Lion: l’essenziale è invisibile all’occhio

fabriziovenerandi

Ieri (per chi scrive) è uscito il tanto annunciato nuovo sistema operativo di apple, 10.7 in codice Lion. Ci sarebbero molte cose da dire su questo nuovo sistema che nasce in realtà come aggiornamento di un sistema operativo, che era a sua volta un aggiornamento di quello precedente, Leopard. Le cose da dire sarebbero così tante che Siracusa, giornalista di Ars Tecnica, ne ha scritto un lungo lungo articolo (diciannove pagine web abbastanza dense), leggibile gratuitamente sul sito, oppure –è questa una grossa novità– acquistabile come ebook per Kindle sul sito di Amazon. E non si tratta di un obolo simbolico di .99, ma di ben 5 dollari che diventano 8 in Italia (penso per via dei contratti con gli operatori mobili che amazon utilizza nella nostra nazione). Si tratta di una operazione molto interessante per quel che riguarda l’editoria digitale: io editore ti offro gratuitamente diciannove pagine di recensione che puoi leggere gratuitamente sul mio sito. Ma ti offro contemporaneamente il servizio che ti permette di leggertele con comodo sul tuo Kindle o su qualunque altra device che abbia il programma di lettura di Kindle. La seconda cosa interessante di questa operazione è che non si vende un libro, ma un contenuto. Non è un libro su Lion, ma un contenuto, una notizia i cui contorni letterari sono alquanto grigi, dal punto di vista editoriale: saggio breve? Istant book? Opuscolo? La normale classificazione cartacea non è più adeguata a definire quello che ormai è un contenuto digitale e basta: è un pezzo di Siracusa. C’è un ultimo aspetto significativo: la scelta di Kindle come canale di vendita di un ebook su un Os apple, invece dell’Ibooks della casa di Cupertino. Evidentemente lo store monopiattaforma e con drm proprietari di Apple non appare ad Ars Tecnica un buon posto dove poter vendere contenuti al pubblico dei suoi lettori.

Altra piccola spigolatura è quella relativa agli X-Code che mostra come Apple da subito spinga per un passaggio forzoso a Lion. Ieri si leggeva in rete che X-Code 4.1, l’ambiente di sviluppo per Os apple, è diventato gratuito. In realtà gli X-Code erano sempre stati gratuiti fino a qualche mese fa quando apple aveva messo sulla release 4 un dazio qualche dollaro. Da ieri sono tornati gratuiti. Almeno apparentemente. Perché a ben vedere la gratuita degli X-Code è legata all’acquisto di Lion, e quindi al passaggio al nuovo Os di Apple. Se si cercano gli X-Code sull’App Store utilizzando Snow Leopard, si trovano sì nella versione gratuita 4.1, ma solo per Lion. Per poterli avere nella versione 4.0 per Snow Leopard bisognerebbe pagare 99 dollari e diventare membri di uno dei Developer Program di apple. Tanto vale passare a Lion che costa meno, potrebbe pensare chi vuole sviluppare per conto proprio.

In ultimo: è uscita quasi sotto silenzio una delle macchine più innovative di apple da sempre, il nuovo macmini. Un parallelepipedo. Niente tastiera, niente monitor, nessun drive di lettura o scrittura (se non quello per le schedine SD). Solo alcune porte di connessione. Un blocco monolitico con l’essenziale per un computing che, come insegnano, è invisibile all’occhio.

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5 Commenti a “Lion: l’essenziale è invisibile all’occhio”

  1. adriano 22 luglio 2011 at 01:07 #

    Altre spigolature…

    mentre è uscita quella macchinetta prodigiosa detta macmini diet, è uscita (ma in direzione inversa) anche l’altra macchinetta prodigiosa detta macbook bianco di plastica, economico (si fa per dire) ma in grado di fare tutto e meglio di quel mingherlino buono a nulla che sta sempre con la testa per air…

    e come per X-Code 4.1, ecco che arriva Safari 5.1. Che bello! un sacco di cose carine… ma che vanno solo se compri Lion!

    Che peccato! La funzione di navigazione a schermo intero sarebbe carina… ma è solo per i leoni…
    ma per fortuna, Google Chrome ha già da un po’ questa funzione…

    Che peccato! Le funzioni Reading List+Reader sembrano comode… poi RL si sincronizzerebbe con iPhone… ma solo quando arriverà iOS 5…
    ma per fortuna, Google Reader esiste da una vita, ed è certamente molto più funzionale, inoltre non ha bisogno di attender alcun iOS futuro nè di sincronismi, perche’ G.Reader è pura nuvola… (quella che steve, vorrebbe… ma non puo’…)

    E vogliamo parlare del papavero di safari 5.1, ehm… ‘popover’, pardon! Sarà che non l’ho visto in azione… ma dalla descrizione, anche questo mi ricorda molto come Google Chrome gestisce i download… ma evidentemente mi sbaglio, perche’ per quella funzione di Chrome non è necessario avere Lion, mentre invece Safari vuole proprio il leone. Ergo, non possono essere due funzioni simili.

    Morale: se è da un po’ di tempo che Google Chrome ha mandato in pensione Firefox, che a sua volta aveva già mandato in pensione Safari come browser preferito sul mio Mac…. un motivo ci sarà! ^__^

  2. nutsmuggler 22 luglio 2011 at 09:20 #

    Se ti piace l’idea della Reading List ti consiglio Instapaper:

    http://www.instapaper.com/

    Fa la stessa cosa, da anni, funziona anche su web ma ha una app iPad/iPhone meravigliosa.

  3. Roberto Rota 22 luglio 2011 at 10:31 #

    belìn, se la scoprivo prima per l’ipad ero un pochino più felice…

    ;)

    rob

  4. Nicola D'Agostino 25 luglio 2011 at 16:10 #

    “Per poterli avere nella versione 4.0 per Snow Leopard bisognerebbe pagare 99 dollari e diventare membri di uno dei Developer Program di apple. Tanto vale passare a Lion che costa meno, potrebbe pensare chi vuole sviluppare per conto proprio.”

    Non è più possibile scaricarli con l’account da developer gratuito?

    nda

    • fabriziovenerandi 25 luglio 2011 at 16:16 #

      l’account gratuito dà la possibilità di scaricare la versione 3.x
      con l’uscita del 4.x hanno messo ‘a pagamento’ l’ultima release degli Xtools , salvo poi togliere il dazio per chi compra tiger, e aumentare il prezzo da cinque euro a 99 dollari per chi ha i sistemi precedenti.
      o almeno così pare a me andando a provare lo scaricamento dalle diverse pagine apple, felice di essere smentito.

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