Da iPhone a sommergibile, e ritorno

Roberto Rota

Era appena iniziato settembre e il Riccardino pensò bene di verificare la tenuta stagna del mio vecchio iPhone, che funzionava ancora bene, seppur già destinato a fermacarte molto tecnologico e costoso in favore di Android. Così varò l’iPhone nella vasca da bagno, con tanta acqua bella calda pronta per il bagnetto rituale, e l’iPhone rimase a mollo per almeno una decina di minuti. La storia dell’iPhone sommergibile.

Per qualche giorno si è acceso e spento da solo, tipo un bagliore del display nemmeno omogeneo, e nulla più, fino alla morte della batteria. Sembrava un fermacarte indemoniato.

Ieri mi son detto “vediamo che succede se lo attacco all’alimentatore”, e dopo qualche secondo come per magia è comparso il simbolo della batteria sotto carica. Il display, però, presentava brutti aloni nelle zone perimetrali. Tutta la notte sotto carica, provo ad accenderlo e sembra funzionare tutto, e sono spariti pure gli aloni del display!
Giusto il tasto Home sembra sparare a vuoto un tantinello troppe volte, ma forse è solo un po’ arrugginito, con l’uso potrebbe migliorare.

Mi sono sentito come quelli che assistono ai miracoli.

Ora finalmente posso ricominciare ad usarlo anche come ipod-radio-sveglia…

 

2 Commenti a “Da iPhone a sommergibile, e ritorno”

  1. Massimo Cazzato 8 dicembre 2011 at 01:13 #

    Prossima volta affondalo completamente nel riso, in due giorni ti tornava come nuovo

  2. Signor D 8 dicembre 2011 at 01:14 #

    I miracoli dell’evaporazione: nessuna invenzione, di Apple o dei concorrenti, potrà battere questo fenomeno fisico (che è pure gratis!).

    D

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