Licenziare o non assumere? Questo è il dilemma…

Manifestazione sindacale

Il caso dei licenziamenti di 4 persone all’Apple Store di Grugliasco (Torino) ha fatto tanto rumore, impossibile non farci caso.

Non è mai un piacere parlare di 4 persone che perdono il posto di lavoro, con la crisi che gira, ma non mi piace come la cosa è stata gestita e ingigantita, soprattutto dai media “ufficiali”.

Le 4 persone in questione stavano facendo un periodo di prova per poi eventualmente essere assunte. Dunque non sono state licenziate, semplicemente non hanno superato il periodo di prova, e questo purtroppo è spiacevole ma succede a molte persone in tutto il mondo.

Non c’è stata nessuna motivazione alla mancata assunzione, che praticamente equivale ad un bel “non idoneità al posto di lavoro”, cosa del tutto lecita da parte del datore di lavoro o di chi per lui. Non credo sia nemmeno obbligatorio, anche se sarebbe per lo meno umanamente auspicabile, fornire spiegazioni. Ma il mondo del lavoro, quando si parla di grandi aziende, il più delle volte di umano ha ben poco.

Detto questo, ho molte perplessità su tutta questa faccenda, ma soprattutto sui media che l’hanno amplificata e sul modo in cui l’hanno fatto.

Alla luce di migliaia di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, padri di famiglia che perdono posti di lavoro ad un’età che difficilmente troveranno alternative, agli operai che protestano sui tetti delle aziende, ha davvero così senso dare tanto volume ad una vicenda del genere?

Ma si tratta di Apple, e qualsiasi cosa riguardi Apple fa spettacolo, positiva o negativa che sia.

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6 Commenti a “Licenziare o non assumere? Questo è il dilemma…”

  1. Puce 3 novembre 2010 at 07:32 #

    Hai centrato in pieno: l’avrei voluto scrivere io, salvo poi sentirmi accusare di “fanboysmo”… ma si sa che, ormai da tempo, ogni occasione è buona per sparare contro Apple.
    Aggiungerei: se anche ci fosse qualche comportamento scorretto, questo andrebbe ricercato (al limite) nei manager di quello store specifico, visto che di AppleStore ne sono stati aperti “non so quanti” nel mondo e solo in questo caso (che mi risulti) è salito agli onori della cronaca una faccenda di questo genere

  2. Riccardo.S 3 novembre 2010 at 09:23 #

    Non assumere al termine del periodo di prova non significa licenziare, il periodo di prova esiste proprio per dare al datore di lavoro l’opportunita` di valutare chi deve assumere, e visto tutto il can can che ha fatto la persona che non e` stata assunta, probabilmente hanno fatto anche bene.

    Personalmente trovo che tutto questa sovraesposizione che hanno fatto i giornali vada poi a danno degli stessi lavoratori.
    Faccio un esempio di una ditta delle mie parti che conosco, si stratta di una piccola tipografia e service, in pratica c’e` il titolare, la moglie altri 6 o 7 dipendenti.
    Ora il titolare avrebbe bisogno di assumere almeno un altra persona, ma continua a rimandare, la storia va avanti da qualche mese con lui che si continua a lamentare, ogni volta che mi vede, la sua risposta quando gli chiesi perche` non assumeva qualcuno e` stata che preferiva non assumere e tirare aventi cosi` perche` una volta assunta una persona poi non sarebbe stato piu` in grado di licenziarla, in caso non gli fosse andata bene, e visto che c’era gia` passato una volta, non voleva ripetere l’esperienza.

    • Ivan 4 novembre 2010 at 08:06 #

      Ma se questa persona ha al massimo 6/7 dipendenti può assumere chi vuole e licenziarlo altrettanto velocemente perchè sotto i 15 dipendenti non si applica l’ articolo 18 dello statuto dei lavoratori che obbliga il reintegro del dipendente in caso di licenziamento senza giusta causa, in sostanza ha le mani libere credi a me…Se poi parliamo di periodi di prova in alcuni settori si arriva fino a 3 anni di prova prima dell’ obbligatorietà dell’ assunzione a tempo indeterminato quindi…
      Ciao
      Ivan

      • Riccardo.S 4 novembre 2010 at 09:00 #

        In teoria si, in pratica a quanto mi ha detto le cose sono ben diverse.
        Quello che succede e` che la persona come minimo ti fa una vertenza sindacale, che indipendentemente da come finisce, comporta per il datore di lavoro, perdita di tempo e soldi, sopratutto soldi.
        Comunque non e` il solo, io negli ultimi anni ne sento tanti di proprietari di piccole attivita` che non assumono perche` poi hanno paura di non poter licenziare, la cosa triste e` che solitamente hanno bisogno di figure con alti livelli di professionalita`

  3. cristianof 3 novembre 2010 at 16:57 #

    Concordo che tutto sto can can gli si ritorga contro. Io avrei dubbi ad assumere uno che se poi non confermo chiama i giornalisti prima ancora di chiedersi se abbia sbagliato qualcosa…

  4. maragines 5 novembre 2010 at 09:59 #

    La piccola tipografia non avrà l’applicazione dello Statuto dei lavoratori, ovviamente (almeno non in tutte le sue parti), ma questo non significa il far west, né significa piena libertà di licenziare qualcuno. L’art. 18 della L.300/70 è un articolo famoso (anche molto criticabile nella sostanza e negli effetti), ma non è il fondamento della tutela da licenziamenti discriminatori o illegittimi.

    La L. 604/66 si applica senza limiti dimensionali ai datori di lavoro tutti. E personalmente, se trovo l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori una mostruosità sciocca, non posso che ammirare l’efficacia e la straordinaria robustezza della legge 604 che è innanzitutto scritta bene.

    Quanto ad Apple se n’è parlato pure sul forum: mi pare un caso di pessima informazione giornalistica, mi pare sia un caso del tutto “inventato” e dove si è data voce ai non confermati in modo totalmente acritico e quindi prendendo posizione in modo assai criticabile per chi, nel fare informazione, dovrebbe esporre innanzitutto i fatti e non sposare una parte.

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