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Categorie molto speciali

I macelli di fronte al PACMAN

fabriziovenerandi

A sant’olcese c’è una chiesa, un campo di calcio in erba e due macellerie nel vero senso della parola, nel senso che macellano le mucche, le ammazzano. Quasi tutti i ragazzini di sant’olcese non andavano in chiesa, erano cacciati a sassate dal campo in erba che era solo per il genoa e quindi si ripiegava sulle macellerie.
In pratica io ero in camera mia con il cannocchiale e il libro sugli ufo e sentivo che arrivava il camion. Mi affacciavo al poggiolo e vedevo il camion che posteggiava davanti alla chiesa e i due autisti scendevano e andavano dietro.… Leggi tutto...

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Quando arrivò il pacman

fabriziovenerandi

Quando arrivò il PACMAN noi eravamo nella piazza davanti alla chiesa che giocavamo a pallamuro con un SUPERTELE rosso, parzialmente deformato dal caldo, che -di tanto in tanto- schizzava nel cielo con un suono come di esplosione sorda.
L’arrivo del PACMAN a sant’olcese fu una specie di funerale a rovescio, dalla curva del tabacchino spuntò l’ape con caricato dietro il PACMAN, disteso lungo come una cassa da morto, con sui lati i disegni del PACMAN antropomorfo che sorridendo salutava con i suoi guanti gialli, lo schermo nero e spento girato verso il cielo azzurro.… Leggi tutto...

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io ce la de agostini e l’ufficio

fabriziovenerandi
Mi arriva questa email della de agostini e il soggetto dell’email è “Comunicazione Urgente” e io leggo e dico cazzo cazzo e poi sposto la mia testa dal monitor ad alcuni foglietti posati da un mesetto sulla mia scrivania, foglietti lunghi e stretti, avete presente, sono gli stramaledetti bollettini postali per gli stramaledetti dvd di “c’era una volta l’uomo“, sconsiderato regalo fatto al nostro primogenito assieme alla serie dvd di “lady oscar”, integrale, roba che stavamo per finire in rosso per questi dvd che ogni mese vengono alla porta a bussare, per fortuna che poi almeno lady oscar l’hanno ammazzata ed è finita lì.… Leggi tutto...
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io ragtime sei e la scimmia

fabriziovenerandi

Ad un certo punto mi rendo conto di aver bisogno di ragtime sei, anzi mi chiedo come io possa essere vissuto fino a questo momento senza usare ragtime sei e sono così bisognoso di questo essenziale applicativo tedesco da spingermi ad alzarmi dalla sedia e cercare miei simili per far capire come Ragtime sei sia un programma senza il quale non si possa andare avanti e mi alzo proprio fisicamente dalla sedia e inizio a muovermi per l’ufficio in cerca di persone con cui parlare di ragtime sei per spiegare con dovizia di particolari questa concezione a cointainer di questo dtp che integra anche un foglio di calcolo e insomma ho una scimmia sulla spalla che mi sta leccando l’orecchio e ci sono ricascato, sono caduto nella scimmia da applicativo e questa scimmia mi viene quando uso un programma che mi fa fico e inizio a guardare i submenù, e mi immagino non solo quello che ci potrei fare io, ma quello che chiunque ci potrebbe fare, mi chiedo se potrei trasferire ogni mio documento sotto questo nuovo programma, penso se sia il caso che il mondo intero debba essere edotto sulle potenzialità di questo programma e la prima persona che mi sento in dovere di informare è ovviamente cecilia.… Leggi tutto...

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alcune cose sui miei figli

fabriziovenerandi

Capisci che tua moglie sta passando troppo tempo davanti ai newsgroup quando sei lì, è estate, il giorno dopo parti con i figli e lasci la moglie a genova a lavorare per due settimane, vi state baciando vi togliete le cose di dosso mentre vi baciate come nei film, vi attaccate, senti il sudore di lei che profuma di carne, di estate di creme solari, e la stanza è immersa nell’ombra, va tutto bene, vi state toccando come se fosse la prima volta e fate i suoni con la voce che non vogliono dire niente e tu dici ad un certo punto che, cecilia è bellissimo stare ancora con te e lei si allontana di due centimetri e ti fissa con lo sguardo leggermente strabico e dice “quoto” e tu resti lì e fai gli occhioni grossi e chiedi “quoti?” e ti rendi conto che anche lei si è resa conto di cosa ha detto e tu dici cazzo cecilia ti dico che ti amo e tu mi dici quoto?… Leggi tutto...

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io, ce, figlio numero due e tucidide

fabriziovenerandi

Il mare, l’estate, la salsedine, il sole, il caldo afoso che ti fa sudare senza che tu debba sentirti in colpa, perché tutto l’universo sta sudando con te, un grande pianeta che suda e che manda il suo odore così umano e pieno, le urla dei bambini, le autoambulanze che passano sull’aurelia, i treni da cui scendono ragazzine manga piene di tatuaggetti e filini ipodizzati che le avvolgono come collanine astrali, figlio numero due che gioca raggiante con il secchiello nuovo in un mescolame di pietre-scorie-alghe-merdame che non supererebbe nessun controllo sanitario anche blando, e finalmente il sottoscritto venerandi che, forte dei trentacinque e passa gradi celsius, ostenta una maglietta nera decathlon, un paio di pantaloni lunghi di volevamo-essere-flanella-ma-non-ci-siamo-riusciti, calzini neri alti e scarpe asics tenute assieme da una inusitata teoria di colle americane, e in mano, abbiamo quasi finito questa panoramica in tempo reale, in mano -dicevo- il secondo volume di ‘la guerra del peloponneso’ di Tucidide, tremendo fuori catalogo mondadori con rilegatura in vero scotch maròn da pacchi.… Leggi tutto...

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io, ce, figlio numero due e tucidide

fabriziovenerandi

Insomma ci stiamo baciando e cecilia dice che potremmo farlo sul tetto della tavernetta, che lì è abbastanza alto e non ci vedrebbe nessuno e ride e mi tira e io le dico eh ma forse è meglio di no, e lei dice perché, hai paura di cadere e fa la faccia rapita e io dico no, ma con la sfiga che abbiamo in questo periodo finiamo sicuro su google maps. 
E quindi niente, cecilia mi scivola tra le mani come un pesce e se ne va, con quel suo passo di chi non è che proprio mi detesta, anzi mi ama contro ogni logica, eppure detestarmi a ben pensarci non sarebbe una cattiva idea. … Leggi tutto...

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