Noleggio film di iTunes un (altro) mercato che muore?

Qualche giorno fa iTunes ha lanciato finalmente il servizio di noleggio (e vendita) dei film. Quello che fino ad ora abbiamo potuto fare (e fatto) con la musica, adesso si apre anche ai film che non solo vengono venduti ma vengono anche noleggiati. I film mi piacciono da sempre, e ho sempre usato i miei computer anche per vedere film, sia comprandone sia prendendoli in prestito da amici, parenti e biblioteche. In molte delle città dove ho abitato ho avuto una tessera per il videonoleggio di Dvd più vicino a casa mia e spesso ho usato a piene mani la possibilità di noleggiare dvd e vederli in casa. Il mio iMac con monitor di 24 pollici guarda una scrivania alla quale lavoro, ma basta ruotarlo di 160 gradi circa perché guardi un comodo divano sul quale ho visto molti capolavori recenti (e no) della cinematografia mondiale.

Va da sé che quindi la funzione “noleggio” di iTunes promessami da Apple diversi anni fa e giuntami con molto ritardo rispetto alle promesse è una cosa che giunge gradita. Per la comodità di potere sfogliare il catalogo da Internet su iTunes e noleggiare (o acquistare) il film senza nemmeno uscire di casa. I vantaggi mi pare siano evidenti per tutti, ma quello a  cui solo in un secondo momento ho iniziato a riflettere è che questi vantaggi sono, notevole a dirsi, anche squisitamente economici.

iTunes movie store - Film su  iTunes

Il noleggio di dvd è, normalmente, a € 2,99, tolta la comodità il prezzo mi pare seriamente competitivo rispetto a qualsiasi noleggio di dvd che io conosca. Ci sono, in alcuni posti, in effetti, tariffe che arrivano a un’euro e mezzo, tuttavia per accedervi non solo bisogna  restringere il tempo di noleggio alle sei ore (e non è facile!) ma in più spesso è richiesto di “ricaricare” la tessera per il videonoleggio di un quantitativo non indifferente di denaro (cinquanta euro nel caso che ho in mente). Ne deduco che si preparano tempi grami per i videonoleggiatori così come tempi grami sono venuti a suo tempo per chi vendeva Cd dato che la scelta di iTunes ha oltre che aspetti economicamente vantaggiosi anche molte comodità impareggiabili per chi è in grado di utilizzare abitualmente un computer.

Oggi (29/11/10), mi è arrivato nella casella di posta elettronica un messaggio pubblicitario proveniente da Hoepli che segnala, tra l’altro, l’esistenza di un ricco catalogo di Dvd in vendita. Nella loro Pagina principale dedicata ai Dvd spicca la possibilità di comprare Iron Man 2 a soli 19,98 euro (orpo!), con uno sconto pari a ben il 20% del prezzo pieno (ma praticato da chi? Mi chiedo io). La segnalazione è forse stuzzicante per tutti quelli che non hanno consultato il catalogo di film di iTunes Store, in quel catalogo in fatti Iron Man 2, è disponibile per il noleggio e per la vendita. I prezzi? 13,99 euro per la vendita e 3,99 euro per il noleggio, insomma, stando a quel che dice Hoepli, su iTunes Store lo sconto è del 50%, non del venti…

Alla Hoepli se ne sono accorti?

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29 Commenti a “Noleggio film di iTunes un (altro) mercato che muore?”

  1. blueknight 29 novembre 2010 at 16:07 #

    La Hoepli – ed altri – stanno mandando coupon di sconto a destra e a manca, in questo caso per libri, presumo dovuto all’effetto Amazon.it.

    Per quanto mi riguarda, ho smesso di comprare cose dall’iTunes Store: non ritengo tollerabile il meccanismo di DRM, non per la parte che impedisce di effettuare copie o tracciare chi ha acquistato un brano – cosa ragionevole – ma per la parte che mi impone di usare iTunes per riprodurle. Una volta comprate, una volta stabilito che le ascolto solo io, devo poterle ascoltare con una qualsiasi tecnologia a mia disposizione.

    Questa considerazione ovviamente non vale per il noleggio, visto che la fruizione è per definizione “una tantum”, ma il punto è che esistono altri store fuori da iTunes.

    • Puce 29 novembre 2010 at 16:34 #

      Guarda che i DRM sulla musica non ci sono più… già da po’…

      • blueknight 29 novembre 2010 at 16:50 #

        … peccato che tutti i brani comprati prima della “liberalizzazione” sono rimasti in formato cifrato (si possono sproteggere solo con software creato da terzi e che Apple ha minacciato legalmente).

        • Puce 29 novembre 2010 at 17:16 #

          Vero… ma questa considerazione mal si sposa con il “non compro più perché ci sono i DRM”: al limite non compravi prima, quando c’erano i DRM, ma adesso puoi comprare senza problemi se la questione era quella. Inoltre li puoi aggiornare (anche se ciò comporta un’ulteriore spesa di 29 centesimi a brano).

          In ogni caso io stesso sono il primo a comprare altrove, visto che ci sono altri negozi dove costa meno, anche se la scelta non è paragonabile, e spesso nemmeno la qualità (per non parlare del sistema di navigazione nel negozio: a volte uso iTunes per scegliere cosa comprare, e poi cerco il brano altrove con una scelta mirata)

          • blueknight 29 novembre 2010 at 17:29 #

            Quando rimani insoddisfatto da un fornitore perché alla fine pensi che ti abbia causato un problema poi passi ad un altro e ci rimani, anche temendo che ci ricaschi (in un modo diverso e non prevedibile).

        • maragines 29 novembre 2010 at 17:48 #

          In realtà puoi sempre masterizzare i brani e riversarli dove vuoi… Lo so, non né ne pratico né, se stiamo parlando di molti brani, molto economico…

          • blueknight 29 novembre 2010 at 18:11 #

            Certo, ma se devi ricomprimerli stai riducendo la qualità… E poi, devi tornare ad usare un pacco di CD per ascoltarli?!??

    • maragines 29 novembre 2010 at 18:14 #

      No, non devi tornare ad ascoltare il pacco di cd. Come ho scritto poi li puoi riversare in formato elettronico. E lo so, non è una soluzione, anzi.

      Ammetto di avere iniziato a comprare su iTunes solo quando i lacciuoli sono venuti meno. Prima il tuo era proprio l’argomento che mi frenava anche se, ammetto anche, non ho mai più abbandonato iTunes.

  2. Puce 29 novembre 2010 at 16:34 #

    Capisco cosa vuoi dire, e in buona parte lo condivido, ma non credo che il parallelo con quello che è successo con la musica sia così lineare (scrissi un articolo a tal proposito 4 anni fa, quando Apple aprì le danze dei contenuti video su iTunes): una canzone che paghi 99 centesimi (anche meno su altri siti) la ascolti al computer, dall’iPod, in auto, fa da sottofondo in una serata tra amici, ecc… ecc… 99 centesimi spesi bene che puoi sfruttare ovunque e con molti strumenti (tantopiù ora che non ci sono pù i DRM), e la puoi facilmente backuppare… senza contare il vantaggio di comprare un solo brano anziché l’intero album (scelta quasi obbligata in negozio).
    Un film lo vedi una volta sola, forse lo rivedi l’anno dopo, lo vedi solo a casa (anche se c’è chi si guarda i file sul portatile, o addirittura sull’iPhone…), presuppone attenzione (un film non fa da “sottofondo”), necessita di un collegamento computer-TV, o di una Apple TV, e pone anche qualche problema di backup (tantopiù che è protetto da DRM). Inoltre, mi sta bene l’esempio che fai su Iron Man 2, ma ci sono molti altri film che nei negozi trovi in offerta a 5-6-7 Euro, e su iTunes costano comunque 12 Euro, senza contare che in negozio potresti trovare box con le trilogie a prezzo scontato, o comunque DVD con contenuti extra che su iTunes non avresti; se poi scendiamo in campo HD, Apple offre al momento solo HD Ready, mentre i Bluray sono tipicamente in Full-HD (anche se in tal caso il prezzo sale).
    Ben venga quindi il noleggio, possibilità inizialmente ignorata da Apple e che ben si incarna nella nuova Apple TV (che non ha nemmeno memoria di archiviazione), e che probabilmente sarà un servizio di maggior successo rispetto alla vendita… ma ricordiamo anche che Apple non è l’unica a farlo (anche se non so in Italia quasi servizi del genere siano attivi).
    Non mi fraintendere, sono il primo a dire che il futuro va in quella direzione, e tutto sommato non mi sorprende la decisione di Apple di non aver ancora supportato il Bluray, ma credo che la strada sia ancora molto in salita. Certo è che non appena cambierò televisore, sarà un’ipotesi che prenderò in considerazione, ma credo che il mio vecchio carcassone a tubo catodico da 32″, risoluzione PAL, rimarrà operativo ancora per qualche anno, nonostante il Digitale Terrestre e nonostante le prese SCART bruciate…

  3. maragines 29 novembre 2010 at 17:45 #

    Ho scritto facendo riferimento ad Hoepli non a caso, era questa la proposta concorrenziale che mi premeva sottolineare accanto a quella dei “videonoleggiatori”.
    Non ho parlato né volevo parlare delle alternative on-line proprio perché diventava un discorso molto ampio che non riesco nemmeno a padroneggiare…!

    I negozi “veri” e “tradizionali” hanno altri atout non ultimo quello incidentalmente sottolineato da blueknight: avere una copia fisica di quanto acquistato sulla quale si ha un dominio pieno ed esclusivo non limitato da alcun impedimento elettronico. Hoepli ha dalla sua solo il vantaggio appena detto, ma per il resto è una soluzione intermedia (né carne né pesce) che mi pare rischi di essere distrutta dalle soluzioni alternative.

    In concreto ho il sospetto che nemmeno uno dei titoli offerti da Hoepli sia concorrenziale con iTunes (se non altro perché ci sono anche le spese di spedizione da aggiungere!).

    Personalmente continuerò, sporadicamente, (forse) a frequentare negozi fisici mentre ad esempio, Bol.t, ha serie difficoltà a convincermi ancora all’acquisto dato che la scelta rischia di divenire ugualmente completa e più rapida su iTunes. Scegli, noleggi e il gioco è fatto, dopo pochi minuti puoi già vedere quello che hai scelto sul tuo computer, sul tuo computer, non su un oggetto altro, quella è una scelta opzionale, ma, forse, sempre meno frequente. Conosco almeno tre persone, che come me non hanno alcuna intenzione di avere un aggeggio chiamato televisore e che vedono i film direttamente sul computer.
    Non trovo sempre veritiero dire che un film presuppone un collegamento computer-TV. Anzi! Non ho mai collegato i miei computer alla tv o a monitor per vedere un film e probabilmente mai lo farò! Un televisore? E perché!?!

    Il noleggio e la vendita di film si muovono certamente su canali differenti rispetto alla “musica”, ne convengo anche io.
    Un film presuppone più attenzione di una canzone (a dire il vero io sono più distratto quando guardo una commedia che quando ascolto Mozart, ma tant’è…), inoltre penso si vendano molte più canzoni ed album che film.
    Ma quello che mi pare interessante vedere è che già all’apertura del servizio, in Italia, il mercato di iTunes è così più vantaggioso che è solo questione di raggiungere i clienti quindi di dargli un iTunes e convincerli ad usarlo.

    Il pericolo come dice blueknight è la chiusura. Devo dire che i miei brani musicali sono tutti esportabili su (qualora volessi) un altro riproduttore. Ovviamente non i film che ho preso in noleggio (ma non è un desiderio applicabile!).

    Se succederà una cosa analoga a quello che è successo per il mercato musicale comunque, l’offerta fuori da iTunes si ridurrà non poco. Negli ultimi anni due volte ho deciso di comprare dei dischi fuori da iTunes e in entrambi i casi ho dovuto rinunciare perché i negozi dove sono andato (Mondadori a Milano e Bologna, Feltrinelli/Ricordi a Bologna) non avevano quel che cercavo e si sono persino rifiutati di ordinarlo.

    • Puce 29 novembre 2010 at 23:12 #

      Il discorso è molto articolato. Premetto che i film che mi interessano preferisco vederli al cinema, sul “grande schermo”, e che mai e poi mai mi metterei a guardare un film su un computer (a meno di necessità stringenti): che faccio? Chiamo moglie e figli e ci mettiamo tutti intorno al MBP15″…? Ognuno ha le proprie abitudini ma, IMHO, un film andrebbe visto su uno schermo degno di questo nome.
      Al di là di questo, e parlando di prezzi, è facile che sulle ultime uscite iTunes riesca a spuntare i prezzi migliori, ma andando su titoli un po’ più vecchi, iTunes ha prezzi “standard”, mentre nei negozi è facile trovare offerte. Ma anche questo non è un problema, visto che la comodità di iTunes Store può valere anche una spesa leggermente superiore, e tutto sommato, ripeto, io stesso sono convinto che il futuro sia questo, anche se non voglio nemmeno fare previsioni da qui a 10 anni, un tempo tecnologiamente lunghissimo (basti pensare a che computer usavamo 10 anni fa…).
      Aggiungo solo una postilla a blueknight: se hai comprato brani da iTunes con DRM, sapevi benissimo cosa stavi comprando, quindi il tuo discorso sulla insoddisfazione, IMHO, vale fino ad un certo punto; detto questo puoi essere soddisfatto o meno di iTunes: io stesso, ripeto, compro ormai sempre più spesso altrove.

  4. blueknight 29 novembre 2010 at 18:17 #

    Riprendendo il discorso originale di maragines, cioè il rapporto tra distribuzione, utenti e “negozi”, ovviamente ha ragione, i rivenditori tradizionali saranno molto preoccupati, soprattutto in prospettiva a dieci anni, quando la percentuale di utenti informatizzati salirà. Credo che non ci sia molto da fare nel caso in cui il bene da vendere è fornito da un grande produttore (e.g. una major), nel qual caso ogni passaggio intermedio, oltre ad aumentare il costo, non fornisce un gran che di valore aggiunto (una volta, per la classica, dai negozianti di fiducia c’era qualche esperto in grado di suggerire le edizioni – specialmente per la lirica – oggi sono spariti, da capire se è una causa o un effetto dell’evoluzione).

    Personalmente, però, mi fa piacere – ove possibile – ricorrere ancora al canale intermedio: può capitare con i libri, specialmente se il produttore, cioè la casa editrice in questo caso, non è un “big player”. Ad esempio, in questi giorni ho ordinato per mia madre un paio di romanzi in francese, di un autore minore. Li ho cercati su Amazon, che però non li aveva in stock, ma ha fatto da broker verso un paio di rivenditori indipendenti. Oggi è arrivato il primo – e devo dire che vedere un pacchettino fatto a mano non dispiace.

    • blueknight 29 novembre 2010 at 18:19 #

      Due precisazioni: Amazon.fr (su Amazon.it non si trovavano) e i due rivenditori indipendenti sono due librai tradizionali. Potrei vivere benissimo in un mondo senza più negozianti di dischi, ma non senza librai tradizionali. Non voglio risparmiare fino all’ultimo euro per poi privarmi del piacere di entrare da un libraio.

      • maragines 29 novembre 2010 at 18:55 #

        Sono d’accordo con te.
        Ma la differenza notevole del supporto in questo caso non è secondaria. Ho iniziato ad ascoltare musica su disco, e sono di corsa passato al cd (il lettore di cd è uno degli oggetti rivoluzionari che ho citato nel forum alla domanda: “la tecnologia rende liberi?”) ma non ho nessunissima fretta di passare all’acquisto di libri via elettronica. Ma il libro è un oggetto infungibile e molto prezioso. Il libro lo si sceglie per la carta (anche per la carta), in alcuni casi non li compro per i caratteri usati, in altri è decisiva la copertina.

        I piccoli librai inoltre non hanno mai smesso di offrire quei servizi che i venditori di cd non fanno più da anni. I libri nella mia libreria li posso ordinare, me li consigliano, me li mettono da parte se li hanno “in casa”, per non parlare del fatto che ne parliamo e da questo possono nascere nuovi consigli…

        Se nelle città che ho frequentato avessi incontrato qualcuno di consigliarmi edizioni particolari o di ordinarmi album che non c’erano, sono sicuro che guarderei iTunes, oggi, come una della tante possiblità! E nonostante i miei cd a differenza dei miei libri non siano beni infungibili (almeno per me).

  5. Furio Neri 29 novembre 2010 at 18:44 #

    Prescindendo per un attimo dagli elementi tecnologici che emergono dai vari interventi, e che certamente non sono secondari nel processo decisionale di una parte di coloro che acquistano/noleggiano musica o film dalla rete, è interessante vedere come si stia consolidando un fenomeno comportamentale descritto già dieci anni fa da Jeremy Rifkin nel suo libro “L’era dell’accesso” (Oscar Mondadori 2001).
    Dal “possesso delle cose” si migra, per gradi e dove questo sia tecnologicamente possibile, verso “l’accesso alle cose” anche quando le suddette cose sono, ad esempio, contenuti immateriali (es.: musica) inseriti in supporti materiali (es.: dischi, CD, DVD ecc.).
    Maragines, fra i possibili esempi analoghi al noleggio dei film non ne ha citato uno di cui mi ha parlato tempo fa (peraltro molto calzante e sul quale lui ha migliori informazioni), e cioè la possibilità di “comprare l’ascolto di un concerto” dei Berliner Philarmoniker!
    Se questa orchestra, monumento della tradizione, ha esplorato questa nuova modalità di proporsi al pubblico, vuol dire che vale la pena fermarsi a meditare…
    Può anche darsi che questa evoluzione non faccia scomparire un mercato ma semplicemente lo evolva in più segmenti paralleli; o lo innovi.
    Il fatto che ormai ognuno di noi abbia in tasca o sul tavolo qualche dispositivo dotato di funzioni che nel 1990 (che non è il medioevo…) sarebbero state inimmaginabili, sicuramente aiuta…
    Non faccio scommesse sul futuro e non riesco ad immaginare che fine faranno i negozi fisici di musica tradizionale (nel senso di supporto fisico) o di film, ma ho ben chiaro cosa è successo alle tipografie, ai laboratori di stampa fotografica ecc. che si sono trovati a dover modificare radicalmente il loro prodotto/mercato. E molti di loro sono semplicemente scomparsi.
    E non non posso dimenticare che, per i vecchietti come me, il concetto di “comprare” o “noleggiare” un film è stato, per metà della vita, un concetto totalmente privo di senso e di concreta realizzabilità 🙂

  6. blueknight 29 novembre 2010 at 19:00 #

    Proseguendo sul commento di Furio, è interessante vedere come si reagisce all’alternativa “possesso / accesso”. Si può portare avanti l’idea coniugandola con il concetto di cloud e pensando che i film / la musica che compriamo da iTunes, o altrove, non venga più permanentemente memorizzata su un disco in casa, ma scaricata solo quando serve (è stato già fatto accenno in questa discussione al fatto che l’ultima Apple TV, se non erro, è diskless).

    Credo che in molti abbiamo idee molto diverse. Per esempio, prendiamo i film. Per me esistono, grossomodo, due categorie di film: quelli “da cassetta”, che io definisco “da consumo”, cioè che li vedi una volta e poi cessa l’interesse, e quelli che invece ritieni dei “capolavori”, che quindi riguarderesti più volte. Ecco, mentre dei primi mi basterebbe l’accesso, dei secondi – non solo per il fatto che li riguarderei più volte – voglio il “possesso”. Personalmente, ritengo il 99% dei film in circolazione “da consumo” e sono talmente poco interessato ad essi che mi basta vederli in tv. Viceversa, per molti titoli di Hitchcock, Bergman, Tarkowski, Huston, alcuni di Blake Edwards (Hollywood Party e la Pantera Rosa), voglio avere un supporto fisico, con la copertina. Poi magari li riverso tutti sul NAS e li vedo dal NAS e il supporto fisico rimane su una libreria.

    PS In passato, ci poteva essere un problema di obsolescenza del mezzo. Per esempio, mi ritrovo con un certo numero di film di Hitchcock in videocassetta e francamente ora mi danno fastidio, per cui prima o poi li ricomprerò. Ma con l’era digitale, specialmente se si usano formati aperti, è un problema che non si pone più.

    • maragines 29 novembre 2010 at 19:05 #

      Sulle categorie di film sono completamente d’accordo.

      Sarà per questo che tra i miei film ce ne sono 20 del buon Alfred? Blake Edwards è fermo a 7.

      L’altro giorno ho calcolato che per convertirli in formato digitale tutti (la cosa mi solletica) mi servirebbe un disco da almeno 2 Tb.

  7. maragines 29 novembre 2010 at 19:00 #

    Visto che se ne parla:
    http://www.digitalconcerthall.com/

    L’altro giorno mi hanno regalato un concerto per pianoforte di Beethoven n. 4 suonato da Perahia e diretto da Zubin Metha.

    Già perché l’offerta spazia dai concerti che puoi ascoltare in diretta e in streaming, a quelli che loro hanno in “archivio” e offrono a pagamento o gratuitamente. In questo caso ovviamente non si può parlare di streming con il vantaggio che si può mettere in pausa la riproduzione che si sta ascoltando.

  8. Kiko 29 novembre 2010 at 22:29 #

    Grazie per il link, maragines.
    Dei film su iTunes ho acquistato City in the sky… un corto bello, struggente (oltre che italianissimo…)
    Per il resto… Ho convertito in digitale TRON (rifacendo pure la “copertina” della videocassetta…) … I film che mi piacciono (e che ho in DVD) li vedo e rivedo sempre volentieri…
    Se su iTunes ci sarà qualcosa da non perdere (per me) bene, l’acquisterò.
    Altrimenti…
    Una sana lettura mi affascina più di un film: riesco a fantasticare all’inverosimile, leggendo.

  9. blueknight 30 novembre 2010 at 01:02 #

    “Premetto che i film che mi interessano preferisco vederli al cinema, sul “grande schermo”, e che mai e poi mai mi metterei a guardare un film su un computer”

    Giustissimo. D’altronde è per questo che si stanno evolvendo tecnologie che permettono di riprodurre da un NAS/media storage/come volete chiamarlo verso un televisore digitale.

    “Aggiungo solo una postilla a blueknight: se hai comprato brani da iTunes con DRM, sapevi benissimo cosa stavi comprando, quindi il tuo discorso sulla insoddisfazione, IMHO, vale fino ad un certo punto”

    Inizialmente sono stato ingenuo, anche a causa dell’entusiasmo iniziale per Apple: non ho indagato il meccanismo con cui iTunes funzionava (e, certamente, non ho letto le condizioni d’uso). Nel momento in cui iniziava la disillusione c’è stato l’annuncio dell’abbandono dei DRM (intesi come quelli delle major) che francamente pensavo volesse dire la decrittazione dei brani già acquistati. Seconda delusione. Possiamo dire che l’insoddisfazione per iTunes altro non è che un pezzo dell’insoddisfazione generale per Apple, maturata con il tempo.

    • Puce 30 novembre 2010 at 09:38 #

      Perdonami, ma continuo a non capire… lasciamo da parte i “termini e condizioni d’uso” (che probabilmente non legge nessuno, se non a stralci), ma l’iTunes Music Store aprì in Italia con un discreto ritardo rispetto agli USA, e i limiti del DRM erano gi ben noti e discussi ovunque: non credo che sia stata un sorpresa scaricare dei brani e scoprire che li potevi ascoltare solo con iTunes o iPod… ma se anche fosse, non credo che tu abbia scaricato, di botto, la prima volta che ti sei collegato, centinaia di brani… dopo i primi acquisti ti sarai pur accorto di cos’avevi: se non di stava bene, non compravi più già da subito, e in seguito aggiornavi con poca spesa a iTunes Plus (tra parentesi, prima della liberazione dei DRM, i limiti di Fairplay erano molto meno restrittivi rispetto ad altri, e pure i CD “fisici” avevano dei limiti mica male se li infilavi in un PC, anche se di solito il Mac era esente da certe protezioni e malware). Dire “adesso” che non compri da iTunes Store per una politica dei DRM che “adesso” non c’è più e che, tra l’altro, era voluta dalle major ed era comune a tutti gli store online, (salvo concessioni delle major stesse) mi pare un tantino miope… In definitiva, di cosa sei deluso? Di Apple o tua ingenuita? (non prenderla come offesa: io stesso sono deluso della mia ingenuità per molte altre cose…)

      Poi capisco benissimo l’altro discorso: anch’io mi sarei aspettato che i DRM venissero tolti automaticamente da tutta la musica già acquistata, tantopiù che inizialmente non potevi nemmeno scegliere cosa aggiornare: o tutto o niente (e io avevo 7 o 8 album comprati per un mio amico, di cui non mi interessava l’aggiornamento, ma l’ho dovuto pagare ugualmente). L’unica, magra, consolazione, era che l’aggiornamento ti dava anche un brano con un bitrate più alto e quindi di migliore qualità. Questo si che può essere motivo di delusione, e infatti io stesso mi sono poi rivolto ad altri store online (a parte mancanze sugli altri store o evidenti casi di qualità differente). Non è certo questo però a darmi una delusione totale verso Apple: andando completamente OT, mi è capitato di ordinare #n album con iPhoto, riceverne uno di questi #n leggermente rovinato (c’era un puntino giallo, di 2 mm^2, su una pagina), e dopo aver fatto presente la cosa mi hanno reinviato altri #n album; oppure, tornando in campo musicale, dopo aver fatto presente che avevo alcuni brani acquistati nel 2006, che non mi faceva aggiornare alla versione senza DRM, mi hanno caricato un tot di crediti sul mio account per riscaricarmeli gratis (in realtà li ho usati per prendere altra roba…)

      Tornando al discorso film, che il mercato dei supporti ottici sia in crisi lo testimoniano da un lato il lento decollo del Bluray (che di fatto non è che sia ancora proprio decollato), dall’altro il fallimento di colossi del noleggio quali Blckbuster, e questo a prescindere dalla discesa in campo di Apple (che, ripeto, non è né la prima né l’unica a fornire un servizio di questo tipo). Ciò nonostante, credo che le “grandi sorelle” del cinema ci metteranno un bel po’ a mollare l’osso (cioé ad arrendersi definitivamente all’online e magari rinunciare ai DRM), proprio perché sanno che con i film non funziona come per la musica: le diverse modalità di fruizione (col noleggio che potrebbe prevalere sulla vendita), e le maggiori “difficoltà” tecnologiche (dimensioni dei file, effettiva velocità e diffusione della banda larga, ecc…) gli offrono qualche arma in più. Poi è ovvio che tra 10 anni le cose saranno diverse: 10 anni fa dalle mie parti non c’era neanche l’ADSL, tanto per dire… se tra 10 anni devo aspettarmi lo stesso incremento di banda che ho avuto dal modem 56k all’attuale ADSL, mi scaricherò un film di 2h in full-HD (o più) in pochi istanti, e a quel punto le major dovranno arrendersi all’evidenza (e probabilmente anche la vendita e il noleggio del supporto fisico sarà, se non sparita, molto ridimensionata)

  10. maragines 30 novembre 2010 at 10:14 #

    Per quanto riguarda la fruizione io ho serie difficoltà ad immaginare di tornare indietro alla televisione. Tornare indietro alla televisione significa diminuire di molto la qualità delle immagini che guardo oltre che avere un attrezzo totalmente inutile che fa altro.
    Il mio monitor ha 24” di dimensione e sul mio divano guardiamo i film in due, spesso in tre, in quattro aggiungendo una poltrona accanto al divano. Svolge le funzioni di un monitor in modo egregio e siccome questa modalità di vedere un film la trovo anche in amici e parenti che hanno avuto questa idea indipendentemente da me, mi pare che sia il segno che il televisore, pieno di contenuti non interessanti ma soprattutto eterodeterminati da altri, sia un oggetto in ribasso.
    Ognuno ha le sue abitudini, ma un film visto alla televisione è oggettivamente meno bello che visto al mio computer, tolti i casi di televisioni da prezzi comparabili a quelli di uno yacht di medio cabotaggio (e sempre per comprare un attrezzo che “ti fa vedere la televisione”, yupiiiii che bello…!).

    Il cinema va benissimo, ci vado e spesso con soddisfazione. Ma vi ricordo che la scelta delle sale cinematografiche è sempre meno interessante per chi ama proposte cinematografiche lontane dal comune. Certi film che sono quelli che io guardo, spesso sono in programmazione pochi giorni in modo alquanto fuggevole, e sono fortunato perché abito in una città che ha ancora molte sale in area urbana e con una programmazione variegata. Quando abitavo a Treviso c’era di che spararsi rivoltellate nelle tempie quanto a offerta cinematografica!

    I noleggiatori mi pare siano destinati ad una crisi perché offrono un prodotto sostanzialmente identico a quello di iTunes (e forse un domani di altri) senza accessori o servizi che li distinguono dagli altri. E in più, come ho sottolineato, ad un prezzo maggiore!

    Secondo me, il supporto è destinato a scomparire o a marginalizzarsi in questi ambiti nei quali non ha alcun valore aggiunto. Un libro ha valore in sé e per sé, persino un vinile è riuscito ad acquistare valore in quanto oggetto, ma i dvd non mi pare abbiano mai minimamente provato ad avere niente di ciò, i dvd sono dei cd che, per motivi fastidiosi a me, occupano molto più spazio di quanto potrebbero… Ben venga la loro scomparsa per quanto mi riguarda.

    Non ho ancora visto un film in Blue-Ray, visti i film che amo ho il sospetto che rimarrà sempre un formato/supporto dalle potenzialità non sfruttabili, per me, non è che Psyco ci guadagna in formato blue-ray… Inoltre ho la sensazione che oggettivamente il vero motivo per spingere verso il blue-ray sia quello di virare verso una tecnologia più protetta di quanto il dvd oggi non sia.

    • Puce 30 novembre 2010 at 13:28 #

      maragines, a parte il fatto che non tutti hanno un monitor da 24″ (io, per esempio, ho solo un portatile da 15″), “teoricamente” ci sarebbero delle regole ben precise che legano la dimensione dello schermo con la distanza a cui lo si guarda, regole che non sono fatte solo per cercare di venderti televisori più grandi e costosi, ma anche per non sforzare la vista e per apprezzare nel modo giusto certi dettagli. Ora, non conosco casa tua e le dimensioni del tuo salotto (o del locale dove abitualmente guardi la TV), ma un 24″ andrebbe visto a non più di 3 metri di distanza… se poi parliamo di 16:9 e di LCD (come immagino che sia), la distanza si riduce ulteriormente; se poi andiamo sull’HD, per apprezzare la maggiore risoluzione, a parità di distanza andrebbe aumentata la dimensione dello schermo.
      A casa mia, al di là del fatto che non abbiamo l’abitudine di guardare la TV in famiglia (se non qualche cartoon o il TG, ma solo mezz’oretta dopo che i bimbi hanno cenato), visto che tra il divano e la TV si sono 4-4.5 metri, sono già stretto con un 32″, e anche facendo finta che il prezzo non è un problema, non mi pare ci siano molti monitor che vanno oltre questa dimensione. Detto questo, non credo nemmeno che la “persona media” abbia monitor di questa dimensione che utilizza in salotto al posto di un comune televisore (anche se qualcuno lo conosco), quindi credo che sia tu a fare eccezione se parliamo di abitudini medie degli utenti di prodotti televisivi.
      Tralasciamo poi i discorsi qualitativi della resa cromatica di un CRT rispetto a un LCD (i DVD che faccio con i filmati da me girati con la mia vecchia mini-DV si vedono molto meglio sul televisore che non sullo schermo del computer), e tralasciamo il fatto che se si guardano normali DVD alla risoluzione PAL, i monitor a risoluzione più elevata sono inutili, così come sono inutili gli schermi di televisori full-HD… anzi, spesso la visione su uno schermo che ha una risoluzione differente crea effetti “spiacevoli”, soprattutto parlando di LCD.
      Detto questo, concordo pienamente (come ho già detto più volte sia qui che altrove) sul fatto che il supporto ottico sia destinato a sparire…. dico solamente che il processo sarà molto più lungo rispetto a quello che è successo con la musica (che poi, anche lì, i normali CD non sono ancora spariti…).
      Riguardo le sale cinematografiche, è vero, purtroppo stanno sparendo anche quelle, ma sono “uccise” più dai multisala commerciali che non dalle vendite online… fortunatamente dalle mie parti ci sono un paio di cineteatri che resistono bene e propongono anche cineforum, senza contare i cinema estivi all’aperto che ripassano tutta la stagione invernale (non ho fretta di vedere i film appena escono), e qualche piccola sala che avendo sempre proposto cose “particolari” per un pubblico ristretto, continua anche adesso per la sua strada senza grossi problemi… almeno per ora…

      PS: fidati… qualsiasi film in alta risoluzione rende meglio… ovvio che poi ci sono film di cui apprezzi altri aspetti e che sarebbero bellissimi comunque (e viceversa), ma la resa dell’alta definizione è un’altra cosa (e si apprezza su schermi un po’ più grandi di un 24″… diciamo almeno 32″, se non 37″, per un HD Ready, e 37″ o più per un Full HD)

      • maragines 30 novembre 2010 at 13:54 #

        Ma io non ho detto di essere la norma. Ho solo scritto che, però, non sono nemmeno una mosca bianca. E, oggettivamente, la qualità dello stesso dvd proiettata sui televisori che ho visto in giro è sempre inferiore a quella del mio computer. Non è oggettivo? È solo il frutto di una mia percezione distorta? Magari… Ma non cambia il succo della faccenda. Cioè:
        – i televisori sono sempre più connessi ad altro e non fanno solo da televisori;
        – Internet sta entrando anche dentro i televisori;
        – In ogni caso televisore non significa più solo televisioni.

        E questo anche per il fenomeno descritto: i film viaggiano su Internet, e non hanno più bisogno del supporto fisico.

        I tempi non li conosco né io né altri. Io non ho idea se saranno più o meno veloci della musica, certo è che a me pare che realtà come Hoepli abbiano una data di scadenza impressa sul fondo, quale sia questa data non lo so. Prendo per buona la tua idea Puce che saranno più lunghi di quanto non sia stato con la musica, mi pare un’idea sensata che condivido.

        I cd esistono ancora? Certo, ma sono assai marginali come mercato. E insisto: io ho cercato più di un cd (non sono su iTunes) e sono stato “mandato a stendere” senza nemmeno offrirmi la possibilità di prenotare o ordinare…

  11. marcocroma 11 dicembre 2010 at 12:41 #

    Va benissimo acquistare o noleggiare film via itunes, vorrei porre un altro tipo di problema. Per questo ho già scritto alla Apple. Vorrei semplicemente che sullo store virtuale mantenessero le stesse – o quasi – caratteristiche dei dvd. Mi riferisco alla lingua originale e ai sottotitoli. Personalmente amo vedere i film in originale in quallunque lingua siano girati e per questo i sottotitoli sono importantissimi.

    • maragines 14 dicembre 2010 at 20:19 #

      Hai perfettamente ragione, e sono del tutto d’accordo. Siccome le possibilità ci sono, siccome si tratta di un’aggiunta indolore che non comporta né il cambiamento del formato né lo sviluppo di nuove potenzialità, spero si tratti di un peccato di gioventù dovuto, forse, anche al fatto che inserire le altre lingue comporta un aumento (seppure lieve) delle dimensioni dei file e quindi dei tempi di scaricamento.

      Gli anni hanno portato ad un miglioramento notevole del negozio musicale, spero che lo stesso avvenga anche per i film!

      Sulla qualunque lingua però dissento: “Tulpan la ragazza che non c’era” non lo guardo in kazhako! Se non, tutt’al più, alla terza volta che lo vedo! 😀

  12. blueknight 14 dicembre 2010 at 23:08 #

    Tanto per la cronaca, sto guardando un film affittato con iTunes, per provare (e il noleggio temporaneo ovviamente non crea “dipendenza”).

    Effettivamente la cosa delle lingue è seccante. A voi quanto ci mette a scaricarne uno? Da me ci ha messo 15 minuti, oltretutto stavo anche facendo altre cose in rete. Se ce ne mettesse altri 5 per le lingue aggiuntive, non sarebbe davvero un problema.

    Sul kazhako… nel 95% dei casi certamente non mi interessa. In certe circostanze, in cui l’estetica mi interessa particolarmente (ad es. Hero di Zhang Yimou), sarei anche curioso di sentirlo in lingua originale, con i sottotitoli.

  13. maragines 14 dicembre 2010 at 23:29 #

    I tempi che indichi tu sono anche i miei, ma forse noi abbiamo connessioni molto veloci! Quando ne discutemmo mesi fa sul forum in molti dissero “ma tempi saranno apocalittici” e in quella occasione scoprii che Fastweb mi tratta piuttosto bene quanto a velocità di connessione.

    Io guardo film in lingua originale quando mi piacciono assai e quando sono in lingue che capisco bene o almeno un poco. Quindi ok al francese, bene per l’inglese, con molte resistenze mi sono pure visto Almodòvar in spagnolo e ho visto al cinema Kiarostami con i sottotitoli. Ma se era doppiato per me era meglio (e su questo si potrebbe aprire un discorso a parte…!).

    Potrei arrivare alla perversione di vedere (prima o poi lo farò) Kurosawa in giapponese, certi suoi film sono immensi e forse conoscendo bene i dialoghi potrei apprezzare anche la versione originale.

    Ma molti film mi vanno benissimo doppiati.
    Sino a quando il film non esisteranno anche in lingua originale tuttavia, facilmente non ne comprerò. Se penso ai film che amo e che ho comprato, quasi sempre ho visto anche la versione in lingua originale. Penso ai film di Blake Edwards, ma anche a Some like it hot e ai cartoni animati Walt Disney (l’altro giorno ho rivisto un pezzo di The sword in the stone in lingua originale).

    Quindi, al momento, noleggio volentieri quel che voglio vedere (la scorsa settimana mi sono volentieri rivisto Woody Allen a 0,99 centesimi), ma non compro. E ovvio, Woody Allen lo comprerei anche se esistesse in inglese oltre che doppiato (magistralmente tra l’altro) da Oreste Lionello.

  14. blueknight 15 dicembre 2010 at 00:42 #

    Ok, visto il film devo dire che la qualità video è scadente. Ovviamente non sono in grado di fare un confronto preciso, perché lo stesso esatto film non ce l’ho in DVD, ma la quantità di artefatti da compressione, specialmente nei toni scuri, è superiore a altri filmati in 720p che ho visto, anche tenendo conto certamente che le televisioni digitali, rispetto ai monitor da computer, hanno un filtraggio apposito; ma per l’appunto ho visto altre cose con qualità migliore sullo stesso monitor (BTW, è quello che uso per le mie foto, quindi è anche ragionevolmente calibrato). Un film da cassetta posso anche vederlo così, ma sono un po’ deluso. Com’è la qualità con altri servizi di noleggio?

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