Lun, 31 Luglio 2006 - 08:59
Inviato da: Marco Coïsson
Poco più di un anno fa, Steve Jobs gettava un grosso sasso nello stagno in cui vivono quegli strani animali denominati Macintosh, agitando le assonnate acque ormai avvezze al lento, impercettibile progredire dei processori PowerPC: il piede enorme, gigante, del colosso Intel stava sconquassando il nostro piccolo universo, cambiando le regole della vita, le prospettive per il futuro, l'atteggiamento verso il mercato. Piaccia o no, la transizione ai processori Intel è avvenuta molto più rapidamente di quanto annunciato, e tra pochi giorni probabilmente assisteremo, almeno sulla carta, alla scomparsa definitiva dei Mac con processori PowerPC dal listino della Casa della mela. Non parleremo, in quest'occasione, dell'hardware, di PowerPC, Core, Core 2, confronti, situazione attuale, prospettive di sviluppo. Parleremo di software.
Poco più di un anno fa, Steve Jobs ci ha sottoposti tutti ad una massiccia dose di campo di distorsione della realtà (una sua ben nota specialità), facendoci credere durante la sua presentazione che la transizione ai processori Intel sarebbe stata assolutamente indolore. Wolfram, la "mitica" Wolfram produttrice di Mathematica, simbolo nell'immaginario collettivo di un software complicatissimo e avanzatissimo (avrei qualche obiezione in merito, ma me la tengo), avrebbe convertito il suo fiore all'occhiello, Mathematica appunto, in pochissimo tempo, adattandolo ai processori Intel. Il buon Steve ha omesso di dire che Wolfram ha usufruito di chissà quale aiuto e sostegno diretto da parte di Apple, né abbiamo modo di verificare quanto facile, rapida ed indolore sia effettivamente stata la conversione di Mathematica in Universal Binary. Ammettiamo comunque che essa sia stata realmente facile, rapida ed indolore. A distanza di un anno (abbondante) dal "grande salto", che ne è del software per Macintosh? Qual è la disponibilità di titoli ricompilati per processori Intel? Com'è stato il percorso di aggiornamento?
Una statistica esaustiva sarebbe impensabile, chissà quante migliaia di titoli andrebbero esaminati, improponibile. Mi limiterò alla mia sola esperienza personale, diretta; naturalmente è un caso limitato, ben lungi dall'essere generale, ma è anche un invito rivolto a tutti i frequentatori di Tevac a riportare, nei commenti, la loro realtà specifica, per confrontare le esperienze.
Ho elencato le applicazioni presenti sul mio PowerBook G4, fatta eccezione per quelle incluse col sistema operativo o comunque fatte da Apple (come quelle delle suite iLife o iWork), ho tralasciato i giochi e le applicazioni "ludiche" in genere (come gli emulatori di vecchi sistemi o console, difficilmente di interesse per chi sta valutando la disponibilità di software Universal Binary per decidere se cambiare o no il Mac con cui lavora), e tutte quelle applicazioni scaricate come freeware e shareware dicendo "poi le provo" e che non ho mai provato (non avendole mai provate, vuol dire che non le uso e quindi non mi servono). Perché tutto questo? Perché se volete cambiare Mac, se volete prenderne uno con processore Intel, e col Mac ci lavorate, difficilmente vorrete affidarvi a Rosetta, che di certo non brilla in quanto a velocità ed è dannatamente affamata di RAM: se col Mac ci lavorate, è essenziale che per lo meno il software di uso costante o più frequente sia Universal Binary; se non lo è, tanto vale restare col Mac vecchio e aspettare, o cambiare software (se si può).
Ho elencato il software presente sul mio PowerBook, dicevo, e l'ho suddiviso in due categorie:
software che uso costantemente o molto frequentemente: il giorno in cui vorrò acquistare un Mac con processore Intel, questo software dovrà necessariamente essere disponibile in versione Universal Binary; se non lo sarà, il mio lavoro ne risulterà negativamente affetto, cosa che naturalmente non ritengo accettabile;
software che uso meno di frequente: questo software mi fa comodo che sia disponibile in versione Universal Binary, ma non è così essenziale; in prospettiva, naturalmente, anche questo software dovrà prima o poi essere convertito.
Qual è il risultato dell'indagine? Al 30 luglio 2006, le applicazioni di categoria 1 (quelle di uso costante o molto frequente) sul mio PowerBook sono 40; di queste, 22 (55 %) sono già disponibili in versione Universal Binary, di 6 (15 %) è noto che è in sviluppo una versione compatibile coi processori Intel (disponibile probabilmente entro la fine del 2006), di 12 (30 %) non si sa nulla o si sa che difficilmente verranno aggiornate. Le applicazioni di categoria 2 (quelle di uso meno frequente) sono 22, di cui 13 (59 %) sono già Universal Binary, 2 (9 %) sono in preparazione, e di 7 (32 %) non si sa ancora nulla, o si sa che difficilmente verranno aggiornate. Ecco un grafico riassuntivo:
In altre parole, in tempi più o meno brevi (diciamo indicativamente entro la fine del 2006, quindi nel giro di un anno e mezzo dall'annuncio di Steve Jobs di giugno 2005), circa il 70 % delle applicazioni per me indispensabili e il 68 % di quelle importanti ma meno fondamentali saranno disponibili in versione Universal Binary. Se il bicchiere sia mezzo vuoto o mezzo pieno è questione di gusti, io personalmente non sono molto soddisfatto (vuol dire che se dovessi cambiare computer alla fine dell'anno mi ritroverei ad avere ben il 30 % del software che uso per lavorare che deve arrancare sotto Rosetta), ma altri potrebbero avere opinioni diverse. Forse, il giorno in cui, nella prima metà del 2007 probabilmente, cambierò il mio Mac, mi toccherà sostituire un po' del software che uso quotidianamente, e con soddisfazione (e dopo averlo pagato), alla ricerca di qualche cos'altro. Che bello.
Come dicevo, il mio caso particolare non è certo rappresentativo, e quindi non ho la pretesa di aver fornito una statistica affidabile; ma da questa analisi ho comunque potuto trarre alcune informazioni interessanti, oltre a quelle che già vi ho proposto. Ad esempio è emerso che i più celeri a fornire software Universal Binary sono stati (mediamente) gli sviluppatori che collaborano a progetti OpenSource e quegli sviluppatori individuali o di piccole e medie software house i cui prodotti sono nati specificamente per MacOS X e non hanno codice "antico", eredità di ere antecedenti; si tratta delle applicazioni più facili da ricompilare, e in effetti sono state ricompilate più rapidamente di tutte le altre, anche se in alcuni casi, specie per quanto riguarda gli sviluppatori individuali, emerge l'ammissione che la versione Universal Binary non è mai stata testata su Mac con processori Intel. Molto più in difficoltà sono gli sviluppatori, sia di grandi software house che di realtà molto più piccole, che devono maneggiare codice che risale ai tempi di MacOS 9 o addirittura antecedenti. In questi casi, il passaggio da Classic a MacOS X, grazie a Carbon, è stato relativamente semplice, mentre il passaggio da PowerPC ad Intel è molto più ostico e richiede molto più lavoro e molti più test. Sono questi i casi di quegli sviluppatori, in genere individuali, che amaramente mi hanno comunicato che stanno cercando di capire se riusciranno ad aggiornare le loro applicazioni, o se invece dovranno mollare e rassegnarsi, loro e i loro utenti, a fare affidamento su Rosetta. Naturalmente ci sono anche i nomi grossi (non è il caso che parli di Adobe, vero?, che comunque non rientra nelle mie statistiche personali non avendo io nessun prodotto della sua Creative Suite), e medio-grossi, per i quali il supporto alla piattaforma Intel è scontato, ma tutt'altro che pronto. Così come le applicazioni che sono state abbastanza prontamente aggiornate sono quasi sempre state rese disponibili senza costi aggiuntivi, quelle di più difficile aggiornamento, e che si faranno attendere ancora alcuni mesi, in molti casi saranno proposte con (significative?) aggiunte di funzionalità, che dovrebbero giustificare la richiesta di pagamento di un corrispettivo in denaro per effettuare l'aggiornamento. Politica sensata per la software house, ma discutibile per l'utente, che potrebbe non essere interessato alle nuove funzioni e che si ritrova a doverle comunque acquistare per poter usare il software su un Mac di nuova generazione.
La famosa passeggiata di poche ore o di pochi giorni che Steve Jobs ci aveva propinato e che ci avrebbe consentito, con semplicità ed allegria, di convertire le applicazioni PowerPC in sfavillanti e velocissime applicazioni native per i processori Intel si è allora rivelata una scalata molto più impegnativa, con tratti anche assai accidentati; e in molti ancora non hanno completato la salita, e alcuni, a distanza di un anno, ancora stanno valutando se valga la pena iniziare la scalata, o se invece non sia meglio restarsene giù, a guardare dal basso, con amarezza e con invidia, quanti sono riusciti, alcuni con facilità, altri con fatica, a salire. Sarà bene che il più in fretta possibile si definisca chiaramente il panorama delle applicazioni ancora solamente per PowerPC che supporteranno nativamente i processori Intel, e di quelle il cui sviluppo invece sarà abbandonato, e che nel primo caso gli aggiornamenti giungano nel giro di pochi mesi, perché tra pochi giorni, ricordiamolo, almeno sulla carta dovrebbero sparire dal listino gli ultimi Mac con processori PowerPC; e non solo gli appassionati, gli entusiasti, i pionieri, ma presto anche i professionisti dovranno fare i conti con la nuova architettura; e poter rinunciare a Rosetta, o dover convivere con essa, può fare la differenza.
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Universal Binary: una questione di un paio d'ore?
Inviato da: dj-jojo su
Lun, 31 Luglio 2006 - 09:15
Non per rompere.. le uova nel paniere.
Ma hai mai provato un MacIntel?
Sei sicuro che Rosetta sia così lento?
Io uso un MacBook Pro da circa quattro mesi e, a parte un paio di casi, devo dire che Rosetta se la cava bene.
Forse nella tua statistica dovresti fare una prova dei tuoi software su un Mac con Intel e vedere quali di quelli che girano con Rosetta sono veramente lenti.
Inviato da: Amedeo Pacetti su
Lun, 31 Luglio 2006 - 09:45
Marco, ma che hai scritto? Rosetta è lento solo con alcune applicazioni come
Photoshop, ma per le altre, pacchetto Office, AppleWorks e tante altre la
differenza non si nota.
Se è vero che hai usato un Mac Intel (ma non si direbbe per quello che hai
scritto) allora l'hai ustao poco.
Secondo me tu sei palesemente prevenuto. Non hai un Mac Intel e poi Steve
Jobs non nha mai detto che ci volevano poche ore per la conversione
nell'Universal Binary, UQesto te lo sei inventato tu di sana pianta.
Per quanto riguarda le illazioni su Mathematica, sono ragionamenti da bar
dello sport di periferia.
Uso un MacBook da parecchi mesi oramai e ne sonoa ssolutamente
soddisfatto, certo i software Adobe non sono schegge, ma la velocità mi
pare in linea col mio precedente Titanium 1Ghz, per cui non me ne
preoccupo moltissimo. Flash e Dreamweaver viaggiano molto bene.
Invece vedere handbrake che converte i divx a 72 frame/secondo contro i 18
del mio G5 1,8 gHz fa decisamente un bell'effetto...
(per non parlare di Final Cut e Compressor)
Iniziamo col dire che la transizione non è finita e teniamo presente che,
molto probabilmente, ci sono degli accordi fra Apple e le Major tali da
garantire "il software da lavoro" entro una certa data.
Io usavo e continuo ad usare un PowerBook 17" del 2003 al quale ho
affiancato un MacBook proprio perché Intel.
Questa scelta si è dimostrata giusta per luso che ne devo fare, di verifica
pagine web sotto Win (Parallels), ma certamente mi funzionano bene
anche gli altri Software che man mano inserisco.
La maggiore potenza del MacBook fa si che non abbia notato cali di
prestazione.
Certo è che se si compera un Intel dovendo lavorare 8 ore al giorno con
Photoshop il problema non è di Apple o di Jobs, bensi di chi fa questa
scelta.
Forse non tutti i programmi verranno riscritti o riscritti subito non dandoci
un rinnovato parco di quei piccoli grandi software che ci agevolo
quotidianamente ...
Siamo però sicuri che un CopyPaste (per es. (magari è già UB)) potrebbe
rovinarci l'esistenza se gira sotto Rosetta?
I cambiamenti richiedono tempo. Siccome Mamma Apple non ha ancora
creato dei disoccupati, anzi, evitiamo di mantenerla sotto processo visto
poi che di fatto è innovatrice!
Dunque, prima di tutto la questione delle "due ore" è vera:
Jobs addressed the sensitive issue of application portability during his keynote by bringing in Theo Gray of Wolfram Research, the makers of the program Mathematica. Gray reports that it took two hours to port their program, saying: "We're talking about 20 lines of code out of millions from a dead cold start where he didn't even know why he was going."
Mi sento di dire che i tevacchiani dovrebbero abituarsi ad ascoltare di meno Jobs e la pubblicità di Apple e a fare valutazioni più oggettive (secondo me, alla fine sarebbero comunque molto contenti dei prodotti). Marco, come al solito, ha impostato il discorso in modo eccellente, basandolo su una mini-indagine statistica sulle sue esigenze, e lo ringrazio perché quei numeri sono interessanti.
Ovviamente le conclusioni da utente a utente possono essere diverse, perché - se vogliamo - mancal l'ultima serie di numeri che ci dice quanto intollerabilmente lente sono alcune delle applicazioni critiche non portate su Intel. In ogni caso Marco non è l'unico a lamentarsi in giro, e quindi non metto in dubbio che ci siano.
Il punto è che la mossa di Apple, come tutte le grandi scelte strategiche, fa contento un gruppo A di utenti e scontenta un gruppo B (io spero che entro l'inizio del 2007 Marco si ritrovi con tutte le sue applicazioni a posto, ma per il mio ragionamento suppongo invece che rimarrà sempre nel gruppo B dei delusi - Marco, tocca ferro! ;-)
Personalmente appartengo al gruppo A dal momento che l'unica grossa applicazione "rosettata" è Photoshop, che però uso raramente e per quello che faccio gira bene in emulazione (per la gestione delle foto uso Adobe LightRoom che è Universal Binary). Per la parte lavorativa, sono in una condizione privilegiata dal momento che il 90% del software che uso è scritto in Java™, e il passaggio da PPC ad Intel ha richiesto non due ore, ma due secondi, giusto il tempo di copiarlo dall'iBook: ha funzionato alla prima senza nessun intervento. La possibilità di usare Parallels con Windows a velocità quasi nativa mi permette di far girare Microsoft Project, l'unico programma per cui non esiste niente che minimamente gli assomigli sotto Mac OS X - un bel passo in avanti per me.
Più in generale, ha senso chiedersi se il gruppo A è più grande del gruppo B. A me pare di sì, a giudicare dall'incremento di vendite e di profitti dell'ultimo trimestre. Il che mi fa concludere che, dal punto di vista aziendale, la mossa di Apple sia stata azzeccata. Per quanto riguarda i piccoli sviluppatori ed in generale il software che non si riuscirà a portare sotto Intel, si tratta di una "selezione naturale" un po' come per i dinosauri e l'asteroide. Mi rendo conto che questo farà incazzare qualcuno, perché alcune applicazioni lasceranno un buco senza essere sostituite, ma sono le inevitabili "vittime collaterali" dell'operazione.
Inviato da: SimonVisinoni su
Lun, 31 Luglio 2006 - 10:20
Non so che dire per cui rispondo un po' alla rinfusa:
- di panzana Apple ce ne propina tutti i giorni. Come tutti i venditori.
Questa è stata l'enesima (parlo delle tempistiche). Però è anche vero che
ci avevano messo in guardia su chi non usava XCode per compilare i
propri programmi e che quindi rischi nei delay ce ne sarebbero stati.
- una rondine non fa primavera e tu stesso lo ammetti però il tono
generale del tuo articolo è sul "negativo" e io non apprezzo il giornalismo
fatto in questo modo ance se riconosco che non è buona norma parlare
bene delle cose che bene non sono soltanto per questioni di "non fare del
giornalismo negativo".... spero di essermi spiegato.
- ho un MacBook da due mesi e ti garantisco che i problemi sono ben altri.
In termini di prestazioni ce la sognavamo una macchinetta così soltanto
sei mesi fa
- in termini di utilizzo generale il problema non sono le applicazioni in
generale: cosa mi importa se Transmit (FTP) è ancora in PPC... il vero
problema sono i prodotti di altà qualità e prestazioni come quelli Adobe.
Su office manco ci speriamo in qualcosa di nativo molto presto... del resto
hanno ammesso fin dall'inizio che non sviluppavano con XCode, per cui...
- In conclusione direi che se non fai un uso intensivo di applicazioni
Altivec le macchine Intel sono un passaggio "quasi" dovuto (portafogli
permettendo). Per me ti stai perdendo qualcosa di veramente tosto...
Scusate se intervengo di nuovo dopo pochi minuti, ma mi pare che una affermazione di Marco sia stata male interpretata. Marco non sta ragionando in astratto: mi pare di capire che HA PROVATO i software critici che gli interessano sotto Rosetta, e i risultati sono stati deludenti.
Questo è assolutamente plausibile: ricordate che, quando si parla di emulazione, i risultati sono altamente eterogenei e se il 90% delle applicazioni gira a buona velocità questo non esclude che il restante 10% si comporti come delle trappole...
Inviato da: Luca Foschi su
Lun, 31 Luglio 2006 - 10:43
... e mi riferisco a Windows Vista.
Premetto io utilizzo un mac (PB G4) come computer personale e per il nomadismo digitale, professionalmente uso pc con windows xp e non per imposizione ma per scelta, perchè ritengo la piattaforma più adatta ai miei scopi e perchè trovo .net e visual studio semplicemente adorabili e rapidissimi per sviluppare web applications.
In tutta sincerità io apprezzo tantissimo entrambe le piattaforme, una meglio dell'altra in ambiti diversi, assieme sono una cosa straordinaria.
Attualmente il mac(in versione intel) è perfetto per la vita digitale: foto, filmati musica ecc. utilizzati a livello personale, se vogliamo (semplificando al massimo) con la stessa filosofia di iPod.
Dal punto di vista professionale il mac intel zoppica, in UB mancano alcune importanti applicazioni professionali, non mi stupirebbe che ad agosto apple presentasse due macchine: un powermac pompato ed un mac pro nuovissimo, il primo per dare supporto ai tantissimi clienti che hanno la necessità di fare girare le applicazioni PPC in maniera decente e il secondo per chi non ha problemi di retrocompatibilità e ha già le applicazini che gli servono in UB.
Ed arriviamo alla complicazione: a gennaio arriva Vista e a quanto pare le premesse per fare benissimo ci sono tutte, un sistema operativo che parte dal buon windows xp, una riporogettazione modulare del kernel del registry e della gestione dei componenti, integrazione massima con strumenti di sviluppo, retrocompatibilità con virtualizzazione degli ambienti, interfaccia fuffosa, gommosa, trasparentosa alla os x (pure troppo fuffosa per i miei gusti).
Ricordando diversi interventi di Marco Coisson c'è veramente da chiedersi: "cosa farà una sw house messa di fronte ad una scelta sul futuro di una sua applicazione?" da una parte un Windows Vista in forma con un ambiente di sviluppo semplicemente straordinario con un occhio alla retrocompatibilità, con la percezione di scarsa affidabilità, dall'altra una piattaforma rinnovata, con una penetrazione di mercato modesta con un passato altalenante che impone periodicamente grossi investimenti in riconversione del sw.
Considerando che la differenza non sta più nel "ferro" e che adesso un mac può fare girare Vista, cosa rende più appetibile la piattaforma mac - os x rispetto allla piattaforma mac o pc - windows Vista agli occhi di un produttore Software ?
Ad oggi se dovessi riprogettare ex novo la mia applicazione di successo che gira su os x, considerato che la dovrei quasi riscrivere sia su os x che su vista... beh avrei più di un dubbio.
Inviato da: Davide Benini su
Lun, 31 Luglio 2006 - 12:53
@ Luca Foschi
Per portare un'applicazione da PowerPc a macIntel serve del lavoro, ma
non è assolutamente paragonabile al lavoro per portarla a Vista! Caspita,
riscrivere un'applicazione nativa Mac Os X per Vista significa cambiare
linguaggio, librerie, approccio alla programmazione, ecc... Sinceramente
non credo che molte softare house switcheranno a Vista perchè
intimorite dal dover fare il porting verso macIntel... Senza contare che le
piccole software house che sviluppano per Mac lo fanno per scelta,
perchè hanno un certo target di clienti ideali e un certo target di clienti
'fisici'. Moltissimi programmi mac non avrebbero alcun senso su
windows... Quanti utenti win sarebbero disposti a pagare per
un'applicazione come typeIt4me? Quanti comprerebbero VodooPad? Se
piccole software house come la FlyingMeat e la Delicious passassero a
win durerebbero sì e no un anno.
@ Marco Coïsson
Anche a me il tono dell'articolo sembra molto provocatorio. Mi piacerebbe
sapere a che software ti riferisci nello specifico... Si tratta di software
open source o di porting da linux? Immagino siano applicazioni
scientifiche.
Io confesso di usare in maniera intensiva 3 o 4 software (word, filemaker,
pages, textwrangler e poco altro) ma gli altri software che uso un po'
meno, perlopiù di piccole software house o sviluppatori indipendenti,
sono quasi tutti UB... Insomma, non ho avuto questa impressione di
ritardo nelle conversioni...
E quindi?
È lo scotto che si paga nell'usare una piattaforma con poca penetrazione
di mercato. Io ci combatto dal primo Mac (un IIci Motorola 6830 4Mb ram
80Mb disco, ancora fuzionante) e allora? Che dobbiamo fare, metterci a
piangere? Avete mai usato stampanti, giochi, hardware e periferiche vari?
Avete mai riscontrato la velocità di uscita da parte dei rispettivi
produttori di patch e update per le innumerevoli versioni di Winzozz?
Avete mai visto una tale solerzia per il Mac? La vera colpa dell'Apple (Jobs
compreso) è aver avuto la possibiliità di quasi monopolizzare il mercato
dei personal e non averlo saputo fare, arrivando ad una quota di mercato
che, nel momento più basso, è arrivata vicino ad 1,5%: certo un po' come
qualche grande casa automobilistica (Jobs ci fece un paragone a favor di
Mac), peccato che le macchine usino tutte le stesse strade, mentre per i
nostri Mac le strade (i software e l'hardware) debbano essere fatti su
misura (e vai a pretendere che te le asfaltino solo per te, quando sei
quasi l'1% di quelli che circolano).
Io sono contento del passaggio ad Intel (avrei preferito un meraviglioso
futuro per il PPC ed il risc, ma questa è un'altra storia) e ringrazio Jobs
per la sua lungimiranza nell'aver fatto OSX compatibile Intel fin dalla
nascita: al momento il Mac ha il miglio prodotto per prezzo/prestazioni,
essendo l'UNICA piattaforma in grado di operare nativamente in OSX
Windows e Unix. Tanti ex utenti Mac, passati a Win per obbligo più che
scelta, stanno tornando al Mac, altri utenti Win si stanno avvicinando
(anche grazie al tanto vituperato iPod). Se il nostro Mac aumenterà
ulteriormente la sua penetrazione non credo che lesoftwarehouse ed i
produttori hardware non ne terranno conto, probabilmente la
considerazione per OSX aumenterà.
Altrimenti rassegnatevi, tra un po' di anni saremmo tutti succubi di Zio
Bill. Chi ha tanto da lamentarsi ora può prendersi un bel Win-Pc e
diventarlo (succube) fin da subito.
PS
Io col mac ci vivo, ho comprato un bel G5 PPC fine serie per salvaguardare
tutto il parco software attuale; il mio prossimo acquisto sarà un bel
MacBook Pro e ci metterò solo software UB alla faccia di quei pachidermi
morti di sonno tipo Adobe.
Premetto che condivido le preoccupazioni di Marco riguardo la nuova
piattaforma intel-based. Aggiungo anche che all'annuncio del passaggio
ad Intel mi sono sentito tradito e per un certo verso "perso". Poi li ho
provati e ne ho presi due (un Mini CoreSolo per antipasto e poi un
MacBook a sostituzione del PowerBook G4 ... sono uno sviluppatore e
grazie a Dio gli strumenti che uso, tra i quali Eclipse sono già UB).
Detto questo, la mia opinione è che da un certo punto di vista, la "purga"
che il Mac-Intel porta è probabilmente salutare per la piattaforma, se
non altro per la qualità del software e la sua integrazione con l'OS.
Mi spiego meglio. E' inutile prendersi in giro, le applicazioni più importanti
per Mac (forse escluso Photoshop, non lo so .. non sono un esperto del
settore) sono purtroppo poco più che dei porting delle versioni Windows,
sulle quali ovviamente hanno ben pochi vantaggi.
OSX porta con se una miriade di nuove tecnologie che sono troppo poco
utilizzate dagli sviluppatori per tanti motivi tra cui quella di preservare il
"bacino" di codice comune tra le versioni Windows e quelle Mac.
Il passaggio forzato ad Xcode da questo punto di vista forzerà gli
sviluppatori realmente interessati alla piattaforma Apple se non altro ad
avvicinarsi a tecnologie ora largamente sconosciute nei programmi più
"antichi".
Lo so, purtroppo perderemo alcune applicazioni comode, però il mio
punto di vista è che se il parco software non è innovativo e non ha niente
di diverso da quello per Windows allora il vantaggio del Mac non dico che
svanisce però è bello diluito....
Scusate la poca chiarezza ma con questo caldo :-P
---
"Who cares if 30,000 programs are available
for Windows, if the five you want most are
available only on the Mac?"
Sinceramente non vedo dove vada a parare questo 3D..... La conversione
ad Intel è stata una decisione strategica importante ed anche se Jobs
avesse detto che ci volevano due ore all'utente per convertire il software
(cosa non vera ma non importa), sarebbe stato comunque ovvio che il
tempo di "trapasso" sarebbe stato lunghetto. Ma nessun dottore ha
obbligato a farlo, e per mesi era possibile acquistare Mac nuovi ancora
PPC. Liberissimi di farlo oppure no, quindi.
Inoltre tutto il software sotto Rosetta gira perfettamente a velocità
difficilmente distinguibile dai precedenti modelli a parte: software
Adobe, software 3D e modellazione in generale, video e audio.
Personalmente uso Photoshop ma da quando sono passato anche ad
Aperture lo apro pochissimo, perchè tutta la fase di capturing dei NEF e
di correzione avviene in ambiente completamente UB.
Delicato invece il discorso video: AE è inservibile sotto Rosetta e quindi la
soluzione temporanea per il trapasso è stata adottare la versione Win
temporaneamente.
Ci sono ancora diversi casi in cui il trapasso a MacIntel sia da valutare
ancora prematuro, e quindi è perfettamente logico che si stia in ambito
PPC. Non vedo dove siano i problemi.
Inviato da: Livio Sandel su
Lun, 31 Luglio 2006 - 13:30
Bene, sono con Coisson.
Ho un iMac Intel 20". E va lento.
Con Mac OS X e le normali applicazioni, con soli 512 Mega di memoria, è lento. Perché continuamente fa swapping, e anche perché le applicazioni non UB sono lente (perché usano memoria, ma ne ho poca, ed allora fanno swapping, eccetera).
Con BootCamp, Windows viaggia molto bene, quindi il problema non è nello hardware.
E' ben vero che quando lavora una applicazione nativa poco affamata, va bene. Ma già Garaband soffre. E, in generale, la velocita' non e' poi tantissima (firefox su Windows è immensamente più veloce che su Mac).
Insomma, sono rimasto deluso.
Aspetto che tutto ciò che uso diventi UB, ma intanto, consentitemi, mi lamento. E non consiglio a Marco di comprare un mac intel.
Inviato da: Fabulus su
Lun, 31 Luglio 2006 - 13:52
Quello che vorrei capire è: cosa c'entra Apple con lo sviluppo dei software che usa Marco Coisson?
Prima di tutto Il lancio dei modelli con Intel è stato anticipato di 6 mesi, è quindi lecito pensare che molte case siano rimaste spiazzate da tale anticipo.
Faccio poi notare che i software Apple attualmente sono già disponibili tutti in versione Universal, quindi Apple il suo dovere l'ha già fatto.
Mi sembra che l'analisi di Marco non abbia un gran valore statistico perchè rispecchia quello che è un suo personale utilizzo del mac.
A mio avviso, il sw Universal Binary già presente è moltissimo e mi sembra che le software houses abbiano risposto in maniera eccellente. Tutti i giorni escono versioni UB di qualunque cosa. Ovviamente le grandi case che devono gestire progetti mastodontici (vedi Adobe, Microsoft) sono più in difficoltà, ma prima o poi, con i loro tempi, ci arriveranno.
Però, lamentarsi con Apple perchè dopo 6 mesi di cambio piattaforma il tal programmino non è ancora in versione Universal, mi sembra un pò un inutile isterismo. Mi fanno sorridere quelli che ancora adesso rimpiangono il software tal dei tali per os 9 quando ce ne sono 10 per osx che vanno anche meglio. Suvvia...
Moltissime aziende hanno già reso disponibili versioni UB dei prodotti, altre hanno pubblicato roadmap di rilascio, altre stanno testando le nuove versioni. Basterà pazientare qualche mese.
Se i sotware che Marco usa non sono ancora stati rilasciati in UB, io fossi in lui scriverei all'azienda e chiederei info, tempistiche, reclamerei delle informazioni chiare. Ma, ripeto, che c'entra Apple in tutto ciò? Doveva far uscire un G5 ottaprocessore per stare nella concorrenza ancora per un annetto?
Ovvio che non è questione di 2 orette, dipende moltissimo da progetto a progetto, però teniamo conto di una cosa: quanti un anno fa sviluppavano tutto in xcode, come da sempre Apple raccomandava di fare?
Allora per molti si tratta veramente di dover riscrivere e riprogettare il software e questo sarà un banco di prova della reale volontà della sw house di portare avanti "seriamente" la piattaforma mac, perchè se decidi di supportare una determinata piattaforma hardware devi prima di tutto preoccuparti di attenerti scrupolosamente alle specifiche, altrimenti sono ... tuoi!
Sarà inevitabile una certa selezione naturale, com'è avvenuto con os9 e poi... insomma...Marco, sull'Apple Store sono ancora in vendita i PowerMac G5, fossi in te mi precipiterei a comperarne uno o aspetterei qualche mese per prendere su ebay un G5 Quad usato d'occasione e tutti i tuoi problemi di compatibilità saranno risolti (non so per quanto tempo, però...)
Inviato da: enrico pietro su
Lun, 31 Luglio 2006 - 14:12
TEVAC è uno splendido sito per noi macusers, ma spesso diventa il pubblico sfogo di qualche utente frustrato da vari - sacrosanti - motivi tuttavia la presentazione dei problemi viene spesso raccontata come una catastrofe di immani proporzioni. Così Apple diventa una spregiudicata lucratrice perchè la batteria dell'ipod non va, tetris per classic non va più con gli intel, il salvaschermo con l'acquario sfarfalla sui nuovi monitor tft, Lemmings non va con MacosX e cosi via.
Secondo me sarebbe più utile aprire una parte del sito da chiamare, che so, "il muro del pianto" dove ognuno si sfoga per le proprie frustrazioni informatiche legate al mondo Mac, ma vi prego non mettete questa roba come notizia principale, negli rss. Questi sfoghi sono spesso interessanti punti di vista personali, ma che spesso danno un immagine drammatica se non addirittura catastrofica della situazione.
Pesonalmente ho appena preso un macbook, dopo circa 22 anni di felice spippolamento su mac, ho 1 applicazione che va in rosetta, photoshop CS, e l'unica applicazione che mi mancava è flip4mac (non voglio avere roba microsoft che gira nel mio mac) e guarda guarda è appena uscita.
Dunque devo dire di non sentirmi assolutamente orfano per le varie applicazioni non ancora universal, anche se so che presto verranno sviluppate.
Tra gli utenti Apple continua ad esistere uno zoccolo di "irriducibili" del
Power PC. Per loro qualsiasi processore sfornerà Intel sarà comunque, a
prescindere, inferiore al vecchio e glorioso PPC.
E' vero, è ormai vecchio ed è stato certamente glorioso il Power PC. Ma è
stato glorioso fino al G3, quando "toastava" veramente i Pentium. Poi
venne il G4 che inizialmente era si fenomenale ma, esaurito lo slancio
iniziale, iniziò a perdere colpi nei confronti soprattutto degli AMD Athlon.
Il G5 infine credo sia stata una gran presa per i fondelli e Steve Jobs (che
non è l' ultimo degli stupidi) se ne è accorto agendo di conseguenza.
Ora io lavoro quotidianamente come grafico con G5, G4 e ho due Mac
Intel (MacBook nero 2Gb ram e MacMini core duo sempre con 2Gb ram) e
sono dannatamente veloci, anche con applicazioni (Adobe CS) che girano
sotto emulazione Rosetta.
Intel fà processori splendidi solo che fino a ieri erano "controllati"
esclusivamente da una specie di sistema operativo di nome Windows.
Aspettiamo Leopard!
---
for insults & assorted bad words meet me on iChat(.mac): cristiano.collarin
'njoy!
Inviato da: Marco Coïsson su
Lun, 31 Luglio 2006 - 16:20
È stato detto che mi sto lamentando; è vero. Non contro Apple, come
avrebbe dovuto essere chiaro fin da subito. Ma mi sto lamentando per
una ragione valida: a differenza di quanto dicono alcuni, io mi rendo
perfettamente conto che le prestazioni dei nuovi processori, con
software nativo, sono particolarmente valide, e la mia
preoccupazione, da cui la mia lamentela, è che quando verrà il momento
per me di cambiare il Mac (non lo cambio prima solo perché i soldi,
ahimè, non crescono sugli alberi), non avrò nessun problema ad
acquistarne uno con processore Intel; ma mi ritroverò ad arrancare un po'
come arranco ora, perché 1/3 del software che io personalmente
uso non è in grado di sfruttare a dovere l'hardware che c'è sotto il cofano.
Da cui lo scopo dell'articolo, e le domande che hanno ancora ricevuto
poche risposte: quanto del software che usate è UB? Quanti problemi
vi dà (se ve ne dà) il software che usa Rosetta? A che cosa avete dovuto
rinunciare (se avete dovuto rinunciare a qualche cosa) nel passaggio da
un'architettura all'altra? Io la mia risposta, con le percentuali
riportate, l'ho data; non vorrei che tra sei o otto mesi, quando finalmente
potrò permettermi di cambiare computer, la tecnologia continui a correre
davanti a me, e il software che uso continui a starsene sempre più
indietro, a fare "ciao ciao" con la manina. Nostalgia? Fanatismo? Quelli li
lascio ad altri.
...l'unica possibile: uniformare i suoi prodotti al mercato (e non
viceversa, come qualche volta ha tentato); ha iniziato tralasciando il
Nubus, l'ADB, introducendo USB, Firewire, AGP e poi PCI, passando da PPC
a Intel, sviluppando Boot Camp... penso che mai come ora Apple abbia
fatto di tutto per rendere la sua piattaforma il più standard possibile (e
purtroppo lo standard è l'universo Wintel) cercando così di uscire dalla
"nicchia" (in America pare che i dati di mercato le stiano dando ragione).
Facendo questo si sono perse alcune prerogative di sviluppo (qualcuno
ricorda Opendoc?) ma se ne sono aperte altre, col tempo sapremo se il
bilancio sarà positivo.
Software ed hardware seguiranno i nostri amati Mac, purtroppo, solo se la
legge del profitto ne giustificherà l'impegno: questo soprattutto per i
grossi produttori, che certo seguono le ragioni dei bilanci più di quelle del
cuore.
Io comunque continuo a vederla rosea, soprattutto se torno indietro di 5
-6 anni. In ultimo, non credo che Micro$oft abbia mai sganciato un dollaro
per convincere qualcuno ad aggiornare i propri prodotti in vista di una
nuova uscita di Windows.
E' indubbio che i processori attuali arranchino, che i software Universal Binary arrivino col contagocce... ma è altresi vero che un Mac Pro anche con Rosetta a parità di applcativo avrà prestazioni analoghe a quelle di un PC con stesso hardware su Windows XP...
Inviato da: Alberto su
Lun, 31 Luglio 2006 - 18:04
E' tutto il giorno che mi leggo i commenti... ricapitoliamo.
L'articolo:
Marco si e' posto un dubbio ed ha voluto valutare quanto fosse fondato. L'ha fatto in maniera scientifica e ne ha dato resoconto per stimolare una discussione.
I commenti:
se un tempo eravamo contenti che Apple fosse sinonimo di Think Different, forse dovremmo rimanere in quest'ottica, no? Apple ci ha sempre dato qualcosa in piu', ma non si deve arrivare a misurare questo 'piu'' con lo stesso metro che si usa per Windows!
Se sono passato ad Apple e' stato perche' con il mio computer volevo passare piu' tempo a lavorare che ad installare e a deframmentare, tutto qui. Marco si e' fatto le sue statistiche, voi fatevi le vostre, io mi faccio le mie, ognuno puo' dire se per lui niente e' cambiato o se la produttivita' non e' ancora al massimo. Non riuscite a prendere l'articolo o i commenti in quest'ottica?
Conclusione:
Lagnarsi di Rosetta? perche' Marco dovrebbe! i MacIntel hanno ancora cosi' tanti problemi (es. MacBook Pro, non venitemi a dire problemi di gioventu', visto che costa piu' di un salario) che Rosetta e' l'ultima cosa che si va a pensare... ah, si, adesso vanno come i Dell...
ps: il mio PBG4 va lento, non lo consiglierei a nessuno... pero' e' fedele, appunto e' un Apple, e ci posso far girare TUTTO quello che mi serve...
Mentre alcuni tentano di sviluppare 'strane' profezie su quello che sarà il futuro dell'informatica, a Cupertino sviluppano tecnologie innovative..
Marco ha esposto alcune considerazioni che sono in buona parte condivisibili, mentre alcuni dei commenti che ho letto mi hanno trasmesso prima un certo stato d'ansia, poi ho rischiato di addormentarmi in un mare di OT.
Perdonatemi, ma davvero non è possibile confinare questo tipo di discussioni all'interno del forum?!... (compreso questo mio palloso commento:-) in modo che non siano accessibili con un solo click dalla homepage?
Qual'è il valore aggiunto?
Per quale motivo (solo come sempio) devo leggere considerazioni sulle future qualità di un sistema operativo MS che non è ancora sul mercato?... (e che di sto passo mai lo sarà).
Capiamoci: sappiamo bene che il passaggio PPC>Intel non è indolore e che - come tutte le 'rivoluzioni' architetturali - richiede tempo per andare a regime.
Bene, a conti fatti abbiamo già intuito che in questo caso il rapporto pro/contro è decisamente favorevole (sparerei un 5 a 1)... lo dice il mercato, lo dicono il gran numero di win/linux users che ogni giorno passano a mac, è evidente ogni volta che parliamo di macchine virtuali.
I professionisti sono forse rimasti a piedi?
Secondo me no; continuano a lavorare coi loro PPC. Alcuni si trovano ad operare con hw da aggiornare e - se le loro principali applicazioni non sono ancora UB - si trovano costretti ad acquistare nuove macchine G5... (senza chiudere per fallimento!)
Fortunatamente i G5 che sono oggi a listino non sono ancora ritenute macchine d'epoca... lo saranno probabilmente tra circa 1 anno - e nel frattempo le applicazioni UB cresceranno, dunque lasciamole crescere...
Utente medio di un calcolatore: scrive lettere, fa presentazione, legge fogli
di calcolo. A volte, guarda foto, ascolta musica, guarda filmati, cazzeggia
con amici e colleghi, adesso forse usa anche skipe. Sicuramente, usa ancora
la calcolatrice per vedere cosa costa un prodotto con IVA e spese di
spedizione. Ergo, al 98 per cento dell'utenza, poco importa cosa succede
dentro alla macchina che usa. Ecco perchè si sceglie la mela: non si pianta
(quasi mai), non delude, accattiva e fidelizza, regala sensazioni di piacevoli
coccole per la morbidezza. Qulacuno si ricorda come prendeva appunti nel
1982?....
Aspettiamo di vedere dopo 12 mesi, quale sw avremo a disposizione UB,
prima di lamentarci...
Inviato da: Marco Coïsson su
Lun, 31 Luglio 2006 - 19:19
Io credevo che Tevac servisse anche a discutere delle cose che riguardano il
Mac. Il fatto che tra una settimana non ci saranno più (probabilmente) Mac
PowerPC in commercio ma ancora molto software non è stato portato su
Intel mi pare che sia argomento di pertienza del mondo Mac. Non ho mai
pensato che la home di Tevac dovesse essere un contenitore in cui limitarsi
a leggere che l'applicazione X è stata tradotta in italiano mentre quella Y è
stata aggiornata. Lo scopo di questo articolo non è fare un sondaggio o
scoprire chi usa più software UB, né far sapere al mondo quanto software UB
uso io: è discutere di un fatto. Pazienza, vuol dire che evidentemente
discutere non interessa. I comunicati PR, specie quelli di Apple, sono molto
più interessanti.
Inviato da: maurizio pucci su
Lun, 31 Luglio 2006 - 21:17
Scusate, ma non comprendo l'acrimonia che molti usano per replicare al sig. Marco Coïsson; personalmente approvo il suo stile "asciutto" e il tentativo di dare un respiro "scientifico" al suo intervento. Credo che Tevac debba ospitare questi importanti contributi, chi non concorda con il suo parere potrebbe tentare di usare, nelle risposte, lo stesso rigore.
A me francamente l'intervento di Marco è piaciuto e penso che fosse più che adatto per il contesto. Il problema della discussione è che su questa comunità è difficile rimanere on-track: penso che ci sia troppa emotività.
Se Marco tira fuori i problemi di un utente con il suo profilo (peraltro con un lavoro ben documentato), subito una levata di scudi contro chi osa attaccare le scelte di Apple :-) Sono ben conscio che ci sono persone anti-Intel a prescindere, ma se si vuole polemizzare (urbanamente) con loro, non era questo il contesto.
D'altro canto se è una giornata in cui intervengono tutti quelli che stanno avendo problemi con il MacBook Pro e tu dici semplicemente che il tuo va benissimo, al massimo c'è un po' di vernice che si scrosta, allora tutti a dire che non bisogna difendere Apple.
Inviato da: Franz Grua su
Lun, 31 Luglio 2006 - 21:59
Marco Coïsson ha ragione.
È inutile nascondersi dietro ad un dito.
La Apple stavolta ha fatto un passo indietro, e non solo per le difficoltà del
software. Speriamo che, come in passato, la situazione si normalizzi in pochi
mesi. Il mio commento non conta nulla, lo so, ma a tutti i professionisti
legati ai software importanti dico:"Compratevi un Quad e tenetevelo
stretto!".
Inviato da: cellman su
Mar, 01 Agosto 2006 - 01:27
Fa piacere (o forse più rabbia?) vedere che non sono il solo che si scontra
con la "filosofia" dei piccoli fans su questo sito. Ora che dite che Marco
Coisson improvvisamente non capisce più nulla, mentre prima era un
genio?
Ma per favore.... Già solo il fatto che un'applicativo fondamentale come
Photoshop non sia ancora in Universal Binary e sotto Rosetta vada peggio
che con un G3 800 mhz la dice abbastanza lunga.
Caro Marco ormai i tempi della piattaforma "think different" sono finiti,
l'utenza è diventata ipocrita (nel senso che non critica mai ma assorbe
tutto come se fosse ammaestrata o peggio ipnotizzata), l'hardware ormai
non è più alternativo a quanto viene immesso sul mercato da altri
produttori, il software ed il sitema operativo ancora reggono, sempre che
poi veramente non si avveri il fatto che Mac Os X venga messo in
pensione e sui Mac verrà fornito Windows di serie: se mai avvenisse una
cosa simile già immagino i commenti dei piccoli fans, sul genere "siete
prevenuti, tutto il mondo lo usa con successo, ora è stabile, in definitiva il
malware c'era anche per OSX ma era talmente poco diffuso che
interessava poco gli hackers come piattaforma" e via discorrendo.
Ti "preoccupa" Win su Mac? Non lo usare.
PPC è purtroppo destinato a sparire, la tecnologia ed il mercato vanno
avanti: rimpiangi di non lavorare su un G3 o su un 604 o addirittura
vorresti ancora un 6840? Il PPC (sulla carta e nei fatti fichisimmo) ha dato
segni di scricchiolamento come operazione di mercato fin dall'inizio ed è
peggiorato con l'uscita di Motorola dal terzetto di fondatori: che doveva
fare Apple, preoccuparsi di non far deprezzare i nostri G5 o cercare una
alternativa per aumentare le vendite dei propri computer? Marco ha
ragione, Jobs ha tinto tutto di un bel rosa, ma ha anche torto: non ci si
può preoccupare di un qualcosa che è nato da scelte obbligate e privo di
alternative percorribili, le cose sono andate così, punto. Io mi
preoccuperei se ci fossero state alternative migliori e fossero state
scartate, ma non ce n'erano. I software UB arriveranno e tanto più
aumenterà la fetta di mercato Apple tanto più questo avverrà
velocemente ed in quantità. Se le cose andassero diversamente bisognerà
purtroppo prepararsi a dare un lungo, triste addio al Mac. Per ora, però, le
vendite dicono tutto il contrario...
PS
Uso ancora occasionalmente OS9 su un mitico 9600 e penso a quando, tra
un po' di anni, succederà la stessa cosa con il mio attuale G5, mentre
starò lavorando con OSX 19.9 su un MacUltraPro.
Inviato da: Biino Simone su
Mar, 01 Agosto 2006 - 11:13
infondo anche mike buongiorno non ha mai detto "signora longari mi è caduta sull'uccello."...
:)
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VADER: I tuoi poteri sono deboli, vecchio.
OBI-WAN: Non puoi vincere Darth, se tu mi abbatti io
diventerò più potente di quanto tu possa immaginare.
La strategia di apple è vincente. Fa il secondo quarto più prolifico DELLA
SUA STORIA. Un vero peccato che per circa un anno si sia dimenticata di
coloro che per 10 anni, prima di imac e ipod hanno permesso ad apple di
rimanere a galla. color che le hanno permesso di sopravvivere a (UGGH)
Windows 95.
Apple cerca nuova utenza e ci è riuscita. Photoshop non lo vedrete fino
al 2007? Bene installate windows e usatelo!!
Ovvio che per la nuova utenza questo è un segnale non tanto grave (loro
usavano windows e in fondo un reboot in più o in meno non cambia), ma
per chi invece ha creato un bouquet (spero si scriva così) di software
utile, inseparabile questo è un pugno in un occhio.
L'ultimo portatile per usare photoshop è di due anni fa, perchè parliamoci
chiaro, di fatto il powerbook gira intorno agli 1.5 GHz da un po' di tempo
mentre è più fortunato chi usa un powermac, meno di un anno.
Resta il fatto che la conversione è davvero molto veloce da fare, ma
come al solito questo si riferisce a chi non prende azzardi durante lo
sviluppo.
Usare Codewarrior è, nostro malgrado, uno di questi. Speechless.
---
Zighin Zigon la bella Baion e trumballallà
http://www.tricheco.net
Ma hai mai provato un MacIntel?
Sei sicuro che Rosetta sia così lento?
Io uso un MacBook Pro da circa quattro mesi e, a parte un paio di casi, devo dire che Rosetta se la cava bene.
Forse nella tua statistica dovresti fare una prova dei tuoi software su un Mac con Intel e vedere quali di quelli che girano con Rosetta sono veramente lenti.