stata dura convincere la mia taccagneria cronica a sborsare quasi 8 euro per un programma sul cellulare.… <a href="http://www.tevac.com/the-sims3-per-iphone-recensione/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/08/sims3_logo.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3706" title="The Sims 3 per iPhone" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/08/sims3_logo-290x238.png" alt="sims3_logo" width="290" height="238" /></a>Ricordo i tempi in cui col mio vecchio PC286 giocavo a SimCity. Grafica terrificante ma ore e ore di divertimento. Poi è arrivato SimCity 2000 e SimCity 4.<br />
Poi un giorno appare <strong>The Sims</strong> e da quel momento ho scoperto le serate davanti al computer che si concludevano all’alba.</p>
<p>Ora ho un iPhone con un sacco di applicazioni rigorosamente gratuite. Almeno finchè è uscito <strong><a href="http://itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=317911945&amp;mt=8" target="_blank">The Sims 3 per iPhone</a></strong>.<br />
È stata dura convincere la mia taccagneria cronica a sborsare quasi 8 euro per un programma sul cellulare. Non è una grande spesa ma quando acquisti tutto freeware, anche una cifra ridicola puoi paragonarlo all’acquisto di una casa in centro.</p>
<p>Due righe per spiegare che cosa è “The Sims”. I Sims sono sostanzialmente degli avatar. Degli alter ego di noi stessi (o di chi altri vogliamo) ai quali noi impartiamo istruzioni comuni della vita quotidiana affinchè il nostro Sims sia felice.<span id="more-3705"></span></p>
<p>Ci sono obiettivi da perseguire, come lavarsi per tre giorni di fila o acquistare l’ultimo modello di TV. È un gioco che non ha una fine definita. Anche dopo aver raggiunto tutti gli obiettivi potremmo continuare a far vivere il nostro Sims come un Tamagotchi. Dovrà pur mangiare e andare in bagno no?</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/08/setting.PNG"><img class="alignleft size-medium wp-image-3708" title="Screenshot 1 - The Sims 3 per iPhone" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/08/setting-290x193.PNG" alt="setting" width="290" height="193" /></a>Andiamo quindi ad analizzare la versione per iPhone.<br />
La prima cosa da fare è creare il nostro Sim. Decidiamo il sesso, l’aspetto e i vestiti e, cosa molto importante per il proseguo del gioco, gli definiamo il carattere.</p>
<p>Scegliamo una connotazione particolare che influenzerà di molto il gioco. Possiamo decidere se dargli una identità da tipo simpatico, idiota, trascurata (in realtà è ancora più idiota e molto provolone, la localizzazione di questi giochi non è mai stato il loro forte) o assetato di potere oppure semplicemente folle.</p>
<p>Poi assegniamogli cinque tratti caratteristici che corrispondono sostanzialmente ai nostri interessi. Se abbiamo la caratteristica “operosità”, saremo abili nei lavoretti domestici. Infine diamogli un nome e la vita comincia.</p>
<p>Consiglio all’inizio di tenere attivo il tutorial. Molte indicazioni che ci vengono date sono incomprensibili per chi non è pratico di questi giochi. Col tempo si disattiva da solo. Oppure interveniamo nelle opzioni.<br />
Con i soli 700 Simoleon (la moneta dei Sims) e il frigo completamente vuoto, il primo nostro obiettivo è quello di trovarci un lavoro.</p>
<p>Ci sono diverse carriere da seguire. Lo stipendio inizialmente sarà basso ma saranno i nostri miglioramenti personali a darci la possibilità di ottenere un aumento che dovremmo richiedere al nostro datore di lavoro. Per questo, occhio a scegliersi bene la carriera e i nostri amici. Se il nostro capo ha un cattivo rapporto con noi, sarà difficile ottenere qualche soldino in più.<br />
<a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/08/bisogni.PNG"><img class="alignright size-medium wp-image-3710" title="Screenshot 2 - The Sims 3 per iPhone" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/08/bisogni-290x193.PNG" alt="bisogni" width="290" height="193" /></a></p>
<p>Ottenuto il lavoro, teniamo sotto controllo i bisogni primari del nostro Sim. Fame, energia, socialità, divertimento, igiene e vescica. Sarà semplice tenerli sempre a livello ottimale.</p>
<p>Ogni tanto al nostro Sim vengono dei desideri. Desideri che possono diventare obiettivi. Cerchiamo di accontentarlo in tutto cosicché il Sim sarà più felice e volenteroso di riparare la TV quando si guasta o cucinare, pescare e fare giardinaggio. Tutte qualità che ci permetteranno di ottenere anche un aumento di stipendio in base alla carriera scelta.</p>
<p>Andiamo a conoscere gli altri Sim. Con qualcuno sarà facile fare amicizia con altri sarà più difficile. Occhio a provarci con tutte le donnine perchè spesso, quella che ci sta, è anche la compagna del nostro capo che potrebbe ingelosirsi e licenziarvi.</p>
<p>Ci sono diversi livelli di amicizia che cambiano a seconda del rapporto che instaurate. Non c’è limite a quanti partner potete avere o con quante donne (o uomini) fare fiki fiki (c&#8217;è bisogno di traduzione?). Sappiate però che solo uno può venire a convivere con voi o diventare vostra moglie (o marito). Occhio a queste due scelte. Da quel momento i Sim da gestire saranno due!</p>
<p>Il gioco, da qui in avanti vien da sé. Come dicevo prima, la longevità è il suo punto forte. Quando avrete scoperto tutto del vostro Sim e completato tutti i suoi desideri, ne create un altro con caratteristiche completamente diverse e affrontate un altra vita.<br />
L’unico limite di questo gioco è noia. Va bene vivere di alter ego ma dopo un po’ si rischia di annoiarsi e di relegare il gioco per le giornate di pioggia.</p>
<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/08/cibo.PNG"><img class="alignright size-medium wp-image-3714" title="Screenshot 3 - The Sims 3 per iPhone" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/08/cibo-290x193.PNG" alt="cibo" width="290" height="193" /></a>Parlando nello specifico della versione per iPhone/Touch, The Sims 3 sfrutta molto l’hardware a disposizione. Useremo il tocco e l’accelerometro per cucinare e pescare. Pizzicando e ruotando le dita possiamo avere una visione tridimensionale di ciò che ci circonda ed è tutto molto intuitivo.</p>
<p>Una pecca potrebbe essere la batteria. Se ci giocate al lavoro (come faccio io!) portatevi dietro il caricabatteria. Il consumo è paragonabile ad una navigazione ininterrotta su internet con il 3G attivo.<br />
Molto dettagliata la grafica che non ha nessuna pecca anche negli zoom più ravvicinati e l&#8217;audio che non è mai invadente e noioso.</p>
<p>In conclusione, 8 euro non sono pochi per un gioco da cellulare. Sono convinto che se fossimo in possesso di una Nintendo DS e lo vedessimo sullo scaffale alla stessa cifra non esiteremmo un istante a comprarlo, ma AppStore ci ha abituato a prezzi molto più bassi per giochi del genere.</p>
<p>Comunque, avendolo acquistato dieci giorni fa, meno di 80 centesimi al giorno sono davvero pochi. Soprattutto perchè ancora non l’ho finito. E questo mi basta per non essermi pentito a comprarlo.</p>
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		<title>Da iPhone 3G a 3Gs: sommarie impressioni di uno switcher</title>
		<link>http://www.tevac.com/da-iphone-3g-a-3gs-sommarie-impressioni-di-uno-switcher/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 22:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ugo</dc:creator>
				<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho fatto la pazzia, ebbene sì! Ho un amico che è un appassionato di elettronica e l&#8217;altro giorno lo vedo con 3 telefonini (!): uno con Android, un black-berry e l&#8217;iPhone &#8211;  e mi fa: &#8220;sto iPhone è troppo indietro&#8221; (io sbianco in faccia&#8230; sapete, ho un piccolo difetto che a sentir parlar male di un prodotto Apple mi si abbassa la pressione, mi va il sangue agli occhi e ingrasso di un chilo  ) e poi &#8220;lo vendo&#8221;.
Io: ma è il nuovo 3Gs?… <a href="http://www.tevac.com/da-iphone-3g-a-3gs-sommarie-impressioni-di-uno-switcher/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto la pazzia, ebbene sì! Ho un amico che è un appassionato di elettronica e l&#8217;altro giorno lo vedo con 3 telefonini (!): uno con Android, un black-berry e l&#8217;iPhone &#8211;  e mi fa: &#8220;<em>sto iPhone è troppo indietro&#8221;</em> (io sbianco in faccia&#8230; sapete, ho un piccolo difetto che a sentir parlar male di un prodotto Apple mi si abbassa la pressione, mi va il sangue agli occhi e ingrasso di un chilo <img src='http://www.tevac.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ) e poi &#8220;<em>lo vendo&#8221;.</em></p>
<p>Io: <em><strong>ma è il nuovo 3Gs?</strong></em></p>
<p>Lui: <em><strong>sì</strong></em><br />
<span id="more-3531"></span></p>
<p>Io: <em><strong>fammi vedere</strong></em> &#8211; dentro a un guscio di protezione e sotto plastichetta non si capisce che è il nuovo, se non per l&#8217;icona della bussola!</p>
<p>Io:<strong> </strong><em><strong>lo prendo io!</strong></em></p>
<p>Insomma, a una cifra più che modica l&#8217;ho preso e ho telefonato subito al mio amico Gerod per fargli rabbia (ah, sapete, ho un secondo piccolo difetto: faccio gara con altri esagitati a chi prova / ha / vede i nuovi prodotti Apple, mi si alza la pressione, ho la testa leggera e ingrasso di un chilo <img src='http://www.tevac.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Sono stato 3 giorni con lui in borsa (per trasferte di lavoro) e con la voglia di attivarlo: l&#8217;ho fatto ieri sera e l&#8217;ho provato stamattina&#8230; ecco in sintesi le prime sommarie impressioni:</p>
<p>1) <strong>veloce</strong>, velocissimo rispetto al 3G (lo ripeto 20 volte in questa recensione sommaria&#8230; perdonatemi&#8230;) &#8211; io devo gestire oltre 3500 indirizzi (e la funzione ricerca è importante), ricevo almeno 100 mail al giorno (non spam&#8230;), scrivo diciamo 10 mail al giorno con iPhone, telefono per oltre 2600 minuti al mese (!), ho appuntamenti che vanno dal 1999 (gestiti prima col Newton 2000), di sms al massimo direi 5 al giorno, tethering da poco tempo ma è sicuramente necessario oramai spesso&#8230; insomma la reattività del 3G confronto al 3Gs è moolto evidente</p>
<p>2) <strong>schermo</strong> &#8211; sembra più ruvido e ho l&#8217;impressione che (tolte le macchie della plastichetta) si sporchi meno</p>
<p>3) <strong>lettura files</strong> &#8211; con FileAid il 3G ogni tanto non riusciva a legger files troppo grandi, ora sembra che tutto sia più fluido e si possano leggere anche quelli più grossi e impegnativi da scorrere</p>
<p>4) <strong>safari, mail</strong> &#8211; molto reattivi e subito aperti e che scaricano (prima un po&#8217; di tempo per ogni apertura ci voleva&#8230; soprattutto togliendo il push per risparmiar batterie)</p>
<p>5) <strong>calendario, contatti </strong>- anche qui buona velocità e subito usabili</p>
<p>6) <strong>sms</strong> &#8211; prima erano di una lentezza esasperata: ora tutto fluido e subito disponibile</p>
<p>7) <strong>sincronia con iTunes</strong> &#8211; sarà che son entusiasta, ma anche qui mi pare molto più veloce</p>
<p>8) <strong>bussola</strong> &#8211; carina: l&#8217;ho dovuta &#8220;sbloccare&#8221; facendo un &#8220;8&#8243; &#8230; poi qualcuno mi spiega il perché magnetico della cosa&#8230;</p>
<p>9) <strong>mappe</strong> &#8211; anche qui veloce e finalmente (per me almeno) usabile</p>
<p style="text-align: left">10) <strong>fotocamera</strong> &#8211; bellissima sorpresa direi! Ho usato pochissimo la fotocamere del 3G, ma penso che questa la userò di più in quanto ho fatto una prova di foto e ripresa (vedi sotto) con luce pre-alba (ok, mi sveglio presto la mattina soprattutto quando c&#8217;è da provar un prodotto Apple nuovo e tutti dormono in famiglia)</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.studiofonzar.com/download/public/xblog/3gs/IMG_0001.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.studiofonzar.com/download/public/xblog/3gs/IMG_0001.jpg" alt="" width="600" /></a></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left"><strong>Conclusioni</strong>: vale la pena o no allora?</p>
<p style="text-align: left">Io posso dire che la differenza velocità tra i due telefonini è più che evidente&#8230; devo dire che con il 3G si soffre un po&#8217; di lentezza (almeno questo con il mio uso intensivo): ora non più.</p>
<p style="text-align: left">Ho letto delle recensioni che non evidenziavano tanto questa differenza (se non con safari): posso dire che se il 3G non è eccessivamente lento per i propri gusti e l&#8217;uso che se ne fa e i dati archiviati che devon esser consultati, non ne vale la pena &#8230; in caso contrario sì.</p>
<p style="text-align: left">Vado sulla bilancia a pesarmi&#8230; glom!</p>
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left"> <img src='http://www.tevac.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>iPhone 3G S: una recensione spiccia</title>
		<link>http://www.tevac.com/iphone-3g-s-una-recensione-spiccia/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/iphone-3g-s-una-recensione-spiccia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 15:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Martini Gentile</dc:creator>
				<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone 3.0]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che vi apprestate a leggere non vuole essere una recensione tecnica né un paragone col precedente modello di iPhone. Per prima cosa perchè non ho le competenze tecniche per fornire tali nozioni e poi perchè il precedente iPhone l’ho solo provato tra le mani di un amico, geloso del suo  oggetto di culto.
Ormai sono passati dieci giorni da quando ho ritirato dal mio spacciatore di fiducia un fiammante iPhone 3G S 16 GB bianco.
Ho scelto la versione bianca perchè memore degli iPod bianchi e neri, la versione black è più soggetta a quei fastidiosi graffietti che inevitabilmente si formano sulla scocca appoggiando il telefono sul tavolo o semplicemente infilandolo nei jeans. … <a href="http://www.tevac.com/iphone-3g-s-una-recensione-spiccia/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/06/iphone-3g-s1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3008" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/06/iphone-3g-s1.jpg" alt="iphone-3g-s" width="198" height="249" /></a>Quello che vi apprestate a leggere non vuole essere una recensione tecnica né un paragone col precedente modello di iPhone. Per prima cosa perchè non ho le competenze tecniche per fornire tali nozioni e poi perchè il precedente iPhone l’ho solo provato tra le mani di un amico, geloso del suo  oggetto di culto.</p>
<p>Ormai sono passati dieci giorni da quando ho ritirato dal mio spacciatore di fiducia un fiammante <strong><a rel="nofollow" href="http://www.tevac.com/applego/iphone" target="_blank">iPhone 3G S 16 GB bianco</a></strong>.</p>
<p>Ho scelto la versione bianca perchè memore degli iPod bianchi e neri, la versione black è più soggetta a quei fastidiosi graffietti che inevitabilmente si formano sulla scocca appoggiando il telefono sul tavolo o semplicemente infilandolo nei jeans. E poi il bianco quest&#8217;anno va di moda.<br />
Questo iPhone doveva essere gommato come promettevano i rumors. Sarà per la prossima serie.</p>
<p><span id="more-3386"></span></p>
<p>Parliamo della primissima <strong>sensazione tattile</strong>. Come si dice in questi casi, l’oggetto pare robusto e ben assemblato. I tasti sono comodi e “duri” al punto giusto.<br />
Quello che salta subito all’occhio è il vetro del display. Si dice che sia stato trattato con un procedimento chimico oleorepellente che ne limita i segni lasciati dalle dita nell’uso quotidiano. Con il “drag&amp;touch” è impossibile non insudiciare il vetro ma, in confronto con altri display, la quantità di ditate è davvero minima e si ripulisce in un attimo. Si può usare la volgarissima maglietta che state indossando o, come raccomanda Apple, un panno in microfibra (quelli per pulire gli occhiali).</p>
<p>Accendendo l’iPhone (circa 30 secondi) si ha l’impressione che tutto sia più luminoso. Il sensore di luminosità funziona senza farsi notare anche negli sbalzi di luce più rapidi e violenti. Impostandola manualmente, al massimo della luminosità, quasi da fastidio agli occhi.<br />
Si è letto in giro che il bianco del display nell’iPhone 3GS sarebbe “meno bianco” del 3G. Testato con l’applicazione Torch (che illumina al buoio emanando una luce bianca) si nota che il bianco non è proprio candido ma tende un po’ al grigio. Se proprio vogliamo essere pignoli…</p>
<p>Tralasciamo la prima sincronizzazione con <strong>iTunes</strong> che permette di preparare il telefono con i contenuti personali, segnalo solo che preferirei non essere informato ad ogni collegamento se voglio o meno che si aggiornino le note e i contatti presenti nel telefono o nel Mac, mi piacerebbe che ci fosse un tick “non chiedermelo più” per non pensarci più, una volta per tutte.</p>
<p>Non ho ancora testato a dovere le prestazioni della <strong>fotocamera</strong>. Come ci si aspetta scatta e lo fa velocemente. La messa a fuoco pilotata su un soggetto a piacere è davvero comoda ma bisogna tenere bene saldo il telefono per indicargliela correttamente e poi scattare velocemente perchè altrimenti si perde tale messa a fuoco. Un po’ di pratica e tutto si sistema. Si sente un po’ la mancanza di uno zoom.</p>
<p>L’accoppiata <strong>Bussola e GPS</strong> è una di quelle che ti fa dire “Ci voleva!”. Il GPS dell’iPhone e le sue mappe sono l’ideale per le scampagnate a piedi e in bicicletta ma anche in auto la velocità di aggiornamento è ottima. Non può essere un navigatore ma si comporta molto bene.<br />
Grazie alla bussola le mappe girano secondo la nostra direzione. Ma va detto che sono tutte mappe che scarichiamo e che il 3G lavora di continuo. Occhio quindi ad eventuali costi del proprio operatore.</p>
<p><strong>Spotlight</strong> funziona bene quanto quello a cui siamo abituati sui nostri Mac. Sarebbe bello però che cercasse anche tra gli SMS.</p>
<p>Il <strong>Tethering</strong>. L’utilizzo via cavo è quello più comodo. Si collega il Mac all’iPhone, si attiva il tethering (che può essere sempre lasciato acceso), si apre preferenze network e già collegato via USB come se lo fossi con una porta ethernet. Nessun parametro da inserire. Noi ce ne accorgiamo perchè nella schermata dell&#8217;iPhone appare la scitta ben evidenziata “Tethering attivo”.<br />
La velocità è di tutto rispetto  (circa 3,5Mb/s) e se riceviamo una telefonata, non dovremmo fare altro che rispondere. La connessione continuerà ad andare e la telefonata pure, senza alcuna indecisione del telefono (la connessione un po’ ne risente, ma poco).</p>
<p>Capitolo <strong>batteria</strong>. Ho provato ad usare l’iPhone al lavoro sia come telefono che come Internet device. Con un uso intensivo, la batteria oltrepassa tranquillamente le quattro ore. A sentire quello che si diceva del 3G sono stati fatti evidenti passi in avanti. Se poi si aggiunge che in poco più di un’ora si raggiunge velocemente il 100% di carica, tutto sommato non è un cattivo risultato.</p>
<p>Che altro? Questo lo chiedo a voi. Come ho detto precedentemente non sono un tecnico ma un semplice utilizzatore, il quale ha la presunzione di utilizzare un telefono per telefonare, inviare SMS, MMS e e-mail e controllare di tanto in tanto come vanno le mie quotazioni in Facebook. E l’iPhone me lo permette alla grande.</p>
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		<title>Si può entrare nella testa di Steve Jobs?</title>
		<link>http://www.tevac.com/nella-testa-di-steve-jobs-recensione/</link>
		<comments>http://www.tevac.com/nella-testa-di-steve-jobs-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 21:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Rota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Cupertino]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Si può davvero sperare di entrare nella testa di una persona notoriamente complicata come Steve Jobs, e soprattutto sperare di cavarsela con 25o pagine?
Mi dispiace per l&#8217;autore che ci ha provato, Leander Hahney, già noto nel mondo Mac per i suoi libri sul culto del Mac e dell&#8217;iPod, ma per quanto il suo libro sia interessante (e lo è!), l&#8217;intento dichiarato del titolo, entrare nella testa del CEO di Apple, non gli è del tutto riuscito.
Ne è uscita comunque una piacevole lettura, e del resto come potrebbe non esserlo, la storia di Apple e dei suoi fondatori ha il suo indiscusso fascino, dal sapore pionieristico che narrativamente certo non guasta, difficile sbagliare.… <a href="http://www.tevac.com/nella-testa-di-steve-jobs-recensione/" class="read_more">Leggi tutto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/05/nella_testa_di_steve_jobs_cover.jpg"><img class="size-full wp-image-2451 alignleft" title="nella testa di steve jobs" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/05/nella_testa_di_steve_jobs_cover.jpg" alt="nella testa di steve jobs" width="290" /></a>Si può davvero sperare di entrare nella testa di una persona notoriamente complicata come Steve Jobs, e soprattutto sperare di cavarsela con 25o pagine?<br />
Mi dispiace per l&#8217;autore che ci ha provato, Leander Hahney, già noto nel mondo Mac per i suoi libri sul culto del Mac e dell&#8217;iPod, ma per quanto il suo libro sia interessante (e lo è!), l&#8217;intento dichiarato del titolo, entrare nella testa del CEO di Apple, non gli è del tutto riuscito.</p>
<p>Ne è uscita comunque una piacevole lettura, e del resto come potrebbe non esserlo, la storia di Apple e dei suoi fondatori ha il suo indiscusso fascino, dal sapore pionieristico che narrativamente certo non guasta, difficile sbagliare.<br />
Non è la storia di Apple, che abbiamo letto in tanti libri, e nemmeno la biografia del più controverso dei suoi fondatori. Un po&#8217; e un po&#8217;..<span id="more-2448"></span></p>
<p>C&#8217;è sì la storia, quella di quel complicato periodo di Apple quando sembrava dovesse scomparire, fino al 1997, quando Steve Jobs ne riprende le redini e riesce a condurla in una seconda giovinezza, non meno entusiasmante della prima, con una serie quanto mai indovinata di prodotti che ne hanno delineato l&#8217;immagine di azienda leader e innovatrice, capace di trasformare la tecnologia in fenomeno di design e tendenza.</p>
<p>C&#8217;è soprattutto il carattere di Steve Jobs, le sue manie, le sue ossessioni al limite della paranoia, la tristemente nota soggezione che incute ai dipendenti, il suo essere dichiarato spirituale e religioso, ed allo stesso temo uomo mediatico e tecnologico, in apparente contraddizione, i tanti aspetti della contorta personalità di un leader visti nell&#8217;ottica delle sue decisioni riguardanti la sua creatura più nota.</p>
<p>Vengono ripercorsi i punti cruciali della storia di Apple, in una sorta di slalom parallelo con la vita di Steve Jobs, si cerca di analizzare le strategie ma soprattutto i pensieri che le hanno determinate. Non c&#8217;è un ordine cronologico, i capitoli cercano di analizzare le caratteristiche del marketing e delle innovazioni che hanno fatto grande l&#8217;azienda di Cupertino, arricchendo il tutto con stralci di interviste molto interessanti.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="5" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/05/nella_testa_di_steve_jobs_fronte.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2450" title="nella testa di steve jobs" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/05/nella_testa_di_steve_jobs_fronte-290x415.jpg" alt="nella testa di steve jobs" width="250" /></a></td>
<td><a href="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/05/nella_testa_di_steve_jobs_retro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2449" title="nella testa di steve jobs" src="http://www.tevac.com/wp-content/uploads/2009/05/nella_testa_di_steve_jobs_retro-290x415.jpg" alt="nella testa di steve jobs" width="250" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Si parla anche degli uomini che hanno preso parte all&#8217;avventura di Steve Jobs in Apple, sia positivamente che negativamente, del loro rapporto con l&#8217;iCEO, parte non trascurabile della storia di Apple e di Jobs e che in questo libro trova la dovuta dimensione.</p>
<p>Ci sono anche i momenti più difficili, inevitabile, anche questi fondamentali per cercare di capire il perché di certe scelte, giuste o sbagliate, perché nella storia di Apple le decisioni sbagliate non sono certo mancate.</p>
<p>Non ho apprezzato, se vogliamo, le appendici dell&#8217;autore in ogni capitolo, il perché fare o non fare certe scelte, come comportarsi di fronte a certe situazioni, spacciandole per uno &#8220;Steve insegna..&#8221;.<br />
Non ho trovato le sue analisi e le sue considerazioni così approfondite tanto da giustificarli, ma è chiaro che ognuno si sente in grado di dispensare consigli come meglio crede, sta al lettore prenderli per buoni o con le dovute molle.</p>
<p>Appendici dei capitoli a parte, la lettura come ho già scritto all&#8217;inizio è molto piacevole, si legge d&#8217;un fiato e mi sento di consigliarlo anche a chi la storia di Apple e di Steve Jobs bene o male già la conosce.</p>
<p><strong>Nella testa di Steve Jobs</strong><br />
di Leander Kahney<br />
Sperling &amp; Kupfer<br />
16,50 Euro</p>
<p><em>Un ringraziamento all&#8217;amico Denis Rizzi del <a href="http://www.negozimondadori.it/negozi/mc_bologna.html" target="_blank">Multicenter Mondadori di Via D&#8217;azeglio a Bologna</a></em>.</p>
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