Chi vuole archiviare all’infinito?

Daniele Pitrolo

Sergey Brin e Larry Page non sono famosi per essere arrivati primi (leggi su Tevac Ma quando arriva Volunia?) ma per avere saputo recuperare le idee altrui e portarle oltre (a dire il vero questo mi ricorda anche… ma ci svieremmo troppo). Non sono stati nemmeno i primi per la posta elettronica, eppure l’arrivo di Gmail nel settore ha provocato un grande sconquasso tanto che agli occhi di molti l’offerta distacca nettamente quelle di gmx, Yahoo!, Microsofte del nuovo arrivato, My Opera Mail.

Prima di cedere, quando ancora il punto esclamativo nel suo nome aveva un senso, Yahoo! giocò la sua ultima carta: la casella di posta con capienza infinita. Google non poté che vedere la scommessa del rivale e rilanciò pure, più a parole che altro, promettendo di offrire infinito più uno.
Offrire l’infinito: credo quella sia stato una svolta nella storia dei servizi in rete (tra le tante).

Se per la posta elettronica alla capienza infinita siamo oramai abituati, in ambito di servizi di spazio in linea le cose sono diverse, e lo spazio contato e correlato alla fattura. Dropbox, per esempio, offre 50 GB per 9,99 dollari statunitensi al mese, 100 per 19,99. Delle tariffe che Stash, il prodotto concorrente che sta mettendo a punto Mozy, Stash (attualmente in beta e gratuito) rivaleggia: 4,99€ per 50 GB, 8,99 per 125. Bitcasa, anch’esso in versione beta al momento, ha deciso di sbaragliare la concorrenza: non si tratta solo del prezzo (un abbonamento mensile dell’importo di 10 dollari statunitensi), ma anche della capacità. Infinito, appunto. Diamo un’occhiata più da vicino?

Bitcasa, non (solo) per sincronizzare

L’aneddoto vuole che Dropbox sia stato ideato quando, durante un lungo viaggio, Drew Houston, ancora studente, si rese conto di avere dimenticato la propria memoria USB: le ore del tragitto furono spese per riflettere ad una soluzione alternativa. Un aneddoto che celebrano raddoppiando, per gli studenti, le offerte di spazio libero in cambio delle raccomandazioni ed offrendo loro di ottenere sino a 32 GB gratuiti.

Sincronizzare 2 GB, d’accordo. Dieci? Sarà lungo, ma si possono domare. Trentadue? Mah. Di più? No, forse non serve, o quanto meno non a me.

Ed infatti molti dei servizi che vengono definiti come sincronizzazione, includono, come Ubuntu One, o constano, come Memopal, di spazio di archiviazione in linea, non sincronizzato in locale, un fenomeno cui si deve associare la diminuzione della capacità di archiviazione degli strumenti portatili (MacBook Air, iPad, iPhone): i dati vengono conservati in linea e possono essere rimossi dal supporto locale.

Bitcasa segue questa linea, e propone un disco fisso doppiamente dematerializzato che, ad ora, Finder vede come un volume di ben 560 TB.

Una scommessa

Com’è possibile offrire uno spazio di archiviazione infinito per un prezzo così ridotto? Serve sicuramente una buona dose di incoscienza, come al solito per le decisioni innovanti, ma anche un po’ di calcolo. Secondo Bitcasa il 60% dei dati che vengono archiviati sono ridondanti. Quindi se Ludovico e Torquato salvano entrambi nel loro spazio di archiviazione il libro elettronico Orlando innamorato, Bitcasa ne conserva una copia sola, a disposizione per entrambi, risparmiando così lo spazio occupato: da questo punto di vista la capacità di archiviazione infinita sembra quasi il giusto compenso per il sotterfugio che Bitcasa mette all’opera e per i contenuti che forniscono gli utenti e che vengono usati dal sistema per servire gli altri utenti.

Usati, sì, ma solo per chi ha a sua volta archiviato lo stesso contenuto: Bitcasa non è (o quanto meno non dice di essere) un nuovo Megaupload. I dati, tra l’altro, sono cifrati (AES-256 e SHA-256) ma la cifratura, detta convergente, deriva la propria chiave dai dati stessi e quindi consente alla società di identificare i dati ridondanti.

Per chi si lascia tentare, Bitcasa permette di iscriversi per il test della versione beta, i posti disponibili sono estremamente limitati (e chi sponsorizza nuove iscrizioni guadagna posizioni nella lista d’attesa: per di qui,voleste spingere avanti me).

Gli altri

Non vi interessa Bitcasa o non avete fiducia nella lista d’attesa? Le alternative non mancano, per ora: quale di questi sarà sbaragliato, e da chi? Vincerà l’offerta di spazio infinito di archiviazione, nella quale a fine Febbraio dovrebbe approdare anche hubiC (che ancora deve mettere a punto un programma per Mac e Linux) oppure verrà premiata l’integrazione dei servizi che Dropbox cerca di percorrere (leggi della nuova funzione Camera Upload sul Forum di Tevac)? Speriamo, comunque, che resti un’offerta sufficientemente varia: adesso lo è, tanto che questa lista mescola servizi diversi tra loro.

Amazon Cloud Drive: 5GB gratuiti; 20GB per 20$/anno; 50GB per 50$/anno; 100GB per 100$/anno; 200GB per 200$/anno (archiviazione); 500GB per 500$/anno; 1000GB per 1000$/anno.

Bitcasa: infiniti GB, 10$/mese (archiviazione).

Box: 5GB gratuiti, 1000GB per 15$/mese (archiviazione).

Crashplan: 10GB a partire da 1,50$/mese; spazio illimitato, ma per un solo computer, a partire da 3$/mese; spazio illimitato, fino a 10 computer, a partire da 6,00$/mese (salvaguardia).

CX: 10GB gratuiti; 50GB per 9,99$/mese; 100GB per 19,99$/mese (archiviazione).

Dollydrive: riassumendo grossolanamente, 50GB a partire da 3,00€/mese; 100GB a partire da 5,00€/mese; 250GB a partire da 7,00€/mese; 500GB a partire da 13,00€/mese; 1TB a partire da 22,00€/mese; 2TB a partire da 40€/mese (o 35,83€ nell’offerta Family…?); 4TB a partire da 72€/mese; 8TB a partire da 143,96€/mese. Altre offerte, etichettate PRO, arriveranno (archiviazione, sincronizzazione).

Dropbox: 2 GB gratuiti, 250MB offerti per ogni sponsorizzazione sino ad un totale di 10GB (o 16 per i conti a pagamento), condizioni particolari per gli studenti; 50GB per 9,99$/mese o 99$/anno; 100GB per 19,99$/mese o 199$/anno (sincronizzazione).

hubiC: 25GB gratuiti; 100GB per 11,95€/anno; spazio illimitato per 83,71€/anno (archiviazione, sincronizzazione, per usarlo via Mac, leggete qui).
Jolicloud: cosa sarà, cosa offrirà? Probabilmente uno spazio di archiviazione in linea, ma il servizio è in fase di beta privata.

Mozy ed il suo Stash: 2GB gratuiti; 50GB da 4,99£/mese; 125GB da 7,99£/mese;(archiviazione, salvaguardia e sincronizzazione).

Memopal: 3GB gratuiti, 200GB per 49€/anno, o, in versione professionale, 10GB a partire da 48€/anno (archiviazione).

SpiderOak: 2GB gratuiti (altri 48GB possono essere ottenuti con le sponsorizzazioni); 100GB supplementari per 10$/mese o 100$/anno per ogni 100GB (archiviazione, sincronizzazione).

Sugarsync: 5GB gratuiti; 30GB per 4,99$/mese o 49,99$/anno; 60GB per 9,99$/mese o 99,99$/anno; 14 (sincronizzazione).

Ubuntu One: 5GB gratuiti; 20GB ed un servizio di trasmissione di musica per 3,99$/mese o 39,99$/anno; altri 20GB per 2,99$/mese o 29,99$/anno (archiviazione, sincronizzazione).

Windows Live SkyDrive: non so voi, ma io sul loro sito ho difficoltà a capire cosa offrono. Ad ogni modo, pare che l’offerta sia di 25GB gratuiti (archiviazione).

Zumodrive: 2GB gratuiti; 10GB per 2,99$/mese; 25GB per 6,99$/mese; 50GB per 9,99$/mese; 100GB per 19,99$$/mese; 200GB per 37,99$/mese; 500GB per 79,99$/mese (archiviazione).

E sicuramente ancora manca qualcosa, ma per fortuna ci sono i commenti: a voi, per completare!

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8 Commenti a “Chi vuole archiviare all’infinito?”

  1. Stefano 18 febbraio 2012 at 01:13 #

    ma una domanda semplice, semplice: ma Bitcasa per valutare la ridondanza non può affidarsi al nome del file, ma deve, forse, verificarne il contenuto bit per bit? e se bitcasa conosce bit per bit i file su qualunque utente, la riservatezza dei documenti dove finisce? è forse questo il “segreto” di un prezzo tanto invitante? perchè per quanto riguarda gmail, è chiaro che Google utilizzi le mail come riserva di pesca di metadati, per ricerche di vario tipo, se non di peggio…
    Insomma per chiudere, sono solo paranoie o questa esplosione del Cloud riporta ai tempi dei mainframe, ma con strumenti di scansione molto più potenti, da rendere i contenuti assolutamente trasparenti e controllabili?

    • Daniele Pitrolo 18 febbraio 2012 at 01:42 #

      Ci sono più domande, in realtà (ed è benvenuto, oltre che normale). Le tue non sono paranoje, ma questioni importanti e serie, che, però, mi pare siano più efficacemente affrontate dai servizi di archiviazione che da altri attori del settore IT.
      Per risparmi significativi, Bitcasa necessita del fatto che più persone conservino gli stessi documenti, e su grande scala questo non è possibile che nel caso di stesse canzoni, stessi film (ad esempio), perché le mie foto di famiglia condivise con zie e cugini non sono un punto di riferimento solido per Bitcasa (o almeno credo).
      Se Pinotto ed io conserviamo entrambi A qualcuno piace caldo, ma Pinotto con questo titolo ed io come Wilder – Some Like It Hot, non sarà possibile per Bitcasa riconoscere che si tratta dello stesso documento (per non parlare del caso inverso: due nomi identici, ma documenti di qualità diversa; oppure io non sono un cinefilo ma un cinofilo e quindi ho sbagliato nell’identificare il film, che in realtà è Il piccolo diavolo di Benigni… immagina che confusione!).
      Bitcasa non conosce i bit uno ad uno (in teoria) ma sa dire che un bit è uguale a quell’altro bit, come se assaggiasse due bicchieri di vino ad occhi bendati e sapesse riconoscere che si tratta dello stesso.

      • Stefano 20 febbraio 2012 at 11:09 #

        ah, meno male, mi sentivo un pò come l’ultimo cavaliere jedi in starwars…. rimanere isolati non è mai bello, così anche “l’ultimo dei mohicani” alla fine gridò: “Ehi, Aspettatemi!”

  2. Simulacron 18 febbraio 2012 at 22:53 #

    Preso nota….Grazie.
    Qaule sembra il migliore?
    Lascio la scelta del criterio di giudizio a chiunque risponderà…..

    • Signor D 18 febbraio 2012 at 23:15 #

      Non so quale sia il migliore: Bitcasa mi pare interessante, perché significherebbe avere costantemente a disposizione uno spazio illimitato, su un disco che non si rompe mai, il che diminuisce la necessità di copie di salvaguardia.

      D

  3. Simulacron 19 febbraio 2012 at 13:39 #

    mmmmhhhhh….. Ok, grazie….

  4. Daniele Pitrolo 19 febbraio 2012 at 20:29 #

    Dimenticavo: anche questo è interessante, http://www.datastorageunit.com/buystorage

  5. Daniele Pitrolo 21 marzo 2012 at 12:28 #

    C’è anche Adrive, ma forse non è un male averlo dimenticato: http://www.cloudbackuping.com/adrive-review/

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