Prova su strada di SkyPen, una penna non capacitiva per iPad

Dopo che Roberto aveva segnalato una nuova penna in questo articolo, mi sono deciso, mi sono informato e l’ho presa.

Aperta la confezione (fatta bene devo dire), mi trovo una serie di ricambi per il pennino, la batteria, la penna e il “ricevitore”.
Scarico i programmi che sono indicati nel manuale e via.

I programmi gratuiti sono: Idealnotes (è praticamente ghostwriter, infatti se lancio ghostwriter la penna funziona), Flynotes e Studio Basic.
La prima cosa da fare è la calibratura della penna.
Poi si parte.

Primi test insoddisfacenti: forse bisognerà prendere la mano ma molte prove mi accorgo che la penna deve rimanere sempre nella posizione di calibratura, ovvero se calibri con la penna a 45° poi devi scrivere sempre in quella posizione. E questo è già un limite perché una piccola variazione dell’inclinazione ti sposta il punto dal pennino.

Allora ho cercato di scrivere con la penna perfettamente verticale rispetto al piano dell’iPad ma le cose non sono migliorate.
Nel centro dello schermo il punto di scrittura ti appare proprio sotto alla punta del pennino ma appena ti sposti, questo si allontana dalla penna.
Insomma, nei vertici c’è una differenza tra punto scritto e pennino di 3 mm.
Il test è stato eseguito sui tre programmi sopra citati.

L’effetto è visibile su Idealnotes e Studio Basic grazie al fatto che sul piano di scrittura viene proiettato il cursore che sarà poi il nostro punto appena la penna viene schiacciata. Il cursore è sicuramente utile per la ripresa di linee o, in generale, per controllare il segno (cosa difficile con le penne capacitive) ma l’offset disturba enormemente l’utilizzo della penna.

Un altro aspetto negativo è il ritardo del segno rispetto alla posizione della penna. Solo Flynotes risponde abbastanza velocemente alla variazione della posizione della penna ma manca del puntatore.
Ho provato a scrivere, a disegnare, a fare semplici schemi e devo dire che sia il ritardo che l’offset rende lo strumento poco pratico e, per i miei gusti, insoddisfacente.

Ho usato uno strumento simile (penna + ricevitore) per registrare i miei appunti su fogli di carta e devo dire che questo strumento è molto più preciso e affidabile. Si usa una penna ad inchiostro ad infrarossi e si scrive su un foglio a4 bloccato su una cartellina mediante il ricevitore che è dotato di una pinza per fissare saldamente il foglio. Mi son trovato bene e speravo che fosse altrettanto valida la nuova penna per iPad ma non lo è!

Il costo è di 90 euro.

In rete ci sono altri prodotti (iPen ad esempio) ma sembra che chi l’ha acquistata abbia avuto problemi simili ai miei. Evidentemente la tecnologia non è matura. Inoltre sono poche le app che supportano questa tecnologia.
La mia conclusione è che la penna per iPad a raggi infrarossi (e ultrasuoni) non funziona come dovrebbe:

  • ha un ritardo eccessivo rispetto alla posizione del pennino
  • non è precisa (3 mm di imprecisione sono troppi)
  • ci sono pochi programmi per usarla e non sono stati studiati bene (ad esempio spesso mi capita che il polso blocchi il programma perché non c’è un setting che lo rilevi)
  • costa ancora troppo
  • quella che ho preso io è poco pubblicizzata (solo su youtube) e non sono presenti in rete specifiche

Pertanto, ho già concordato con il venditore che gliela renderò perché non conforme alle aspettative.

Vi lascio un filmato che spero sia chiarificatore.

 

Shortlink: http://www.tevac.com/?p=10566

10 Commenti a “Prova su strada di SkyPen, una penna non capacitiva per iPad”

  1. Signor D 5 giugno 2012 at 15:28 #

    Caspita, un prodotto da dilettanti! A quale delle tue penne torni?
    http://www.tevac.com/recensione-penne-per-ipad-e-iphone

    D

  2. gerod 5 giugno 2012 at 17:09 #

    😀
    La bamboo direi che mi soddisfa ancora in attesa che Apple esca con qualche novità che è stata brevettata nel 2010.

    • Roberto Rota 5 giugno 2012 at 22:41 #

      Secondo me Apple non è da “penna”… le lascia fare agli altri

      • Daniele Pitrolo 5 giugno 2012 at 22:56 #

        C’è il brevetto, quale, che particolarità ha?
        Le penne le lascia fare ad altri? Sì, viene da crederlo, soprattutto dopo il Newton. Eppure in quanti avrebbero scommesso, anni fa, su una custodia Apple? Ed invece ecco Smart Cover! Per tacer del carica batterie. Insomma, non ci scommetterei

  3. gerod 5 giugno 2012 at 22:44 #

    dici?
    Il brevetto ci sarebbe anche però.
    Vuoi mai che spunti qualcosa che spiazza tutti?

    • Daniele Pitrolo 6 giugno 2012 at 13:31 #

      Luuungo, non ho voglia di leggerlo, per una cosa che poi non credo faranno: mi sembra che Apple segua la politica “tu intanto brevetta”. Certo, fosse stato uno di quelli con i disegnini, magari lo capivo in un lasso di tempo ragionevole. Grazie comunque!

  4. Roberto Rota 6 giugno 2012 at 00:38 #

    bhe sì, tutto è possibile con Apple, ora poi senza jobs certi veti potrebbero venire meno…

  5. gerod 7 giugno 2012 at 16:42 #

    Riconsegnata la penna!
    Mi han dato un buono da spendere!
    😉

    • Signor D 10 giugno 2012 at 10:41 #

      A questo punto devi farci sapere cosa prendi al suo posto, e poi fare una recensione è quasi un obbligo morale! 🙂

      D

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