Mi dia due Mega e mezzo, in fettine sottili sottili

Oggi i documenti informatici si trasferiscono con una facilità molto maggiore che non quando l’unico strumento esistente era l’allegato ad un messaggio di posta elettronica, limitato, magari, ai 10 Mb. Quello di cui sto per parlare potrà sembrare quindi un espediente antiquato ed inattuale, eppure talvolta può ancora servire (tralasciando internet, per esempio, per archiviare dei documenti molto ingombranti): quando serve, come si fa a dividere un file voluminoso in sezioni più facili da festire?

Smontare il vostro bene, per poi rimontarlo a tempo debito è molto più facile da farsi con i bit che non con i mobili di casa, sì, lo garantisco: grazie alle informazioni date e ricevute da David Bosman sul suo blog, il procedimento non teme confronti, anche se state pensando ai mobili accompagnati da istruzioni dettagliate.

Non vi spaventi l’icona di MacHacha: il procedimento è incruento e, soprattutto, semplice.
Equipaggiato di un buon pannello di preferenze, MacHacha si vi chiede subito istruzioni su come lavorare, non appena dite che il documento da affettare deve essere aperto con questo programma (scegliete Apri con dal menu che vi viene proposto ad un clic destro sul file). Una volta che avrete determinato in che maniera procedere e dove salvare il prodotto, tutto sarà eseguito rapidamente.


Il pannello delle preferenze di MacHacha


Smontare un documento con MacHacha: prima di operare, il programma chiede un’ultima precisazione


Il mio documento smontato in nove pezzi

A rompere son capaci tutti, ma per rimettere insieme i cocci serve più ingegno, c’è da dire. Come funziona MacHacha quando deve ritornare sui propri passi? Bene e semplicemente anche in questo caso: prendete il primo pezzo della serie ed apritelo con MacHacha e… e basta!

Prima che vi lanciate su MacHacha (che ha il grande vantaggio di essere interoperabile, presente anche per Linux e Windows), un’ultima segnalazione, tratta direttamente dal manuale di aiuto (tuttavia dovrebbe riguardare solo Tiger):

Why my app -usually Photoshop 7.0- is opened with MacHacha!!????
Obviously, the OS will associate any file with .0 extension to MacHacha. So, just let know the OS your copy of Photoshop 7.0 is an app. Rename it:
Photoshop 7.0 –> Photoshop 7.0.app
Keep in mind that the OS will associate to MacHacha by default any file with the following extensions: .0, .000, .001, .machacha and .exe. If you don’t wish such a behaviour, associate manually such extension to whatever app you like.

E se Tevac si ferma qui, per andare oltre c’è sempre la possibilità di rivolgersi allo sviluppatore:

Drop me a note. MacHacha is open-source and I will share both its source and any info concerning to it.

Se però per un qualche motivo non vi piace MacHacha, potete fare tutto molto semplicemente con Terminale (in effetti è più rapido e semplice), un metodo funzionale se si interagisce con utenti Mac o Linux (ma non Windows). La scelta più efficace è porre il vostro documento nella cartella Home (sulla quale agisce il Terminale, salvo precisazioni diverse) e, per intervenire sul documento questo.pdf sezionandolo in porzioni da due Mb ciascuno, usate questo comando:

split -b 2000k questo.pdf brandello

Il documento verrà triturato nel numero di pezzi necessario, ciascuno sarà rinominato brandello (ma potete scegliere il nome che volete, anche Tevacilsupersito) seguiti da un codice alfabetico progressivo, da aa a xx.

E di nuovo, se si rompe, bisogna sapere aggiustare. Si fa così:

cat brandello?? > nome-del-documento-riassemblato.estensione

Ovviamente se i pezzi del documento non si chiamano brandello, adeguate di conseguenza il comando.

Voi quale metodo preferite?

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Shortlink: http://www.tevac.com/?p=9202

4 Commenti a “Mi dia due Mega e mezzo, in fettine sottili sottili”

  1. maragines 20 novembre 2011 at 13:15 #

    Stupendo!

  2. Signor D 20 novembre 2011 at 14:00 #

    Sì, intrigante!

    D

  3. Daniele Pitrolo 21 novembre 2011 at 14:47 #

    Postilla.

    Questo è il fratello per Linux: http://hacha-for-linux.softonic.com/linux
    Quello per Windows si chiama semplicemente Hacha.

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  1. Documenti (troppo) ingombranti da gestire | Zeriuno - 21 novembre 2011

    […] nel caso di FStream, anche questo articolo è pubblicato su Tevac1, gli altri dovrebbero seguire qui. Un certo Roberto (un nome a caso) che legge in silenzio e non […]

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