Il chiodo fisso…

Roberto Rota

chiodiPrima di partire per le agognate ma brevi ferie, vi lascio con una bella sequenza di quesiti su cui mi piacerebbe conoscere la vostra opinione. Un sondaggio se vogliamo per tastare il terreno, come si suol dire… 

Parlo sempre di Tevac, e di quella che potrebbe essere una strategia di “riqualificazione qualitativa”, cosa di cui Tevac avrebbe particolarmente bisogno, e mi rifaccio ai commenti nati in seno al post riguardante lo scambio pubblicità per articoli, alcuni particolarmente interessanti.
Non apro il classico sondaggio, perché non voglio solo un click per far numero ma risposte motivate, e vi ringrazio fin d’ora se direte la vostra in ogni caso. 

La domanda è semplice:

Quanti sarebbero disposti a partecipare attivamente
alla vita di Tevac con articoli di “spessore”?


Per articoli di spessore intendo qualcosa di ben più della solita segnalazione software, anche della recensione buttata giù in fretta con le prime impressioni, ma pezzi costruiti con cura, di quelli che non se ne possono fare più di uno al mese per capirci.
Le solite cose: articoli di opinione/costume, recensioni, tutorial, guide etc…

A questo punto è d’obbligo, più per una mia curiosità che per altro, arrivare ad un bivio altrettanto interessante:

  1. Quanti sarebbero disposti a farlo per pura passione, magari creando una sorta di staff redazionale, una specie di Tevac Fans Club?
  2. Quanti invece lo farebbero se ricompensati? E in questo caso viene spontaneo chiedere quale sarebbe, in soldoni, la giusta ricompensa, considerando che stiamo parlando di Tevac e non di un magazine affermato…

Insomma l’argomento potrebbe avere implicazioni e risvolti interessanti, potrebbe nascere un progetto”New Tevac”, anche se, per dirla tutta, io ho un po’ paura di un progetto di trasformazione così ampio, che probabilmente snaturerebbe tutto e farebbe assomigliare Tevac ad uno di quei prodotti editoriali senz’anima…

Ditemi che ne pensate!
Forse sto vaneggiando per il bisogno di ferie, oppure potrebbe essere una strada percorribile, l’una o l’altra…

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55 Commenti a “Il chiodo fisso…”

  1. Riccardo.S 27 maggio 2009 at 09:45 #

    @fabriziovenerandi
    la domanda è: si può ragionare su questo e far nascere una rivista in piena era digitale che pensi ancora “in analogico”? che analizzi i percorsi politici, economici, sociali di questo mercato?

    Certo, se trovi la gente che vuole ma sopratutto sa scrivere riguardo a questi argomenti, altrimenti penso che dopo uno o due pezzi, questo nuovo indirizzo deriverebbe inevitabilmente verso il “si stava bene ….” al posto dei puntini mettetici il classici luoghi comuni.
    Il fatto e` che io simili articoli li leggo orami da 25 anni, e quindi mi hanno un po’ stancato, anche perche` nella maggior parte dei casi manca una qualsiasi analisi dei veri fenomeni che ci stanno dietro, e che sarebbero gli aspetti piu` interessanti della questione, per limitarsi ad uno melenso rimpianto per i bei vecchi tempi andati.

  2. MacRaiser 27 maggio 2009 at 10:28 #

    @fabriziovenerandi

    fabriziovenerandi :
    anche il progresso è un prodotto di mercato.

    f.

    Sintesi perfetta. Aggiungerei: anche il mercato e’ un prodotto del mercato. I sub-prime insegnano. Per carita’, io sono un fan del libero mercato, eccetera. Non sono comunista, statalista o roba del genere. Ma oggi troviamo le azioni Apple (e di tutti gli altri produttori di cellulari eccetera) su di 8 dollari. Fa oltre il 6% di guadagno in un solo giorno. Sono tanti, tanti soldi.. roba da arricchire o mandare sul lastrico un mucchio di persone. E perche’ questa impennata? Per via del fatto che una tipa, un’analista di Morgan Stanley, ieri s’e’ svegliata dall’altro lato del letto e ha scoperto che “lo smartphone e’ il futuro”. Ma va? E delle mezze stagioni, ha detto niente per caso? Nessun dato di vendita, nessuna evidenza pratica, anzi.. la sua analisi e’ in controtendenza rispetto allo smercio degli smartphone attuale. E’ un PARERE, tutto qui. Lei crede che andra’ cosi’. E quanti soldi si sono guadagnati (e si perderanno, domani) per queste ridicole pantomime mediatiche? Quanto ci costera’ continuare a “pompare” dentro queste bolle a contenuto, aria a parte, pressoche’ zero? Ah no, scusate: zero virgola due.. perche’ qualcuno ha avuto la sincerita’ di scrivere che ormai

    “l’80% di questi cambiamenti sono cose assolutamente inutili o peggio vecchie idea fatte passare per nuove con un po’ di lustrini e luci”.

    Evviva la sincerita’ (magari un po’ inconscia, ma va bene cosi’). Evidentemente la fine del mito Apple si avvicina a passi da gigante e lo si percepisce anche nelle stanze dei piu’ realisti del re. E probabilmente alla stessa velocita’ con la quale si avvicina la fine del Mac. E datemi pure del “profeta”, non mi offendo. L’ultima volta che me l’hanno detto, due anni e mezzo fa) stavo appunto spiegando perche’ secondo me, Jobs avrebbe tirato via la Firewire dai Mac da li’ a non molto.
    Puo’ darsi che la dolorosa fine di quel mito serva comunque a renderci quell’oncia di senso critico di cui ormai, nell’era in cui abbiamo le discariche sempre piu’ ricolme di materiale che l’altro ieri chiamavamo orgogliosamente “hi-tech”, abbiamo un disperato bisogno. E quando acquistiamo il nuovo Shuffle “usa e getta”, ce lo calcoliamo sopra quanto ci costera’ di smaltimento rifiuti? E ci rendiamo conto che Apple ormai progetta quasi TUTTO secondo il modello “usa e getta”? Quanti acquirenti di iPhone edge hanno comprato il 3g, non ricordando che solo 5 MESI PRIMA Steve Jobs aveva negato ogni possibilita’ di dotare iPhone di quella tecnologia “troppo dispendiosa per la batteria”? Quanti ora, dopo un anno, compreranno il nuovo iPhone, pieno di fantastiche apps, tipo quella per ritrovare dove hai parcheggiato la macchina? E certamente tra poco uscira’ un’app per ritrovare dove hai lasciato l’iPhone. Magari l’hai lasciato in macchina, chissa’. E magari ce ne ritrovi due.

    Fuor di scherzo: non trovare la gabola per togliere il pesticida dalla mela, ma comprare da chi mele col pesticida non ne vende (e ogni riferimento “fruttifero” e’ puramente voluto): questa, secondo me, e’ “qualita’”.

  3. andreaguerreri 27 maggio 2009 at 21:52 #

    Allora..
    Ho un un alter ego, anzi quasi un fratello e persino un po’ maestro, sempre più bravo di me con l’abilità meccanica del pensiero quando deve tradursi in azioni. Ma io sono più bravo di lui ad interpretare le tecnologie (e quindi ormai le derivazioni digitali..).
    La settimana passata ha finalmente definito dopo 45 anni di aggiustamenti al perfezione del suo impianto HiFi. In pratica non riusciva a pilotare i due immensi e costosissimi diffusori a tromba (Sthephens coassiali da 35 con avvolgimenti a nastro d’alluminio) che nel 1965 costavano 10 volte lo stipendio mensile di un operaio. Sappiate che non gli è stato bene neanche un Mackintosh.
    Finalmente ha trovato il finale a valvole perfetto (olandese..) con componente “peccaminoso”, che non lo ha fatto per niente inorridire essendo intelligente: il controllo del bias delle finali con un processore . Questo comporta che è possibile “scegliere” il tipo di valvola finale che più si adatta alle caratteristiche del diffosore ed addirittura al timbro che piace di più…
    Finalmente è riuscito a sentire le più nascoste armoniche delle registrazioni del mitico Rudi Van Gelder.. (che aveva registrato in analogico su due canali con un nastro enorme da 15 pollici al secondo)

    A che serve tutto questo discorsetto??
    A entrare ancora di più nel pratico rispetto alla assolutamente condivisibile logica di Venerandi.
    Vediamo di immaginare il futuro come un luogo analogico servito dalla tecnologia digitale..

    E se lo dico io…

    PS… che ne dite di una Mother Board HIFI a valvole?
    http://tinyurl.com/o4k5fx

  4. robrota 27 maggio 2009 at 22:09 #

    Andrea, Macraiser e compagnia bella, state deviando la discussione (come al solito).
    Capisco che siano argomenti interessanti, ma poi non venite a lamentarvi che non si cava un ragno dal buco, che le discussioni vengono chiuse, etc etc…
    (ma guarda te se mi tocca intervenire pure in vacanza…)

  5. andreaguerreri 27 maggio 2009 at 23:17 #

    TANA!!

    Era un pezzo che ti aspettavo… e mi domandavo quando arrivarà?
    NO CARO.. LA DISCUSSIONE COL CACCHIO CHE E’ DEVIATA..
    La soluzione è proprio la “deviazione”… sorry Rob ma – a parte l’evidente cam-pc-anilismo di qualcuno – ma temo che Tevac dovrà aprirsi ad agomenti, collegati si al “marchio”, ma decisamente OffTopic.
    Quel pezzettino delle valvole per esempio è collegato ad una nuova compressione che va a meraviglia con un softerino per Mac, trasmissibile con un trucco ad express..
    Tutto questo, una volta sarebbe stato: parlo parecchio, pomposamente ed un sacco tecnicamente di RobaMac per dire in due righe che serve per un impianto HIFI…
    MBe adesso fattene una ragione è obbligatorio fare il contrario…
    (ed il pezzetto sarebbe persino quasi pronto..)
    Capitomihai?

  6. Riccardo.S 28 maggio 2009 at 07:28 #

    @andreaguerreri
    PS… che ne dite di una Mother Board HIFI a valvole?
    http://tinyurl.com/o4k5fx

    Ma solo a me una cosa del genere fa ridere ?

    per quanto invece concerne la risposta di Macraiser:
    Apple e` una azienda come tutte le altre con i suoi pro e i suoi contro, ed e` sempre stata cosi` anche ai tempi d’oro del passato che tu ed altri sembrate rimpiangere.
    Quanto all’usa e getta non e` un fenomeno recente ormai va avanti da almeno 10 anni ed in altri ambati anche da maggior tempo, tieni pero` conto anche di questo, e` grazie all’usa e getta che ora ti puoi` comprare un Mac come l’iMac ad un prezzo accessibile da molti.

    Forse mi sbagliero` ma secondo me l’acredine che molti hanno attualmente verso apple deriva anche da fatto che grazie hai prezzi piu` bassi ormai molte piu` persone possono comprare un mac, togliendogli cosi` la patina distintiva da “elite” che aveva fino a un po’ di anni fa.

  7. robrota 28 maggio 2009 at 09:25 #

    Tutti argomenti interessanti, ma poco costruttivi nel contesto originario di questa discussione.

    La domanda era semplice, la ripropongo per la gioia di tutti:

    “Quanti sarebbero disposti a partecipare attivamente
    alla vita di Tevac con articoli di “spessore’?”

    Riusciranno i nostri eroi….

  8. fabriziovenerandi 28 maggio 2009 at 09:55 #

    Oltre al mio apporto ‘esterno’ con i pezzi di pacman (che sono un po’ un discorso a parte)

    - se tevac riuscisse a retribuire i pezzi “pesanti” scritti
    - se tevac concretizzasse in un “manifesto scritto” una linea editoriale accattivante e un po’ d’avanguardia, *senza fermarsi al solo mondo mac*
    - se tevac riuscisse a trovare una maniera per uscire anche in ‘quaderni’ periodici scaricabili con i pezzi più rappresentativi, in modo da antologizzare e “fermare”
    pezzi che altrimenti si perderebbero nel mare magnum di internet

    io potrei dare un mio apporto con a) recensioni a cose hd e software, b) interviste dal taglio un po’ atipico su riciclo, obsolescenza, mercato, fatte a commessi, figli, programmatori, nonne, etc. c) impaginare il quaderno in formato e-book

    ma, ripeto, deve valerne la pena.

    f.

  9. Riccardo.S 28 maggio 2009 at 10:01 #

    @robrota

    Non ti preoccupare Rob che di “Autori” disposti a scrivere fiumi si parole sui massimi sistemi ne troverai :)
    Magari in tutte queste “Alte Discussioni” ogni tanto sarebbe bello e magari anche utile metterci qualche articolo, di bassa lega sul come si fa a configurare DAVVERO, php su una macchina OS X con annessa tutta la parte relativa alla sicurezza, o magari come si fa a mettere in piedi un forum, quale programma scegliere tra i tanti disponibili e perche` come si fa a configurarlo con OS X ? a cosa bisogna stare attenti ?
    Ma si sa questi argomenti di bassa lega non vanno bene :) e poi ci sono gia` 10000 siti che ne trattano, peccato che il 99.9% dei suddetti siti parte dal presupposto che tu abbia una distribuzione linux e non osx server, e non sempre tutto e` uguale.

  10. Riccardo.S 28 maggio 2009 at 10:23 #

    @fabriziovenerandi
    - se tevac riuscisse a trovare una maniera per uscire anche in ‘quaderni’ periodici scaricabili con i pezzi più rappresentativi, in modo da antologizzare e “fermare”
    pezzi che altrimenti si perderebbero nel mare magnum di internet

    Questa mi sembra una ottima idea ! magari non solo periodici, ma anche tematici, in modo da poterli catalogare e ritrovare.
    Servirebbe non solo a dare maggior risalto al lavoro degli autori, ma anche a chi poi le informazioni le deve trovare.
    Qualcosa di simile lo fa anche macintouch e macfixit quando raccolgono in una stessa pagina tutte le informazioni riguardo ad un dato problema o argomento.
    Secondo me una cosa del genere sarebbe utile ed ancora di piu` lo sarebbe se fosse possibile scaricarsi anche il tutto come PDF.

    @fabriziovenerandi
    - se tevac concretizzasse in un “manifesto scritto” una linea editoriale accattivante e un po’ d’avanguardia, *senza fermarsi al solo mondo mac*

    Questo e` essenziale visto che sarebbe l’unico modo per sapere dove si sta andando.

  11. MacRaiser 28 maggio 2009 at 10:48 #

    @robrota

    robrota :
    Andrea, Macraiser e compagnia bella, state deviando la discussione (come al solito).
    Capisco che siano argomenti interessanti, ma poi non venite a lamentarvi che non si cava un ragno dal buco, che le discussioni vengono chiuse, etc etc…
    (ma guarda te se mi tocca intervenire pure in vacanza…)

    Veramente mi pareva di aver risposto. Ma evidentemente non l’ho fatto come si deve. Rimedio subito: la mia risposta e’ NO. Primo: perche’ non mi piace il tono col quale ti rivogli agli “aspiranti scrittori di qualita’”, COME AL SOLITO. Secondo, perche’ (come ho cercato di spiegarti) la tua concezione di cio’ che e’ “articolo di spessore” differisce in modo sostanziale dalla mia, Rob. Dalla tua risposta mi sembra ancor piu’ evidente. Piu’ chiaro, ora? E adesso chiudila pure, la discussione. Oltretutto questo post ha avuto piu’ commenti di tutti gli altri 9 della pagina. Il suo “dovere” l’ha fatto piu’ che a sufficienza, percio’. E qualcosa magari vorra’ pure dire.

  12. Marco Pini 28 maggio 2009 at 18:39 #

    robrota :
    Tutti argomenti interessanti, ma poco costruttivi nel contesto originario di questa discussione.
    La domanda era semplice, la ripropongo per la gioia di tutti:
    “Quanti sarebbero disposti a partecipare attivamente
    alla vita di Tevac con articoli di “spessore’?”

    Riusciranno i nostri eroi….

    Se si tratta di scrivere un articolo al mese a proposito di strategie competitive, gestione dei DRM ed esternalità di rete io ci sono.
    Il problema è che sembra sempre che se ne possa parlare come si fanno le chiacchiere al bar. E al bar c’è sempre chi la butta in rissa.
    Si finisce sempre con pischelli che ti cazziano perchè non concedi loro che rubare musica è un diritto…
    Per questo più che l’aspetto prettamente “remunerativo” mi interessa sapere se ci sarà spazio serio per questo tipo di approfondimento nel progetto editoriale.
    Di pseudo-economisti e futurologi è piena la rete…

  13. Thierry 29 maggio 2009 at 09:55 #

    Ciao Rob,

    te l’avevo promesso e mi sono quindi preso volentieri un pò di tempo per ragionare sull’argomento.
    Quello che ne è scaturito, e per farla breve, si può riassumere in tre considerazioni.

    Dapprima una considerazione sulla pubblicità, mi sembra importante.

    A Sao Paulo, quarta città città al mondo per numero di abitanti, dal primo di gennaio i cartelloni pubblicitari sono vietati e stanno piano, piano sparendo.
    Non ho dati sotto mano ma sembra che gli oppositori al progetto si sono dovuti ricredere, il tanto temuto rallentamento dell’economia non si è verificato.

    Nella stessa ottica la tv pubblica francese propone i suoi programmi in seconda serata senza spot pubblicitari.
    Alcuni sostengono sia stato un flop, resta il fatto che la prima sera a seguire le trasmissioni c’erano 3’000’000 di francesi in più, e vi prego, lasciamo stare le discussioni su Sarkozy, il punto è un altro.

    Idem per quella che è considerata in termini qualitativi la migliore televisione al mondo, quella inglese, che a detta di molti è quella che è proprio perché non dipende dagli introiti della pubblicità.

    Sia ben chiaro a tutti, non ho nulla contro la pubblicità, soprattutto con quella ben fatta, ma non la sopporto quando interrompe un buon film o il gran premio di F1 o quando la devo subire anche al cesso.

    La seconda considerazione, non meno importante, riguarda la gestione di Tevac; va ridefinita!

    Devi ridefinire in maniera chiara un nuovo disegno per Tevac, adattata ad una situazione mutata rispetto al progetto iniziale, con la tua visione e i valori su cui deve poggiare, fissare degli obiettivi e un’orientazione valida per tutti, membri e moderatori.
    Solo così varrà la pena fare degli sforzi per capire la realtà e quali sono gli scostamenti che la separano dalla tua visione, eventualmente correggere il tiro mobilitando l’energia dell’organizzazione la dove serve, in un processo continuo.

    Se questa bella comunità che è Tevac ha perso smalto non è perché i tempi sono cambiati ma semplicemente perché si sente l’assenza di una visione, di un progetto comune in cui identificarsi.

    Ultima mia considerazione, l’esperienza d’uso.
    Lascia perdere i commenti e concentrati sul Forum, semplice, pulito, veloce.

    In conclusione, e per non deludere le tue aspettative, ti risponderò con un sì, ma non obbligatoriamente su compenso.

    Buone vacante e a presto.

    Ciao.

  14. Puce 29 maggio 2009 at 22:07 #

    robrota :
    Tutti argomenti interessanti, ma poco costruttivi nel contesto originario di questa discussione.
    La domanda era semplice, la ripropongo per la gioia di tutti:
    “Quanti sarebbero disposti a partecipare attivamente
    alla vita di Tevac con articoli di “spessore’?”

    Riusciranno i nostri eroi….

    Sto seguendo la discussione un po’ alla lontana, sia perché mi trovo fisicamente lontano (per lavoro) ed ho poco tempo da spendere in internet, sia perché voglio capire che piega prende il discorso…
    In realtà, perdonami Rob, la domanda è tutt’altro che semplice: cosa si intende con “articoli di ‘spessore’”? quale sarà il metro di giudizio? e, soprattutto, quale dev’essere la linea guida, la tematica del nuovo Tevac?
    Credo che per “reclutare” la gente certe cose debbano essere stabilite da subito, e credo che fissare certi binari sia ancora più importante che non stabilire quanto debba essere retribuito un articolo, o come recuperare i soldi per i pagamenti…
    Se devo dirti di si vorrei capire “l’argomento” sul quale scrivere (solo Apple o anche altro) e “come” scriverlo, con “quale” spessore; altrimenti c’è il rischio che tutti ti dicano di sì, ma alla chiusura del cerchio ti ritrovi allo spesso punto di partenza.
    Onestamente, mi spiace andare contro Fabrizio, ma non credo nell’idea degli articoli a pagamento: quella è roba che vale per settori molto specialisitici, siti che magari non necessariamente fanno molte visite al giorno, ma i cui visitatori hanno interessi particolari ed sono disposto a pagare… pensi veramente ad un futuro di questo tipo per Tevac?
    Io credo che la tua proposta iniziale sia più valida: buoni articoli in cambio di pubblicità ai siti personali degli autori (lì magari, se l’autore lo ritiene opportuno, potrebbero esserci “altri” articoli a pagamento, ma rimane una cosa dell’autore, al quale Tevac si limiterebbe a fare pubblicità).
    Se poi le cose dovessero andare bene, si moltiplicano gli accessi, e si racimola altro denaro, allora si può anche pensare di distribuire degli extra ai partecipanti… perché no? Ma partire con l’idea che ogni articolo debba essere pagato non so se potrebbe essere la strada giusta.
    Venendo al dunque, per quanto mi riguarda, potrei sicuramente partecipare, perché no, ma visto il lavoro che faccio non avrei nessuna possibilità di assicurarti una cadenza precisa, nemmeno mensile (non lo faccio neanche altrove)… quando arriva arriva…

    ciao

  15. robrota 29 maggio 2009 at 22:23 #

    Grazie Domenico, Thierry, Marco e Fabrizio, giusto per citare gli ultimi, e grazie a tutti giusto per non scordare nessuno ;-)

    Mi avete dato degli ottimi spunti di approfondimento che non vanno sottovalutati, anzi devono essere assolutamente approfonditi con la lucidità e la tranquillità che meritano.

    Complice un po’ di maltempo (acqua a secchiate) sto facendo mente locale, buttando giù un po’ di appunti che mi serviranno, appena rientro, per riprendere la discussione in modo più mirato e, se vogliamo, con un senso e una direzione più chiari.

    Spero di riuscire a godermi quei pochi giorni di vacanza che mi rimangono, se mi vedete troppo attivo qui significa che il maltempo non da tregua, e che a parte i massaggi e le terme al chiuso mi rimane parecchio tempo che sfrutterei diversamente…

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