Domani, martedì 4 ottobre, evento Apple a Cupertino.
Di quello che potrebbe o si vorrebbe che fosse annunciato è già pieno il web, ovvero tutto e il contrario di tutto così male che vada puoi sempre dire “come avevamo preannunciato…”, un’affermazione che piace tanto in molti siti, quasi una mania oserei dire, come se alla fine facesse una qualche differenza.
Del resto è facile che sia Apple stessa a volere che le cose vadano così, mettere in giro indiscrezioni ad arte, anche molto diverse tra loro, è uno dei modi migliori per tenere gli occhi indiscreti lontani da quello che conta per davvero, e che va tenuto segreto fino all’ultimo. Qualche volta gli è andata male a Steve e soci, ma nel complesso è una strategia che paga. Bastano un po’ di imbeccate ben piazzate, magari con la complicità di qualche giornalista/blogger compiacente, ed attendere che le fotocopiatrici del web si accendano.
In Apple ci stanno attenti alla segretezza, ci investono parecchio, e non c’è dubbio che la gestione delle indiscrezioni rientri nei compiti dei “servizi segreti” di Cupertino. Rebecca Greenfield di Atlantic Wire, ripresa in italiano dal Post, ha messo in piedi quello che dovrebbe essere il decalogo della sicurezza secondo Apple. Da prendere con le dovute molle, ma non ho molti dubbi sul fatto che in Apple la faccenda venga gestita con un simile zelo, o magari anche di più.
In Apple stanno attenti ai particolari, nulla viene lasciato al caso. Scelte talvolta discutibili, ma mai casuali, come la coreografia che accompagna l’apertura di ogni Store, in qualsiasi parte del mondo. Se ne sono accorti con l’inaugurazione dello Store bolognese, con Aldo Grasso che scomoda perfino Aiazzone, buonanima, un’altro che c’aveva visto lungo su certe cose già dal 1983, anche prima che Steve Jobs tornasse in Apple e la reinventasse.
Provare per credere…
Funzionava. C’ha fatto un impero, ed erano mobili, mica gadget tecnologici.
La Aiazzone non è sopravvissuta molto al suo fondatore, scomparso all’improvviso. Steve invece ha il tempo, anzi figuriamoci se non l’ha già fatto, di far sì che Apple gli sopravviva date le circostanze che tutti ben conoscono.
Se quello di Aiazzone è un impero quello di Apple è un universo intero!
Al momento per me l’Apple Store di via Rizzoli è un bel negozio che vedo quando passo dal centro, proprio ieri ne ho apprezzato l’eleganza e la visibilità gradevole nell’economia della strada.
Sono d’accordo sulla sfida attuale di Steve: far sì che Apple continui senza di lui, al riguardo mi chiedo: sarà sul palco? Sarà tra la folla? Non ci sarà del tutto?
In fin dei conti se non erro è ancora presidente del Board!
> Se quello di Aiazzone è un impero quello di Apple è un universo intero!
beh devi contestualizzare, altrimenti è come paragonare una formica ad un elefante.
rob
Vero! Ma il paragone comunque mi pare un poco forzato. Apple ha una struttura che, viste le dimensioni, è qualitativamente più complessa e ben strutturata. Appunto, formica ed elefante non differiscono solo nelle dimensioni! Anzi, a ben vedere le dimensioni sono l’ultima delle cose che mi vengono in mente anche se saltano agli occhi.
Fa parte del marketing Apple. Tutto vero.
Se non ci fosse ‘ sta cosa, Apple sarebbe come gli altri produttori:noiosa e ‘contafrottole pro domo sua.
Se pure Apple lo facesse e si comportasse come la concorrenza, sarebbe il disastro. Non sopravviverebbe molto; qualche tempo fa è andata molto vicino a scomparire.
Per Apple è stato un trauma a e ne ha tratto una lezione molto dura, che non dimenticherà più: se fai come gli altri scompari o, nella migliore delle ipotesi….La tua area di mercato e i tuoi profitti si vaporizzano.
Da allora fa di tutto perchè quell’orribile esperienza non si ripeta e quel gossip è uno dei suoi strumenti perchè l’oblio non prevalga…..