iPhone 3G S: una recensione spiccia

iphone-3g-sQuello che vi apprestate a leggere non vuole essere una recensione tecnica né un paragone col precedente modello di iPhone. Per prima cosa perchè non ho le competenze tecniche per fornire tali nozioni e poi perchè il precedente iPhone l’ho solo provato tra le mani di un amico, geloso del suo oggetto di culto.

Ormai sono passati dieci giorni da quando ho ritirato dal mio spacciatore di fiducia un fiammante iPhone 3G S 16 GB bianco.

Ho scelto la versione bianca perchè memore degli iPod bianchi e neri, la versione black è più soggetta a quei fastidiosi graffietti che inevitabilmente si formano sulla scocca appoggiando il telefono sul tavolo o semplicemente infilandolo nei jeans. E poi il bianco quest’anno va di moda.
Questo iPhone doveva essere gommato come promettevano i rumors. Sarà per la prossima serie.

Parliamo della primissima sensazione tattile. Come si dice in questi casi, l’oggetto pare robusto e ben assemblato. I tasti sono comodi e “duri” al punto giusto.
Quello che salta subito all’occhio è il vetro del display. Si dice che sia stato trattato con un procedimento chimico oleorepellente che ne limita i segni lasciati dalle dita nell’uso quotidiano. Con il “drag&touch” è impossibile non insudiciare il vetro ma, in confronto con altri display, la quantità di ditate è davvero minima e si ripulisce in un attimo. Si può usare la volgarissima maglietta che state indossando o, come raccomanda Apple, un panno in microfibra (quelli per pulire gli occhiali).

Accendendo l’iPhone (circa 30 secondi) si ha l’impressione che tutto sia più luminoso. Il sensore di luminosità funziona senza farsi notare anche negli sbalzi di luce più rapidi e violenti. Impostandola manualmente, al massimo della luminosità, quasi da fastidio agli occhi.
Si è letto in giro che il bianco del display nell’iPhone 3GS sarebbe “meno bianco” del 3G. Testato con l’applicazione Torch (che illumina al buoio emanando una luce bianca) si nota che il bianco non è proprio candido ma tende un po’ al grigio. Se proprio vogliamo essere pignoli…

Tralasciamo la prima sincronizzazione con iTunes che permette di preparare il telefono con i contenuti personali, segnalo solo che preferirei non essere informato ad ogni collegamento se voglio o meno che si aggiornino le note e i contatti presenti nel telefono o nel Mac, mi piacerebbe che ci fosse un tick “non chiedermelo più” per non pensarci più, una volta per tutte.

Non ho ancora testato a dovere le prestazioni della fotocamera. Come ci si aspetta scatta e lo fa velocemente. La messa a fuoco pilotata su un soggetto a piacere è davvero comoda ma bisogna tenere bene saldo il telefono per indicargliela correttamente e poi scattare velocemente perchè altrimenti si perde tale messa a fuoco. Un po’ di pratica e tutto si sistema. Si sente un po’ la mancanza di uno zoom.

L’accoppiata Bussola e GPS è una di quelle che ti fa dire “Ci voleva!”. Il GPS dell’iPhone e le sue mappe sono l’ideale per le scampagnate a piedi e in bicicletta ma anche in auto la velocità di aggiornamento è ottima. Non può essere un navigatore ma si comporta molto bene.
Grazie alla bussola le mappe girano secondo la nostra direzione. Ma va detto che sono tutte mappe che scarichiamo e che il 3G lavora di continuo. Occhio quindi ad eventuali costi del proprio operatore.

Spotlight funziona bene quanto quello a cui siamo abituati sui nostri Mac. Sarebbe bello però che cercasse anche tra gli SMS.

Il Tethering. L’utilizzo via cavo è quello più comodo. Si collega il Mac all’iPhone, si attiva il tethering (che può essere sempre lasciato acceso), si apre preferenze network e già collegato via USB come se lo fossi con una porta ethernet. Nessun parametro da inserire. Noi ce ne accorgiamo perchè nella schermata dell’iPhone appare la scitta ben evidenziata “Tethering attivo”.
La velocità è di tutto rispetto (circa 3,5Mb/s) e se riceviamo una telefonata, non dovremmo fare altro che rispondere. La connessione continuerà ad andare e la telefonata pure, senza alcuna indecisione del telefono (la connessione un po’ ne risente, ma poco).

Capitolo batteria. Ho provato ad usare l’iPhone al lavoro sia come telefono che come Internet device. Con un uso intensivo, la batteria oltrepassa tranquillamente le quattro ore. A sentire quello che si diceva del 3G sono stati fatti evidenti passi in avanti. Se poi si aggiunge che in poco più di un’ora si raggiunge velocemente il 100% di carica, tutto sommato non è un cattivo risultato.

Che altro? Questo lo chiedo a voi. Come ho detto precedentemente non sono un tecnico ma un semplice utilizzatore, il quale ha la presunzione di utilizzare un telefono per telefonare, inviare SMS, MMS e e-mail e controllare di tanto in tanto come vanno le mie quotazioni in Facebook. E l’iPhone me lo permette alla grande.

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3 Commenti a “iPhone 3G S: una recensione spiccia”

  1. Andrea B. 6 luglio 2009 at 15:35 #

    Ciao, grazie per la tua recensione.

    Sto valutando proprio in questi giorni di passare ad iPhone 3G s (ho un iPhone 3G) con 3, e dato che si può usare solo la rete UMTS, volevo sapere se le tue prove di batteria son state fatte con tale connettività.

    Io ora, per risparmiare batteria, ho disabilitato il 3G, ma in futuro questo non sarebbe più possibile…

    Andrea

  2. Martini 6 luglio 2009 at 18:19 #

    Guarda, io uso solo la connessione 3G quando sono fuori e non mi preoccupo certo di accenderla o spegnerla in funzione dell’utilizzo.Nonostante tutto la durata della batteria rimane quanto ho specificato nell’articolo.
    Lo sto utilizzando spesso nei punti morti al lavoro e non sono mai riuscito a farlo scendere sotto il 60% durante le quattro ore della mattinata.
    Secondo me è un ottimo risultato

  3. Andrea B. 6 luglio 2009 at 20:25 #

    Sai io lo uso per lavoro e facendo consulenza passo parecchio tempo al cell in un giorno… ora con solo l’edge attivato arrivo a sera che la batteria è al 20% … sai quando inizia a dare l’avviso …
    In ogni caso oggi ho scoperto un paio di cose x cui credo che non passerò a 3 🙂

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