Quando fu ucciso aldo moro io stavo giocando a un livello abbastanza avanzato di centipede. La cosa che mi affascinava di più di centipede erano i colori, aveva questi colori così sgargianti con questi accostamenti rivoluzionari, la storia di centipede era che tu impersonavi una specie di navicella testa-di-serpentello che stava a fondo schermo e tutto lo schermo era pieno di funghi e dall’alto iniziava a scendere un centipede e tu da sotto sparavi e colpivi il centipede il quale si spezzava in centipedi più piccoli che continuavano a scendere, e ogni volta che arrivavano a fondo schermo o che toccavano un fungo scendevano sempre più in basso e tu dovevi ammazzarli tutti prima che arrivassero a terra, con la difficoltà dei funghi che ti bloccavano i colpi, e ogni volta che ammazzavi tutti i centipedini, cambiavano i colori dei funghi e ne arrivava giù un altro, e più avanzavi nei livelli, più i colori erano pazzeschi, tipo viola+giallo, più il centipede era veloce e bastardo, e ogni volta che beccavi un centipede, il pezzo che beccavi si trasformava in fungo, anche i funghi potevano essere distrutti ma necessitavano di molti colpi, il segreto era di lasciarsi libera la parte bassa in modo da poter permettere alla testa-di-serpentello di muoversi senza essere bloccato e poi se non c’erano funghi si rallentava la discesa del serpente che era costretto ad andare fino a fine schermo prima di poter scendere di una riga verso di te.… Leggi tutto…
LAMBDA 8300
Sono stato a sant’olcese da quando avevo due anni a quando ne avevo diciassette e quando è arrivato il PAC-MAN ne avevo circa quattordici, si è trattato di un periodo di tempo abbastanza lungo, e in questo periodo non ho mai becciato a sant’olcese, nessuna santolcesina ha mai infilato la sua lingua nella mia bocca, nessuna mi ha messo le mani sotto ai calzoni per sentire se avessi un muscoletto e se fosse o meno duro, nessuna scopata neppure parziale, nessuna fellatio, nessun bacio notturno con mani che si agitano a cercare di sbottonare qualche cosa, niente odore di marcio o di umido o di amore proveniente da qualche adolescente pelosa, nessun abbraccio sotto le stelle con tette aliene che premono contro qualche parte del proprio corpo, nessun succhiotto nessuna limonata nessuna venuta, è vero che mi sono amato tantissimo, questo sì, non dico solo a casa, ma per la strada, nei bagni della bocciofila, tra i boschi di castagno, nelle fognature tra sant’olcese e vicomorasso, sopra alle vasche di sangue bollente, di notte dentro al campo da calcio del sant’olcese club, e in tutti quei luoghi che per un po’ diventavano invisibili e senza tempo, ma mai mai mai una santolcesina si è strusciata contro di me per farmi venire e per venire e mandare quei rochi sussurri che avrei scoperto più tardi, in posti completamente differenti e ora -guardandomi indietro- posso dire che non era giusto, che nell’economia della storia mia e della storia di sant’olcese mi sarei meritato di avere una volta nella mia vita quella lingua nella bocca, di sentire quegli odori e di venire in quel modo assurdo nei pantaloni, era giusto che in sedici anni di adolescenza io potessi umidificare roba fertile addosso a qualche capo di vestiario di qualche stronzetta disinibita di sant’olcese, ma questo non avvenne e ancora adesso mi chiedo come sarebbe stata diversa la mia vita con una lingua femminile in bocca, con una che per una volta mi avesse messo sotto e mi avesse scopato o mi avesse detto qualcosa di incredibile, avesse detto quelle parole assurde che echeggiano poi per anni dentro al corpo e ritornano a galla nei momenti più scomodi e preziosi.… Leggi tutto…
La trama del PAC-MAN
La trama del PAC-MAN era semplice. Tu eri una palla gialla senza occhi e senza arti, ma con una bocca che in realtà era uno spicchio nero nel tuo essere palla, dovevi mangiare tutte le palline che erano dentro un labirinto al cui centro stava uno spazio generatore di quattro fantasmini. La tua bocca si chiudeva e si apriva continuamente mentre tu andavi nel labirinto. Quando mangiavi si sentiva un suono tipo auakka, era un suono continuo, auakka-auakka-auakka-auakka.
I fantasmini erano gli unici elementi che potevano ucciderti, avevano anche gli occhi, tu no.… Leggi tutto…
I macelli di fronte al PACMAN
A sant’olcese c’è una chiesa, un campo di calcio in erba e due macellerie nel vero senso della parola, nel senso che macellano le mucche, le ammazzano. Quasi tutti i ragazzini di sant’olcese non andavano in chiesa, erano cacciati a sassate dal campo in erba che era solo per il genoa e quindi si ripiegava sulle macellerie.
In pratica io ero in camera mia con il cannocchiale e il libro sugli ufo e sentivo che arrivava il camion. Mi affacciavo al poggiolo e vedevo il camion che posteggiava davanti alla chiesa e i due autisti scendevano e andavano dietro.… Leggi tutto…
Quando arrivò il pacman
Quando arrivò il PACMAN noi eravamo nella piazza davanti alla chiesa che giocavamo a pallamuro con un SUPERTELE rosso, parzialmente deformato dal caldo, che -di tanto in tanto- schizzava nel cielo con un suono come di esplosione sorda.
L’arrivo del PACMAN a sant’olcese fu una specie di funerale a rovescio, dalla curva del tabacchino spuntò l’ape con caricato dietro il PACMAN, disteso lungo come una cassa da morto, con sui lati i disegni del PACMAN antropomorfo che sorridendo salutava con i suoi guanti gialli, lo schermo nero e spento girato verso il cielo azzurro.… Leggi tutto…