La statua ungherese di Steve Jobs (aggiornamento)

Tutto nasce da un articolo di Cult of Mac, immediatamente fotocopiato anche da noi, dove si mostra quella che dovrà essere la statua in bronzo alta due metri di Steve Jobs, commissionata da Gabor Bojar di Graphisoft ad uno scultore ungherese.

Ne ho lette di ogni: magnifica – stupefacente – capolavoro – commovente – splendida…

Statua ungherese di Steve Jobs

Magari d’arte ci capisco meno di un paio di ciufoli, magari finita sarà tutta un’altra cosa, ma così come la si vede nelle fotografie io la trovo semplicemente terrificante.

Crediti: REUTERS/Laszlo Balogh

Aggiornamento: i commenti sono degenerati, e un po’ per pigrizia, un po’ per voler vedere dove si poteva arrivare. Un po’ anche perché, se devo perder del tempo a sforbiciare, è bene far perdere del tempo anche ai litiganti.
Ora via di sforbiciate, e non vale la regola di chi ha cominciato. Chi c’è c’è…

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Shortlink: http://www.tevac.com/?p=9402

79 Commenti a “La statua ungherese di Steve Jobs (aggiornamento)”

  1. erto 15 dicembre 2011 at 18:43 #

    l’arte è una espressione personale materializzata, ma ci sono dei “ma”… un ferro da stiro su un mattone non è arte, un taglio su una tela o delle righe blu, non sono arte, ma sono fregature; questa statua non è arte, ma è “dai fatemi i complimenti perchè ho raffigurato una divinità, che bravo che sono, più mi dite che sono bravo, più mi eccito”.
    il semplice fato che una novità, in quanto tale sia da classificare come arte è una forzatura della realtà, a questo punto un anziano deceduto ed appeso a dei cavi e lasciato decomporre, messo in un salone con degli intellettuali con gli occhiali grossi, si può definire arte. !?!

    • martyr 15 dicembre 2011 at 19:00 #

      discorsi da bar sport.

    • Filo63 15 dicembre 2011 at 19:53 #

      “Per brevità chiamato artista
      Come un gatto dentro a un canile
      Come un ladro tra i truffatori
      Martire da palcoscenico e vittima d’aprile che macina i cuori
      Che calcola i cani
      E dà la buonanotte ai fiori
      Doppio come un doppio gioco se fosse oggi intendeva domani
      Lo zoppo che cammina dritto e il pittore senza mani
      Invitami stasera a cena basta che mi chiami“
      Parole di una canzone di De Gregori…

      Non abbiamo passato anni a studiare a scuola Letteratura per capire e comprendere l’Arte della scrittura?!? Tutti, obbligatoriamente… Storia dell’Arte no!!! È limitata a pochi istituti superiori ed università…
      Però dicono che la cultura è essenziale per la crescita di un popolo.

      L’Arte non è necessaria, non è funzionale a qualche cosa come un oggetto di Design… Se vuoi la osservi, la leggi, l’ascolti… se puoi la compri!!!

      Se la Graphisoft avesse commissionato ad un poeta i manuali dei propri software poteva essere criticata… se le avesse chiesto una poesia per lasciare un segno del proprio passaggio in questo mondo no…

      L’Arte va contestualizzata nel periodo storico-culturale in cui si è espressa.

      Osservare i tagli sulla tela di Fontana senza conoscerne il percorso artstico-culturale è inutile. Tutti i movimenti artistici hanno trovato feroci critiche per poi essere rivalutati ed elevati sull’olimpo della cultura… anche gli impressionisti furono criticati e non compresi… oggi ci fanno le copertine dei classificatori e quaderni… Sarebbe come cercare di comprendere la fisica quantistica senza studiarla…

      Questo volevo dire nei post precedenti…

      • martyr 15 dicembre 2011 at 20:04 #

        ti dai troppo da fare per cercare di far comprendere a persone che non vogliono capire…

        dai a questi in mano un riproduzione di “amor sacro e amor profano” e questi vedranno solo una donna grassa e nuda e una donna grassa e vestita… l’insieme straordinario di messaggi allegorici che sono racchiusi in quel dipinto sono solo… cazzate. e l’artista è tiziano… figuriamoci un fontana o un pollock.

        • Filo63 15 dicembre 2011 at 20:12 #

          🙂

          Aggiungo… Se mi chiedete se mi emoziona di più un’opera del Goya o una di Hirst… Vi rispondo Goya, ma forse è più un limite che altro… È comunque espressione di un mio gusto personale che non rinnega affatto l’espressione artistica di altri autori…

      • maragines 15 dicembre 2011 at 21:00 #

        Filo tutto comprensibile, condivisibile, ma anche molto banale.
        Il punto è che mi sfugge cosa c’entra tutto questo con lo sguardo un poco beota della statua di sopra e le sue mani alla E.T.

        Probabilmente capiamo benissimo (almeno io lo capisco) tutto il discorso sotto traccia, ma al tempo stesso, ora come ora, la statua mi pare terrificante. Un brillante fallimento di un tentativo apprezzabile…

        • martyr 15 dicembre 2011 at 21:03 #

          molto banale????????? poi sono io quello arrogante…

          • Filo63 16 dicembre 2011 at 10:34 #

            No… Martyr la sua è Arte politica… 😉

            Di qui e di la avendo sempre ragione

          • martyr 16 dicembre 2011 at 12:23 #

            ti ripeto… apprezzo ma non condivido il tuo tentativo di dialogo… non dopo certi messaggi che sono stati scritti. sarò anche ripetitivo ma ad un sasso non puoi insegnare a ballare, la sua vita è una instabile staticità con sporadici e non volontari cambi di posizione 🙂

  2. gigi 16 dicembre 2011 at 19:12 #

    l’arte deve emozionare a me questa opera non emoziona ma schifa, se vuoi obbligarmi a a definirla un opera che senso ha. Perchè piace a te deve piacere al mondo, questo è il più bieco intelletualismo che ci possa essere, volere imporre il proprio punto di vista è proprio da intellettuali.

    • martyr 16 dicembre 2011 at 19:18 #

      l’arte non ti deve nulla!!!

      l’arte prescinde dal tuo gusto personale… se poi non sei neanche una persona che ha ricevuto una istruzione per poter leggere e decodificare i messaggi dell’arte stessa non hai alcun diritto di esprimere un parere diverso da .. mi piace / non mi piace, questo non toglie il fatto che sia un’opera d’arte.

      l’atteggiamento bieco è il rigettare la cultura… non l’intellettualismo quello e’ ridicolo… qua state a fare il processo alla cultura e quello sì è bieco.

  3. Bertalan Iván 16 dicembre 2011 at 19:47 #

    Signori!!!! Siiignooooriii. Eh!

    Se non la smettete di criticare l’artista ungherese vi esploderà la tastiera in 5, 4, 3, 2, 1… jaaajjjjj.

    Noi ungheresi siamo una razza particolare e non c’entra l’arte… 😉
    http://www.cosediscienza.it/varie/25_gli%20ungheresi.htm

    PS. Se volete una gigantografia di S.J. potete stampare una foto, se volete una scultura dovete accettare il modo in cui lo vede l’artista… che vi piaccia o meno.
    A me i lavori di Picasso non dicono niente, c’è chi invece li pagherebbe milioni di euro.

    • maragines 20 dicembre 2011 at 16:40 #

      Bertalan Iván: ma in cosa il lato ungherese è evidente ed essenziale in quest’opera?

      • Bertalan Iván 20 dicembre 2011 at 17:32 #

        È semplice “maragines” (è il tuo nome di battesimo?) visto che hai citato per intero il mio nome e cognome mi sarei aspettato almeno una firma alla fine.

        Siccome gli ungheresi non sono stati compresi nella storia recente, alzi la mano chi conosce il trattato di Trianon, così la maggioranza non comprende neanche il lavoro di quest’artista magiaro.
        Ma probabilmente l’arroganza e la posizione di saccenza che avete assunto in questi commenti non vi avrebbe permesso di fare la differenza neanche con un artista italiano.
        Mi domando però se i lettori di Tevac che hanno impiegato il loro tempo per comunicare il proprio punto di vista sull’arte sono così bravi da proporre e realizzare loro stessi questa statua? Perché se no trovo alquanto inutile questa maniera di impiegare il vostro tempo.
        Questi commenti si trasformano in un discorso dozzinale da cui però in altri commenti spesso dissente la maggioranza. Una contraddizione dettata dai tempi o dagli strumenti utilizzati?

        Non chiedo che questo mio pensiero venga commentato e soprattutto approvato.

        Auguro Buone Feste a tutti,
        Berti

  4. Pier Paolo Bertelli 22 dicembre 2011 at 07:50 #

    A’, sgarbi, te posso tocca’?

  5. Giovanni 22 dicembre 2011 at 10:15 #

    Per me e’ un concetto astratto. Non comprerei un quadro, semplicemente perche’ il valore e’ dato da persone che ‘ne capiscono’, come martyr e non dall’autore stesso. Detto questo e’ curioso, e sicuramente e’ molto comune, ma il cognome dell’artista (qualcuno storcera’ il naso) e’ lo stesso di uno dei soci fondatori di Graphisoft.

    • Filo63 22 dicembre 2011 at 11:23 #

      http://www.graphisoft.com/community/press_zone/jobsstatueunveiled.html

      La Statua è finita… si potranno chiudere così i commenti sull’opera!!!

      Giovanni… sicuro che Erno Toth sia il cognome di uno dei fondatori?

      Per il resto penso di aver già fatto i miei commenti… l’arte non è il quadro che si compra (se non sei un ultra riccone) è cultura… come è cultura certa scrittura, pittura, musica, fotografia, cinematografia… non è facile certo, come non è facile la matematica, la fisica, la biologia… che non siano di 3 media… l’uomo evolve e la cultura fa evolvere il nostro pensiero migliorandoci… la capacità di astrarre un pensiero o un’immagine ci viene dall’arte… altrimenti le donne ci sceglierebbero per gli attributi fisici bassi (ora che ci penso gli istinti sono duri a morire… ;)) il senso dell’Amore sarebbe diverso dal nostro e saremmo spartani di fronte alla disabilità!!!

      P.S. per Bertalan… bello il racconto che hai allegato, spero che tu non consideri l’italiano come un popolo che si è fermato a Fermi… 😉
      Comunque ha le tue origini anche uno dei creatori del computer!!!
      (John Von Neumann)

      Buon Natale a tutti
      Fabio

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