In pratica ero di fronte alla bluetooth apple e la guardavo e scrivevo qualche riga e poi mi fermavo tornavo a guardarla e poi scrivevo ancora un po' e poi mi sono girato verso cecilia e le ho detto, cè questa tastiera apple fa schifo, e lei mi ha chiesto perché fa schifo, perché dici che fa schifo? e io sono tornato a fissare la tastiera e ho detto 'non lo so, ma adesso mi applico e lo scopro'.
i tipi di tastiera
In natura esistono diversi tipi di tastiera e sono quasi tutti sbagliati. Wikipedia americana distingue circa undici tipi di tastiera, ma per semplificare tra di noi possiamo dire che esistono tre tipi di tastiera, da cui poi derivano quasi tutti gli altri. Le tastiere cosiddette a membrana, la scissor-key e le tastiere a switch meccanico.
le tastiere a membrana
Se entrate in un qualunque negozio per computer e comprate una tastiera, avrete quasi sicuramente comprato una tastiera a membrana. Tutte le tastiere esterne apple -ad esempio- sono a membrana, anche la bluetooth e anche la apple keyboard. Chi vende tastiere a membrana dice che i vantaggi delle tastiere a membrana sono che sono morbide e silenziose. Ora, la verità è che il vantaggio delle tastiere a membrana è che costa pochissimo produrle, mentre 'morbidezza' e 'silenziosità' per una tastiera non sono un vantaggio, sono un problema.
La tastiera a membrana (più precisamente una tastiera dome-switch) è formata da due circuiti sovrapposti sui quali è posata una specie di tappetino di gomma. Su questo tappetino -in corrispondenza di ogni tasto- c'è una piccola bolla: premendo il tasto, viene premuta la bolla che va a toccare i due circuiti. La grafite che c'è alla sommità interna della bolla, attiva il circuito e il carattere appare sullo schermo. L'elasticità del tasto e della sua risposta è data quindi dalla bolla di gomma. Costruire queste tastiere è evidentemente molto economico. Scriverci però è poco piacevole.
Quando si scrive su una tastiera è importante avere un feedback di quello che si sta facendo: questo feedback in parte è dato dal carattere che appare sullo schermo, ma in parte è dato dalla sensazione di percorso fornito dalle dita sulla tastiera: a meno che non si sia ottimi dattilografi è facile che lo sguardo non sia fisso al video ma che corra dal video alla tastiera per controllare quello che si sta scrivendo. Anche in questo caso il nostro cervello non dà comandi singoli di movimento delle dita, ma come dire, gestisce una serie di automatismi che si sono creati nell'utilizzo della tastiera stessa. Quando scrivo, il mio cervello non cerca con gli occhi la 't' e per poi muovere le dita sulla 't', ma gestisce il fatto che le mie dita stiano andando nel posto giusto, perché dentro di me io so dove è la 't'. Per rendersene conto provare a scrivere alla cieca su un tavolo, senza nessuna tastiera: le vostre dita andranno 'automaticamente' a ricostruire il layout della tastiera che utilizzate.
Ora, in questo processo, che è rapido e in parte inconscio, il feedback che viene dalle dita è molto importante. Quando premo un tasto io devo sentire un 'arrivo' e un 'ritorno' meccanico, perché altrimenti il mio dito 'affonda' nel tasto più a lungo di quanto sia necessario, impastandosi senza riuscire a capire se e quando il carattere è già arrivato a video. Non è un caso che in molte tastiere a membrana alcuni tasti chiave come lo spazio, il return, il delete, lo shift, utilizzino un meccanismo differente, sia per far vivere di più questi tasti che sono più utilizzati di altri (specie la barra spaziatrice) sia per dare un feedback tattile e sonoro più consistente.
Scrivere a lungo con una keyboard apple a membrana è un esercizio più faticoso e foriero di errori rispetto a farlo con una vecchia Extended, perché il meccanismo che stava dietro a quelle tastiere era radicalmente differente. Erano le tastiere a switch meccanico.
le tastiere a switch meccanico
Se entrate in un negozio di computer e chiedete una tastiera a switch meccanico, due cose possono accadere: a) il commesso farà una faccia arcigna mentre dentro la sua testa un rudimentale spotlight starà inutilmente facendo lo scanning delle periferiche tailandesi che ha in negozio b) il commesso metterà la sua mano destra sotto il mento a tititllare il pizzetto e vi chiederà con aria sorniona "a switch meccanico, a switch meccanico... non vorrai mica dire quelle rumorose che facevano vent'anni fa?"
In effetti le tastiere dei computer anni '80 e primi anni '90 erano facilmente delle tastiere a switch meccanico, come la apple keyboard, la apple keyboard II, la apple extended keyboard e la più famosa apple extended keyboard II. Le tastiere a switch meccanico hanno -per ogni singolo tasto- un meccanismo che si attiva quando il tasto stesso viene premuto. Questo rende le tastiere a switch meccanico più costose, più durature nel tempo e più resistenti.
Il fatto di avere un componente meccanico per ogni tasto, rende l'utilizzo delle tastiere meccaniche più soddisfacente anche per chi scrive: generalmente la forza che viene utilizzata per scrivere con una tastiera a membrana è maggiore di quella che realmente sarebbe necessaria, proprio perché la mancanza di feedback 'tattile' obbliga a premere il tasto quasi sempre fino a fine corsa. Le tastiere a switch meccanico producono il carattere già a metà corsa, dando un feedback più dinamico e permettendo una digitazione più rapida e meno faticosa.
Non tutte le tastiere meccaniche sono uguali, lo switch meccanico determina anche il tipo di feedback che l'utente riceve: si passa dal 'linear action', in cui la resistenza del tasto è costante durante tutta la la sua corsa e non ci sono forti feedback acustici, fino al "tactile" switch che dà invece una sensazione di fine pressione e un 'click' di fine corsa. I 'tactile' possono poi essere soft (o light) se il feedback è di scarso rilievo, high se più sostenuto.
È difficile avere una tastiera meccanica. Non le troverete nei negozi di informatica sotto casa, mentre sarà possibile trovarle in reseller specializzati in america: in questo caso dovrete poi "aggiustare" il layout da americano a italiano, usando degli adesivi e dovrete accontentarvi di un acquisto 'alla cieca' senza poter provare prima il feedback dei tasti, basandovi sulle (di norma scarne) recensioni e schede tecniche. Tra le più famose per macintosh, la estesa Matias Tactile Pro, e la compatta Macmini keyboard (conosciuta anche come SMK-88).
scissor keys
Tra le tastiere a membrana e quelle meccaniche si collocano le cosiddette tastiere scissor-keys. La maggior parte dei portatili usa questa metodologia. Si tratta di una tecnologia abbastanza recente ed è basata sempre sul metodo già visto delle tastiere a membrana, con l'aggiunta di un meccanismo a forbice che rende più reattivo il rilascio del tasto, dando un feedback più consistente con una corsa del tasto molto più breve (circa due millimetri contro i quattro di una normale tastiera a membrana). Per capire bene come è composta una tastiera scissor-keys è sufficiente lasciare un bambino di circa due anni vicino a una di esse e uscire dalla stanza. Rientrando dopo qualche minuto troverete i coperchietti del tasto estrapolati dalla tastiera e una serie di piccole U di plastica sparse a terra. Riconnetterle alla tastiera, ricomponendo l'intreccio a forbice, sarà un simpatico esercizio serale per tutti i membri adulti della famiglia.
Si tratta di tastiere più costose di quelle a membrana, di durata molto maggiore (grazie all'utilizzo di tre circuiterie sovrapposte -mi dicono- e al componente elettrico dello switch), ma molto più facili da trovare rispetto a quelle meccaniche (per macintosh, la Icekey di Macally ad esempio).
Anche in questo caso la tecnologia non è di per sé portatrice di assoluto valore e la cosa migliore è provare la tastiera per vedere se ci si trova bene. Le scissor-keys dei powerbook sono di notevole qualità, reattive e veloci a rispondere mentre -personalmente- non mi sono mai trovato con quelle 'trasparenti' degli ibook g3 ultima generazione, troppo morbide.
il layout
Apple fino a qualche tempo fa adottava il layout qzerty, odiato dai programmatori e detestato da chi si avvicinava al mondo macintosh provenendo da windows. In pratica la z era al posto della w (e viceversa), la m era a fianco della l, e i tasti da uno a dieci erano utilizzati per segni grafici (le parentesi, le vigolette, gli apostrofi) e per parte delle accentate. Da qualche anno apple adotta invece il layout 'ita-pro' che altro non è che quello utilizzato da anni sulle macchine windows. Felici i programmatori, meno felici gli scrittori, visto che il layout qzerty era notevolmente più comodo per scrivere in prosa rispetto a quello qwerty (reo, tra le altre cose, di aver messo nello stesso tasto la è e la é).
Non ci sono possibilità di scelta e l'unico modo di utilizzare ancora il vecchio qzerty è quello di attaccare adesivi sulla tastiera e poi scegliere dal menù internazionale il layout 'ita' classico che -per fortuna- è ancora presente in osx.
Chi volesse fare scelte più radicali può provare anche il controverso Dvorak, che garantisce movimenti più rapidi tra i tasti, utilizzando un layout ripensato da zero. In questo caso, se si scrive in prosa, bisogna ricrearlo (ad esempio con l'utility Ukelele) aggiungendo le accentate, che in quello presente di default in osx non sono presenti se non come combinazioni di tasti.
nelle prossime puntate
Ho ordinato una smk-88, mi dovrebbe arrivare tra una decina di giorni. Nelle prossime puntate vi racconterò le peripezie subite per ordinarla e farò una recensione di questa tastiera meccanica compatta che spero mi aiuterà a diventare uno scrittore ricco e circondato da babysitter prosperose.
Questo articoletto è stato scritto con mellel, una bluetooth apple, la scissor keys del powerbook e una tastiera a membrana del defunto imac tangerine.
Alla ricerca della tastiera perfetta (parte prima) | 13 commenti | Crea un nuovo Account
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Inviato da: ellemme su
Lun, 28 Maggio 2007 - 20:06
CITAZIONE(fabriziovenerandi @ 28 May 2007, 19:18) <{POST_SNAPBACK}> ha scritto:
CITAZIONE(Mark0 @ 28 May 2007, 18:18) <{POST_SNAPBACK}> ha scritto: Su eBay si trovano tranquillamente delle IBM Model M, PS/2, da molti ritenute tra le migliori tastiere mai prodotte.
Bye!
il che è paradossale se si calcola che le ibm model m sono in realtà delle tastiere a membrana con un particolare meccanismo di pressione a molla.
f.
Per me rimane insuperata una tastiera IBM che avevo all'università... era quella dei terminali 5280 con venti tasti funzione sopra ed il modulo di 50 tasti esterno programmabile per la serie di mainframe 32xx e 43xx mostri ma per scrivere codice quando dovevamo scriverci tutto era una mano santa peccato non averle ancora.
Inviato da: fabriziovenerandi su
Lun, 28 Maggio 2007 - 19:18
CITAZIONE(Mark0 @ 28 May 2007, 18:18) <{POST_SNAPBACK}> ha scritto: Su eBay si trovano tranquillamente delle IBM Model M, PS/2, da molti ritenute tra le migliori tastiere mai prodotte.
Bye!
il che è paradossale se si calcola che le ibm model m sono in realtà delle tastiere a membrana con un particolare meccanismo di pressione a molla.
Bellissimo l'articolo, io per fortuna ho ancora un tastiera toshiba che è ps2, ma la uso poco perché è enorme e pesa uno sproposito. Ma funziona molto bene.
Considerazioni condivisibilissime. Anch'io rimpiango le vecchie tastiere meccaniche che, dal punto di vista tattile, offrivano una risposta molto più percepibile e sicura. Il problema è che oggi ci siamo abituati a vedere le tastiere vendute nei centri commerciali a 7 o 8 euro, nelle ceste delle offerte (parlo delle tastiere col cavo, per PC) e penso che davvero poche persone sarebbero disposte ad acquistare una tastiera che costa 10 volte di più. Per le tastiere wireless, il discorso è diverso. I modelli a switch meccanico per Mac sono davvero pochi. Se poi vogliamo una tastiera italiana penso che non ci sia quasi scelta. Comunque, vagando per la Rete dopo aver letto le tue considerazioni, ho trovato alcune tastiere della Kensington che - sulla carta - potrebbero essere interessanti. La kensington Studioboard ad esempio è prodotta dallo stesso costruttore della Tactile Pro ed esteticamente è identica (vedi un confronto qui). La Studioboard ha il tasto Invio a "L" rovesciata come piace a te, però ha anche il tasto back-slash in un posto insolito. Poi c'è anche la Kensington SlimType per Mac, del tipo scissor-switch. I prezzi sono ragionevoli, ma è inutile dire che sul sito italiano del produttore non sono presenti questi due modelli. Aspetto con impazienza il tuo preannunciato secondo intervento. Se riesci nel frattempo a trovare anche una tastiera italiana a switch meccanico, faccelo sapere.
sempre piacevolissimi i tuoi scritti. Stimolato dalle tue osservazioni, sono appena andato su eBay ed ho comprato una Icekey. Ora attendo la spedizione con la consueta, infantile smania tipica di un over 30 MacAddicted...
Inviato da: fabriziovenerandi su
Dom, 27 Maggio 2007 - 22:14
per imartini: se la tastiera a cui ti riferisci è quella dell'olivetti M24 (tastiera dura e bassa, davvero ottima, ne ho una chiusa in un armadio dell'ufficio) non c'è niente da fare perché non è PS2 e quindi non si può neppure cercare un adattatore USB-PS2. Le alternative sono quelle di cercare qualche tastiera meccanica PS2 e sperare nell'adattatore, oppure prendere dagli states una tastiera meccanica moderna.
per riccardino: anche io avevo pensato ad un adattatore, visto che ho qualche extendend II messa da parte. Alla fine ho desistito perché, nonostante sia anni luce meglio della attuale keyboard apple, io ho sempre avuto qualche personale problema con la extended: a) è davvero grossa grossa e la mia scrivania piccola piccola, b) ha un escursione dei tasti abbastanza ampia, mentre ho sempre preferito quelle con un escursione più bassa c) ha i tasti fatti a piramide tagliata, molto stretti in alto e con molto spazio tra un tasto e l'altro. Se la keyboard apple attuale ha i tasti di 14mm e una distanza tra tasto e tasto di 4mm, la extended II ha i tasti larghi solo 12mm, con uno spazio tra tasto e tasto di 6mm. Questo vuol dire che io finisco spesso per 'sbrecciare' il tasto da premere invece che prenderlo in pieno, e questo mi rallenta. D'altronde ho letto di persone che salutano come un bene questa distanza tra tasto e tasto, quindi deve essere un fattore assolutamente personale.
Inviato da: marcocoisson su
Dom, 27 Maggio 2007 - 22:03
Articolo molto bello e interessante, complimenti. Ho imparato molte cose nuove. Ho anche scoperto perché ho sempre adorato le vecchie tastiere ADB (e pre-ADB ) del Mac, perché tutto sommato mi trovo bene con la tastiera del PowerBook, e perché non riesco assolutamente a scrivere con le tastiere bianche degli iMac, PowerMac ecc. Ah, e sono un gran fan del layout qzerty, che non è poi così male anche per scrivere codice.
Inviato da: riccardino su
Dom, 27 Maggio 2007 - 21:08
Odiando il layout QWERTY ed adorando la mia vetusta ed indistruttibile (sgrat sgrat) Apple Extended Keyboard II, suggerisco l'acquisto di un comune adattatore ADB-USB: non rimpiangerete la spesa, se scrivete parecchio. In questo momento sto usando una tastiera - di qualità ancora insuperata - passata attraverso: un Mac II VX, un 7100, un 7500, un G3 blu e bianco, un G4 400, un Quicksilver, un Powerbook G4 ed un MacBook Pro.
Inviato da: poweruser su
Dom, 27 Maggio 2007 - 20:56
CITAZIONE(vecchioben @ 27 May 2007, 20:44) <{POST_SNAPBACK}> ha scritto: ..è sempre un piacere leggere i tuoi articoli, se non ci fossi bisognerebbe inventarti "avevo scritto inventarti con due e senza la t, maledette tastiere a membrana"
Inviato da: vecchioben su
Dom, 27 Maggio 2007 - 20:44
..è sempre un piacere leggere i tuoi articoli, se non ci fossi bisognerebbe inventarti "avevo scritto inventarti con due e senza la t, maledette tastiere a membrana"
Inviato da: Martini su
Dom, 27 Maggio 2007 - 16:47
Che bello immaginare che stamattina ti sei svegliato e ti è venuto in mente di tenerci una lezione su una periferica tanto snobbata quanto fondamentale per chi usa un computer. Finalmente ho capito che tastiera avevo quando usavo il mio vecchio 286. sicuramente era una tastiera meccanica Olivetti che faceva un casino boia quando si batteva sui tasti ma che rendeva la dattilografia un piacere assoluto. tastiera che mia madre rimpiange ancora perchè al suo portatile Dell non la può attaccare. peccato che quella tastiera non ha mai trovato una valida erede, ma adesso che so come chiamarla, la dinastia potrebbe non morire.
Su eBay si trovano tranquillamente delle IBM Model M, PS/2, da molti ritenute tra le migliori tastiere mai prodotte.
Bye!
il che è paradossale se si calcola che le ibm model m sono in realtà delle tastiere a membrana con un particolare meccanismo di pressione a molla.
f.
Per me rimane insuperata una tastiera IBM che avevo all'università... era quella dei terminali 5280 con venti tasti funzione sopra ed il modulo di 50 tasti esterno programmabile per la serie di mainframe 32xx e 43xx mostri ma per scrivere codice quando dovevamo scriverci tutto era una mano santa peccato non averle ancora.
Grazie per post è davvero ben scritto.