Milano dice NO! al cubo di Apple

Simone Martini Gentile

Il sogno dei MacUser milanesi non è mai stato così vicino. Apple avrebbe comunicato al comune di Milano di voler costruire una versione meneghina del famosissimo cubo sulla quinta strada a New York, niente di meno che in Piazza Duomo.

Un cubo alto circa dieci metri con ingresso al piano inferiore e aperto 24h su 24 proprio come è la politica del gemello newyorkese. Una meta di pellegrinaggio per milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Più fotografato dei grattacieli, palazzi e luoghi di culto della grande mela (la città, non l’azienda), con un fatturato per metro quadro superiore allo storico Tiffany

Ma a tutto questo il comune di Milano ha detto no. Piazza Duomo è un patrimonio storico di importanza mondiale e costruire un cubo di vetro stonerebbe con l’ambiente circostante. Milano sarebbe felice di accogliere un Apple Store,  ma preferirebbe qualcosa di più sobrio. Quindi, che Steve Jobs si trovi un altro spazio.

E così ci siamo persi un’occasione unica. Verissimo che Piazza Duomo è un patrimonio e che forse quel cubo si swarowsky c’entrerebbe poco, ma la vera paura della giunta, secondo me, sta nel fatto che quella piazza potrebbe diventare nell’immaginario mondiale, Piazza Apple e distogliendo l’attenzione dal Duomo e dal resto della bellissima piazza.
D’altro canto quel cubo potrebbe alimentare il desiderio dei turisti stranieri di fare una visitina a Milano prima di passare per le più ambite Venezia, Toscana o Roma, La città di Milano, per quanto bella, non è proprio una meta a misura di turista. E quel “negozietto” avrebbe potuto ridarle lo smalto di un tempo, quando la chiamavamo “la Milano da bere”.
Per non parlare del prestigio che alla piazza comincia a mancare, e della maggiore sicurezza a tutte le ore visto gli orari di “non chiusura” dello store.

Insomma, quando tutto il mondo farebbe a gara per un’occasione del genere noi la rifiutiamo. Forse ci meritiamo davvero quei rumorosi negozi nei centri commerciali. L’importante però è non lamentarsi se la gente non frequenta più le piazze che hanno reso famoso il nostro paese, come si faceva un tempo.

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12 Commenti a “Milano dice NO! al cubo di Apple”

  1. kikkokilo 1 maggio 2010 at 10:42 #

    Facciamo attenzione per favore…..
    Da un lato ci possono essere tante critiche alla gestione dei meccanismi economici e culturali dei nostri politici, ma dall’altro c’è comunque una speculazione da parte di Apple che intende “piazzarsi” davanti ad un edificio di indiscutibile valore storico.
    Poco importa la valenza architettonica del “cubo”, se proprio vogliamo fare una cosa bella allora “rubiamo” l’idea del cubo, ne facciamo un luogo di cultura e interscambio etnico, creiamo una appetibilità per i giovani che faranno VIVERE la piazza a tutte le ore.
    Insomma chi se ne frega della Apple, NOI siamo ITALIANI e non mettiamo MARCHI sulla nostra cultura.

    A questo punto anche la Coca Cola potrebbe chiamare il piu grande architetto al mondo per piazzare un suo chiosco vendita al centro di piazza del Vaticano.

    Queste sono le stupidaggini che solo gli USA possono proporre, poveri di storia e di cultura.

    Non mi meraviglierei se Apple SMENTISSE categoricamente questa “brutta proposta”.

  2. cappecar 1 maggio 2010 at 10:42 #

    Io sono sicuramente un fan apple. Uso con molta soddisfazione vari suoi prodotti (anche se non recentissimi) e adoro il suo style (sia estetico sia nel sw).
    Tuttavia aprire il “cubo” in piazza duomo a Milano mi sembra un capriccio. Sarebbe sicuramente fuori dal contesto del corredo urbano ed avrebbe un impatto (come anche citato nell’articolo) sicuramente destabilizzante sull’importanza della piazza.
    Credo che Apple dovrebbe scegliere se adattarsi al rispetto urbano della piazza e costruire uno stupendo store, o scegliere un’altra location (ed a Milano non mancherebbero) per il suo Cubo.

    Apple stessa conosce bene il concetto di coerenza di stile, è la prima a rifiutare nel suo store qualsiasi applicazione che non è conforme alla tematizzazione di Cupertino. Non ho letto il comunicato ufficiale Apple, ma se avesse usato un tono polemico sulla respinta da parte del comune sarebbe decisamente un comportamento ipocrita.

  3. dataghoul 1 maggio 2010 at 11:13 #

    io però su una altro sito leggo una versione diferente della storia, e cioè che nessuno si è mai sognato di chiedere di costruire il cubo in piazza Duomo:

    http://www.macitynet.it/macity/articolo/CushmanWakefield-Mai-pensato-ad-un-cubo-in-piazza-Duomo/aA43505

    “Né Apple né Cushman&Wakefield, il broker immobiliare della Mela, hanno mai pensato di realizzare un cubo in cristallo in piazza Duomo e nessun rappresentante delle due società ha mai parlato con i giornalisti.”

    dova sta, quindi, la verità?

  4. robyv 2 maggio 2010 at 18:22 #

    dova sta, quindi, la verità?

    Dovendo scegliere fra Macity e “La Repubblica” … scelgo Macity

  5. pentolino 3 maggio 2010 at 10:34 #

    Premetto che non sono di Milano, quindi ragiono come se il cubo lo volessero costruire davanti a San Petronio, a cui penso si possa applicare più o meno lo stesso ragionamento (anche Bologna è una meta turistica di “seconda classe” come Milano rispetto ai luoghi citati nell’ articolo).

    Detto semplicemente sarebbe un pugno in un occhio perchè completamente fuori contesto; insomma una situazione molto diversa da quella che ho visto a New York dove il cubo si inserisce in un contesto comunque del ventesimo/ventunesimo secolo.
    Che poi possa avere risvolti positivi sul turismo è probabile, ma per favore teniamoci le bellissime piazze italiane con il loro intramontabile fascino invece che coprirle di cemento, vetro e acciaio

  6. wallybear 3 maggio 2010 at 11:24 #

    Strano, si sono limitati, pensavo volessero fare un Apple Store DENTRO al Duomo…

  7. dataghoul 3 maggio 2010 at 17:34 #

    @robyv: anche io.
    ;)

  8. dataghoul 3 maggio 2010 at 17:35 #

    wallybear :
    Strano, si sono limitati, pensavo volessero fare un Apple Store DENTRO al Duomo…

    beh, in quel caso non avrebbe “rovinato” la piazza, come qualcuno sostiene…

  9. dataghoul 3 maggio 2010 at 17:37 #

    pentolino :
    ma per favore teniamoci le bellissime piazze italiane con il loro intramontabile fascino invece che coprirle di cemento, vetro e acciaio

    a me risulta che l’intero paese sia stato ricoperto da oscene colate di cemento, grazie anche (o soprattutto) all’ignavia degli italiani, ma forse mi sono perso qualcosa…
    8-)

  10. pentolino 3 maggio 2010 at 17:51 #

    dataghoul :
    a me risulta che l’intero paese sia stato ricoperto da oscene colate di cemento, grazie anche (o soprattutto) all’ignavia degli italiani, ma forse mi sono perso qualcosa…

    beh però non mi sembra una buona idea per cementare quel poco di decente che è rimasto… :-)

  11. Riccardo.S 3 maggio 2010 at 18:07 #

    @dataghoul
    Quello che mi fa` rabbia e` che nelle altre grandi capitali europee tipo Londra, o Parigi, ma anche Vienna, Dublino, Monaco, lasciando perdere Berlino che e` un caso molto particolare, si costruiscono bellissimi nuovi palazzi ed strutture, mentre in Italia ogni volta che qualcuno ci prova viene lapidato dicendo che non si posso toccare le bellissime piazze italiane, peccato che il piu` delle volte queste piazze siano ins tato di abbandono, oppure “ristrutturate” in maniera orribile, vedasi Piazza Santa Maria Novella a Firenze.
    Quello che fa` rabbia e che spesso all’estero, si affidano a progettisti o studi italiani, mentre in Italia quando si costruisce qualcosa di nuovo la maggior parte delle volte sono obrobri indescrivibili di cemento senza alcun stile o bellezza.

  12. maragines 3 maggio 2010 at 20:44 #

    Ma suvvia, è ovvio che è un pesce d’aprile in ritardo.

    E comunque, dovendo scegliere, meglio farlo dentro il Castello Sforzesco. Si spiana tutto intorno e si fa un bel pratone, con linea wi-fi diffusa sull’erba. Vuoi mettere provare il nuovo acquisto nel parco cittadino che si ricaverebbe dentro il Castello?

    Per richiamare turisti comunque, va bene anche ricominciare con le lotte dei Gladiatori. Perché no? Son tanto carucci i gladiatori, e poi quando non combattono ci fanno manutenzione alle autostrade!

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