Si sta profilando una guerra, iniziata da Apple che presentando iPad ha lanciato un guanto di sfida che Amazon ha raccolto immediatamente.
La prima contromossa è l’acquisizione di TouchCo, azienda che produce display multitouch, ed è facile quindi presagire in tempi relativamente brevi l’arrivo di un Kindle rinnovato quanto “incazzato nero”.
Ma in una guerra che si rispetti ci sono vincitori e vinti, qui la guerra è appena iniziata ma di sicuro c’è già un perdente. Apple per riempire il suo iBook Store promette più margini di guadagno agli editori, Amazon si adegua e aumenta i prezzi.
Indovinate chi è il perdente?
La preoccupazione di molti, è che a fare le spese di questa nuova guerra sarà solo il consumatore, magari quello che ora plaude per gli scenari che la presentazione di iPad ha fatto nascere.
Dal mio punto di vista, tra Amazon e Apple non ci saranno né vincitori né vinti, poiché la guerra non si svolgerà sul “fattore libro”, ma su altri aspetti legati al fattore informatico.
Apple è riuscita a creare un qualcosa di esclusivo: è un misto tra iPhone e Mac, non si tratta di un misto tra un Kindle e un computer, diciamo che il Kindle è una funzione “aggiunta”, o per meglio dire un mercato in più che può portare denaro liquido nelle casse di Cupertino, e grandi soddisfazioni per il mercato dell’Editoria. Ma non è la killer application.
Per me la Killer App, sarà la produttività: già con iWork si muove un passo deciso verso questo aspetto, è inevitabile che seguiranno applicazioni da ufficio, disegno, musica e veri e propri “porting” di quelle già disponibili su Mac OS X. iPad può: scaricare file, salvarli nel file system, e renderli disponibili a tutte le App, proprio come fosse un Mac, questo fa già presagire scenari inediti per la piattaforma. Forse iPad sarà un vero e proprio “ufficio/studio” mobile.
Ovviamente sarà il tempo a dircelo, io lo osservo per questo motivo, più che per i libri.
Giampiero
“Apple per riempire il suo iBook Store promette più margini di guadagno agli editori, Amazon si adegua e aumenta i prezzi. Indovinate chi è il perdente?”
Seguo il discorso eBook un po’ in disparte, primo perché non sono ancora convinto che il libro sia sostituibile “elettronicamente” (sia che si parli di Kindle che di iPad che di qualsiasi altro “aggeggio”), se non in certe situazioni; secondo perché non credo che il target che Apple si è prefitta con l’iPad sia quello degli eBook: iPad può fare molto di più sotto altri aspetti, ma non è certo l’ideale come eBook reader, anche se verrà sicuramente “sfruttato” anche in questo modo.
Premesso questo, forse mi sbaglio, ma mi era parso di caprie che Apple ha lasciato una certa libertà di scelta agli editori, con la solita suddivisione 70-30 (70% agli editori, e 30% ad Apple). Amazon invece aveva imposto un prezzo fisso di 9,99 dollari ma divideva gli introiti 50-50 (e meno male che c’è chi si lamenta della politica di Apple…). L’uscita dell’iPad ha necessariamente cambiato le carte i tavola, e Amazon ha dovuto cambiare politica. Chi ci rimette saranno i lettori, che mediamente pagheranno qualcosa di più… ma siamo sicuri di voler incolpare l’iPad per questo? Amazon con la sua politica iniziale del 50-50 non ha avuto nessun ruolo? mi pare ovvio che gli editori, trovando condizioni più vantaggiose (per loro), si siano rivolti altrove… in ogni caso, ripeto, personalmente se dovessi comprare un iPad lo farei per altri motivi
Dopo una settimana penso che si possa dire che iPad è anche un lettore di libri, forse maggiormente focalizzato ai libri di testo più che ai romanzi, che però punta all’editoria giornalistica (iBooks non tragga in inganno)…
In ogni caso penso (ed ogni giorno che passa mi pare una conferma) che iWork, passato sottotono attraverso i media, sia il cardine e lo spartiacque: da un lato si ha una suite di produttività apparentemente “sempliciotta” (in realtà assai potente e godibile, in cui lavorarci è veramente piacevole) ma dedicata “all’azione”; dall’altra si può vedere l’impegno e l’ingegno non nel fare un mero porting ma di ripensare da cima a fondo un software e renderlo facilmente fruibile via multitouch.
Non sono oggetti rutilanti ma sono il segno, se ancora ce ne fosse bisogno, che la visione appleiana dell’informatica è sulla giusta strada. Tutto è migliorabile…
……..
Mentre scrivevo mi è venuta questa riflessione.
Roberto ha detto: «”Indovinate chi è il perdente?”»
E chi perde? Il lettore? Forse, ma forse no. Apparentemente è lui che perde… Però se l’elettronica non ha più energia… Nel kindle più piccolo ci stanno 1500 libri (quante pagine mediamente? Eccetera….), un libro al mese… una vita non basta… Solo che un libro del 1500 (ah, i numeri!) lo posso ancora leggere (se decentemente conservato), magari con qualche difficoltà se la personale cultura non è buona… Ma un lettore elettronico, dopo molto molto tempo, potrà ancora essere alimentato come all’inizio?
Il resto immaginatevelo….
Ciao!
La concorrenza che iPad fa a Kindle proviene da un altro mercato. Un iPad non è un lettore di libri elettronici, è anche quello, come è anche una calcolatrice, un navigatore, un’agenda elettronica…
Amazon inoltre adesso non ha solo un concorrente che viene da un mercato che non è il suo, ma anche un concorrente con una forza di penetrazione temutissima: nessuno compra un Kindle perché “fa fico” mentre molti potrebbero farlo con un iPad e qualcuno, incidentalmente, potrebbe anche comprare uno o due libri. Se i volumi degli acquisti occasionali diventano molto alti il mercato inizia ad essere cospicuo.
Che Amazon alzi i prezzi mi pare un segno di resa per alcuni versi: sanno di avere perso, e allora puntano solo a spremere come limoni i clienti che hanno già e che, almeno per un poco, non butteranno via il Kindle per comprare ‘sto benedetto iPad.
Che il libro non sia sostituibile “elettronicamente” però pare anche a me. Non tuttavia per difetti del libro elettronico, ma semplicemente per abitudine d’uso. Per la maggior parte della storia l’uomo non ha avuto i “libri” e i capolavori più importanti della civiltà umana non sono stati scritti sui libri: Omero non ha scritto “libri” e lo stesso dicasi per Virgilio e un altro paio di promettenti autori del passato.
Il libro è quindi sostituibile in astratto, ma i miliardi di persone che hanno imparato a leggere sulla carta e che hanno cementato le procedure di apprendimento tramite questi oggetti cartacei avranno molta difficoltà a cambiare abitudine (io ne ho moltissima). E quindi, ancora una volta, Apple forse ha visto giusto: non facciamo un lettore elettronico di libri, facciamo un oggetto che fa anche questo. Se la tecnologia contemporanea del resto, non riduce il numero di strumenti che dobbiamo usare, ha fallito in partenza… O quasi.
Fatta salva la mia personale avversione per le varie forme di libro elettronico, è vero quanto appena scritto, che il Kindle così com’è è un morto che cammina perché è un dispositivo dedicato mentre i nuovi prodotti no e potrà rendere ancora per poco (qualche anno – non nell’immediato perché la qualità di lettura dei display a colori dovrà essere migliorata notevolmente), per cui Amazon deve mungerlo il più possibile. Credo che Amazon lo sapesse benissimo dall’inizio, tanto che nell’ultimo anno ha rilasciato software per accedere al suo servizio che girano su vari mobile, incluso l’iPhone. Il loro prossimo Kindle sarà probabilmente general purpose, ma francamente non li vedo benissimo: si stanno ficcando in un mercato di cui non hanno esperienza.
Libri del mille e cinquecento e del mille e seicento ne ho letti. Ma è una cosa che nessuno seriamente fa se non perché vi è costretto da ragioni di studio. Non è comunque opportuno confondere l’oggetto con lo strumento . Il lettore elettronico fra mille e cinquecento anni magari non funzionerà più, ma magari il file che conteneva sono ancora validissimi e perfettamente utilizzabili. Per questo si devono scegliere formati il più possibile universali e aperti, secondo me.
Stiamo comunque andando verso una “terra incognita” dove il libro si fa impalpabile (appunto, non è il lettore, ma se il formato è aperto, non è nemmeno il file ma è appunto il contenuto del file!) ed essenziale.
Nessuno di noi, secondo me, lettori del 2010 e con un curriculum di lettura decennale, potrà mai rinunciare ai metodi di lettura (sia come apprendimento che come svago) acquisiti ed ereditati… Stiamo parlando dell’essenza della cultura ma non della cultura stessa… Le leggi esistevano prima che venisse inventato il Codice e prima che il termine Codice iniziasse a indicare non un oggetto fisico ma un tipo di legge!
Ma se l’avvento dell’elettronica continuerà come ha fatto negli ultimi cinquanta anni ad espandersi e a raffinarsi, ho idea che fra un paio di secoli i libri saranno un oggetto d’antiquariato. E Omero assumerà una ennesima nuova forma per diffondersi tra le giovani e meno giovani menti… In fondo, lui, ha attraversato tutti gli stati conosciuti dall’umanità per diffondere la cultura.
“Il lettore elettronico fra mille e cinquecento anni magari non funzionerà più, ma magari il file che conteneva sono ancora validissimi e perfettamente utilizzabili. Per questo si devono scegliere formati il più possibile universali e aperti, secondo me.”
Esattissimo. L’idea che con l’elettronica i dati durino meno che con i mezzi tradizionali è una cosa ricorrente, ma sbagliata: il cambio di paradigma, come dice maragine, è che bisogna guardare il file e non lo strumento. Quanti libri del 1500 abbiamo perso perché sono andati bruciati o ammuffiti? In quanti classici ricopiati dai benedettini nell’alto medioevo ci sono errori di trascrizione?
Il concetto chiave, poi, è la rivoluzione del dato digitale. Il dato digitale può essere copiato un numero infinito di volte rimanendo esattamente come l’originale, mentre il dato analogico si degrada da solo con il tempo, si degrada quando lo leggi e quindi pure ad ogni copia. Non ho dubbi che, se si mantengono formati di file open, con il digitale la longevità dei contenuti è migliorata notevolmente ed è pressoché infinita (limitata dalla durata della civiltà umana o del pianeta, o dell’universo, insomma mi avete capito).
Riscoprire l’attività dell’amanuense… In chiave elettronica, ben inteso.

Adesso parliamo di formati universali e aperti. Bisognerebbe pure utilizzarli. E fin tanto che, globalmente, si cerca di monetizzare, mettersi d’accordo la vedo dura. Ci si arriverà, certamente, ma…
Tutto è ancora in sommovimento magmatico, formati open compresi (basterebbe guardare ai formati audio o video…)
Sì, iPad avrà effetti collaterali. Basta solo indirizzarli per il verso giusto…
Non è chiaro per quale motivo la concorrenza provocherebbe un aumento dei prezzi.
Se anche volessero fare cartello, in ogni caso Kindle avrebbe potuto fissare dei prezzi alti a piacere, essendo l’unico attore del mercato fino ad oggi.
RIcordo a tutti che solo 3/4 anni fa si questo sito si trovavano appassionate discussioni sulla insostituibilità della pellicola fotografica e sul fatto che mai e poi mai e poi mai il digitale avrebbe mandato in pensione la camera oscura,
Ma le macchine fotografiche, la pellicola e sensori servono a produrre documenti, non a fruirne.