A scatola chiusa…

Probabilmente è vero, per realizzare prodotti così affascinanti alle volte è necessario prendere decisioni che fanno discutere.

È successo ad esempio con l’iPhone, e il fatto di non poter sostituire la batteria in modo autonomo. Magari non sarà stato l’unico telefono con questa caratteristica, sicuramente è l’unico che io conosca. Anche nell’iPad è così, ma trattandosi di un genere nuovo c’erano pochi precedenti.

A questi ci siamo abituati, lo abbiamo accettato in virtù della bontà di un oggetto, ci siamo adeguati, è diventata una cosa normale. Alcuni non hanno nemmeno preso in considerazione il problema, in virtù del desiderio di un oggetto. Son cose diverse.

Fin qui le parole.

Nei fatti però tocca fare conti diversi, almeno per me.

Io amo e odio il mio telefonino, lo odio per tutte le volte che è inopportuno o fastidioso, e sono tante, lo amo per tutte le volte che mi toglie dai guai, o che mi porta delle belle notizie in un baleno. Se non ce l’ho a portata di mano mi sento nudo, non credo riuscirei a star senza per dei giorni. Anche per questo non ho un iPhone.

Se la batteria mi pianta in asso, entro in un centro commerciale ben fornito, e ce ne sono tanti aperti anche di domenica, e sono sicuro di trovarne una per poche decine di euro. Tolgo il coperchio con le mie manine, via la vecchia, dentro la nuova, ed il telefonino è rinato.

Ho un’iPad, prima generazione. Ci navigo e ci gioco, ma soprattutto ci scrivo più o meno ovunque, luce diretta del sole permettendo. Ma soprattutto quello che scrivo lo salvo in rete, se l’iPad mi pianta in asso, qualsiasi cosa si connetta in rete mi permette di recuperare i miei testi, e di proseguire.

Ho un vecchio MacBook Pro, tanto vecchio che non potrà vedere Mountain Lion. Gli ho sostituito la batteria una volta, e in più occasioni gli ho aggiornato la RAM, che negli anni diventava sempre stretta, fino a portarlo al massimo della sua espandibilità.

Se dovessi cambiare il portatile ora, e non ho certi grilli per la testa per ora, mi verrebbe davvero faticoso l’acquisto di un qualsiasi modello che mi costringesse a portarlo per più di qualche ora in assistenza per sostituire la batteria. Già il fatto di portalo in assistenza per un’operazione del genere mi turberebbe, figuriamoci il dovercelo lasciare per qualche giorno. Anche adesso, che il portatile lo uso molto meno grazie all’iPad, ma che diventa fondamentale in certe situazioni professionali.

Poi c’è un altro aspetto, che lascio alle parole di Filippo Corti, che è più bravo di me ad usarle:

Il display è fuso con il vetro, la RAM saldata alla scheda logica, la batteria incollata al case (1). In altre parole, questo Mac guadagna sì in leggerezza ma perde in durata: diventa obsoleto quando Apple lo decide, senza alcuna possibilità di appello per l’utente.

Ogni volta che compriamo un prodotto chiuso che contiene una batteria non sostituibile, capace di supportare un numero predefinito di cicli, — e il MacBook Pro con Retina Display, come l’iPad, come l’Air, rientrano in questa categoria — stiamo in qualche modo acquistando un prodotto con una data di scadenza non posticipabile.

1. Tutte cose che compromettono anche l’ostentata (da parte di Apple) riciclabilità

Leggi tutto l’articolo di Filippo su: Mac Blog.

Io sono contento dei prodotti Apple che uso. Sono vecchi ma affidabili, mai un problema, e poi c’è Mac OS X a fare la differenza. Dovessi cambiare ora, almeno nei portatili avrei qualche difficoltà, magari valuterei un usato. Potrei comunque trovarne uno più recente dei miei, che magari mi farebbe provare le gioie di Mountain Lion, potrebbe durare quanto mi è durato il mio ultimo, potrei da solo cambiargli la batteria, per non lasciarlo morire.

Hardware Apple chiusi agli aggiornamenti

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15 Commenti a “A scatola chiusa…”

  1. Fearandil 18 giugno 2012 at 08:59 #

    E quando mai la batteria non è sostituibile? Non è sostituibile senza invalidare la garanzia, ma non vedo come questo possa fermare un utente esperto dal farlo, oltretutto non mi risulta ci siano saldature. Ho un 17″ di 3 anni, quasi, e mentre nei vecchi MacBook/PowerBook ho sempre dovuto, come dici tu, cambiargli la batteria dopo un paio d’anni, questa, grazie ai molti accorgimenti nella sua ricarica da parte del MacBook, non ha perso la grinta iniziale e mi fa lavorare per una mattina intera, anche dopo 3 anni. A me pare,come ho già detto, che sei solo diventato nostalgico e che non ti vuoi disancorare da concetti che hai reso dogmi nel tempo. Il mondo cambia, zigzagando, nel futuro, ci piaccia o meno e, rimpiangendo i bei vecchi tempi (quali poi?) diventiamo solo dei pallosissimi matusa.

  2. Adriano Meis 18 giugno 2012 at 10:19 #

    “… e poi c’è Mac OS X a fare la differenza”: senz’altro.
    “…che magari mi farebbe provare le gioie di Mountain Lion”: stai fresco allora…

  3. Signor D 18 giugno 2012 at 11:48 #

    Fearandil ha perfettamente ragione: la batteria è sostituibile, semplicemente l’operazione non è banale e non è previsto da casa Cupertino che tu lo faccia da solo. Vuoi provare? Accomodati, ma poi non lamentarti se va storto qualcosa.
    E del resto nei vecchi modelli è uguale: vuoi cambiare unità ottica, vuoi sostituire le ventole, mettere una tastiera nuova perché la vecchia si è rotta? Tutto a tuo rischio e pericolo, risica, se vuoi rosicare.
    L’articolo di iFixit che abbiamo citato nel Forum era illuminante.

    D

    • Signor D 18 giugno 2012 at 11:55 #

      E mi permetto di dire che Filippo Corti scopre l’acqua calda, ma la guarda dal lato sbagliato:

      un prodotto Mac diventa obsoleto 5 anni dopo che è uscito di produzione: Apple non si occuperà più di ripararlo.
      da sempre Apple produce macchine e programmi che vi girano: da sempre è lei a decidere quali macchine possono fare girare il prossimo sistema operativo.
      in senso più pratico, no, il portatile non diventa obsoleto quando lo decide Apple: non c’è un chip che Apple aziona a distanza per dire al portatile di non funzionare più.

      D

      • Roberto Rota 18 giugno 2012 at 14:03 #

        Apple glorifica la longevità dei suoi prodotti, e gli ho sempre dato ragione. Ma nella logica aziendale più recente, Apple non vuole che i suoi prodotti diventino obsoleti, vuole che li sostituisci molto prima e fa di tutto per incentivarlo.

        Io e Filippo Corti, pur non conoscendoci, a volte osserviamo le cose dalla stessa angolazione 😉

    • Roberto Rota 18 giugno 2012 at 13:58 #

      Precisamente, non è banale, non è da tutti anzi da pochi.

      Alle difficoltà di smontaggio e rimontaggio, aggiungici anche quelle per reperire i pezzi.

      E se qualcosa ti va storto, sono pure cavoli tuoi…

      😉

  4. kento73 18 giugno 2012 at 18:14 #

    La limitazione maggiore che ha il nuovo Macbook Pro Retina è quella della Ram non aggiornabile. Non è possibile comprarlo con 8GB e pensare un domani di aggiornarlo a 16. E sappiamo i costi della ram presso Apple.

    Per quanto riguarda il disco SSD è possibile che produttori di terze parti più avanti producano pezzi per aggiornare anche quello.

    Ricordo che al mio PB 12″ la batteria era facilmente cambiabile, ma non ho mai avuto il coraggio di cambiare il disco, in quanto all’epoca c’era da intervenire dall’alto togliendo la tastiera 🙂

  5. Fearandil 19 giugno 2012 at 09:13 #

    Concordo sulla RAM saldata, come professionista, ma se il mercato da ragione ad Apple, ovvero venderà una vagonata di MacBook Pro nuovi e non di quelli con la RAM aggiornabile, beh, continueranno. Giustamente, a farli cosi. Rendetevene conto, noi siamo quelli che guidano i “furgoncini”, Apple ora vende macchine e scooter, tutto un’altro mercato. 16GB servono a poca gente, oramai le prestazioni surclassano le esigenze.

    Quanto alle batterie, a parte un adesivo, non c’è molto di più da fare che staccarle e riattaccarle. La verità è che son batterie cosi costose che Apple quasi non fa pagare la manodopera, quindi non sperate di trovarle da terze parti con sconti pazzeschi. Infine, le batterie sostituibili: queste fisse son cosi più efficienti che mi sembrate quelli che non volevano abbandonare l’avviamento a manovella sulle automobili, per quella diavolerie elettrica del motorino di avviamento.

    Ps. Consiglio a tutti un paio di occhiali da sole polarizzati con l’iPad all’aperto: si vede molto meglio e tranne casi di solleone rimane utilizzabile.

  6. w4lly 19 giugno 2012 at 15:47 #

    Solo una precisazione: la sostituzione della batteria sull’iPhone 4 è (confronto ai precedenti modelli) di una facilità disarmante. Il coperchio posteriore slitta via (tolte le due viti a fianco al dock) e la batteria è lì in bella mostra.

  7. Guido 19 giugno 2012 at 17:23 #

    Ma davvero invalida la garanzia la sostituzione autonoma della batteria? Perché comunque è proprio banale, basta togliere dieci viti; certo, ci si mette due minuti in più che semplicemente a sganciare una batteria vecchio stile, ma non ci vuole nessuna speciale abilità tecnica.

  8. Puce72 19 giugno 2012 at 19:34 #

    Sicuro di aver scritto tu questo articolo, e non Venerandi?

    • Roberto Rota 19 giugno 2012 at 20:33 #

      ehehhe sicurissimo, farina (avariata) del mio sacco 🙂

      cosa ti fa venire in mente il buon fabrizio?

      rob

      • Puce72 19 giugno 2012 at 21:15 #

        Una discussione simile che abbiamo avuto sulla obsolescenza vera o presunta o indotta dell’hardware Apple.
        Il MBPR è un’ottima macchina con soluzioni estreme di ingegnerizzazione che possono piacere o meno, che hanno dei punti a sfavore, ma anche dei punti a favore. Non credo che una macchina come il MBPR diventi obsoleta perché ha la RAM saldata: la RAM saldata è un problema (così come il display) in caso di guasto, ma non ha nulla a che vedere, in senso stretto, col fatto che la macchina possa diventare obsoleta in tempi brevi.

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