Avanti e indrè, avanti e indrè che bel divertimento…!

Il canone RAI anche per i computer?Il titolo è ricavato dal ritornello di una canzone degli ultimi anni quaranta (scritta in un italiano decisamente ammiccante e allusivo…) cantata da Nilla Pizzi, notissima cantante della RAI di allora.
Beh, che c’è? Vi sembra che stia andando troppo indietro nel tempo? E perchè? Se la succitata RAI fa riferimento ad una legge del 1938 per chiedere un assurdo balzello – sappiamo tutti di che si tratta, inutile ripeterlo – una canzone di 11 anni dopo è quasi recente…

Gli “avanti e indrè” della RAI hanno avuto oggi un ennesimo “indrè” dopo gli “avanti” dei giorni scorsi, anche impavidamete supportati da spot televisivi.
L’ultima release delle dichiarazioni RAI (vedi Il Post) è che “….non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone…” e che quindi “…Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore…”.

I numerosissimi bollettini arrivati negli studi professionali, evidentemente, non sono mai esistiti; le potenti arrabbiature delle associazioni di categoria o degli ordini professionali sono state gratuite, o basate sul nulla…

Forse abbiamo capito tutti male.
O no?

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Un Commento a “Avanti e indrè, avanti e indrè che bel divertimento…!”

  1. kOoLiNuS 22 febbraio 2012 at 21:48 #

    c’hanno provato … certo che dovrebbero ora mandare in TV uno spot dicendo “scusate c’è stato un errore ed il canone lo deve pagare solo chi ha una tv, se sei un libero professionista e hai pagato quello a casa comunque quello per lo studio non ti spetta”

    o no?

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