Mac in rack, di necessità virtù…

Mentre Cupertino continua con il suo silenzio riguardo i server di rete, dopo l’ingloriosa fine di Xserve, e continuando ad offrire come hardware per Mac OS X Server i Mac Pro e i Mac mini, in versioni opportunamente trasformate, c’è chi si ingegna per salvare il salvabile e magari guadagnarci pure un po’.

Come Sonnet, che per 169 Dollari US offre questo modulo rack 1U (1 unità), capace di contenere due Mac mini riducendo al minimo l’ingombro, solitamente costoso, negli armadi tecnologici.

Il problema è semplice: portare un server in un centro dati, una web-farm o un housing di qualsiasi genere, nella stragrande maggioranza dei casi è richiesto che il server sia rack compatibile. Il prezzo del servizio viene anche calcolato in virtù dello spazio occupato negli armadi tecnologici.

Mac mini in rack secondo Sonnet

Predisposto per offrire la massima accessibilità per amministrazione e manutenzione ai due computer ospitati, oltre ad una buona stabilità, questo modulo può essere certo una soluzione interessante per chi decidesse di usufruire di una batteria di Mac mini per gestire i propri servizi. Non risolve però il problema dell’alimentazione ridondante assente.

L’alternativa è usare i classici vassoi per armadi, occupano anche loro lo spazio minimo di 1 unità, ma  i Mac mini risulterebbero molto “mobili”, non ancorati da nessuna parte, e i cavi penzolerebbero ovunque. Gli amministratori di centri dati solitamente non gradiscono.

Per i Mac Pro la faccenda si complica…

Viste le loro dimensioni, i Mac Pro  per stare in un armadio ed essere comunque accessibili, mantenendoli verticali per permettere l’utilizzo delle unità ottiche, necessitano di soluzioni particolari, come questa. Ce ne stanno due, ma l’occupazione arriva a ben 12U, 12 unità.

Nulla vieta, ben inteso, di mettere i Mac mini in verticale o sfruttando tutta la profondità dell’armadio, o i Mac Pro in orizzontale, si guadagnano in tutti i casi un po’ di unità, ma lo si può fare se la sala server la si gestisce in prima persona, oppure se il fornitore è molto compiacente, altrimenti sono problemi ogni volta che uno di questi Mac necessita di manutenzione.

Mac mini verticali Mac mini rack 2 Mac mini rack 3

In queste foto qui sopra, prese da Internet, alcuni esempi di soluzioni riguardanti i Mac mini.

L’importanza della ridondanza, ovvero perché Mac mini e Mac pro non possono fare da server, non sempre.

Comunque li si voglia disporre, Mac Mini e Mac Pro, rimane sempre l’insormontabile problema della garanzia di continuità del servizio.

Capiamoci: sono sicurissimo che se ne utilizzassimo uno come server sarebbe veloce e affidabile, e non darebbe problemi per anni. Ma che funzionino bene come server è una cosa, che siano considerabili altamente affidabili è un’altra cosa, che non dipende solo dalla bontà dell’hardware, che non manca.

Mi spiego meglio, per i non addetti ai lavori: se io decido di mettere un server di rete come quello che distribuisce Tevac su un Mac mini, e qualcuno ricorderà che l’ho già fatto in passato (come pure su un iMac in prestito quando ci sono stati problemi con il server), posso anche permettermi il lusso di rischiare uno spegnimento per qualche ora se l’alimentatore si frigge, per giorni intero, o anche di più, perché occorre tener conto anche del tempo necessario al ripristino, rimediare un alimentatore di ricambio o trasferire il tutto su un altro Mac.

Qui nessuno paga, nessun servizio è vitale e fondamentale, c’è solo il dispiacere per il disagio causato ai lettori abituali.

Metti invece che il server gestisca dei servizi importanti che non devono essere interrotti per nessun motivo, un servizio di telemedicina per le emergenze cardiache, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente, tutto deve essere ridondante, doppio o anche di più. Dall’alimentazione, un server deve avere due alimentatori collegati a due linee elettriche differenti e protette, a diversi canali di accesso, ai dati distribuiti in RAID su SAN, etc etc.

Su Mac Pro e Mac mini non è possibile avere l’alimentazione ridondante, e già qui ci impantaniamo.

Ecco perché di tanto in tanto mi ritrovo a ribadire, a costo di diventare noioso, che nonostante la bontà delle macchine in questione Mac mini e Mac Pro non possono essere presi in considerazione in servizi di alta affidabilità.

Shortlink: http://www.tevac.com/?p=7125

3 Commenti a “Mac in rack, di necessità virtù…”

  1. wallybear 9 febbraio 2011 at 02:33 #

    Per assurdo è molto più banale avere l’alimentazione ridondante sui Mini che sui Mac Pro.
    Grazie al fatto che il Mini ha l’alimentatore esterno realizzare una alimentazione ridondante per un Mini è solo questione di utilizzare due alimentatori e un minimo (ma proprio minimo) di elettronica di gestione.
    Penso che prestp qualche piccolo produttore intraprendente proporrà una soluzione del genere che sfrutta due alimentatori standard di Apple o addirittura produrrà un alimentatore ridondante ad hoc.

  2. Andrea Posarelli 9 febbraio 2011 at 09:48 #

    Dunque, l’oggetto e’ interessante, se non altro dimostra che c’e’ un pur minimo movimento intorno ai Mac mini, se non come “muli” aziendali, almeno come server web/mail ecc (pur coi limiti a volte veramente fastidiosi della piattaforma).

    Se non erro il prodotto ospita fino a due Mac mini e qui c’e’ gia un piccolo problema: sono un po pochini per sprecare un intera unita’ di un rack (ma forse se ne potrebbe mettere due su un unico rack, bisognerebbe vedere).
    Inoltre il costo non e’ proprio bassissimo.

    Tutto sommato alla fine preferisco ancorare in qualche modo i Mac mini su un ripiano 1U, in quel modo, se ne possono mettere anche 6 su una profondita’ standard di 90 cm. (i nuovi sono profondi 20 cm, e non hanno alimentatore esterno).
    Il problema dei cavi sui nuovi macmini e’ relativo, si possono incanalare e fascettare.

    Rimane intero il problema della ridondanza di alimentazione, c’e’ poco da fare.
    Adesso avendo anche internamente l’alimentatore, non si puo’ neanche provvedere come suggerito dall’altro commentatore, con qualche tecnica artigianale.

    Comunque si puo’ ovviare con tecniche di clustering dei servizi, di proxy, di bilanciamento ecc. a secondo dei servizi utilizzati.
    Oppure se il Data Center dispone di personale reattivo e disponibile 24×365 si puo’ tenere un Mac mini di backup configurato come replica (si possono adottare varie tecniche).

    • wallybear 10 febbraio 2011 at 14:45 #

      Sì, purtroppo con i nuovi Mini l’aver messo internamente l’alimentatore, per quanto comodo nell’uso normale, ha eliminato la possibilità di fare un alimentatore ridondante.
      La tecnica suggerita non era artigianale, qualche produttore avrebbe potuto agevolmente commercializzarla. Ma ora che l’alimentatore è interno…

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