Al di là di valutazioni o considerazioni di merito sulle ultime novità Apple mi permetto di divulgare due osservazioni (o spunti di dibattito, fate voi) basate su dati storici che spero siano utili o quantomeno interessanti: non mi pare siano apparse ancora in nessuno degli articoli o interventi di questi giorni.
Parto da un commento apparso su osnews.com (che lascio in inglese vista la relativa semplicità della frase): "I think Apple saw the writing on the wall back during the G4 speed fiascos and decided to work on Plan B just in case the Switch to IBM G5s proved to be a failure."
Primo punto: "Apple saw the writing on the wall back during the G4 speed fiascos"
La mossa di Cupertino sicuramente vuol dire che durante i problemi con Motorola Apple ha imparato una dura e preziosa lezione (e cova tutt'ora rancori, come dimostrano le frecciate di Jobs a Codewarrior che, pochi lo sanno, è di Freescale, divisione per i processori di... Motorola) ma è una lezione che impallidisce in confronto a quella appresa da Jobs alla NeXT. Il costoso e raffinato "black hardware" del reietto Jobs fallì miseramente sul mercato e nei primi anni '90 la NeXT si trasformò in una software house. Il cofondatore di Apple ha quindi già assistito alla morte di una sua piattaforma hardware (tra cui il primo e migliore dei suoi "cubi", niente meno), e penso che intenda fare tutto ciò che può per evitare la morte del Mac. Questo vuol dire anche rimangiarsi le parole e allearsi in maniera spregiudicata con il più improbabile degli alleati. Del resto l'ha già fatto poco dopo il suo ritorno stringendo un accordo storico -e sconvolgente- con il nemico Microsoft (ricordate il sostegno economico e software di Gates?).
Secondo punto: "Decided to work". "Decided to work"???
Ancora una volta traspare l'ignoranza (in senso proprio del termine) del passato informatico dell'attuale Apple: Mac OS X proviene da NeXTSTEP/OPENSTEP che era, dalla versione 3.X, multiprocessore. I vari *STEP e i passi intermedi verso OS X funzionavano sia su PPC che su X86 ed avevano programmi equivalenti compilati per le due diverse architetture. Quando, o meglio mentre NeXT, come dicevamo sopra, stava fallendo come produttore di hardware si dedicò al porting di ciò che era solo per le sue macchine basate su processori Motorola 68k rendendolo anche per CPU Sparc, PA-RISC e Intel x86 in quanto dominatore del mercato. Rese in sostanza il sistema e dei suoi applicativi il più possibile indipendenti dall'hardware. All'epoca, non qualche anno fa. E quando OPENSTEP divenne la base del Mac OS venturo venne fatto un nuovo porting per PPC, porting abbastanza frenetico e rocambolesco. Ma questa è un'altra storia...
Ciò che vorrei sottolineare è come quello di Mac OS X per x86 "sin dalla prima versione" non è stato un innovativo e fantascientifico progetto lanciato di punto in bianco nel 2000 o nel 2001 o chissà quando, ma "solo" un furbo e poco cataclismatico aggiornamento parallelo del sistema: chi ricorda Rhapsody saprà anche che solo per un pelo Apple a fine anni '90 non rilasciò un sistema operativo bipiattaforma PPC/X86. Lo switch attuale annunciato al WWDC 2005 viene da questi fatti: a livello di OS non è un passaggio a Intel, è un ritorno.
A chi volesse approfondire la storia di Jobs, di NeXT e dei suoi sistemi operativi e tecnologie consiglio di immergersi in un po' di letture sia a stampa che in rete dove si trovano vari materiali interessanti. Un discreto punto di partenza online, come scrivevo in un commento qualche giorno fa, sono le voci la voce di Wikipedia sul NeXTSTEP e quella su NeXT. Se ne volete altre sono a disposizione, così come per discutere su quanto scritto.
Buona lettura. :)