Piove sempre sul bagnato

Le alluvioni in Tailandia non sono state soltanto un grave trauma per i Tailandesi, ma anche un duro colpo per i produttori di dischi fissi, ed in questo caso, le conseguenze coinvolgono direttamente anche per noi consumatori di dati e computer.
Il monsone quest’anno ha sommerso, pare, sei milioni di ettari.

Le prime stime parlavano di una riduzione del 30% della produzione mondiale; i prezzi sono triplicati ed i primi a preoccuparsi di questa situazione sono stati Tim Cook (Apple) e Meg Whitman (HP) ed anche se la situazione sembra avviarsi verso il ritorno alla normalità, si tratterà probabilmente di un processo lento, che si concluderà probabilmente verso la fine del 2012, inizio del 2013, secondo l’analisi dell’aministratore delegato di Seagate, Steve Luczo, esposta a All Things D.

In questo contesto è forse più ragionevole rinviare gli acquisti di dischi fissi, piuttosto che pagare un prezzo di mercato molto alto per via della congiuntura sfavorevole, ma non per questo è inutile informarsi.

Di sicuro non c’è da stupirsi se le indondazioni in un solo paese bloccano il mercato dei dischi fissi dell’intero pianeta, e non solo per la concentrazione dei siti produttivi in paesi dell’estremo oriente, ma anche perché sono oramai soltanto tre al monto i produttori che si spartiscono questo mercato, salvo soggetti estremamente marginali. Seagate, infatti, ha comprato Samsung; Hitachi sta nelle mani di Western Digital, ed il 90% del mercato è già rappresentato, mentre il restante 10%, invece, è di Toshiba: una situazione di concentrazione che non apprezza la commissione europea: qui, e qui.

Sperando che il mercato possa evolvere con delle sorprese positive per i consumatori, che fare per affrontare la congiuntura? Alcuni forse coglieranno l’opportunità per passare ad un disco a stato solido, altri potranno magari pazientare o ridurre il loro bisogno, oppure, se ancora non l’hanno fatto, ricorrere a servizi in linea.

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5 Commenti a “Piove sempre sul bagnato”

  1. erto 3 dicembre 2011 at 17:20 #

    la gente muore e non più una casa, ma cazzo, come faremo noi poveracci a vivere se gli hd aumenteranno di prezzo? nessuno pensa mai a noi! quelli la dovrebbero smettere di fare le vittime e continuare a produrre anche sulle canoe per poterci dare quello di cui abbiamo bisogno per vivere: un contenitore adatto a contenere le foto e i video di noi con i bambini, noi con il gatto, noi con i nonni, ossia tonnellate di merda.
    evviva le priorità della vita!

    • Signor D 3 dicembre 2011 at 19:52 #

      continuare a produrre anche sulle canoe

      Mh, no: sulle canoe non si può allestire una camera chiara, indispensabile per la produzione di dischi fissi.

      D

  2. PippoSuper 14 dicembre 2011 at 20:44 #

    Mmmh… penso che si chiamino camere bianche e non camere chiare. “La camera chiara” era un testo di Roland Barthes. 🙂

    • Signor D 23 dicembre 2011 at 02:01 #

      Bravo, grazie: da tempo mi dicevo che il termine doveva essere un altro e che non poteva coincidere con quel titolo. Dopo averlo letto e disprezzato è il colmo che mi resti in testa… il punctus, pf!

      D

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