I macellai, i centri commerciali e le gabelle

Ero dal mio macellaio di fiducia, l’idea era quella di una fiorentina da preparare in casa con il metodo delle due piastre, ma l’onesto bistecchivendolo mi ha consigliato di guardare altro ed allora ho rivolto le mie attenzioni a dei superbi filetti, alti 5 dita, da fare all’aceto balsamico.

L’uomo che sussurrava ai controfiletti si lamentava della concorrenza spietata della grande distribuzione, e quale commerciante non lo fa. E poi di come la gente preferisse carne di scarsa qualità e dubbia provenienza per risparmiare due euri. Se proprio mangiala una volta in meno ma mangiala buona, o no?

Va detto che la carne della grande distribuzione è davvero una pena, e lo stesso vale per frutta e verdura.

Sto divagando. In realtà volevo arrivare al pensiero successivo, un pochino più pertinente.

Sempre dal macellaio provavo ad immaginare uno scenario apocalittico. Metti che uno di questi grossi nomi della grande distribuzione decida di far piazza pulita di tutti i concorrenti, grandi o piccoli che siano, inglobandoli in un solo enorme centro commerciale. L’unico. Non spazzandoli via, facendoli fallire, ma portandoli tutti all’interno del suo mega centro commerciale tutto luci e ampio parcheggio all’ingresso.
Ricchi premi e cotillons per attirare la gente. Quei commercianti che non ci stanno allora sì che possono morire per fame, o per disperazione.

Tutti costretti a far la spesa in questo gran calderone di negozi, gli stessi di prima ma tutti racchiusi dentro una grande cupola luccicosa.

Poco male. Poco male? Se i negozi son sempre gli stessi, verrebbe certo da pensare, saranno rimasti tali anche qualità e servizio, e in più c’è la comodità di avere tutto a portata di mano.

Ma l’avido grande fratello gestore, il padrone del centro commerciale, esige dal negoziante il 30% sul prezzo di qualsiasi cosa.

“La merendina del bambino? I pannolini? Il pane fatto al forno? Il tonno? Il libro delle favole? Che mi frega di quello che vendi nella tua bottega, o mi scuci il 30%, e bada bene che ti controllo perché le casse le metto io all’uscita, oppure sei fuori. Fine della cuccagna, andale, pedalare…”

Si lo so, il paragone non è azzaccatissimo, ma dal macellaio che pensieri ti aspetti che vengano?

Io comunque gliel’ho detto al bistecchivendolo, se mi finisce dentro il centro commerciale me ne cerco un altro…

 

Tags: , ,

Shortlink: http://www.tevac.com/?p=8444

9 Commenti a “I macellai, i centri commerciali e le gabelle”

  1. cristianof 2 agosto 2011 at 07:14 #

    BBedit o Pixelmator ora perchè costano la metà sull’AppStore sarebbero diventati due pessimi programmi?

  2. mc4777 2 agosto 2011 at 08:26 #

    In effetti è facile fare l’avvocato del diavolo: dici che i costi di gestione che ha adesso il tuo macellaio (affitto luce gas e quant’altro) sono inferiori al 30% che chiederebbe il centro commerciale dando per scontato, visto l’ovvio paragone con iTunes/App/Mac App Store che il 30% copra tutti questi costi per avere lo spazio?

    Mah! … comunque in parte hai ragione e per dire la banalità delle banalità (per di più agostana) la verità sta nel mezzo! 🙂

    ciao
    Marco

  3. Puce 2 agosto 2011 at 10:09 #

    Premesso che, come tu stesso ammetti, il paragone non è azzeccatissmo, il “grande fratello” del centro commerciale m’immagino che quantomeno chieda i soldi dell’affitto e/o una quota per le spese comuni del centro (acqua, elettricità, servizi, …). Vogliamo assumere che questo corrisponda al “famoso” 30%, o vogliamo far finta che il centro commerciale sopravviva “per grazia ricevuta”?

  4. Filo63 2 agosto 2011 at 10:36 #

    Le idee possono essere buone, cattivi possono essere i risultati, tutto dipende dall’onestà di chi le porta avanti.
    Per rimanere nella metafora posso ricordare, memoria della nonna, che le coop sono nate nel dopoguerra per calmierare i prezzi e non finire vittime dell’avidità dei commercianti. Le cooperative avevano nei propri soci i clienti stessi; il pay-off la coop sei tu nasce proprio da questo. Senza alimentare scontri politici o sterili polemiche possiamo osservare che oggi la Coop è il più grande gruppo italiano della grande distribuzione ma, il prezzo al carrello è mediamente un 20+25% più alto di un gruppo privato quale la Esselunga!!! Tutto questo fa meditare.

    Con i vari app store sembra che ci sia un abbassamento del prezzo del software, un allargamento del numero degli sviluppatori e un servizio al consumatore mediocre… fattori positivi direi, soprattutto per i piccoli sviluppatori… pagherei volentieri un 30% che mi coprisse tutti i costi di commercializzazione e promozione del mio lavoro, anche se diverso da questo.
    Di contro vediamo una politica liberticida da parte di Apple che monopolizza questo suo mondo e decide chi può entrare in questa invidiata vetrina e chi no.
    Tutto questo è marketing, anche il negoziante sotto casa decide quale sugo mettere in vendita e quale promuovere, la grande differenza è che lui non può monopolizzare un mercato!!!
    Ma il marketing è mercato e quindi: Anciue, anciue fresche, pan ancon vive, l’ho peschè oua in mezo a o mà, gente vegnì a daghe un’èuggià.

  5. Filo63 2 agosto 2011 at 11:19 #

    … ho dovuto interrompere, scusate!!!

    La mia conclusione è che ogni verità ha il suo contrario.
    Lavorando nei prodotti di consumo sono pienamente cosciente che il “cliente“ non è propriamente al centro dell’attenzione quanto il reddito, però il diavolo si nasconde dietro ad ogni cosa. Infatti la grande distribuzione, in molte regioni del nord, è nata come un bene comunitario ma si è trasformata in un sistema capitalistico monopolista.

    Caro Roberto, ieri la Apple la vedevi come il tuo macellaio di fiducia che ti vendeva il prodotto migliore, oggi la vedi come un grande Fratello… mi sembra che tu sia ossessionato da questo aspetto, mi sembra chiaro che la preferiresti come una società di nicchia, cara ma esclusiva o se vogliamo esclusiva-mente dedicata ai propri clienti. Io mi rendo conto che in te esiste un profondo romanticismo ideale, fatto di colline, uliveti, motociclette e un garage da cui si sfornano computer unici e perfetti… e tutto questo mi piace!!! Ma voglio essere più romantico di te e sperare che da questa icona blu con riga, matita e pennello nasca il futuro di tanti piccoli e grandi programmatori che altrimenti dovrebbero sottomettersi a un tiranno meno democratico. Spero che Apple mantenga un po’ della sua filosofia (un computer per tutti… un computer per chi non sa scrivere una stringa di comandi) e sappia gestire il suo supermercato con il rispetto, anche minimo, di tutti… sai, io abito lontano dal tuo macellaio, permettigli di aprire una succursale anche nella mia città… lascia che faccia una appBistecca.. altrimenti potresti essere visto come un egoista che si tiene il suo macellaio tutto per se… 😉

  6. andrea di mambro 2 agosto 2011 at 13:16 #

    Premesso che sono vegetariano e che quindi di macellai non ne frequento da un bel po’… 🙂 e che quindi dentro un centro commerciale dove vendono solo carne non ci andrei neanche morto 😛

    volevo dire che alla fine dentro questo famoso centro commerciale i macellai fanno sicuramente + soldi di prima, visto che hanno una visibilità migliore e che tutti i clienti sapendo di trovare quello che cercano prima vanno li e poi altrove…

    certo prima di parlare bisognerebbe vedere le cifre e chiedere ai macellai se hanno incrementato le vendite come è successo in altri centri commerciali 🙂

    certo che il caldo dà alla testa eh? 😉

  7. maragines 2 agosto 2011 at 13:43 #

    I centri commerciali offrono poco, molto poco, ai rivenditori.
    Nei centri commerciali non ci sono quasi mai dettaglianti ma marchi e società di grande respiro. Nei centri commerciali non c’è “Tonino il macellaio”, ma Intimissimi, Samsonite, Divani & Divani, Apple et cetera. Quando non sono in franchising (il contratto truffa degli ultimi vent’anni) sono loro, direttamente che vendono i loro prodotti (Benetton ha moltissimi venditori indipendenti, ma nei centri commerciali per lo più è presente in prima persona).

    Apple invece offre a chiunque l’accesso ad un mercato e ad un pubblico e in molti casi consente la commercializzazione a soggetti che non avrebbero potuto raggiungere un mercato così ampio. La vetrina mi pare ben più effettiva. E ha ben pochi costi fissi. Il venditore di App che non vende non guadagna, ma nemmeno spende. Tonino invece, paga per entrare nel centro commerciale prima ancora di avere venduto una bistecca. E paga indipendentemente dal numero di bistecche che vende.

    Tra l’altro, la virtualizzazione dei beni venduti nell’informatica, rende possibile al venditore di App di vendere sia nel suo negozietto personale che nel centro commerciale chiamato App Store. E non è poco anche questo, come differenza da mettere in conto…

    P.S. Che Coop abbia prezzi superiori del 25% ad Esselunga mi pare l’affermazione più stupida che io abbia mai sentito. Non nelle Esselunga e Coop che frequento io. Non per le società che conosco io (e ne conosco) che vendono tramite la Grande distribuzione.

  8. Filo63 2 agosto 2011 at 14:27 #

    @ maragines
    Molto probabilmente per il discorso Coop ed Esselunga, in scala nazionale o nella tua regione puoi aver ragione, mentre per altre regioni no… o così asserivano alcuni miei clienti a riguardo delle percentuali riportate.
    Dai dati di Mark Up ( http://www.mark-up.it/articoli/0,1254,41_ART_4265,00.html ) tolti i “primi prezzi“, per gli altri prodotti globalmente ci sono parità o inversioni di tendenza…
    Tanto per sottolineare che le affermazioni non erano così stupide!!!

    Comunque le ragioni storiche (nascita delle cooperative) a cui facevo riferimento permangono ed il concetto pure… anzi, scoprire come ragioni di mercato in relazione alle regioni (l’articolo parla della Toscana) influenzano il prezzo, accentuano il tradimento del concetto “la coop sei tu chi può darti di più“

    Per tutto il resto siamo concordi nell’affermare che ad oggi lo Store Apple può essere un vantaggio per i programmatori e per i consumatori.

  9. Filo63 2 agosto 2011 at 14:58 #

    aggiungo anche questo link che si propone in scala nazionale!!!

    http://www.gdonews.it/2010/09/inchiesta-sui-prezzi-2010-di-altroconsumo-tra-coop-ed-esselunga-spunta-iper.html

    Questo per quanto riguarda la Lombardia
    http://www.altroconsumo.it/20100111/low-cost-spesa-Attach_s264343.pdf

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: