Il cimitero degli elefanti

Cimitero del networking Apple

31 gennaio 2011: Apple chiude ufficialmente con gli Xserve.
Accidenti, appena l’ho letta mi ha preso un mezzo coccolone. Mi ci sono voluti un paio di giorni prima di cominciare a digerirla, altrettanti per poter cominciare a rifletterci, diciamo serenamente.

L’Xserve esce definitivamente di scena, e non viene sostituito.

Per chi proprio desidera continuare ad utilizzare un server Apple, da Cupertino propongono in alternativa un Mac mini o un Mac Pro con Mac OS X Server. Comodi magari per un qualcosa di aziendale, ma solo dove se un servizio si ferma per 5 minuti non diventa un dramma, impensabili da sistemare presso un provider o un datacenter, visto che oramai più nessuno accetta soluzioni hardware che non stiano pensate per un rack.

Il giramento di cabasisi con mia sorpresa però dura poco, non sono nemmeno tanto incazzato, la notizia mi delude parecchio ma non mi sconvolge, come fosse un qualcosa di prevedibile.

Però, e giuro che mi è venuto come primo pensiero, ora come glielo dico a tutti quei clienti presso cui ho fatto il tifo per il networking secondo Apple, e soprattutto a quelli che hanno un bell’Xserve negli armadi tecnologici dove lavoro?
Vero che Apple promette ricambi  per i prossimi 5 anni, ma questo non toglie che hai di fronte un qualcosa dichiarato cadavere prima del tempo.

Qualcuno sostiene, leggi il forum,  che è una via pressoché obbligata per Apple, che lancerà servizi basati sul Cloud Computing.
Cloud Computing? Ah si, quella cosa che va di moda e riempie la bocca a tutti,  ci sono pure delle pubblicità in giro, ne ho sentita una per radio di IBM, tanti Euro per utente e vivi felice senza problemi.

Ma non c’è solo il Cloud Computing (per fortuna, aggiungo), la realtà del networking è decisamente più vasta, il networking tradizionale con i suoi bei server fisici resiste perché ci sono un sacco di aziende che preferiscono puntare ancora su strutture e servizi di tradizionali…

Comincio a chiedermi: oggi come oggi, alla luce di tutto questo, Mac OS X Server esiste ancora?
Leopard sì, ma poi? Presentando il prossimo felino, Jobs non ne ha proprio parlato. Comincio a pensare che non sia un caso, che Fabrizio avesse ragione

Il networking secondo Apple è sempre stato un rapporto altalenante, alti e bassi, grandi annunci e inevitabili delusioni. Qualcuno ricorda i Workgroup Server e i Network Server? Addirittura il Network Server girava con AIX, una versione Unix realizzata da IBM.
Quando Apple rilasciò AppleShare IP 6, grandi parolone perché sembrava che Apple si fosse messa a fare sul serio. Ma anche in quell’occasione tutto finì a tarallucci e vino.

Quando finalmente venne distribuita la beta pubblica di Mac OS X, era il 2000, a qualcuno sottoscritto compreso si accese una lampadina. Cavoli c’era un FreeBSD sotto il culo, con tutte quelle belle cosine che all’epoca facevano di Linux l’unica alternativa sostenibile per dei servizi di rete, servizi Internet in testa. Una di quelle cose che possono davvero cambiare tutto, da festeggiare con riti pagani di ogni genere…

Apple Xserve dismesso

Nel 2002 l’apoteosi, proprio con il primo Xserve, e come al solito Apple spergiura che questo nuovo hardware sarà la “soluzione finale” nella produttività di rete. Porca paletta con un hardware e un Mac OS X che scintilla in ogni dove così come fai a non crederci?
L’anno successivo, con l’arrivo di Xserve RAID, è festa grande.

I fuochi d’artificio durano però poco, non passa molto tempo per accorgersi che questo settore non interessa poi tanto a Cupertino.
Ho scritto più e più volte che Apple non ha spinto mai abbastanza, spesso proprio per niente, i suoi hardware e software dedicati alla rete. Pur avendo prodotto cose meravigliose di cui disporre, partendo dall’accoppiata Mac OS X Server e Xserve (e Xserve RAID): poteva far scintille, invece quanto ben di Dio sprecato…

I casi sono due:

  1. Steve Jobs pensa che il networking sia diventato un ramo secco, da tagliare, e buonanotte al secchio.
  2. Steve Jobs ha in testa un’idea meravigliosa, una delle sue, riguardo il networking. Si inventerà una sorta di App Store anche per i servizi di rete?

Riccardo Mori sulla dismissione di Xserve  scrive: “Mi sbaglierò, ma con Xserve muore solo Xserve.

Secondo me ti sbagli, caro Riccardo, con Xserve se ne muore anche una fetta di mercato, e di utilizzatori che ci hanno creduto.

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7 Commenti a “Il cimitero degli elefanti”

  1. Andrea Posarelli 8 novembre 2010 at 19:13 #

    A me sembra la resa (una delle tante) in un settore altamente competitivo nei confronti del quale Apple non ha mai creduto veramente.
    Cosi’ come non ci credeva ai tempi degli AIX, macchine immesse nel mercato senza nessun supporto, cosi’ con gli XServe e osx server in parte: prodotti nei confronti dei quali il supporto professionale nei confronti di una utenza esigente, non esiste. Io come te ho operato anni nel settore e penso tu sappia benissimo quante volte ci siamo cozzati con referenti che ne sapevano forse meno di noi ecc.
    Sembra che Apple punti all’iPad per entrare nel mondo corporate e business, OsX server non e’ stato ancora annunciato, ci sono pesanti segni di arretramento su tecnologie ormai al palo come Xsan o prodotti di fascia alta.
    Ci dicono usate i MacMini o i MacPro come server, ma la ridondanza dell’alimentazione? Pensiamo davvero di mettere macchine che non sopportino neanche un fault di corrente per servizi considerati “critici”?
    Ma chi prendiamo in giro?
    E il MacPro, come ce lo infiliamo in un rack?
    Ma sopratutto l’aspetto piu’ preoccupante e’ il segno di una resa ormai anche in ambito software: tutto cio’ che non porta profitto come iPhone/iPod/iPad viene “ifonizzato” come le ultime miraboilanti “features” di Lion.
    Negli italici seminari Apple si sottolinea ammirati la compatibilita’ di tutti i dispositivi mobili, con Exchange e i server MS.
    Benissimo: ma Apple non ha un suo prodotto? No?
    Rinunciamo per sempre a profilare gli utenti in base a dei servizi di directory?
    Rincunciamo a un repository centralizzato per gli aggiornamenti? Al netboot o netinstall?
    Solo noi ci abbiamo creduto e abbiamo spinto queste tecnologie con tutte le nostre forze?
    E adesso?
    Aspettiamo rassegnati che il potente marketing ci dica “avete sbagliato la strada e’ un’altra”?
    Io dico che forse e’ il caso di cominciare per la parte server a pensare ad alternative, sicuramente Linux lo e’.
    Se Apple non e’ sicura di proseguire lo sviluppo del suo osx server, che almeno rilasci alcune tecnologie sopra citate, in modo che possiamo continuare a implementare servizi per chi decide di investirci.

    • Roberto Rota 9 novembre 2010 at 17:35 #

      Caro Andrea, non posso che quotarti…

      Oggi passavo in sala server e guardavo la manciata di Xserve in mezzo a tanti tristissimi IBM, DELL e compagnia bella. Pensando che tutto cambierà, in peggio, mi ha preso male…

      rob

  2. Rolandix 9 novembre 2010 at 18:37 #

    Cosa ha fatto Apple con i bellissimi Xraid? Li ha fatti produrre a qualcun altro…
    Chi dice che non possa fare la stessa cosa anche per gli Xserve? Ci sarebbero diverse implicazioni, non ultima la licenza dell’OS su hardware non Apple, ma nulla è impossibile.
    Stiamo a vedere…

    • Roberto Rota 9 novembre 2010 at 18:41 #

      Non mi risulta che i RAID li abbia fatti produrre, ma semplicemente che si sia limitata a mettere nello store la produzione di una azienda esterna, qualcosa che già esisteva.

      Non credo che Apple voglia far produrre a terzi hardware su cui far girare Mac OS X Server.

      Oddio, ben felice di rimangiarmi tutto, casomai accadesse e casomai le nuove soluzioni fossero valide, e non i palliativi desktop spacciati per server…

      rob

    • Andrea Posarelli 16 novembre 2010 at 17:32 #

      Nel caso servisse:

      http://www.ipetitions.com/petition/applepros/

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