Celebrità messe a nudo, fatti e riflessioni

La notizia di questo primo Settembre riguarda un problema di sicurezza per i documenti in rete (tenendo presente che dopo la sicurezza c’è un altro grave problema: la fuffa, quella che in tanti hanno scritto a questo proposito).

Il fatto

In Italia erano circa le tre di mattina quando, a partire dallo storico sito 4chan hanno iniziato ad essere pubblicate in rete numerose immagini di personaggi noti.

Fotografie personali ed intime di donne: se prima di passare in rivista i fatti possiamo permetterci un commento a latere, è triste dovere constatare come anche i problemi di sicurezza informatica si caratterizzino anche come atti misogini.

Le fotografie venivano proposte da utenti anonimi; alcune immagini pubblicate in quest’occasione hanno altra provenienza: anche analizzando i metadati delle immagini, gli schemi dei nomi dei documenti, la ricostruzione dei fatti è ben difficile. Ci troviamo di fronte ad una pubblicazione preceduta da una o più fughe di dati: non si sa quando siano iniziate; si sa che l’ultima è posteriore al 14 Agosto 2014.

iCloud e non?

Di sicuro iCloud è stato bucato. E no, la colpa non è di parole d’ordine semplici o di altri comportamenti leggeri degli utenti. La colpa è di Apple che consentiva attacchi di forza bruta alla sua infrastruttura. Oggi 1 Settembre la falla è stata riparata.

Di sicuro parte delle immagini pubblicate oggi sono transitate da iCloud. Molte sono del resto state scattate da iPhone.

Non c’è però soltanto Apple in questa pubblicazione: appaiono anche altri telefoni, e delle videocamere, con i quali sono salvate immagini, e documenti di Dropbox. È possibile tuttavia che anche questi siano stati esposti a causa di iCloud: immagini scattate da altri ed inviate ad utenti di iPhone e poi integrate nelle copie di salvaguardia di iCloud (il che potrebbe spiegare i documenti di Dropbox).

Non è stato, verosimilmente, il flusso delle fotografie, a permettere la fuga di dati, o non solo quello: alcune immagini sono verosimilmente state recuperate da backup di iOS.

In sintesi: gli elementi disponibili al momento sembrano suggerire che la responsabilità della fuga di dati sia di iCloud e che il punto debole sia l’infrastruttura Apple.

Apple e la sicurezza

Ripercorrendo solo alcune delle notizie degli ultimi mesi, salta agli occhi: una gravissima falla di sicurezza di iOS rivelata da Apple stessa è riparata con giorni di ritardo; dati che non dovrebbero essere trasmessi sono troppo facilmente accessibli; annunci sulla vulnerabilità di iCloud vengono ignorati. Sono le impostazioni stesse di Apple ad essere errate e pericolose, parola dei suoi (ex) dipendenti.

Il punto fermo è che ad oggi Apple ha più volte dimostrato di non garantire la sicurezza dei suoi prodotti e dei suoi utenti. iCloud, la strategia di Apple per questo decennio, accentra tutti i dati degli utenti… e poi non ne garantisce la sicurezza.

Possiamo fare di tutto: dettargli come usare il suo computer, censurarne i comportamenti, biasimarne l’ignoranza e deriderne l’ingenuità. Resta, però, che l’utente non è colpevole ma vittima.

Snowden (perché ogni scusa è buona)

Abbiamo deciso di aprire gli occhi, guardare il mondo e rompere il silenzio, giusto? Allora nulla di meglio che questa notizia per capire qualcosa di più delle rivelazioni originate da Edward Snowden.

Forse il responsabile della pubblicazione di queste immagini è già stato individuato (correzione: no, parrebbe di no), e basterà aspettare qualche settimana per scoprire cosa è successo.
Forse nelle latebre del suo animo qualcuno è soddisfatto degli eventi, che hanno soddisfatto le sue pulsioni o punito delle persone nei cui confronti nutre dei sentimenti di rivalsa.

Quello che è certo è che tutto questo non riguarda solo le celebrità, le persone con grande esposizione pubblica. I dipendenti della NSA raccolgono da anni, quotidianamente, le immagini che più li colpiscono, di chiunque siano: magari anche le tue, quelle di tuo marito, tua moglie o tua figlia. E ricorda che queste immagini che gli spioni si passano tra loro vengono poi custodite su dei computer, telefoni, portatili non necessariamente più sicuri dei server di iCloud.

Anche se il volto è quello di persone famose, forse le fotografie pubblicate oggi erano le tue.

Rinvii

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