Kindle: prime impressioni

Da un paio di giorni sono entrato in possesso di un Kindle, il popolare lettore di e-book di Amazon ora disponibile anche in versione International.

La versione in questione è utilizzabile anche dal Belpaese e, come la versione statunitense, non richiede alcuna configurazione: gli acquisti sullo store avvengono collegandosi in maniera gratuita attraverso la SIM integrata e il simpatico aggeggio arriva già “intestato” all’acquirente.

Oltre a libri, riviste e quotidiani (circa 200mila titoli, quasi tutti in inglese al momento) disponibili sullo negozio on-line di Amazon, Kindle è in grado di leggere direttamente anche documenti in formato TXT e Mobi.

È inoltre possibile convertire documenti Word (.doc), rtf e html. Con qualche limitazione, anche i file in formato PDF e .docx sono convertibili (ulteriori dettagli sono disponibili sul sito di Amazon). Per tutti la procedura è la stessa: il file (o i file, anche riuniti in un archivio .zip) vanno inviati ad un indirizzo mail. Due le scelte possibili: l’invio a nomeutente@kindle.com rende possibile il download diretto dal Kindle al costo di un piccolo contributo, al momento 15 cent per Megabyte, mentre l’invio del file da convertire a nomeutente@free.kindle.com è totalmente gratuito ma richiede che il file convertito venga scaricato dal computer e poi copiato nel Kindle.

Le impressioni d’uso sono buone: lo schermo basato su tecnologia “digital ink” è ottimo e l’apparecchio, sebbene privo di fronzoli, consente di effettuare ricerche e aggiungere segnalibri, note e sottolineature al testo che si sta leggendo. Il peso è davvero minimo (meno di un tascabile), la tastiera a supporto è discreta, il collegamento alla rete è un po’ ballerino ma comunque accettabile. Il puntatore, che fa le veci della trackpad, è un oggetto decisamente retrò ma tutto sommato svolge con diligenza il proprio compito.

Collegato al mio MacBook Pro è apparso immediatamente sul desktop e, come prevedibile, si comporta in modo del tutto analogo a un disco esterno. Il mio consiglio, al riguardo, è comunque di collegarlo soltanto quando effettivamente necessario: ho notato qualche strano comportamento del mio Mac, mai verificatosi in precedenza, una volta che il Kindle è collegato da un po’. Nel caso peggiore, tutte le applicazioni che avevo aperte hanno cominciato a chiudersi inaspettatamente. È successo una sola volta ma, in attesa di dati più precisi, suggerisco di collegare il Kindle soltanto per il tempo richiesto dalle operazioni di trasferimento dei file. Un’eventuale ricarica può avvenire a macchina spenta oppure munendosi di un adattatore per la presa statunitense fornita in dotazione.

In conclusione, a fronte anche dell’ulteriore sconto di 20$ e del cambio euro/dollaro quantomai favorevole, l’oggetto ha una sua ragion d’essere e potrà guadagnarsi qualche favore anche al di fuori della cerchia dei geek più irriducibili.

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