io ragtime sei e la scimmia

Ad un certo punto mi rendo conto di aver bisogno di ragtime sei, anzi mi chiedo come io possa essere vissuto fino a questo momento senza usare ragtime sei e sono così bisognoso di questo essenziale applicativo tedesco da spingermi ad alzarmi dalla sedia e cercare miei simili per far capire come Ragtime sei sia un programma senza il quale non si possa andare avanti e mi alzo proprio fisicamente dalla sedia e inizio a muovermi per l’ufficio in cerca di persone con cui parlare di ragtime sei per spiegare con dovizia di particolari questa concezione a cointainer di questo dtp che integra anche un foglio di calcolo e insomma ho una scimmia sulla spalla che mi sta leccando l’orecchio e ci sono ricascato, sono caduto nella scimmia da applicativo e questa scimmia mi viene quando uso un programma che mi fa fico e inizio a guardare i submenù, e mi immagino non solo quello che ci potrei fare io, ma quello che chiunque ci potrebbe fare, mi chiedo se potrei trasferire ogni mio documento sotto questo nuovo programma, penso se sia il caso che il mondo intero debba essere edotto sulle potenzialità di questo programma e la prima persona che mi sento in dovere di informare è ovviamente cecilia.

Lei è pazientissima perché in realtà riesce ad ascoltare solo alcune parole chiave dei miei discorsi e quindi tra una parola e l’altra può pensare ai fatti suoi e alla fine della mia esaustiva spiegazione della gestione dei container di ragtime, si butta contro lo schienale della sedia, osserva l’acqua della pentola che evapora accrescendo la già notevole umidità della nostra cucina, e poi sospira, un sospiro lento come fanno le aragoste quando vedono che stanno per morire in acque salate tanto lontane dai loro freddi fondali marini.
“Sai come si chiama questa scimmia che hai dei programmi, che ogni due o tre mesi ti infoi per un programma per computer?”
“Uh, consumismo?”
“Niente di così nobile. E’ noia”
“Noia”
“O paranoia a scelta”
“Se posso scegliere preferisco paranoia, fa più scrittore”
Lei chiude gli occhi, e dopo qualche secondo li riapre e vedo che si è spaventata leggermente perché sono ancora lì.
“Cecilia, ne ho bisogno” gemo battendo una mano sul petto.
“Non è vero. Tu non vuoi comprare questo programma perché ne hai bisogno” fa lei ridacchiando.
“Uh, e allora perché?”
“Per fare amicizia con i programmatori. Per avere un diversivo dalla tua monotona vita d’ufficio. Il tuo è un acquisto sociale. Scommetto che hai già scritto un email ai programmatori chiedendo qualcosa”
“Cazzo c’era un bug, l’ho segnalato”
“Certo. Avrei voluto vedere la tua faccetta nel momento in cui avrai scovato questo bug. Sarai stato come charlie brown che trova per terra il fazzoletto della ragazzina dal capelli rossi e va tutto emozionato a restituirlo”
“Era un bug che richiedeva un mio messaggio immediato. C’è qualcosa che non quadra nei container eptagonali”
“Guarda che non devi giustificarti, c’è chi va in discoteca, tu compri pacchetti software tedeschi per fare amicizia”
“È che non so ballare”
“Certo”
E io me ne sto zitto, esco dalla cucina lanciando dei mugolii a bassa voce, perché so che in realtà ha ragione lei, io non ho effettivamente bisogno di ragtime sei, ma mi piacerebbe, mi immagino situazioni improbabilissime in cui leggo questa inserzione di lavoro in cui uno studio cerca a genova una persona capace, istruita, dotata di bella presenza, maglioni colorati e soprattutto una conoscenza entusiastica di ragtime sei e io vado a questo colloquio di lavoro dove ci sono solo io e ho come capo questa appassionata di ragtime sei che mi chiede di fare qualcosa di complessissimo e io mi metto lì e lo faccio e il capo sorride, si torce una delle trecce rosse che le cadono sulla schiena e dice venerandi lei è un bella sorpresa e si avvicina e sento il suo odore e lei allunga una mano e dice oh oh ma tiene sempre una chiave usb nella tasca o è solo emozionato per il suo nuovo lavoro, eh eh eh e qui la situazione diventa torbida e non è roba di cui posso parlare qua su tevac.

Il giorno dopo sono in pausa pranzo, apro ragtime sei, lo guardo un po’ e poi lo richiudo non so cosa farci e il demo si avvicina inesorabilmente alla fine, dura solo trenta giorni, questa cosa dei demo di trenta giorni fa si che il mio computer sia usato da un centinaio di persone diverse che sono sempre io, sono diciamo dei miei ego pirandelliani che anche loro, pensa te, vogliono provare il demo di ragtime sei e che quindi chiedono al mio io interiore di creare un account anche per loro per continuare ad usare il demo ancora per trenta giorni, e quindi dopo un anno ci sono circa dodici fabrizi venerandi che usano il mio computer a turno e di mese in mese si passano la loro voglia di usare il demo di ragtime e quindi in breve quel poco che è ancora rimasto di fabrizio venerandi sarà moltiplicato in un numero spropositato di mie personalità sempre più incoerenti e schizoidi, unite solo dal fatto di avere un unico obiettivo comune, ovvero l’uso del demo di ragtime sei.
Oggi ad esempio mi chiamo Appropinquo Fallcatti e ascolto solo gli Offlaga Disco Pax, mi invento di questi personaggi, cerco di metterci anche un po’ di personalità altrimenti potrei essere preso dal dubbio di non essere uno schizoide, ma un semplice fraintenditore di licenze software.

Allora capisco di aver bisogno di confrontarmi e alzo il telefono e chiamo matteo, ormai sono mesi che non ci sentiamo più, adesso ha cambiato lavoro ed è finito in uno di quei posti dove lavori e c’è tutto un meccanismo tale che nel momento in cui dovresti smettere di lavorare e pensare ai cazzi tuoi, ecco in quel momento lo switch non scatta e tu continui a pensare al lavoro, anzi sei pieno di ansie e resti al lavoro una o due o tre ore più del dovuto per risolvere una serie di merde che hai creato, non per tua scelta eh, ti hanno detto di crearle, tu le hai create perché sei un professionista e poi alla fine tutti si sono resi conto che erano delle merde terribili e che andavano subito rimosse, e quindi tu sei lì che cerchi di rimuovere queste merde che ti assilleranno tutta la sera anche a casa la notte ti sognerai queste merde parlanti e la mattina dopo sarai di nuovo lì a lavorarci e altre merde si saranno aggiunte alle prime e prima che tu te ne accorga avrai superato la mitica boa dei quarantacinque e avrai i primi problemi alla prostata.
Lui lavora lì.
Quindi a telefonargli mi sento anche di fargli del bene, lo prendo come una missione.
“Matteo, senti”
“Veloce che qua siamo nei casini”
“Certo”
“Grossi casini”
“Certo, Matteo, ho scoperto un programma…”
“Senti facciamo che ti richiamo io, che ora qua è una merda, c’è il capo”
“Matteo è la stessa cosa che mi hai detto a ottobre e non mi hai più richiamato”
“Ehhh hai ragione ma questo mese è stato l’inferno”
“Duemilasette”
“Uh?”
“Ottobre duemilasette”
“Ah”
“Duemilasette è tanto tempo fa”
“Beh, quest’ultimo anno è stato una serie di casini che adesso non ti posso manco raccontare, davvero, ma poi ci vediamo per una birra, eh sarebbe forte come ai vecchi tempi, ci vediamo alla Madelaine per una birra e ti racconto tutto eh, ok?”
“Matteo la Madelaine non esiste più”
“Ah”
“Sono due anni che ha chiuso”
“Cazzo. Senti ora devo andare ma ti chiamo io, eh, davvero”
“Certo. Matteo senti…”
-click-

Ragtime potrebbe salvare anche lui. Ne son convinto, ma il nemico da sconfiggere a volte è troppo forte. Mi alzo dalla sedia e guardo fuori dalla finestra e osservo i tetti delle case, la gente che esce dagli uffici e va verso i pub affollati di radio accese, tramezzini e insegne dei buoni pasto. Tutto il centro di genova brilla di negozi caldi, pieni di cose buone da mangiare, da infilarsi dentro, da leggere, da tenere sugli scaffali di casa propria, da fare ballare nell’aria, un tripudio di cose belle e piccole che si possono portare a casa propria così facilmente. Danno anche più soddisfazione della demo di ragtime perché le puoi tenere in mano, hanno un peso, sono scontrinabili, digeribili, scaricabili, e costano poco, costano un prezzo che finisce sempre in .99 ed è poco, relativamente poco, sono sempre in offerta speciale.
Quel poco, però, è sempre uno scalino più di niente. E se metti insieme tutti quegli scalini alla fine hai una rampa di scale e tu ti trovi sotto a queste scale che sono scale bellissime e cosa c’è in cima a queste scale, beh nel mio caso c’è ragtime sei, e tu sai che se mai arrivassi in cima alle scale saresti un uomo migliore.
Io con ragtime sei sarei certamente un uomo migliore, lo so dentro di me, la mia vita sarebbe la vita di una persona migliore.
Inspiro.
Ecco perché ho bisogno di ragtime sei, per essere un uomo migliore.
Roba etica.
Espiro.
Guardo alla finestra le persone che entrano alla fnac, alla standa e io resto immobile e poi penso a matteo e penso alla mia vita e credo che da domani mi chiamerò Luca Malaspina, non è male come nome Luca Malaspina, da domani Luca Malaspina e ancora per il mese prossimo è fatta.

Fabrizio Venerandi
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