Siamo ai soliti discorsi, quelli che si ripetono ad ogni versione per gli sviluppatori di un sistema operativo che ancora non c’è. Tanti pezzi ancora da mettere insieme, che magari non funzionano ancora nemmeno così bene, eppure è come se fosse già sui nostri Mac, e giù di osanna e/o crocifissioni.
Giorni fa avevo letto che il mio Mac Pro non era compatibile con Mountain Lion, la cosa mi ha fatto sorridere, e mi ci sono divertito pure scrivendolo. Tempo nemmeno 48 ore ecco che la lista della compatibilità si aggiorna, ed il mio Mac Pro riguadagna il sorriso.
Chissà quante altre cose cambieranno di qui a fine estate…
Un’altra coincidenza mi ha fatto sorridere: Snow Leopard corse in soccorso di quanti si erano sbucciati le ginocchia con Leopard. Quel periodo me lo ricordo bene, salutai l’aggiornamento con ripetuti brindisi e riti pagani. Di Lion posso dire poco, giusto qualcosa di seconda mano dato che solo oggi ho deciso di installarlo sul Mac che uso di meno, ma ho letto in giro diverse lamentele, e di come Mountain Lion arrivi giusto a proposito anche per sistemare le cose.
Leopardo delle nevi e leone di montagna, sembra quasi che i felini di alta quota siano specializzati nei salvataggi.
Ho installato Lion perché mi serviva di farlo, ne approfitterò per provare sul campo quelle che fino ad ora erano solo sensazioni, basate sulle caratteristiche imparate sul sito Apple e sull’ormai ampia letteratura sul web. Credo terrò un diario di bordo di questa avventura.
Mi è arrivata una mail da un anonimo (almeno il nome di battesimo, dai…).
È andato a ripescare miei vecchi pensieri ai tempi del rilascio di Lion, contestandomi modello “gne-gne-gne adesso lo dico alla mia mamma” il fatto che OS X e iOS non sono diventati una cosa sola.
Si parlava, questo me lo ricordo bene, di come Apple prendesse a man bassa le migliori esperienze di uno e dell’altro sistema per condividerle. Il timore, l’unico vero timore che ho tuttora, è che l’estrema ed innegabile semplicità d’utilizzo di un iPhone o un iPad, per certi versi apprezzabile su di un dispositivo con un display non più grande di un blocchetto per appunti dalle funzionalità per certi versi limitate, diventasse una costrizione se trasferita su un sistema più versatile come (dovrebbe essere) quello di un computer.
L’altra considerazione, anche questa me la ricordo bene, era che Apple con i suoi sistemi privilegiasse sì le esperienze degli utilizzatori, ma che con questa scusa costruisse una gabbia dorata attorno a questi ultimi, dove di veramente dorato c’è solo il 30% di percentuale che Cupertino chiede a qualsiasi cosa passi dai suoi Store.
Per entrambe le cose, in linea di massima non ho ancora cambiato idea. Ma sono prontissimo a dichiararlo, casomai succeda, perché sono solo gli stupidi che che non cambiano mai idea, e sono doppiamente stupidi se si ostinano sulle loro posizioni, dopo aver capito un errore, pur di non rimangiarsi la parola.
Di questo ne sono fermamente convinto.

come dici tu, “Siamo ai soliti discorsi, quelli che si ripetono ad ogni versione…”. fa parte del gioco. ma c’è una cosa di cui non si è presa piena coscienza e che non so per quale motivo non si da la giusta importanza: finalmente l’addio alle applicazioni carbon.
chiedo scusa se faccio riferimento ad altre fonti ma è l’unica da cui ho letto la notizia:
http://www.macitynet.it/macity/articolo/OS-X-10.8-addio-ai-vecchi-Mac-e-anche-alle-app-Carbon/aA57675
finalmente adesso dovrebbero essere tutte native per (mac)osx e quindi (si spera) sfruttare a pieno le potenzialità hardware e software. dovrebbe essere così, vero?
voglio proprio vedere se adesso photoshop funziona come dovrebbe funzionare, visto che in questi ultimi anni non ha fatto altro che rallentare sempre di più trascinandosi dietro stringhe di codice dalla versione 7 in poi, oltretutto doppiamente più lento date le sempre più potenti macchine che ha sfornato la apple di questi anni.
che ne pensi?
Lo stesso problema si manifestò con l’addio a Classic. È normale che chi costruisce un OS cerchi di garantire il massimo della retro-compatibilità per un certo periodo, in modo da permettere agli utenti un passaggio più indolore possibile nel caso di nuove versioni con differenze significative. Poi arriva il momento che questo supporto termina, in genere dopo un lasso di tempo significativamente lungo, per poi accorgersi che molte software house non si sono ancora occupate del problema come avrebbero dovuto.
Sulla carta tutto dovrebbe andare meglio, nella pratica è come al solito tutto da vedere.
Il guaio è che questi passaggi, alla fine, sono tutti sulle spalle dell’utente finale, sia economicamente che in termini di stabilità operativa.
rob
PS.. proprio in questi giorni Windows sta dicendo addio ai suoi “vecchi” OS..
@Mcroy
“finalmente adesso dovrebbero essere tutte native per (mac)osx e quindi (si spera) sfruttare a pieno le potenzialità hardware e software. dovrebbe essere così, vero?”
In realtà le API Carbon erano altrettanto native quanto quelle Cocoa: il fatto è che Apple ha trovato inutilmente complicato oltre che costoso migrarle all’architettura a 64 Bit.
Il problema di Photoshop così come di tanti altri software commerciali “storici” non era tanto l’utilizzo di Carbon piuttosto che Cocoa (intendiamoci,utilizzare Cocoa è cosa buona e giusta visto che probabilmente il framework più avanzato e “pulito” al mondo) quanto il fatto che condividono buona parte del codice con la controparte Windows: questo significa poca ottimizzazione sulla nostra piattaforma.
Condivido l’ultima parte dell’intervento (della gabbia dorata) che, insieme a molte altre considerazioni, mi hanno portato alla decisione che il mio ultimo OS sarà SnowLEopard, che non mi servirò mai di un cloud (anche se un gmail puzza molto di cloud) nel senso stretto del termine, perchè mi sento che la rivoluzione del PC, che ci ha liberato dai mainframe, sia arrivata alla fine. Per molti aspetti ci sono paralleli preoccupanti con la situazione politica ed economica, ma non è questa la sede per questi problemi, quanto piuttosto per riproporre la preoccupazione che il computer, sinonimo di versatilità, diventi un elettrodomestico come la lavatrice, in grado di eseguire solo le funzioni che sono state espressamente previste dalla casa prodruttrice, comprimendo lie potenzialità di quell’ “amplificatore di intelletto e creatività immateriale” che ci ha fatto innamorare alla sua uscita, e che ha portato i veri geni dell’informatica come steve Wozniak a costruirsene uno proprio.
Io sto installando lion in questi giorni, su un mio mac. E lo sto testando a fondo, prima di fare lo switch definitivo dal precedente snow, che ho ancora su altro volume. Qui però leggo dei giudizi poco rassicuranti. Se potete spiegare meglio.. Di che si tratta? Al di la dei classici bug che ogni nuovo os ha, sistemati coi primi update, da dove nasce questo terrore di alcuni nel passare a lion?
(tra parentesi: i miei test riguardano app/librerie toste.. non iLife o videogame)