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Categorie molto speciali

io, primogenito, secondogenito, elettra e cinque cose per l’estate

fabriziovenerandi

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Figlio numero uno, ormai decenne è con la madre in sala di aspetto medico, ci sono sette persone prima di lui, tutte donne-madri della genova bene: lui guarda il soffitto, legge un ebook di sherlock holmes, ridacchia, pensa, e a un certo punto dice ad altissima voce, sai mamma c’è una canzone che ho sentito su youtube che mi piace un sacco, si intitola Tua madre gonfia banane giganti!

Tua madre gonfia banane giganti, il titolo echeggia per la sala, rimbalzando di parete in parete.… Leggi tutto...

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io niccolò e l’informatica

fabriziovenerandi

Insomma sono in auto, guido, ad un certo punto dico al novenne, ah chicco ti faccio un gioco, dimmi un numero a caso e lui sta zitto e dopo un po’ dice che non può.
“Uh, perché?” gli chiedo e lui mi risponde che non può dirmi un numero a caso perché non esistono i numero a caso. “Anche quando dici un numero a caso in realtà dietro c’è un ragionamento” dice e torna a guardare fuori dal finestrino.
Deglutisco. “Capisco” dico e torno a guidare.… Leggi tutto...

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io mio padre renzi, la bignardi, kinder pinguì, kinder fetta al latte, il nucleare e quello là

fabriziovenerandi

Sono con mio padre, mia madre in sala guarda la Bignardi che intervista Renzi, io sto mangiando una pizza ma sento la voce della Bignardi che fa una domanda e Renzi risponde e sento il pubblico che ride e poi l’applauso, la cosa si ripete per un po’ di volte, non sento cosa si stanno dicendo, dalla cucina potrei pensare che sia un comico. La meccanica è identica.

Ogni tanto si sente anche kinder pinguì che urla “fetta al latte!” è simone in camera da letto che sta giocando a un videogioco della kinder dove interpreti kinder pinguì che è un pinguino che però può trasformarsi in kinder fetta al latte.… Leggi tutto...

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io figlio numero 1&2 i tag e i videogiochi

fabriziovenerandi

Figlio numero uno si è messo in testa di programmare gioca ai videogiochi e vuole farli uguali, quando camminiamo mi dice allora di cosa parliamo, di programmazione o di videogiochi e io scuoto la testa e gli dico di platform, parliamo di platform e camminiamo per strade inclinate su cui scorrono barili e fiammelle da abbattere con grossi martelli, ogni tanto mi parla del mostro di fine livello che sta ideando, mi spiega nel dettaglio come saranno i laser che ha, e di come lui sposterà il mostro di fine livello a inizio del gioco.… Leggi tutto...

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Centipede

fabriziovenerandi

Quando fu ucciso aldo moro io stavo giocando a un livello abbastanza avanzato di centipede. La cosa che mi affascinava di più di centipede erano i colori, aveva questi colori così sgargianti con questi accostamenti rivoluzionari, la storia di centipede era che tu impersonavi una specie di navicella testa-di-serpentello che stava a fondo schermo e tutto lo schermo era pieno di funghi e dall’alto iniziava a scendere un centipede e tu da sotto sparavi e colpivi il centipede il quale si spezzava in centipedi più piccoli che continuavano a scendere, e ogni volta che arrivavano a fondo schermo o che toccavano un fungo scendevano sempre più in basso e tu dovevi ammazzarli tutti prima che arrivassero a terra, con la difficoltà dei funghi che ti bloccavano i colpi, e ogni volta che ammazzavi tutti i centipedini, cambiavano i colori dei funghi e ne arrivava giù un altro, e più avanzavi nei livelli, più i colori erano pazzeschi, tipo viola+giallo, più il centipede era veloce e bastardo, e ogni volta che beccavi un centipede, il pezzo che beccavi si trasformava in fungo, anche i funghi potevano essere distrutti ma necessitavano di molti colpi, il segreto era di lasciarsi libera la parte bassa in modo da poter permettere alla testa-di-serpentello di muoversi senza essere bloccato e poi se non c’erano funghi si rallentava la discesa del serpente che era costretto ad andare fino a fine schermo prima di poter scendere di una riga verso di te.… Leggi tutto...

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LAMBDA 8300

fabriziovenerandi

lambda8300

Sono stato a sant’olcese da quando avevo due anni a quando ne avevo diciassette e quando è arrivato il PAC-MAN ne avevo circa quattordici, si è trattato di un periodo di tempo abbastanza lungo, e in questo periodo non ho mai becciato a sant’olcese, nessuna santolcesina ha mai infilato la sua lingua nella mia bocca, nessuna mi ha messo le mani sotto ai calzoni per sentire se avessi un muscoletto e se fosse o meno duro, nessuna scopata neppure parziale, nessuna fellatio, nessun bacio notturno con mani che si agitano a cercare di sbottonare qualche cosa, niente odore di marcio o di umido o di amore proveniente da qualche adolescente pelosa, nessun abbraccio sotto le stelle con tette aliene che premono contro qualche parte del proprio corpo, nessun succhiotto nessuna limonata nessuna venuta, è vero che mi sono amato tantissimo, questo sì, non dico solo a casa, ma per la strada, nei bagni della bocciofila, tra i boschi di castagno, nelle fognature tra sant’olcese e vicomorasso, sopra alle vasche di sangue bollente, di notte dentro al campo da calcio del sant’olcese club, e in tutti quei luoghi che per un po’ diventavano invisibili e senza tempo, ma mai mai mai una santolcesina si è strusciata contro di me per farmi venire e per venire e mandare quei rochi sussurri che avrei scoperto più tardi, in posti completamente differenti e ora -guardandomi indietro- posso dire che non era giusto, che nell’economia della storia mia e della storia di sant’olcese mi sarei meritato di avere una volta nella mia vita quella lingua nella bocca, di sentire quegli odori e di venire in quel modo assurdo nei pantaloni, era giusto che in sedici anni di adolescenza io potessi umidificare roba fertile addosso a qualche capo di vestiario di qualche stronzetta disinibita di sant’olcese, ma questo non avvenne e ancora adesso mi chiedo come sarebbe stata diversa la mia vita con una lingua femminile in bocca, con una che per una volta mi avesse messo sotto e mi avesse scopato o mi avesse detto qualcosa di incredibile, avesse detto quelle parole assurde che echeggiano poi per anni dentro al corpo e ritornano a galla nei momenti più scomodi e preziosi.… Leggi tutto...

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La trama del PAC-MAN

fabriziovenerandi

La trama del PAC-MAN era semplice. Tu eri una palla gialla senza occhi e senza arti, ma con una bocca che in realtà era uno spicchio nero nel tuo essere palla, dovevi mangiare tutte le palline che erano dentro un labirinto al cui centro stava uno spazio generatore di quattro fantasmini. La tua bocca si chiudeva e si apriva continuamente mentre tu andavi nel labirinto. Quando mangiavi si sentiva un suono tipo auakka, era un suono continuo, auakka-auakka-auakka-auakka.
I fantasmini erano gli unici elementi che potevano ucciderti, avevano anche gli occhi, tu no.… Leggi tutto...

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I macelli di fronte al PACMAN

fabriziovenerandi

A sant’olcese c’è una chiesa, un campo di calcio in erba e due macellerie nel vero senso della parola, nel senso che macellano le mucche, le ammazzano. Quasi tutti i ragazzini di sant’olcese non andavano in chiesa, erano cacciati a sassate dal campo in erba che era solo per il genoa e quindi si ripiegava sulle macellerie.
In pratica io ero in camera mia con il cannocchiale e il libro sugli ufo e sentivo che arrivava il camion. Mi affacciavo al poggiolo e vedevo il camion che posteggiava davanti alla chiesa e i due autisti scendevano e andavano dietro.… Leggi tutto...

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Quando arrivò il pacman

fabriziovenerandi

Quando arrivò il PACMAN noi eravamo nella piazza davanti alla chiesa che giocavamo a pallamuro con un SUPERTELE rosso, parzialmente deformato dal caldo, che -di tanto in tanto- schizzava nel cielo con un suono come di esplosione sorda.
L’arrivo del PACMAN a sant’olcese fu una specie di funerale a rovescio, dalla curva del tabacchino spuntò l’ape con caricato dietro il PACMAN, disteso lungo come una cassa da morto, con sui lati i disegni del PACMAN antropomorfo che sorridendo salutava con i suoi guanti gialli, lo schermo nero e spento girato verso il cielo azzurro.… Leggi tutto...

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io ce la de agostini e l’ufficio

fabriziovenerandi
Mi arriva questa email della de agostini e il soggetto dell’email è “Comunicazione Urgente” e io leggo e dico cazzo cazzo e poi sposto la mia testa dal monitor ad alcuni foglietti posati da un mesetto sulla mia scrivania, foglietti lunghi e stretti, avete presente, sono gli stramaledetti bollettini postali per gli stramaledetti dvd di “c’era una volta l’uomo“, sconsiderato regalo fatto al nostro primogenito assieme alla serie dvd di “lady oscar”, integrale, roba che stavamo per finire in rosso per questi dvd che ogni mese vengono alla porta a bussare, per fortuna che poi almeno lady oscar l’hanno ammazzata ed è finita lì.… Leggi tutto...
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