Firefox e DRM: una spiegazione

A seguito dell’articolo sulla minaccia alla neutralità della rete è nato un gradevole e proficuo scambio a proposito dei DRM (grazie Claudio). In una sintesi rozza e brutale: tradendo ogni promessa e premessa del World Wide Web, il comitato che regola ed orienta lo sviluppo tecnico di internet ha definito una strategia tecnica per consentire la trasmissione di contenuti mantenendoli protetti e non pienamente fruibili dagli utenti, se non nelle forme stabilite da chi trasmette.

Nel corso degli scambi avevo già riportato l’orientamento della Fondazione Mozilla di consentire l’introduzione della tecnologia nel suo navigatore. Questa posizione negli ultimi giorni è stata dibattuta ampiamente ed aspramente criticata, con alcuni utenti particolarmente delusi ed amareggiati, tanto da incitare all’abbandono di Firefox.

Tristan Nitot, già presidente di Mozilla Europa, oggi Principal Evangelist ha pubblicato sul suo blog una sua lettura valida e piana della scelta di Mozilla, che ci ha cortesemente concesso di riprodurre (la traduzione è frettolosa ma fedele). Non si tratta di una posizione ufficiale della fondazione, ma di una personale, utile però per leggere la situazione. Eccola.

Mozilla ed i DRM un’altra prospettiva

Chi legge il mio blog sa a che punto sono contrario, e da tempo, ai DRM, ed uno sgradevolissimo episodio familiare ha tra l’altro rafforzato la mia posizione. I miei colleghi di Mozilla condividono la stessa opinione: i DRM non esistono per servire gli utenti; i DRM esistono per proteggere gli interessi economici dell’industria dell’intrattenimento che pretendono che servano per proteggere gli artisti e la creazione.

I DRM, presenti da molto tempo

Eppure Firefox e tutti gli altri navigatori integrano dei DRM da molto tempo tramite i plug in Flash e Silverlight. Friefox è comunque un programma libero, ma per mostrare dei contenuti protetti da DRM integrati in una pagina web tramite gli elementi <OBJECT> e <EMBED>, carica un modulo proprietario (Flash o Silverlight) che decifra il contenuto e lo mostra. L’interazione tra Firefox ed i plug in in questione avviene tramite una API, NPApI, una API che risale a tempi remotissimi (la prima integrazione avvenne in Netscape 2.0, nel 1996).

Non ho una grande stima di Flash e Silverlight, e non ne faccio mistero su questo blog, che è, ricordiamolo, inizialmente dedicato agli Standard del Web (lo “Stand” di Standblog deriva da questo). Inoltre i plug in sono dei veri e propri incubi in termini di sicurezza e di rendimento per i produttori di navigatori. Ed ancora, il loro contenuto si integra male nei siti Web, una difficoltà supplementare per gli autori dei siti. Fortunatamente, con la maggiore importanza presa da HTML5, l’uso di Flash e Silverlight si giustifica sempre meno, tranne per un caso, la distribuzione di contenuti video protetti da DRM. In questo caso HTML5 non può fare nulla, dato che sino a poco tempo fa ancora nulla era previsto perché potesse fronteggiare questa necessità.

Avremmo potuto credere che i principali produttori di navigatori avrebbero rifiutato in maniera determinata e compatta i DRM in HTML5. Tranne Mozilla, tutti, però, sono degli attori commerciali. Microsoft, Google ed Apple hanno cominciato a negoziare con i principali esponenti di Hollywood per implementare dei DRM (codice necessariamente proprietario) nei loro navigatori. Hanno anche fatto pressoni per l’integrazione dei DRM in HTML5. Mozilla si è opposta, invano.

Precisione tecnica per chi vuole addentrarvisi: l’integrazione dei DRM in HTML5 ha dato luogo alla specifica EM, che è, grossomodo, una API che permette l’integrazione di un plug in di DRM (proprietario) chiamato CDM. Chiaramente Mozilla non desidera scrivere questo CDM (codice proprietario), ed ha quindi scelto di integrare quello di Adobe. La sua adozione è, chiaramente facoltativa [enfasi aggiunta]. Il modulo viene eseguito in un settore compartimentato (Sandbox) per limitarne l’azione. Il mio collega Andreas Gal ne ha dato una lunga spiegazione su Mozilla Hacks

Firefox non regge il confronto con Game of Thrones

È doloroso per Mozilla trovarsi costretta a supportare i DRM.

L’alternativa, però, è di non farlo, è di essere l’unico navigatore pensato per un ampio pubblico che sarà incapace di mostrare dei video protetti da DRM. L’alternativa è che gli utenti di Firefox arrivino alla prima pagina di Netflix e simili, vedano “spiacenti, dovete usare Chrome o Internet Explorer“, e, avidi di telefilm e film in streaming, finiscano per cambiare navigatore. Ed è chiaro che di fronte al desiderio di guardare Game of Thrones o House of Cards, la nozione vaga che Firefox è più libero di un altro navigatore non tiene. L’alternativa è che Firefox perda i suoi utenti, e se Firefox perde i suoi utenti, Mozilla perde la sua influenza.

Si tratta di sapere se ha senso sacrificare l’influenza di Mozilla e quindi la sua utilità per questo punto preciso. Io non lo credo, perché ci sono molte battaglie da combattere, dalla neutralità della rete alla libertà dell’utente sulla piattaforma mobile.

Intermezzo tecnico: considero che l’arrivo della coppia EME/CDM permetterà di piantare un altro chiodo sulla bara di Flash e Silverlight. I DRM erano una delle ultime ragioni che facevano sì che non se ne potesse fare a meno, malgrado i buchi di sicurezza e tutti i problemi di rendimento associati. Da un punto di vista funzionale, EME/CDM è un sottoinsieme di Flash e Silverlight. È più sicuro ed ha meno libertà d’azione

Nella guerra per salvaguardare la libertà di Internet, questa battaglia contro i DRM è persa. Ci sarà però una piccola vittoria contro Flash e Silverlight. Ci saranno anche altre battaglie contro i DRM. Mozilla continua a battersi e tenta di sostituirli con la filigrana, “watermarking“, (ossia quello che è arrivato su iTunes ed ha sostituito i DRM). Ma per potere continuare a battersi serve dell’influenza. Questo è quello che Mozilla ha scelto, accettando di integrare EME: mantenere la sua influenza per essere presente e forte in occasione delle prossime battaglie per la libertà di Internet.

Perdere una battaglia per potere continuare la guerra

Mozilla ha perso una battaglia, ed è dannatamente spiacevole. Invece di biasimare lo sconfitto che si è valorosamente battuto, cerchiamo di sostenerlo perché vinca le altre, in questa guerra permanente che è la difesa di Internet, del Web e dei suoi utenti. Usate Firefox, dite a chi vi sta vicino di usare Firefox. Questo darà a Mozilla la forza e l’influenza di cui ha bisogno per vincere le prossime battaglie. Perché ancora una volta è stato dimostrato che non bisogna contare sui giganti della rete per darci un navigatore che non sia al servizio degli azionisti e dei loro dividendi, ma al nostro servizio.

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5 Commenti a “Firefox e DRM: una spiegazione”

  1. Thierry Riva 20 maggio 2014 at 13:30 #

    A me viene più facile usare Safari, forse perché nessuno mi ha mai mostratio i vantaggi di FireFox o forse perché semplicemente non c’è ne sono.

    Ciao.

    • Signor D 23 maggio 2014 at 12:53 #

      Ottima idea: cercherò, un giorno, di rispondere alla domanda “perché usare Firefox”.

      D

  2. nda 21 maggio 2014 at 12:38 #

    “di fronte al desiderio di guardare Game of Thrones o House of Cards, la nozione vaga che Firefox è più libero di un altro navigatore non tiene. L’alternativa è che Firefox perda i suoi utenti, e se Firefox perde i suoi utenti, Mozilla perde la sua influenza.”
    Verissimo, checché ne dicano alcuni integralisti filo-Stallmaniani. :/

    • Signor D 23 maggio 2014 at 12:54 #

      Del resto ben pochi oggi hanno deciso di rimuovere **del tutto** flash dalla loro macchina (no, avere Chrome non vale, appunto).

      D

      • nda 23 maggio 2014 at 13:30 #

        Rientro (appunto) nel caso “Per Flash, se serve, c’è Chrome”. È lì perché in quanto “articolista” non posso permettermi di ignorare completamente eventuali contenuti in Flash ma in realtà nel 99% dei casi viene aperto per le playlist di Spotify di cui mi sommerge il collega (e amico) “discografico” Nicola Battista.

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