C’era una volta Pirro…

Credo che il concetto di “vittoria di Pirro” sia chiaro per tutti.

Per chi, durante le lezioni di storia, si fosse dedicato prevalentemente a giocare a “filetto” col compagno di banco o a tirare i capelli alla compagna del posto davanti (ah… le classi miste: mito di quelli della mia generazione!) ricordo che il suddetto Pirro, nel suo ruolo di Re dell’Epiro, “vinse”, più o meno nel 280 a.C., un paio di battaglie contro Roma ma con perdite tali da fargli dire “…un’altra vittoria come questa e sarò rovinato…”.

Chissà perché nel leggere la notizia della “vittoria” di Samsung, portata in causa presso un tribunale inglese da Apple a proposito della vendibilità o meno di Galaxy, mi è venuto in mente il suddetto Pirro.

Forse sono state le motivazioni del giudice che impietosamente ha decretato che “…Galaxy non è abbastanza *cool* per essere confuso con iPad…” e quindi può tornare sugli scaffali, perché un potenziale cliente non  lo può certo confondere con iPad.

Al momento non sento la necessità di un tablet, per cui mi chiamo fuori dalla mischia del “meglio-questo-meglio-quello”,  e non propendo ne’ per una parte ne’ per l’altra.

Certo che se fossi “il signor Samsung”, conseguire una vittoria decretata dalla sentenza che il mio prodotto è talmente lontano da quello di riferimento da non fargli reale concorrenza, mi darebbe un poco di dolore…

Dopo di che pecunia non olet e credo che alla Samsung (che peraltro è un fornitore Apple non marginale) se ne faranno una ragione, e cercheranno di vendere il più alto numero possibile di tablet, che siano Galaxy o un suo successore.

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11 Commenti a “C’era una volta Pirro…”

  1. GErry 10 luglio 2012 at 11:20 #

    La cosa che colpisce è la valuzione tutt’altro che oggettiva del giudice, che entra nel merito del gusto (necessariamente perdonale) per dirimere la questione. Mi sarei aspettato un giudizio del tipo: “i tablet sono necessariamente somiglianti, ma samsung non è uguale ad Apple”, oppure “i materiali e le forme non sono sovrapponibili, fermo restando che non si possono brevettare le forme geometriche”, o cose del genere.
    Dire che “non è cool” non vuol dire proprio niente… un altro esempio di come la giustizia sia ampiamente discrezionale e, in tal caso, moooolto pericolosa…
    La prossima sentenza sarà: “l’imputato è fortemente indiziato e siccome non è cool… lo condanno alla sedia elettrica!” questa, almeno, sarà cool?

  2. maragines 10 luglio 2012 at 12:57 #

    Beh, innanzitutto nella common law è normale che la valutazione sia soggettiva, e poi bisognerebbe leggere la sentenza, e per intero!
    *
    Detto questo è perfettamente normale che si parli di percezione e di soggettività. Si stava discutendo proprio di questo, del fatto che Samsung cerca di realizzare un prodotto “confondibile” con l’iPad!

  3. maragines 10 luglio 2012 at 13:06 #

    Al tempo stesso in questo tribunale mi pare che, a leggere la notizia, la questione fosse del tutto marginale.
    Il tema interessante perché nuovo l’oggetto, è quanto un prodotto possa essere identico ad un altro.
    *
    Mi spiego meglio: il bacio Perugina è un marchio. Provate a vendere un cioccolattino che abbia la stessa forma è verrete inseguiti dagli avvocati della Perugina che, randello in mano, vi fanno toccare con mano quanto sanno essere vendicative le multinazionali. Lo stesso dicasi per la bottiglietta della Coca-cola, per il Ferrero Rocher, per i manici di molte chitarre, e via dicendo.
    **
    La legge (italiana ma non solo, è dentro i TRIPS) dice che un marchio di forma (questo è) è valido solo nella misura in cui “dentro” ci sia originalità e non sia l’obbligatoria conseguenza delle funzioni dell’oggetto.
    ***
    Insomma Apple tenta di sostenere che l’iPad non è così perché era ovvio e necessario farlo così viste le sue funzioni, ma che è così perché così è, per dirla all’inglese, cool! E quindi dice agli altri che non possono fare oggetti “troppo simili” pena la violazione del diritto di marchio.
    *****
    Ovviamente è normale che il marchio registrato sia veramente valido quando hai un certo numero di sentenze che ti attribuiscono tutela contro altrui imitazioni. È quindi nel gioco delle parti non solo che Samsung copi sfacciatamente i prodotti di Apple, ma anche che Apple veda sino a che punto si può spingere per imporre i propri diritti. In questo è una battaglia tra gentiluomini: ciascuno sa che l’altro potrebbe vincere e che le proprie ragioni non sono “la verità”.
    *
    Le argomentazioni del giudice potrebbero essere utili ad Apple in altri fori. E rivelarsi proprio una vittoria di Pirro.

  4. GErry 10 luglio 2012 at 21:55 #

    I brevetti di forma sono come i brevetti software, una tavanata pazzesca. I brevetti servono per le invenzioni, non per le innovazioni (cose assai diverse). La Apple NON ha inventato niente, ha solo innovato anche se in modo talvolta radicale.
    Bloccare l’innovazione con brevetti che tutelino le posizioni di mercato, blocca il progresso e va a danno dell’utente finale che diviene sempre più “cash cow”come dicono a marketing….
    Quanto alla discrezionalità della giustizia, in teoria non dovrebbe esserci, ma io sono esperto di civil law non di common law, ed ho sempre pensato che gli anglosassoni fossero (come sono) dei Barbari, sin dai tempi dei Romani, che di diritto se ne intendevano!

    ” quando i miei antenati costruivano città e fognature, i suoi si dipingevano ancora la faccia di blu!!” – da “i due nemici” con A. Sordi e D. Niven

    • Filo63 11 luglio 2012 at 09:32 #

      Non sono del tutto d’accordo con il tuo discorso… lavorando nel campo del design, sono di parte, però mi sembra abbastanza comprensibile che ci sia una tutela al lavoro, alla ricerca e allo sviluppo di un prodotto anche se questo non rappresenta in assoluto un’invenzione (non è facile stabilire cosa sia un’invenzione e cosa una innovazione). Lo sciacallaggio è un fenomeno da controllare e arginare, altrimenti anche così si frena l’innovazione… uno scontro dei termini che ho notato proprio nel tuo intervento… (proteggi l’invenzione e non l’INNOVAZIONE perché altrimenti blocchi l’INNOVAZIONE)
      Certo sono consapevole che ultimamente la tutela dei brevetti e dei marchi di forma (in questo specifico caso si tratta proprio di marchio di forma) viene abusata dalle multinazionali, ma è sotto gli occhi di tutti che Apple ha decisamente cambiato il mondo degli smartphone… Microsoft con l’interfaccia Metro ha dato una risposta fantastica al problema creando un approccio completamente nuovo, Nokia ed altri stanno esplorando forme differenti… Samsung e Android non hanno modificato nulla, hanno semplicemente copiato e come un branco di sciacalli stanno cercando di sottrarre più prede possibili al “leone”…

      Per ognuno di noi, se arriva un altro e ti sottrae lo stipendio, compenso o qualunque cosa rappresenti il compenso per il nostro lavoro, girerebbero un po’ “les pelotas”… ancor di più se per difendersi raccontassero la storia che il tuo lavoro deve essere una libera proprietà di tutti!!!

      Tipico stile british lo sfotò del giudice… molto simile ma talmente chip da non aver bisogno di essere condannato… in fondo è una cineseria, anzi una coreanata (l’ultima frase è una battuta visto che i prodotti Samsung sono di buona qualità)

    • maragines 17 luglio 2012 at 21:30 #

      Infatti non esistono i brevetti di forma…

      E non serve essere né un esperto di civil law, né un esperto di common law, basta la conoscenza di base del diritto industriale che deriva dall’avere dormito un paio di notti con un manuale di diritto commerciale accanto…

      E comunque, quando gli antenati di David Niven progettavano e realizzavano il modello di società per azioni, gli antenati di Sordi avevano come massimo sogno per la giornata, quello di riempirsi la pancia di coratella… Se uno inizia un gioco così cretino come credere di risalire ai romani, finisce che poi si fa male.

  5. Macintosh User 12 luglio 2012 at 14:49 #

    è tutto relativo…

    più che a Pirro io avrei pensatoa questo:

    http://en.wikipedia.org/wiki/British_humour

    ;-)

  6. GErry 13 luglio 2012 at 15:17 #

    Le forme brevettabili??!!!
    ma non scherziamo, come si vede aprendo gli occhi al mondo, le auto sono tutte uguali, le lavatrici sono tutte uguali, i televisori sono tutti uguali, gli spazzolini sono tutti uguali, i wc sono tutti uguali.
    si chiama convergenza tecnologica, che poi è la comprensione che le forme naturali.
    la Apple non ha inventato niente, tanto meno le forme… ma è tanto difficile da accettare? non facciamo la fine delle case farmaceutiche che stanno brevettando il dna di tutti gli esseri viventi, per chiedere royalties a chiunque metterà a punto farmaci necessariamente inspirati alla natura (che esiste già!! l’inventore è DIo)

    • maragines 17 luglio 2012 at 21:26 #

      Sinché non si comincia con la conoscenza di base è inutile discorrerne.

      Nessuna forma è mai stata nella storia, sottoposta a brevetto. Se uno non sa quale differenza passa tra marchio e brevetto è come discorrere di backup incrementali senza sapere cosa è un computer. Prima si scopre cosa è un computer, e poi si parla di backup e poi lentamente si avranno le informazioni di base per comprendere una discussione rarefatta e complicata come le opzioni sul backup incrementale.

  7. Filo63 13 luglio 2012 at 16:09 #

    Seguendo il tuo ragionamento anche gli uomini e le donne sono tutte uguali… ma se arriva uno e ti (…..) tua moglie, forse ti agiti un po’!!!
    Sulla sovra-brevettabilità di questi ultimi anni sono con te, però non banalizzerei il discorso.
    Per alcuni prodotti Samsung si può parlare tranquillamente di plagio.

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