Ora Volunia è arrivato

Volunia nuovo motore di ricerca

A dicembre ci si chiedeva quando sarebbe arrivato Volunia, il motore di ricerca made in Italy.
Nonostante la prima impressione fosse generalmente negativa il nome ed il curriculum dell’autore hanno portato tutti a dargli fiducia, anche per la speranza di avere più alternative nel settore dei motori di ricerca.

Il 6 febbraio finalmente è stata fatta la presentazione mondiale: non è stato proprio un successo, su twitter si era diffuso l’hashtag #voluniafail, chi seguiva via streaming la presentazione per lungo tempo ha visto schermate nere (si erano dimenticati di accenderlo, svela Riccardo Luna), i lunghi e inutili discorsi iniziali hanno fatto capire che aria tirava, le lunghe metafore sui polli (piuttosto che uno straccio di demo) hanno scatenato centinaia di battute.

Chi l’ha paragonato a Google ed ai suoi risultati è rimasto assolutamente deluso. Ma anche chi aveva meno aspettative diversamente è uscito dalla prova su strada con entusiasmo o speranza. Come dice sarcasticamente Sauro nel forum

grafica, design e comunicazione, sono accessori…

Ad altri non va giù la minuscola indicizzazione del web, nonché il fatto che per scelte tecnologiche non ci saranno mai nelle ricerche alcuni tra i siti più diffusi (Google, Facebook e Twitter tra gli altri).

Anche i commenti trovati in giro non sono stati gratificanti: ci sono quelli che evidenziano più le speranze come il sopracitato Luna oppure Wired, mentre altri come Pandemia lo stroncano praticamente senza appello. Linkiesta ne attribuisce le colpe anche all’ambiente in cui è nato, ma offre a Marchiori in un intervista la possibilità di ammettere il fail e di confermare la sua fiducia.

Credo che sia stato un grande errore presentarlo in questo modo, in un settore dove si fa presto a dimenticare qualcosa che alla prima prova non ci impressiona positivamente. Anche l’idea di basarsi sui consigli degli altri, a parte gli aspetti tecnici, non so quanto porterà lontano il progetto. Per dirla come dice Mantellini sul Post

di una cosa siamo abbastanza certi: che un nuovo Pagerank illuminato non potrà essere composto mediante i consigli dei nostri amici. Non abbiamo amici abbastanza intelligenti.

Insomma credo che non sarà questo l’inverno in cui ci saranno rivoluzioni nei contenuti come si auspicava Daniele a fine anno.

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4 Commenti a “Ora Volunia è arrivato”

  1. Stefano 14 febbraio 2012 at 11:53 #

    Mi dissocio da quanti si sono sentiti autorizzati a “stroncare” un servizio appena nato e che, invece, ha molto di innovativo. Come tutte le innovazioni, pochi ne riescono a comprendere il potenziale (non mi metto certo tra questi) e molti invece sono pronti a difendere lo status quo.
    Passo ai punti positivi:
    Il non indicizzare altri motori e i social network è assolutamente corretto per chi si propone come alternativa (e sono convinto che il social “on the way” sia molto migliore del social “in the cage”);
    giudicare dalla presentazione un servizio è tipico di chi guarda all’involucro e non al contenuto, d’altra parte è vero che se google ha migliaia di programmatori full time, Volunia non va oltre le decine part time…
    quanto all’indicizzazione parziale non rappresenta un problema, se non di tempo, ma il punto è che l’dea di volunia rappresenta un passo avanti nell’utilizzo della rete, per integrazione almeno.
    L’Italia è purtroppo così, si infama il ricercatore che ha previsto il terremoto de L’Aquila e si glorificano i ricercatori (copiatori) americani di una famosa università perchè “scoprono” un metodo per prevedere i terremoti; si copre di accuse infamanti DiBella per aver scoperto una terapia contro il cancro e poi si esaltano le solite pseudo università americani per aver “scoperto” il ruolo antitumurale della somatostatina (alla base del metodo di Bella).
    Finquando non riusciremo ad affrancarci dalla colonizzazione culturale del “chewing gum”, non avremo il necessario sguardo verso ciò che sappaimo fare meglio…

    • Cristiano Ferrari 14 febbraio 2012 at 12:10 #

      - Gli altri motori non sono indicizzati non per scelta, ma per la scelta del framing (addirittura considerate illecite negli Stati Uniti).
      – Quando ti presentano un prodotto ti deve venire voglia di usarlo; poi magari col tempo scopri le magagne. Quando uscì Google (che era ben lontano da essere quello attuale) ti veniva voglia di abbandonare subito i mostri sacri dell’epoca.
      – La speranza che in Italia possa avvenire qualcosa di importante la nutro anch’io, ma non per questo ogni cosa fatta in Italia deve essere sostenuta come se fosse buona. Magari si scopre che i collaboratori di Marchiori sono tutti indiani e per me non cambierebbe di una virgola il giudizio.
      – L’interfaccia e l’usabilità fanno parte della user experience, tanto quanto il contenuto e l’idea. Pena il fallimento, imho.

  2. Signor D 14 febbraio 2012 at 11:55 #

    Non si può non essere critici, sì, ma io resto speranzoso: qualcosa di interessante c’è, forse ne viene fuori qualcosa di utile.

    D

  3. vulture 16 febbraio 2012 at 12:02 #

    io ho mandato la mail ma non sono ancora riuscito a provarlo… :(

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