Da qualche tempo, oramai, l’accesso al web si sta umanizzando e non è più solo per gli addetti ai lavori o per i programmatori della Rete.
Google Wave è il contributo di Google a questa causa. Dopo gli esperimenti con il cloud compunting e le sue applicazioni gestibili via web, ha deciso di fare le cose in grande e ne ha fatto una sola applicazione; l’ha basata su principi simili a quelli dei social network e ha fatto in modo che venisse gestita con un’interfaccia sola.
Sono in fase di sviluppo applicazioni per il client (i cosiddetti gadget) e per il server (i robot); serviranno per la gestione delle liste con gli utenti, le loro comunicazioni e i loro documenti; per motivi di sucurezza, queste liste verranno tenute separate e potranno essere frequentate solo dagli utenti identificati univocamente e autorizzati a parteciparvi. Le comunicazioni interlista saranno consentite solo attraverso il relativo protocollo di Wave e un numero limitato di messaggi privati.
Le bozze pre-test della piattaforma, già disponibili, promettono bene e, pur in presenza di difetti evidenti, sono in grado di destare l’interesse dei programmatori desiderosi di offrire i loro contributi di creatività e spirito d’iniziativa.
I gadget, i robot e i server posti tra l’utenza e la piattaforma, ad esempio, hanno ancora grandi lacune ma sembra che verranno colmate o fortemente ridotte entro la fine dell’anno, prima della diffusione uffiiciale di Wave.
D’altro canto, però, l’unica interfaccia web che l’utente e la piattaforma useranno per comunicare, è stata ed è un’ottima idea. Aggiungerne altre avrebbe potuto complicare le cose e generare confusione in utenti non molto addentro a queste cose.
Un’altra cosa positiva è stata il rilascio Open Source di Wave; chiunque può aggiungere le funzionalità che ritiene necessarie per completare il lavoro iniziato dalla Google; essa, oltretutto, auspica e desidera che la sua piattaforma venga estesa, sviluppata e integrata con quei servizi e quelle funzionalità nuove o già presenti in rete che gli sviluppatori riterranno interessanti e adatte alla sua piattaforma.
A tale scopo ha messo a disposizione le sue API per chi volesse utilizzarle; altri semilavorati sono disponibili in rete. Si deve solo miscelarli, inserirli nella posizione giusta nella piattaforma e fare i collegamenti adatti. Non c’è null’altro da fare per avere una nuova applicazione basata su Wave.
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