I processori Intel oramai conflict-free

Tutto l’ecosistema informatico al quale siamo forse abituati, che forse diamo oramai per scontato, ha dei costi dei quali non è facile rendersi conto. L’esempio migliore è quello ecologico con 830 milioni di tonnellate di anidride carbonica prodotta dalle infrastrutture legate ad internet.
Eppure non è tutto qui, come ci aiuta a ricordare il progetto Fairphone, segnalato ai lettori di Tevac da Marco Coïsson. Computer e telefoni odierni sono tra i prodotti più complessi esistenti per numero di materiali che li compongono, e diversi di questi materiali sono tra i più rari sulla terra. Il loro approvvigionamento pone dei seri problemi etici, dato che spesso provengono da paesi vittime di gravi conflitti, e che i conflitti potrebbero essere fomentati da chi è interessato a questi materiali. Lantanio e gandolinio: tu puoi non conoscerli, ma questo non significa che il tuo computer non possa essere grondante sangue.

Per questi motivi possiamo accogliere con grande sollievo la notizia che oramai tutti i microprocessori Intel sono oramai garantiti esenti da materiali provenienti da aree belliche, risultato di un lungo e complesso lavoro di identificazione delle fonti delle materie prime acquistate.

L’annuncio, poi, è positivo anche perché aumenta la libertà dei consumatori: se prima l’unica soluzione per non essere indirettamente complici ed istigatori di gravi violazioni dei diritti umani era astenersi dall’acquisto, ora c’è la possibilità di scegliere. Che così si aggiunge ad altri due comportamenti virtuosi da tenere presente:

  1. Allungare il più possibile la vita dei vecchi apparecchi.
  2. Smaltirli correttamente, perché vengano riciclati.

Ricordiamolo: internet ed i computer non sono per niente “virtuali”.

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Shortlink: http://www.tevac.com/?p=13721

2 Commenti a “I processori Intel oramai conflict-free”

  1. Thierry Riva 10 febbraio 2014 at 13:28 #

    Dare credito al marketing di Intel è un pò come credere alla favola di Babbo Natale, oggi come oggi nessuno ti può garantire l’origine di provenienza di un prodotto.

    Ciao.

    • Signor D 11 febbraio 2014 at 22:13 #

      Difficile garantire la provenienza, hai ragione, ma non sono d’accordo con la tua diffidenza aprioristica. Innanzi tutto Intel non è solo in questa via, come scritto, ma segue Apple e Fairphone (per citare solo gli esempi che conosco, forse non esaustivi del panorama).
      In secondo luogo se Intel si fa pubblicità in questo modo, si espone anche a ricevere le critiche da parte delle diverse organizzazioni umanitarie che lavorano in quest’ambito, e controllano simili affermazioni. Come puoi leggere nell’articolo originale, l’annuncio è il risultato di tre anni di lavoro, e non è probabilmente un caso il posto precedentemente occupato dall’attuale amministratore delegato di Intel.

      D

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