Insomma mi è arrivata la SMK-88, dopo mesi di ricerche e di
dubbi alla fine ho deciso di prendere questa piccola tastiera compatta
a switch meccanico, e la mia carta di credito era incredula di essere
usata per comperare una tastiera rivenduta in america, fabbricata in
cina, con tasti di origine tedesca. Quando si dice la globalizzazione.
A conti fatti la tastiera mi è costata ottantacinque euro,
circa quaranta per la tastiera il tutto il resto per le spese di
viaggio e per i diritti doganali.
La scatola ha un potente look minimalista: è tutta bianca
con la scritta a pennarello di cosa c'è dentro. All'apertura
ero terrorizzato, ma effettivamente dentro c'era proprio lei.
L'ho aperta, l'ho collegata, il mac l'ha riconosciuta al volo, ho fatto
le pecette per renderla qzerty e poi ho iniziato a scrivere e dopo
qualche minuto ho capito che non avevo mai speso così bene
85 euro in hardware da anni.
La tastiera è piccolina ma non è compattissima.
C'è molto spazio tra la fila dei numeri e i tasti funzione e
ai due lati della tastiera ci sono due file aggiuntive di tasti: a
destra degli inutili tasti per il movimento di pagina e l'editing, a
sinistra degli stramaledetti tasti multimediali. E' comunque
notevolmente più piccola di una tastiera bluetooth apple e
sta benissimo anche tenuta sulle gambe, sicuramente è molto
più fresca del powerbook 12.
Il tocco non ha niente a che vedere con le normali tastiere a membrana,
è decisamente più sensibile di quelle apple e
piacevolemente più rumorosa. Quando si scrive si
avverte un feeedback sia tattile che sensoriale già quando
il tasto è a circa metà corsa; dopo un po' che si
scrive il dito non sente più l'esigenza di andare fino a
fine corsa, ma inizia a 'danzare' sui tasti muovendosi molto
più velocemente e soprattutto facendo molto mena fatica.
Quando si scrive su una normale tastiera membrana invece, il dito preme
finché la gomma non cede e di colpo si ritrova a fondo
corsa.
Dopo una giornata che usavo la smk-88 ho rimesso la tastiera keyboard
usb di apple e ho iniziato a scrivere e sullo schermo non appariva
niente: solo in quel momento mi sono reso conto di quanta forza fossi
costretto a fare abitualmente per premere i tasti della keyboard apple.
La pressione che sulla smk-88 era sufficiente a far partire il
carattere a schermo, sulla tastiera apple non faceva partire un bel
niente.
La tastiera ha anche un attacco USB 2 al lato della tastiera ma
attenzione non si tratta di una presa aggiuntiva, in quanto la smk-88
usa due maschi USB che si attaccano al computer: con uno si alimenta la
tastiera, con il secondo la presa usb collocata sulla tastiera stessa.
In pratica credo che l'utilità dell'attacco sia per chi
voglia collegare un mouse apple alla tastiera senza andare a perdersi
nel retro del mac mini. Se si vuole usare solo la tastiera si
può usare una sola delle due prese che hanno una
tonalità diversa proprio per poterle distinguere.
Se i pregi sono tutti nel meccanismo e nell'ottimo feedback della
tastiera (decisamente meno soffice e più 'sonoro' della fin
troppo mitizzata apple extended II) i difetti sono legati alla infelice
scelta di mettere due file di tasti supplementari ai due lati della
tastiera, soprattutto quelli a sinistra del tab e dello shift sinistro
che creano -almeno inizialmente- dei grossi fastidi: quando cercherete
lo shift beccherete spesso e volentieri il tasto di mute, e
così cercando il tab capiterà facilmente che si
vada a premere il tasto per alzare il volume.
I tasti sono simili a quelli della extended II, quindi piccoli e
rastremati alla sommità (circa dodici millimetri e mezzo
contro i quattordici della keyboard usb apple attuale). Due rialzi
sotto la tastiera permettono di alzare o abbassare l'inclinazione della
tastiera.
Una tastiera davvero notevole a un prezzo tutto sommato contenuto. Se
dovete scrivere spesso e volentieri, volete avere un feedback
più corposo di quello mollo e incerto delle tastiere a
membrana e non vi impressionano delle etichette fatte a mano messe
sopra i tasti per adattare il layout americano al nostro, questa smk-88
è una scelta da prendere in considerazione.
Un problema: dà dipendenza. Attualmente io me la porto in
ufficio poi quando esco la stacco e me la rimetto nello zaino, arrivo a
casa e la riattacco al portatile e così via. Mi sento un po'
clapton che va in giro con la sua fender stratocaster e quando serve la
tira fuori e dà spettacolo. Ma la verità lo
faccio perché dopo che ho capito cosa vuol dire scrivere con
una buona tastiera meccanica non mi sogno di tornare a battere le dita
contro una membranina di gomma.
Ha il bollino giallo 'venerandi consiglia'.
Inviato da: fabriziovenerandi su
Lun, 18 Giugno 2007 - 10:22
CITAZIONE ha scritto: Se hanno avuto una scelta così infelice di rubare una seconda presa USB sul Mac per ridarla sulla tastiera, lo scopo non è di alimentare la seconda presa USB sulla tastiera: qualla seconda presa USB è solo il prolungamento della presa sul Mac. Così facendo non hanno dovuto inserire un hub nella tastiera come ha fatto Apple. In compenso questa seconda presa sarà USB2 anzichè USB1 (se il proprio computer è USB2).
Hai ragione, il termine 'alimentare' è improprio, è in effetti una prolunga.
Inviato da: wallybear su
Lun, 18 Giugno 2007 - 10:07
CITAZIONE ha scritto: La tastiera ha anche un attacco USB 2 al lato della tastiera ma attenzione non si tratta di una presa aggiuntiva, in quanto la smk-88 usa due maschi USB che si attaccano al computer: con uno si alimenta la tastiera, con il secondo la presa usb collocata sulla tastiera stessa.
Se hanno avuto una scelta così infelice di rubare una seconda presa USB sul Mac per ridarla sulla tastiera, lo scopo non è di alimentare la seconda presa USB sulla tastiera: quella seconda presa USB è solo il prolungamento della presa sul Mac. Così facendo non hanno dovuto inserire un hub nella tastiera come ha fatto Apple. In compenso questa seconda presa sarà USB2 anzichè USB1 (se il proprio computer è USB2).
f.