Bootcamp su disco esterno TB con MacBook Air 2013: come fare

Dopo aver acquistato il MacBook Air 13″ con SSD da 120 GB e avendo la necessità di usare, qualche volta, anche Windows con Boot Camp, ho deciso di acquistare un disco esterno Thunderbolt. La scelta è caduta su LaCie Rugged Thunderbolt e USB 3 che ospita un disco SSD da 128 GB.

Il prezzo è alto ma girando in rete son riuscito a risparmiare anche il 10% rispetto al prezzo di listino.

Il test di velocità

La prima cosa che ho fatto appena è arrivato è il test di velocità con Blackmagic Disk Speed Test. Beh, niente male visto che ha “praticamente la stessa velocità in scrittura del disco SSD del MacBook Air.

Le immagini che seguono evidenziano che l’SSD via USB 3 risulta essere molto performante.

Disk SpeedTest SSD 120 TB

Test con Thunderbolt e SSD

DiskSpeedTest SSD 120 USB 3

Test con USB 3 e SSD

Disk SpeedTest SSD 128 MBair

Test SSD del Macbook Air

Sfortunatamente l’avvio da disco esterno di Windows 7 via USB 3 non è così semplice anche se si può fare. Il disco esterno collegato via Thunderbolt invece è avviabile via Boot Camp.

A questo punto passiamo a caricare Windows sul disco esterno.

Windows

L’unico modo per poter lanciare Windows da disco esterno via Boot Camp è la clonazione della macchina Windows. Ho provato ad installare su Thunderbolt ma senza riuscirci (l’installazione va a buon fine ma al riavvio appare sempre un avviso di riavviare il computer e lo fa in loop).

Io ho testato questi due metodi:

  1. clone della macchina Windows 7 installata precedentemente sull’SSD interno del MacBook Air;
  2. clone di una macchina precedentemente installata sul un altro Mac (sempre Windows 7)

Ho usato Winclone 3.

Il procedimento è quello descritto nel mio precedente articolo ricordandovi che prima del punto 1 (preparazione della macchina con sysprepexe) si devono disinstallare i driver di Boot Camp. Un metodo segnalato da Russell Scheil è quello di usare Microsoft Fixit Utility 

Io non l’ho usato perché sono riuscito ad installare i driver manualmente anche se sarebbe stato meglio farlo con il metodo sopra segnalato.

Il punto 1 è semplice e basta seguire le istruzioni indicate nell’articolo che vi ho segnalato. Ovviamente, per chi come me non ha spazio sull’SSD, l’installazione da zero risulta difficoltosa e necessita di sistemare l’SSD e liberarlo.

Il punto 2 invece è stata una dura lotta ma alla fine ci sono riuscito (ringrazio Russell per il supporto e per i suggerimenti – Thanks Russell!).

Il problema sostanziale sta nel fatto che i nuovi MacBook Air e iMac necessitano dei driver della tastiera, del mouse e delle porte USB altrimenti la macchina non funziona. Anche l’installazione da zero prevede un metodo di installazione univoco.

Prima di iniziare scaricate i driver di Boot Camp aggiornati (da assistente Boot Camp, selezionare solo il download dei driver avendo a disposizione una penna USB per contenerli. Ci vorrà del tempo per scaricarli!!). Vi servirà poi un programma che possa ereditare la macchina Windows su Boot Camp (io uso Parallels Desktop).

Una volta clonata la macchina con Winclone sul disco Boot Camp (Attenzione che bisogna seguire pedissequamente le istruzioni altrimenti si rischia la fatidica schermata blu di Windows), provate a lanciare Boot Camp premendo il tasto Alt all’avvio. Partirà lo scandisk e, una volta giunti alla fase delle impostazioni noterete che la tastiera e il trackpad non funzionano. L’unico tasto che funziona è quello dello spegnimento. Spegnete la macchina.

Avviate OS X 10. (io uso Mavericks) e lanciate PD (Parallels Desktop): importate la macchina virtuale. Durante questa fase è possibile che si avvii lo . Poi configurate la macchina e installate quello che serve. Una volta terminato seguite questi passi:

  1. Copiate la cartella $WinPEDriver$ contenuta nella penna USB dei driver di Boot Camp nel disco di Windows (io l’ho copiata sulla scrivania);
  2. Create un collegamento del documento IntelxHCISetup\setup.exe. Nelle proprietà del collegamento, nel campo che evidenzia il percorso del documento, scrivete alla fine di setup.exe ” -s” (spazio -s) in maniera tale da lanciare il setup dei driver della tastiera, mouse e USB in modo silenzioso, senza che il programma vi chieda qualcosa altrimenti voi non potrete far nulla!
  3. Copiate il collegamento sulla cartella Avvio – Programmi – Esecuzione automatica (verificate con un altro setup di qualche altro programma se funziona);
  4. disabilitate UAC
  5. fate in modo che all’avvio ci sia l’auto login dell’amministratore (eliminare la parola d’ordine e lasciare un solo utente amministratore)
  6. spegnete la macchina virtuale ed il Mac
  7. riavviate il computer e premete il tasto Alt per avviare Boot Camp.

A questo punto noterete che appariranno dei pop up che avvisano che è stato trovato il nuovo hardware e finalmente tastiera e mouse con USB 2 funzioneranno.

Installate infine i driver di Boot Camp e se non dovessero installarsi, lanciare BootCamp/Drivers/Apple/bootcamp.msi.

Se non dovesse funzionare, installate i driver a mano: l’ho appena provato e funziona perfettamente.

Alcuni indirizzi utili che mi sono serviti per la soluzione al problema:

Grazie ancora a Russell per il supporto.

LaCie Rugged Thunderbolt e la sostituzione del disco interno

Una nota positiva sul prodotto è proprio quella di poter sostituire tranquillamente il disco interno del dispositivo con uno più capiente.

Io ho messo un disco EVO@256GB della Samsung.

Basta togliere la gomma protettiva, togliere il coperchio frontale dove sono presenti i connettori e allentare le 4 viti che fissano il disco al controller e al contenitore.

A questo punto si scollega il vecchio disco, si inserisce il nuovo e si riassembla il tutto.

Non è cambiato molto in termini i velocità ma di capacità sicuramente si!

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7 Commenti a “Bootcamp su disco esterno TB con MacBook Air 2013: come fare”

  1. Thierry Riva 16 aprile 2014 at 12:30 #

    Scusa, ma non facevi prima ad installare Parallels ?

    Ciao.

  2. gerod 16 aprile 2014 at 20:18 #

    Se leggi il titolo, si parla di Boot Camp. A me serve anche Boot Camp e ho anche Parallels (l’ho scritto nell’articolo). Con la macchina virtuale non fai certe cose quindi:
    – il 10% dell’uso di win è con Boot Camp, il resto con Parallels

  3. Thierry Riva 17 aprile 2014 at 07:17 #

    Sì, l’articolo l’ho letto, avevo capito che si parla di Boot Camp ma mi chiedevo giusto perché complicarsi così la vita.

    Domanda; cos’é che fai con Boot Camp che non si riesce a fare con Parallels ?

    Ciao.

  4. gerod 17 aprile 2014 at 07:59 #

    Il MBA non ha molta RAM (8 GB) + la scheda grafica non è il massimo. Il MBA è comunque il computer secondario ed è quello che viaggia con me. Ho anche il MBP17 che è dopato: la macchina virtuale va come una bomba ma ho dedicato 8 GB di RAM e metà RAM della scheda video.
    Essenzialmente uso Solid Edge (modellatore 3D) e Ansys (calcoli strutturali). Se non hai 8 GB non lavori e con l’AIR potrebbe capitare di dover usare Boot Camp per questo.
    ciao

  5. Antonio 17 settembre 2014 at 00:29 #

    Anche me serve il computer per calcoli tecnici strutturali o non però penso che sarebbe più lineare fare la partizione con bootcamp del disco mac e poi passare a windows all’avvio, secondo te c’è un problema di lentezza se si carica troppo il disco del mac con i dati del lavoro?

    Ciao

    Antonio

  6. Solid 5 marzo 2015 at 02:37 #

    La lentezza ci sarà per forza.

    tutti i mac non partono in modalità AHCI ma in IDE compatibility

    un ssd che fa 550 mb di lettura… in un mac con bootcamp ne fa poco meno della metà.

    per non fare tutto sto giro con sti dischi… bisogna dumpare l’BMR della partizione bootcamp.. patcharla per attivare la modalità AHCI “che apple ha gentilmente castrato apposta” e reinserire l’MBR patchato.

    i mac decollano in questo modo sotto windows.

  7. Alessandro 3 luglio 2015 at 14:21 #

    Ho fatto la stessa procedura con winclone + disco thunderbolt ssd e funziona tutto correttamente. L’unico piccolo problema è che all’avvio, premendo il tasto “opzione”, mi vengono visualizzati 3 dischi anzichè 2: quello mac grigio, uno windows grigio, e uno giallo windows (che è quello che funziona). Se per sbaglio avvio il windows “grigio”, il mac si incasina, nel senso che poi ci mette due minuti solo per visualizzare la mela. A voi risulta, o è solo un problema mio?

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