No alla censura

Roberto Rota

No alla censura AgCom

Ancora lo spauracchio della censura sul web, la rete fa sempre paura al potere.
Condivido l’idea di Paolo Attivissimo, l’ultima delle citazioni che seguono: noi siamo in tanti, loro in pochi….

Se possibile, se ti va: leggi, contribuisci, condividi e fai girare!

“Cosa prevede la delibera [Tratto dalla sintesi di www.valigiablu.it] Secondo la delibera AGCOM, se il titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito (senza distinzione tra portali, banche dati, siti privati, blog, a scopo di lucro o meno) può chiederne la rimozione al gestore. Che, «se la richiesta apparisse fondata», avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere. CINQUE GIORNI PER IL CONTRADDITTORIO. Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe, secondo la delibera ancora in bozza, rivolgersi all’Authority che «effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni», comunicandone l’avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. E in caso di esito negativo, l’Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti. Per i siti esteri, «in casi estremi e previo contraddittorio», è prevista «l’inibizione del nome del sito web», prosegue l’allegato B della delibera, «ovvero dell’indirizzo Ip, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia».”
Fonte: www.agoradigitale.org/nocensura

“Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.”
Fonte: sitononraggiungibile.it

“Può un authority con lance spuntate farsi largo e ordine su una questione ampia e complicata come il diritto d’autore in Rete? Può questa Agcom riuscire a fare gli interessi dei tutelati? Ovvero i cittadini?
Eppure, guardate, la faccenda in fondo è molto semplice. Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che nei prossimi giorni secondo i piani dovrebbe diventare il soggetto amministrativo in grado di decidere quali siti web gli italiani potranno vedere e quali dovranno essere censurati per violazione del copyright, ha un solo unico grande problema. È, da sempre e non solo da quando è presieduta da Corrado Calabrò, una autorità senza alcuna autorevolezza.”
Fonte: Massimo Mantellini – Punto Informatico

“Viene da chiedersi come qualunque cittadino della Rete possa assistere senza far niente a questa devastazione dei suoi diritti, continuando magari a dedicare il suo tempo ad aggiornare il profilo di Facebook.
Ma si sa, nelle comunità sociali commerciali la censura è praticata correntemente, talvolta in maniera clamorosa, talvolta in maniera sottile e strisciante, e suscita al massimo scandali momentanei e circoscritti.
Forse, dopotutto, la Rete come l’avevano concepita i suoi padri proprio non ce la meritiamo, ed ha ragione V quando dice che “… se cerchiamo un colpevole, dobbiamo solo guardarci allo specchio”.”
Fonte: Marco Calamari – Punto Informatico

“A mio avviso ci sono due modi per far fallire in modo elegante e civile quest’ennesimo giro di giostra. Il primo è sommergere l’Agcom di segnalazioni di presunte violazioni. Noi siamo in tanti; loro sono in pochi. Basta qualche decina di migliaia di segnalazioni per mandare in tilt il sistema e ricordare a questi asini digitali che stanno cercando di vietare al vento di soffiare e stanno ragionando ancora in termini di piombo in tipografia anziché di bit nella Rete.”
Fonte: Paolo Attivissimo – Il Disinformatico

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Un Commento a “No alla censura”

  1. maragines 5 luglio 2011 at 20:37 #

    La cosa più agghiacciante di questo progetto presentato con la disinvoltura con cui gli asini ragliano è che si travalica del tutto il ruolo e il principio delle così dette Autorità Indipendenti.

    Quando furono istituite da più parti si disse che era una buona cosa, ricordo che i costituzionalisti che facevano della comparazione non una pratica da bar, dissero che era un ottima cosa introdurre nel nostro ordinamento e negli ordinamenti francesi un istituto che nella Scandinavia aveva più volte mostrato di funzionare.

    Ma un altolà deciso venne dagli amministrativisti: loro erano molto restii ad accogliere con entusiasmo questa novità perché infrangeva, secondo loro, un paio di principi importanti dell’attività amministrativa che, da un lato non può essere indipendente (ma imparziale, concetto differente ma significativo), dall’altro perché si metteva in crisi un percorso che in Italia era purtroppo iniziato solo nel 1870 (grazie a Silvio Spaventa) e che aveva preso reale importanza solo dopo cento anni con la creazione dei TAR. Quale percorso? Semplice: la giustiziabilità delle decisioni della p.a., il cittadino aveva un rimedio utile contro lo strapotere della p.a.: rivolgersi ad un giudice specializzato che potesse spiegare alla pubblica amministrazione cosa era realmente giusto e cosa no.

    Le autorità indipendenti, proprio perché extra ordinem sin dall’inizio si sono poste come un momento di rottura nei confronti di questo percorso (e per questo a molto amministrativisti non sono piaciute): come fa un cittadino ad essere garantito da un’autorità indipendente? Gli è difficile innanzitutto perché queste stanno a Roma (e quindi al Tar Lazio si devolvono le loro faccende, non comodissimo per il cittadino di Mondovì), e in secondo luogo perché l’indipendenza e la presunta agilità del loro operato ha comportato spesso una mancanza di contraddittorio o comunque una forte diminuzione di quelle garanzie processuali che anche in campo amministrativo è stato faticoso introdurre.

    Ma, si disse, “Cosa andate pensando!”, le Autorità indipendenti sono create a favore dei cittadini, non contro di loro! (l’Ombudsman in effetti lo sarebbe). Sono contro i potentati economici si disse anche (come se questi non sono comunque persone giuridiche che godono di diritti uguali ai cittadini), e quindi devono procedere in modo rapido e veloce.

    Beh, ora abbiamo un’autorità indipendente che si prepara a varare un progetto che del tutto e completamente è a favore di non meglio precisati diritti d’autore. Un progetto che si pone come una tutela alternativa a quella processuale (che, non dimentichiamolo continuerebbe ad esistere e non è stata abrogata), e che per giunta agisce del tutto fuori dalle garanzie di un ordinamento. Attuando di fatto una lesione del diritto di cronaca dei cittadini…

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