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 Mar, 13 Maggio 2008 - 01:58
Recensioni Alla ricerca della tastiera perfetta: SMK-88 (finale)
   
Insomma mi è arrivata la SMK-88, dopo mesi di ricerche e di dubbi alla fine ho deciso di prendere questa piccola tastiera compatta a switch meccanico, e la mia carta di credito era incredula di essere usata per comperare una tastiera rivenduta in america, fabbricata in cina, con tasti di origine tedesca. Quando si dice la globalizzazione.
A conti fatti la tastiera mi è costata ottantacinque euro, circa quaranta per la tastiera il tutto il resto per le spese di viaggio e per i diritti doganali.
La scatola ha un potente look minimalista: è tutta bianca con la scritta a pennarello di cosa c'è dentro. All'apertura ero terrorizzato, ma effettivamente dentro c'era proprio lei.
L'ho aperta, l'ho collegata, il mac l'ha riconosciuta al volo, ho fatto le pecette per renderla qzerty e poi ho iniziato a scrivere e dopo qualche minuto ho capito che non avevo mai speso così bene 85 euro in hardware da anni.



La tastiera è piccolina ma non è compattissima. C'è molto spazio tra la fila dei numeri e i tasti funzione e ai due lati della tastiera ci sono due file aggiuntive di tasti: a destra degli inutili tasti per il movimento di pagina e l'editing, a sinistra degli stramaledetti tasti multimediali. E' comunque notevolmente più piccola di una tastiera bluetooth apple e sta benissimo anche tenuta sulle gambe, sicuramente è molto più fresca del powerbook 12.



Il tocco non ha niente a che vedere con le normali tastiere a membrana, è decisamente più sensibile di quelle apple e piacevolemente più rumorosa. Quando si scrive si avverte un feeedback sia tattile che sensoriale già quando il tasto è a circa metà corsa; dopo un po' che si scrive il dito non sente più l'esigenza di andare fino a fine corsa, ma inizia a 'danzare' sui tasti muovendosi molto più velocemente e soprattutto facendo molto mena fatica. Quando si scrive su una normale tastiera membrana invece, il dito preme finché la gomma non cede e di colpo si ritrova a fondo corsa.
Dopo una giornata che usavo la smk-88 ho rimesso la tastiera keyboard usb di apple e ho iniziato a scrivere e sullo schermo non appariva niente: solo in quel momento mi sono reso conto di quanta forza fossi costretto a fare abitualmente per premere i tasti della keyboard apple. La pressione che sulla smk-88 era sufficiente a far partire il carattere a schermo, sulla tastiera apple non faceva partire un bel niente.



La tastiera ha anche un attacco USB 2 al lato della tastiera ma attenzione non si tratta di una presa aggiuntiva, in quanto la smk-88 usa due maschi USB che si attaccano al computer: con uno si alimenta la tastiera, con il secondo la presa usb collocata sulla tastiera stessa. In pratica credo che l'utilità dell'attacco sia per chi voglia collegare un mouse apple alla tastiera senza andare a perdersi nel retro del mac mini. Se si vuole usare solo la tastiera si può usare una sola delle due prese che hanno una tonalità diversa proprio per poterle distinguere.
Se i pregi sono tutti nel meccanismo e nell'ottimo feedback della tastiera (decisamente meno soffice e più 'sonoro' della fin troppo mitizzata apple extended II) i difetti sono legati alla infelice scelta di mettere due file di tasti supplementari ai due lati della tastiera, soprattutto quelli a sinistra del tab e dello shift sinistro che creano -almeno inizialmente- dei grossi fastidi: quando cercherete lo shift beccherete spesso e volentieri il tasto di mute, e così cercando il tab capiterà facilmente che si vada a premere il tasto per alzare il volume.
I tasti sono simili a quelli della extended II, quindi piccoli e rastremati alla sommità (circa dodici millimetri e mezzo contro i quattordici della keyboard usb apple attuale). Due rialzi sotto la tastiera permettono di alzare o abbassare l'inclinazione della tastiera.



Una tastiera davvero notevole a un prezzo tutto sommato contenuto. Se dovete scrivere spesso e volentieri, volete avere un feedback più corposo di quello mollo e incerto delle tastiere a membrana e non vi impressionano delle etichette fatte a mano messe sopra i tasti per adattare il layout americano al nostro, questa smk-88 è una scelta da prendere in considerazione.
Un problema: dà dipendenza. Attualmente io me la porto in ufficio poi quando esco la stacco e me la rimetto nello zaino, arrivo a casa e la riattacco al portatile e così via. Mi sento un po' clapton che va in giro con la sua fender stratocaster e quando serve la tira fuori e dà spettacolo. Ma la verità lo faccio perché dopo che ho capito cosa vuol dire scrivere con una buona tastiera meccanica non mi sogno di tornare a battere le dita contro una membranina di gomma.
Ha il bollino giallo 'venerandi consiglia'.



 
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 I commenti dei lettori:
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Inviato da: fabriziovenerandi su Lun, 18 Giugno 2007 - 11:46
oh, grazie mille!

f.

Inviato da: RobRota su Lun, 18 Giugno 2007 - 11:18
CITAZIONE(fabriziovenerandi @ 18 Jun 2007, 10:28) <{POST_SNAPBACK}> ha scritto:
qua le foto che si sono perse:

la tastiera
confronto con la bluetooth apple
la scatola minimalista
la presina usb
ll piedino

bien, le integro nella segnalazione icon_wink.gif

Inviato da: fabriziovenerandi su Lun, 18 Giugno 2007 - 10:28

Inviato da: fabriziovenerandi su Lun, 18 Giugno 2007 - 10:22
CITAZIONE ha scritto:
Se hanno avuto una scelta così infelice di rubare una seconda presa USB sul Mac per ridarla sulla tastiera, lo scopo non è di alimentare la seconda presa USB sulla tastiera: qualla seconda presa USB è solo il prolungamento della presa sul Mac. Così facendo non hanno dovuto inserire un hub nella tastiera come ha fatto Apple. In compenso questa seconda presa sarà USB2 anzichè USB1 (se il proprio computer è USB2).


Hai ragione, il termine 'alimentare' è improprio, è in effetti una prolunga.

Inviato da: wallybear su Lun, 18 Giugno 2007 - 10:07
CITAZIONE ha scritto:
La tastiera ha anche un attacco USB 2 al lato della tastiera ma attenzione non si tratta di una presa aggiuntiva, in quanto la smk-88 usa due maschi USB che si attaccano al computer: con uno si alimenta la tastiera, con il secondo la presa usb collocata sulla tastiera stessa.


Se hanno avuto una scelta così infelice di rubare una seconda presa USB sul Mac per ridarla sulla tastiera, lo scopo non è di alimentare la seconda presa USB sulla tastiera: quella seconda presa USB è solo il prolungamento della presa sul Mac. Così facendo non hanno dovuto inserire un hub nella tastiera come ha fatto Apple. In compenso questa seconda presa sarà USB2 anzichè USB1 (se il proprio computer è USB2).

Inviato da: fabriziovenerandi su Lun, 18 Giugno 2007 - 09:38
uh, c'erano anche delle foto ma devo averle taggate male. Se riesco le linco qua dai commenti.

f.
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