iPad, prime riflessioni

A streaming spento e lasciati decantare i pensieri per ventiquattr’ore, butto giù qualche pensiero sul novello iPad.

Dico subito che sono da più di vent’anni un sostenitore di Apple, delle sue tecnologie e della sua filosofia.

Ciononostante la presentazione di mercoledì notte non mi ha in sé entusiasmato come altre in passato.

Probabilmente perché molto già si sapeva di questo tablet Apple, sicuramente perché dopo il “saltum” in innovazione tecnologica, interfaccia e usabilità apportato da iPhone neanche tre anni fa, poco spazio c’è per innovare ulteriormente (e per stupirci) senza violare le leggi della fisica.

Eppure ritengo iPad un prodotto Apple che ancora una volta cambierà il rapporto con la tecnologia di milioni di persone.

  • Il nome

Libero subito il campo dalla questione del nome, un dettaglio che pure tanto ruolo svolge nel successo di un prodotto. E lo dico non solo per deformazione professionale…

Nei paesi anglosassoni il nome iPad ha destato sensazionalistiche ironie, per l’uso, pare diffuso, di riferirsi colloquialmente con la parola Pad ai muliebri “assorbenti”.

Nei dizionari la parola viene definita come imbottitura (anche nel senso di medicazione), cuscinetto, piattaforma (d’atterraggio), letto, zampa, polpastrello, blocco (note, da disegno), tampone inchiostrato, foglia galleggiante della ninfèa.

Come si può vedere, vari significati diversi per una delle (tante) parole tuttofare che esistono in lingua inglese.

Personalmente sono convinto che tra qualche anno la popolarità del dispositivo di Apple avrà obliterato in molti contesti gli attuali usi dialettali della parola, assorbendone ;-) i precedenti significati.

A patto ovviamente che Apple lo inserisca nel vocabolario interno dell’iPhone, che al primo inserimento me lo ha corretto in oLaf… cosa non si fa per prevenire le fughe di notizie!

Non va trascurato poi che PADD (Personal Access Display Device) era il nome di un dispositivo antesignano dei Tablet, in uso seppur fittiziamente fin dagli anni ’60 nella serie televisiva Star Trek: il tributo mi sembra azzeccato, e ci ricorda ancora una volta in quanta “fantascienza” siamo immersi oggigiorno.

In conclusione, iPad è un nome che certamente mi convince più del vociferato iSlate (iArdesia, ovvero in Italia iLavagna), e che si “aggancia” bene all’ormai universalmente noto (quasi a rischio di volgarizzazione) “iPod”.

  • Scenari d’uso

In molti tra coloro che hanno un portatile, magari compatto da 13 pollici, si domanderanno perché possedere un oggetto del genere, meno completo e per il quale ci vorrà comunque una borsa da trasporto (con una diagonale di 30 centimetri, anche la più generosa delle tasche si troverà in difficoltà, fatta salva forse la tasca posteriore “porta-cacciagione” del giaccone Barbour).

Ma la mia idea è quella che si debba abbandonare il compromesso che comunque i portatili costituiscono, ed optare per un desktop molto completo da lasciare a casa, con uno schermo grande sul quale lavorare seriamente. Chi disponga di una configurazione del genere, potrà ben apprezzare iPad come secondo computer.

Certo il nuovo dispositivo di Apple non sostituirà i laptop per chi fa di questi ultimi un costante uso professionale “on the road”, né per chi intende possedere un computer solo.

Ma secondo me costituirà un ottimo secondo elaboratore per molti, da usare per svago ma anche per brevi trasferte lavorative.

Un altro scenario che non fatico ad immaginare è quello di chi la sera lasci in ufficio il computer (anche portatile, per non portarselo appresso tutti i giorni) e voglia trovare a casa un dispositivo per l’intrattenimento, che sia più di un iPhone ma egualmente comodo da utilizzare, magari per leggere qualcosa prima di dormire.

Per coloro i quali poi si avvicinano ai computer per la prima volta, con le classiche iniziali basilari esigenze (posta, internet, chat, foto), un iPad potrebbe addirittura facilitare l’approccio all’informatica, con la sua interfaccia immediata ed intuitiva, senza dover imparare nulla di tecnico per la gestione dello strumento.

Per contesti domestici ultra-informatizzati invece, lo vedo molto adatto come “coffee-table computer” da tenere in salotto, in cucina o sul comodino, magari per un utilizzo condiviso da parte di tutta la famiglia. Ciò che mi sembra al momento manchi a tal fine in iPhone OS è però una gestione di log-in multipli: opzionale per non inficiarne l’immediatezza, ma certamente apprezzata quando si voglia condividerlo e tenere separati accounts email, bookmarks, etc…

È infine a mio parere il computer ideale da portarsi in vacanza: per leggere libri, guide turistiche, ma soprattutto per scaricare (e rivedere) di giorno in giorno le foto scattate in viaggio, grazie all’apposito adattatore SD furbescamente progettato a Cupertino.

  • Il prezzo

“Secondo computer”, “computer per iniziare”, “coffee-table computer”… sono tutti scenari che divengono verosimili innanzitutto grazie al prezzo scelto da Apple, che ritengo alla portata di molti.

Così, sempre il prezzo aiuterà a persuadere all’acquisto coloro che, scettici sull’oggetto in sé, decideranno di “provarlo” attirate dalla buona reputazione per questo tipo di prodotti di ”intrattenimento mobile” che Apple si è fatta negli ultimi anni con iPod e iPhone.

E a quel punto sarà la sempre curatissima esperienza d’uso Apple a fare il resto.

Detto questo, e nonostante il costo inferiore a quello del cellulare Apple, è chiaro che non mi aspetto iPad abbia un successo di vendite comparabile a quello di iPhone (quasi 20 milioni in due anni e mezzo), se non altro per il fatto che di un telefono in Occidente nessuno oggi sembra poter fare a meno; non così per un *secondo* computer…

  • Prospettive future

È indubbio che nel tempo il prodotto subirà una notevole evoluzione, sia dal punto di vista software che hardware.

Per il primo aspetto non c’è da preoccuparsi: come per iPhone, non può esistere nulla di più versatile nella sua essenzialità di uno schermo multitouch da 10 pollici. Ed Apple ha già dimostrato con iPhone OS di essere incline ad una generosa politica di aggiornamenti software anno su anno, che in molti casi hanno dato agli utenti l’impressione di avere ricevuto (gratis) un dispositivo nuovo.

Sono invece, come fu per il primo iPhone, svariate le componenti hardware aggiuntive che future versioni di iPad potrebbero incorporare.

Una delle prime evidenti omissioni del modello d’esordio è quella di una fotocamera. Non tanto per fare foto e video, quanto per renderlo il dispositivo ideale (a prova di… nonna) per la videoconferenza. Non vedo l’ora che ne incorporino una, e non ho dubbi che ciò avverrà.

In tale direzione già ci son state conferme della presenza di un microfono integrato, che fin da subito ne permetterà molto probabilmente l’uso con software di VoIP, a dispetto di chi ne esclude categoricamente l’utilizzo come telefono.

Una seconda mancanza di cui mi dolgo, è l’assenza di tethering (magari via cavo) con iPhone: questo non obbligherebbe chi ha già un cellulare di Apple ad acquistare una seconda SIM (addirittura “micro”) con relativo piano dati.

Ma non credo che Apple sia molto incline a permettere una simile funzionalità, neppure via software. Confido quindi piuttosto in una soluzione proveniente dalla comunità dei jailbreakers (via BT o wi-fi).

Immagino infine (ma qui entriamo nel campo delle pure speculazioni, e l’ipotesi è tutta da verificare avendone tenuto in mano uno, dato che in questo campo molto fa l’ergonomia) che ci sia spazio in futuro per una versione di iPad più grande (da tavolo), e (forse) anche per una più piccola, più grande di un iPhone ma sempre tascabile.

Il tutto all’insegna dell’espansione di mercato di iPhone OS, che si pone a mio parere come il più serio contendente nell’arena dei sistemi operativi di nuova generazione, i quali, grazie alla novità tecnica dell’input multi-touch, finalmente innovano le metafore di interfaccia uomo-computer introdotte (sempre da Apple) ormai ben 27 anni fa.

Giovanni Orsoni, Milano 29 gennaio 2010

  • Letture ulteriori

Concludo con un’elencazione di vari pezzi d’opinione su iPad (in inglese, elencati con il nome dell’autore) che ho reperito su Internet in questi giorni:

  1. John Gruber:
  2. Michael Pusateri
  3. Alex Payne
  4. Joe Hewitt
  5. Chris Thorpe
  6. Rafe Colburn
  7. Giles Turnbull
  8. Stephen Fry

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Un Commento a “iPad, prime riflessioni”

  1. dataghoul 3 febbraio 2010 at 07:33 #

    ribadisco quanto avevo già scritto in precedenza:

    “una considerazione su questo iPad, se mi permettete: mi è sembrato un dispositivo abbastanza semplice da poter essere utilizzato con profitto (in presenza di una rete wireless) anche da persone che non siano particolarmente inclini all’impiego di strumenti tecnologici quali computer e smartphone, quindi penso che ne regalerò uno a mia mamma, quando sarà disponibile.”

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