Cadaveri eccellenti e tentativi di rianimazione

Si parla di cadaveri, si torna a parlare di Xserve, l’ultimo dei cadaveri eccellenti di Apple. La veglia funebre durerà fino alla fine del prossimo gennaio, si organizza il funerale che la salma è ancora calda.

Si era parlato in giro sul web della possibilità che Apple aprisse le sue licenze alla virtualizzazione, con indizi che andavano a toccare proprio il re della virtualizzazione, VMware.
Non so quanto la cosa sia tecnicamente realistica e/o fattibile, se così fosse, io credo che sarebbe una gran bella cosa.

Macchine virtualizzate con Mac OS X Server su sistemi di virtualizzazione molto diffusi, praticamente lo standard di fatto, disponibili praticamente ovunque. Potrei festeggiare per giorni e giorni.

A Cupertino però hanno sempre osteggiato la possibilità di virtualizzare Mac OS X e soprattutto Mac OS X Server, solo di recente c’è stata una piccola apertura che permetteva la virtualizzazione ma solo su hardware Apple, ma ora che questo hardware non c’è praticamente più o Apple mangia la minestra o salta dalla finestra, o permette la virtualizzazione su hardware differenti o decreta praticamente la fine di Mac OS X Server in ambito professionale, perché le alternative hardware “Mac mini o Mac Pro in versione server” non sono certo sostenibili, non in realtà appena più grandi di un azienda di piccole dimensioni, non in realtà dove uno stop dei servizi di rete anche di pochi minuti avrebbe ripercussioni pesanti su produttività e business.

Se invece l’unica alternativa è il cloud computing, e ci sono indizi pure in tal senso, non faccio molta fatica ad immaginare tanti begli Xserve sostituiti con hardware diverso e linux di varie distribuzioni.

Se io fossi il Bertoldo della situazione a Cupertino, direi ben vengano i servizi sulle nuvolette, che fanno pure molto figo che fa bene al marketing (e di conseguenza all’immagine ed alle casse di Apple), ma cercherei anche di punzecchiare a più non posso chi di dovere affinché non abbandoni Mac OS X Server, per il networking così come lo intendiamo noi piccoli provinciali dell’impero.

In fin dei conti, eventuali tecnicismi da risolvere a parte, si tratterebbe di una postilla in un contratto di licenza…

Tentativi disperati di rianimazione

Intanto c’è chi cerca di rianimare il già dichiarato cadavere con i mezzi che la rete mette a disposizione, un bel sito e una petizione, tutto per un hardware che evidentemente è molto apprezzato.

Save the Xserve, qualche migliaio di firme non serviranno a smuovere il testardo Steve dalle posizioni prese, ma il tutto ha un ché di romantico…

Pur consapevole dell’inutilità, ho firmato pure io.

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13 Commenti a “Cadaveri eccellenti e tentativi di rianimazione”

  1. maragines 1 dicembre 2010 at 22:49 #

    Premessa: io non sono un informatico e sulle reti sono uno che capisce le architetture dei miei clienti solo se me le spiegano con attenzione e pazienza.
    Ma siccome mi preoccupo di metodo, e protezione di dati sono molto preoccupato dalle nuvolette propagate a dismisura.

    E la cosa che mi fa specie è che stiamo andando verso un mondo che, tecnologicamente parlando, avrebbe sempre meno bisogno di queste strutture ciclopiche (e ricordiamo che i ciclopi avevano un occhio solo e non erano proprio delle cime di intelligenza). Nel senso che: oggi, avere un server in casa/ufficio e condividere i servizi con le tre persone con cui lavori/giochi è molto più alla portata di chiunque di quanto non fosse anche solo tre anni fa.

    Quindi se la mia idea è vera, e se la tecnologia permette sempre più che i datacenter siano soluzioni tecnologicamente non più obbligate, se tutto questo si può fare in casa senza perdere in efficienza ma aumentando molto la “controllabilità” delle operazioni, se tutto questo è vero, allora…

    Allora ne deduco che la scelta è commerciale. Puramente commerciale, senza alcun argomento tecnologico a sostegno. E sospetto pure che a qualcuno fa pure comodo la scusa del “accentriamo” e del “tranquillo ci penso io”. Che si voglia frenare l’indipendenza e la crescita di competenze diffuse? Quasi quasi penso sia vero…

    A me viene in mente un parallelismo con le politiche energetiche: si dice che non è più il temo di mega centrali idroelettriche (o di altro tipo) e che invece il futuro è diecimila/ventimila/ un milione di piccolissimi produttori di energia. Eppure si continuano a progettare centrali nucleari…

  2. blueknight 1 dicembre 2010 at 23:31 #

    A Cupertino però hanno sempre osteggiato la possibilità di virtualizzare Mac OS X e soprattutto Mac OS X Server, solo di recente c’è stata una piccola apertura che permetteva la virtualizzazione ma solo su hardware Apple

    Dunque… io sono sicuro che è Mac OS X Client che non si può virtualizzare (*). Ad esempio, VirtualBox non lo mette tra le opzioni dei wizard, ma mette Mac OS X Server e lo documenta pure. Per quanto riguarda l’hardware Apple… VirtualBox, come ho detto, pare evitare di offrire opzioni illegali, e offre Mac OS X Server guest da un host Linux…

    (*) Ovviamente “potere” va interpretato nel senso di legalità (licenze d’uso, e quindi uso professionale, supportato eccetera). Anche Mac OS X Client si virtualizza alla grande.

  3. blueknight 1 dicembre 2010 at 23:35 #

    @Maragines. E’ chiaro che il cloud viene spinto perché conviene a chi lo vende. Con questo non voglio dire che non abbia mai senso, ma non ce l’ha in tutti i casi in cui viene propugnato.

    Sull’impatto ecologico del “grande vs piccolo”… è un casino (sia per il cloud che per il nucleare) Anche qui ognuno tira l’acqua al suo mulino. Troverai un bel po’ di pubblicazioni che “dimostrano” quanto un cloud sia più ecologico, ma ci sono anche opinioni opposte. Se vuoi sapere la mia opinione, non credo che nessuno sia in grado di misurarlo. Tutte queste valutazioni vengono fatte con modelli matematici e pochi vengono validati sperimentalmente con misurazioni, oppure vengono validati sperimentalmente in ambiti molto circoscritti da cui è dubbio che si possa estrapolare. Io sono vecchia scuola, sperimentale, se non si può sperimentare è fuffa.

  4. superfly 2 dicembre 2010 at 13:00 #

    mah, un macpro con una torretta raid e macosx server, non vedo dove non vada bene…

    • Roberto Rota 2 dicembre 2010 at 15:02 #

      semplicemente in una qualsiasi situazione in cui l’alta affidabilità sia un fattore determinante.

      se ti si guasta l’alimentatore del mac pro che fai, aspetti che arrivi il tecnico a cambiarlo sempre che ne abbia uno disponibile in casa altrimenti tocca aspettare anche che arrivi il pezzo?

      e se il server teneva in piedi una situazione di e-commerce o delle applicazioni vitali per un’azienda? si blocca tutto?

      bene che ti vada te la cavi con uno stop ridotto se hai a disposizione un altro mac pro da sostituire al volo, e bene che ti vada lo stop è solo di qualche ora se il guasto avviene fuori dell’orario d’ufficio.

    • pella78 6 dicembre 2010 at 08:38 #

      Hai presente un ced di un’azienda medio/grande? Ecco, lì non va bene… per svariati motivi. Oltre ai motivi che ti ha elencato Rob, tieni anche conto degli ingombri. Quando hai degli armadi rack, dove vai a mettere delle “poco ingombranti” torrette macpro? Appoggiate al pavimento? Sopra un’altro server rack? naaa……
      Ecco, sapete cosa… se inventassero (come fa IBM ad esempio) dei kit di conversione per rendere rack i macpro? Magari in “option” nel momento dell’acquisto…. magari con doppio alimentatore…. problema (quasi) risolto,no?…

  5. corrado 3 dicembre 2010 at 12:04 #

    Ma quant’è brutta sta immagine !!!

    • Roberto Rota 3 dicembre 2010 at 12:07 #

      una citazione per un film particolarmente divertente 😉

  6. maragines 3 dicembre 2010 at 17:50 #

    Brutta? È il ricordo di un film eccezionale (oltre che divertente) ed è perfetta per la situazione! Veramente perfetta. Colgo l’occasione per ringraziare l’autore di averci ricordato Bettlejuice (ma non ripetiamolo troppe volte!)!

  7. @Luca 3 dicembre 2010 at 22:21 #

    Scusate l’OT, ma che bello è riavere Tevac funzionante??!
    Grazie Roberto per tutto quello che fai, sei l’unico sito SERIO inerente al mondo Mac…
    Viva Tevac e viva l’XServe!

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