La mela bacata, una biografia tutta italiana di Steve Jobs

La mela bacata - Fabio De PontePer la biografia autorizzata dalle vive mani del sommo occorrerà attendere il 2012, a quanto pare, ma non mancano testi alternativi per chi volesse farsi un’idea sul percorso del più noto dei fondatori di Apple.

In genere sono tutti testi molto celebrativi, che mettono in luce il genio del nostro nonostante le vicissitudini aziendali e umane.

Sul blog mela marcia ho trovato un nuovo titolo, o per lo meno un titolo che non conoscevo, questa volta tutto italiano e non la solita traduzione, che potrebbe essere interessante se mantiene le promesse della presentazione.

Si intitola “La mela bacata” (sottotitolo: Le contradizioni del sogno di Steve Jobs), ed è scritto da Fabio de Ponte, che non conosco ma che vanta un buon curriculum giornalistico.

Non sono riuscito a capire se sia già in libreria, quanto costi e tutti questi importanti dettagli che mancano nella pagina ufficiale dell’editore, ma prometto di informarmi e se lo trovo non mancherà una recensione più accurata.

Nel frattempo, vi riporto la presentazione tratta dalla pagina ufficiale del libro:

“Ha ridefinito il modo in cui pensiamo al futuro e alla tecnologia. Ha ideato l’iPhone, l’iPad, ma è anche l’uomo marketing di una macchina da miliardi di dollari, che riesce a orientare i gusti delle masse e sfrutta la manodopera a basso costo della Cina, cancellando tutti i programmi filantropici dell’azienda. E’ un sognatore che infiamma le folle, ma anche un capo dispotico che esaspera i dipendenti, portandoli persino alle lacrime. Fabio De Ponte, giornalista rigoroso, ci racconta uno Steve Jobs denso di contraddizioni, soffermandosi sulle ambiguità del personaggio e della sua multinazionale. I pregi e i difetti dell’uomo che sta dietro a un mito alimentato da anni.”

Fonte: Fabio De Ponte, La mela bacata.

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21 Commenti a “La mela bacata, una biografia tutta italiana di Steve Jobs”

  1. Riccardo.S 19 luglio 2011 at 19:49 #

    E cosa centrerebbe tutto questo con Apple ed il Mac ?
    No, così, tanto per capire…

    • Roberto Rota 19 luglio 2011 at 20:10 #

      Scusa non ho capito la domanda…

      cosa c’entra Jobs con Apple e Mac?

      :-D

      • Riccardo.S 20 luglio 2011 at 08:12 #

        Era un commento sarcastico, in pratica condivido in pieno quello che ha detto martyr.

  2. martyr 19 luglio 2011 at 20:01 #

    sara’ sicuramente una lettura interessante ma a certe domande c’e’ bisogno di dare risposta? o ancor di più’ c’e’ bisogno di farle quelle domande?

    i soliti luoghi comuni sulla manodopera a basso costo e’ necessario tirarli sempre fuori?
    ci soffermeremo mai su quale sia il costo della vita in cina e quanto guadagni un operaio “da manodopera a basso costo” cinese impiegato in foxcon o dove vi pare rispetto al resto dei suoi amici, parenti e affini?

    non e’ pretestuoso fare critica ai programmi filantropici di una multinazionale dell’it con quegli argomenti? cosa dovrebbe fare apple? costruire i suoi prodotti in belgio?

    non e’ pretestuoso per un occidentale fare la morale a chichessia quando tutti noi stiamo comodamente al fresco d’estate grazie ai condizionatori costruiti in cina, ci teniamo informati e svagati con televisori/consolle/computer e tablet costruiti in cina? scriviamo libri di denuncia con computer costruiti in cina da manodopera a basso costo e guarda un po’ il risultato del nostro lavoro probabilmente ce lo intaschiamo per comprare televisori/consolle/computer e tablet costuiti in cina.

    senza considerare lo sfruttamento delle risorse naturali non equo che lascia un intero continente nel disastro sociale? di quello ne parlera’ nel suo libro de Ponte? sara’ una colpa imperdonabile di jobs se apple non costruisce computer da 100 dollari che gli stati africani possano comprare per le scuole e i bambini ammalati di aids per colpa di politiche predatorie e piani di profilassi miopi e/o frenati da stupidi atteggiamenti morali?

    non e’ inutile e pretestuoso paragonare la figura del genio jobs con quella del tiranno jobs? perche’ un genio trascinatore e plasmatore non puo’ essere anche un tiranno? chi lo ha detto che la seconda metta in cattiva luce la prima?

    sicuramente questo libro sara’ più’ succoso da leggere rispetto alla biografia autorizzata ma gia’ dal titolo e dalla descrizione presa dal sito dell’editore la cosa mi puzza…

    • Roberto Rota 19 luglio 2011 at 20:12 #

      Scusa, ma non è un commento un po’ azzardato prima ancora di leggere il libro?

      Le presentazioni sono come i trailer dei film, lasciano sempre delusi…

      Appena lo leggo ti rispondo ;-)

      rob

      • martyr 20 luglio 2011 at 10:05 #

        i trailer sono molte volte il meglio di ciò che il film farà vedere e questo “trailer” è puro sensazionalismo… ma hai ragione a parte il sarcasmo del mio post aspettiamo… ma dietro un titolo come quello cosa ti aspetti?

        • Roberto Rota 20 luglio 2011 at 12:57 #

          il sensazionalismo oramai è all’ordine del giorno, preferisco eventualmente stroncarlo poi, sui contenuti, se è il caso…

          • martyr 20 luglio 2011 at 14:07 #

            bho sara’ che ho un approccio diverso.

            il sensazionalismo come approccio generalizzato di marketing della notizia in cui viviamo non riesco a minimizzarlo, come non riesco a scindere la responsabilità personale dell’autore da quella del reparto marketing che ha, se lo ha fatto, imposto, una linea sensazionalistica a titolo, sottotitolo e trafiletto di presentazione ufficiale. ma di questo dubito.

            sensazionalismo e critica morale sono in contraddizione no?
            come ho già scritto la mia era una critica a l’approccio al problema “manovalanza cinese”, grandi proclami lotte e petizioni sul web fatte attraverso prodotti di manovalanza cinese, dai quali non possiamo prescindere… contraddizioni.

  3. Filo63 20 luglio 2011 at 08:55 #

    C’è chi vende computer per far cassa e chi scrive e vende libri per far cassa… C’è chi assembla in Cina i propri computer e chi stampa i libri in Cile, il tutto per aumentare i profitti. C’è chi è attento, e pretende il massimo da ogni dipendente perché il prodotto sia tecnologicamente e qualitativamente il massimo e chi scrive anche di notte perché il suo libro sia il migliore (pretendendo il massimo ed essendo tiranno di se stesso).
    “ma è anche l’uomo marketing di una macchina da miliardi di dollari, che riesce a orientare i gusti delle masse“ questo è forse il sogno di molti perché, in fondo, tutti noi vorremo essere così bravi da fare un qualcosa che piaccia a tanti. Inoltre Apple, come tanti, crea un indotto enorme, vedi le famose app, che dà da vivere a molti… Dalla presentazione questo mi sembra un libro che crea GOSSIP, quindi invidia che è un vero Peccato anche perché, abbiamo bisogno dei miti per poterli poi buttare giù dalla rupe.
    Vado in Cina spesso per lavoro, e di certo non è la Apple la sfruttatrice, visto che ci sono molti altri distretti industriali dove la manodopera è meno specializzata e quindi molto più sottopagata.
    Sono stanco di questi pensieri eco-buonisti; ad ogni crisi ci accorgiamo che se le grandi aziende falliscono il lavoro viene a mancare e la fame nel mondo aumenta… Le auto inquinano ma se non le fabbrichi è un danno enorme per il paese… Se mangi le ciliegie a natale bruci tonnellate di CO2 ma se non lo fai i contadini dell’America Latina coltivano la Coca… La soluzione veramente eco-sostenibile sarebbe quella di ridurre le bocche da sfamare, chi se la sente faccia un passo avanti. La Norvegia è un paese equilibrato e portato ad esempio da molti, peccato che su di un territorio forse più ampio dell’Italia, ricco di risorse naturali tra le quali il petrolio, vivano solo 6 milioni di abitanti (come il Lazio) e i governi sono notoriamente restii a qualsiasi forma di immigrazione non controllata!!!
    No grazie, il libro non lo compro, preferisco spendere l’equivalente in una app o meglio in un libro che accresca la mia cultura o l’amore per gli altri, piuttosto che l’invidia per chi ha successo che deve per forza essere stronzo “non conoscendo affatto la statura di Dio“ parafrasando la canzone un giudice di De Andrè.

    Saluti

    • fabriziovenerandi 20 luglio 2011 at 15:12 #

      “non e’ pretestuoso per un occidentale fare la morale a chichessia quando tutti noi stiamo comodamente al fresco d’estate grazie ai condizionatori costruiti in cina, ci teniamo informati e svagati con televisori/consolle/computer e tablet costruiti in cina? scriviamo libri di denuncia con computer costruiti in cina da manodopera a basso costo e guarda un po’ il risultato del nostro lavoro probabilmente ce lo intaschiamo per comprare televisori/consolle/computer e tablet costuiti in cina”

      La nostra è una civiltà schizoide. Siamo figli e nipoti di diverse generazioni per le quali lo sfruttamento indiscriminato di risorse e manodopera sottopagata non era un problema. Figli di una generazione che ha fatto la fame e per la quale l’obiettivo era la garanzia del benessere personale. La bistecca, il frigorifero, il domopac. Per questo era sacrificabile molto: se i thalandesi vendevano le schede madri a due lire per me era una manna perché potevo arrivare alla bistecca settimanale.
      Viviamo in una società schizoide perché questa generazione si accorge che c’è un cortocircuito. Che avere iPod a 50 euro non è naturale. Significa chiudere gli occhi sulle strade del rame, sull’africa subsahariana. Sui ragazzini mandati in miniera per due soldi.
      E’ schizoide perché la denuncia viene fatta con gli stessi strumenti del potere mercantile e ancora di più: le alternative devono sottostare agli stessi strumenti del consumo e del massimo guadagno. E sono gli stessi cortocircuiti che analizzava Filo. Per essere alternativo al marketing, fai marketing, usando lo stesso linguaggio.
      Fa male parlarne? Imho no, soprattutto perché la voce dall’altra parte è assordante, amplificata dai discepoli della propaganda.

  4. MacRaiser 20 luglio 2011 at 09:46 #

    C’e’ anche che sullo stesso piano il profitto di tiranni multimiliardari sfruttatori di schiavi “esternalizzati” in Cina con relativamente oscuri giornalisti, tiranni di un piffero, autori di biografie per appassionati di genere. A forza di comprare apps, le carte si confondono, evidentemente, fino a non rendersi conto che “L’invidia per chi ha successo” l’ha inventata, non il succitato autore, ma un tizio che parlava di ricchi, di crune d’ago e di paradiso.

    P.S. Il lapsus freudiano di chi ha scritto “cosa dovrebbe fare apple? costruire i suoi prodotti in belgio?” e’ spettacolare, poi. Evidentemente non ricorda (o non sa) che i Mac solo fino a una manciata di anni fa, venivano assemblati in Irlanda, riparati nei Paesi Bassi, eccetera. Nel pieno rispetto dei diritti umani, senza intossicazioni, suicidi a catena nelle fabbriche, pseudosuicidi per sparizioni di prototipi di iPhone, esplosioni nelle fabbriche per sciuscia’ degli iPad, eccetera, eccetera, eccetera. Quando noialtri “veteronostalgici” acquistavamo un Mac, allora, eravamo -orgogliosi- di farlo. Oggi, fossimo persone con un minimo, non dico di senso critico, ma di umanita’, invece di fare l’apologia dello schiavismo per meglio dare addosso al giornalista che osa esprimere un’oncia di critica e dubbio nei confronti del santone re Mida tecnologico di turno, ci sarebbe da vergognarsi e chinare semplicemente il capo. Ci sarebbe.

    • martyr 20 luglio 2011 at 10:29 #

      non era affatto un lapsus… e’ voluto e non ho scritto CORK perché voleva essere un abbattuta che tu non hai colto e voleva essere una critica generalizzata al mercato dell’it apple o meglio chiunque nell’IT oggi produce nei paesi asiatici. il mio ibook del 2002 ha la bella scritta manufactured in taiwan io da cork ho visto uscire forse solo un performa…

      io non sono mai stato orgoglioso di aver comprato un gadget tecnologico neanche quelli di apple… sono sempre stati mezzi per arrivare ad un fine quindi se oggi ti rendi conto che in passato hai avuto sentimenti da fanatico e te ne vergogni non pensare che il resto dell’umanità e la mia persona nello specifico abbia fatto altrettanto e questo tuo considerarti un liberato dal fanatismo non ti da il diritto di fare la paternale a chicchessia.

      per finire perché’ con te ho perso anche troppo tempo

      se ci hai visto apologia di schiavismo in quello che ho scritto hai un bel po’ di problemi di comprensione del testo la mia è una critica generalizzata all’it e alla società occidentale che senza problemi usa prodotti made in china ma che poi fa la paternale moralistica… un po’ come te che usi prodotti costruiti da “schiavi” ma ti senti in diritto di fare paternali, la critica che facevo a de Ponte calza a pennello anche per te.

    • Filo63 20 luglio 2011 at 11:01 #

      C’é anche chi non sa che l’equo e solidale viene realizzato nel terzo mondo con tecniche tradizionali, sotto il controllo dei nuovi colonizzatori che non permetto a questi popoli di utilizzare processi produttivi attualizzati, negando loro i vantaggi di un profitto da reinvestire sul territorio in infrastrutture a loro utili. Però fa figo essere buonista a tutti i costi ed immergersi in una nuova economia eco-sostenibile, bio-equilibrata, dei nuovi borghesi che vanno in Africa a vedere l’ecosistema in cui è nato l’uomo con la pretesa che questo non venga modificato… almeno lì. Crogiolarsi in un mondo verde e rigoglioso perché così è il nostro, pensando che tutto si risolva con il km 0, quando il resto del mondo è arido e improduttivo… Con questo non voglio assolutamente difendere l’uso di materiale o tecniche produttive dannose alla salute… Non voglio i jeans invecchiati con tecniche che sono a rischio di silicosi per gli operai… Mi piace il patron del marchio Etnies che ha realizzato un sistema produttivo senza materiali tossici in Cina… Ma non mi piace il MARKETING eco-buonista che nasconde un egoismo verso il prossimo che non ha eguali… non mi piace il gratis a tutti i costi che impedisce a molti un guadagno… Non mi piace il pensiero comune per cui chi riesce ad arrivare per forza ha lati oscuri… Non mi piace chi campa sul Gossip (…autori di biografie per appassionati del genere)… Non mi piace chi vede nel marketing il diavolo assoluto senza ricordare le donne che al mercato gridavano pesce fresco…

      Per tutto questo, per i buonisti, per gli eterni giudici amo ricordare:
      Passano gli anni, i mesi,
      e se li conti anche i minuti,
      è triste trovarsi adulti
      senza essere cresciuti;
      la maldicenza insiste,
      batte la lingua sul tamburo
      fino a dire che un nano
      è una carogna di sicuro
      perché ha il cuore toppo,
      troppo vicino al buco del culo.

      Fu nelle notti insonni
      vegliate al lume del rancore
      che preparai gli esami.
      diventai procuratore
      per imboccar la strada
      che dalle panche d’una cattedrale
      porta alla sacrestia
      quindi alla cattedra d’un tribunale,
      giudice finalmente,
      arbitro in terra del bene e del male.

      E allora la mia statura
      non dispensò più buonumore
      a chi alla sbarra in piedi
      mi diceva Vostro Onore,
      e di affidarli al boia
      fu un piacere del tutto mio,
      prima di genuflettermi
      nell’ora dell’addio
      non conoscendo affatto
      la statura di Dio.

  5. MacRaiser 20 luglio 2011 at 09:48 #

    Errata corrige: “C’e’ anche chi mette sullo stesso piano, ecc”.

  6. MacRaiser 22 luglio 2011 at 10:03 #

    Tante belle chiacchere ma il fatto sono che -ogni singola volta- che si critica l’operato di Steve Jobs, salta su il tizio di turno a difenderlo a spada tratta. Non volete chiamarla “apologia dello schiavismo”? Chiamatela fanboianesimo, fidelizzazione, fanatismo o come altro vi pare, allora: il succo non cambia. Non siete avvocati pagati per difendere la buona reputazione del Paperone sfruttatore di cinesi, eppure vi battete contro chi osa criticare le sue politiche come se in gioco ci fosse la vostra stessa vita. Chiedetevi perche’ non lo fate per Murdock o per Berlusconi, o per non so quale altro miliardario a corto di scrupoli.

    P.S. Tutto si puo’ fare, o quasi: perfino usare le canzoni di De Andre per sciacquare i panni sporchi di Steve Jobs. E’ il bello del copincolla.

    • martyr 22 luglio 2011 at 10:29 #

      e ogni volta che si parla di apple salta fuori qualcuno che ha da fare il filosofo nascondendosi dietro temi e argomenti importantissimi prostituendone il significato e l’importanza.

      e ovviamente non ti sei dato la minima briga di capire il significato del mio post precedente… hai continuato con la tua linea e, mio caro, ti sei preso un bel pescione in faccia anzi una bella megattera in faccia (e prima che tu faccia il classico discordino da troll sul fatto che sono un ignorante e che le megattere non sono pesci ma cetacei…. ti precedo e ti fermo il minidelirio… lo so, cerca di capire il senso di quello che leggi prima di strombazzare)

      p.s. il bello e il brutto dell’internet moderna e’ proprio questo, il copia incolla e la possibilità’ di chiunque di scrivere cavolate e/o stupidaggini. tu compreso.

      • MacRaiser 23 luglio 2011 at 08:53 #

        Di pesci in faccia, negli anni, ne ho presi da gente ben piu’ “grossa” di te eppure sono ancora qui a dire la mia. L’unico risultato che ottiene chi cerca di pigliare gli altri a pesci in faccia, e’ di restare con le mani puzzolenti.

        • martyr 23 luglio 2011 at 11:20 #

          lascia perdere l’umorismo. è pessimo quanto i tuoi deliri.
          e se negli anni non hai ancora imparato nulla, compresa l’umiltà del silenzio dopo esser stato preso a pesci in faccia, provo solo tristezza per l’ossigeno e le risorse naturali che tu sprechi.

    • Filo63 22 luglio 2011 at 10:34 #

      Caro MacRaiser,
      il mio discorso è quello di sottolineare che il no logo, l’eco-qualcosa e tutte queste forme di falsa ribellione generano un fanatismo che è enormemente più ampio del “fanboianesimo” e vanno ad alimentare un mercato che fa girare una mole di denaro enorme… Per cui ti suggerisco di rileggere il mio commento che vuole portare ad una riflessione su questo grande movimento che sotto un falso buonismo ci vuole vendere non solo una vera ideologia, ma anche una serie di prodotti eco-qualcosa.
      Non pensare che scomoderei De Andrè per difendere solo Jobs ma… per difenderci dai vari piccoli e grandi Murdock sì… (questo anche per collegarmi al libro).
      Quando molti si ergono a giudici di questa sporca e sudicia società capital-libertina per propinarci una nuova ideologia buona e perfettina mi viene in mente la profondità del testo di questa canzone… per cui medita e non affidarti ad un gergo digital-fanbonico del copia e incolla che certamente è comodo ma di antiche origini.
      Quindi per schematizzare il concetto:
      1) la gente è cattiva perché denigra il nano – (società capitalistica)
      2) il nano si attrezza culturalmente e diventa giudice – (società eco-buona)
      3) il giudice si vendica mandando dal boia il nano – (Gossip ecobuonista)
      4) il finale è affidato ad un ipotetico giudice estremo di cui non sappiamo la statura…

      Ho espresso solo il mio punto di vista… credimi io non mi sostituirei con Jobs e con nessun altro ma continuo a mantenere un concreto distacco da tutto ciò che si erge a giudice e al buonismo religioso, politico, commerciale …

      Un Abbraccio

      • Filo63 22 luglio 2011 at 19:07 #

        al punto tre il giudice non manda dal boia il nano (visto che è lui) ma la gente… fretta nello scrivere!!!
        Attualmente, De Andrè, forse non avrebbe parlato di un “nano“ perché confonde le idee… ;)

        • MacRaiser 23 luglio 2011 at 08:50 #

          Stai discutendo con te stesso, perche’ io qui ho parlato di “no-logo” quanto di “no-piffero”. Mi sono solo limitato ad osservare che tutte le buone o pessime ragioni del mondo degli acquirenti di prodotti Apple (in particolare di iCosi) convergono, guardacaso, sempre e comunque nella difesa del miliardario sfruttatore di manodopera in offerta speciale alla “prendi uno schiavo cinese e ne sfrutti tre”, di nome Steve Jobs. Tale atteggiamento di difesa fanatica e ad oltranza non e’ riscontrabile presso nesun altro utilizzatore dei piu’ vari strumenti tecnologici, assemblati delle piu’ svariate marche (che pure si servono degli stessi schiavi). Sapete voi dare una spiegazione di questo curiosa differenza?

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