Tastiera compatta Apple Keyboard

Questa recensione non è per spingervi all’acquisto di qualcosa di nuovo, visto che la tastiera compatta Apple di alluminio è di serie con tutti i nuovi computer comprati sull’Apple Store.
E poi siamo anche in tempo di crisi, non dobbiamo spendere soldi, siamo sempre incessantemente spinti dalla tv, da internet, andando per strada a parlare, vedere cose che devono essere comprate.
Metto un DISCLAIMER anzi. La mia paura è che questa mia recensione possa rendervi più poveri, possa non rendervi felici. Che possa spingervi all’acquisto di qualcosa. Anche io adesso, mentre scrivo questa recensione, sto aiutando un processo che potrebbe danneggiarvi.

Apple Keyboard
Acquistare è diventato normale, fare shopping dà tranquillità, appaga, dà senso a quello che si fa per otto, nove ore al giorno chiusi da qualche parte a fare magari qualcosa di alienante. Acquistare è un dovere sociale, tanto da doversi indebitare per farlo, aprire mutui, prestiti, andare in rosso, pur di avere.
Anche poco, ma l’importante è spendere. Questo è il sistema sociale in cui viviamo, stiamo tutti bene finché non stiamo male, allora stiamo tragicamente male. Sentivo alla radio qualche giorno fa un centro antiusura del genovese ed era impressionante pensare quante persone solo a Genova contattano i centri antiusura perché sono rimaste vittime di questo meccanismo: affondate sotto troppi prestiti, mutui variabili diventati macigni. Quando succede è colpa loro, è normale.
La stessa società che ogni singolo istante manda messaggi chiari e diretti che ti invitano, chiedono, impongono di spendere e di comprare, la stessa società -dicevo- ti abbandona nel momento che rimani vittima di questo messaggio sociale. Hai perso il tuo lavoro, e quindi non puoi più fare parte del consesso dei consumatori? Non puoi più pagare il debito che ti abbiamo permesso di fare? La colpa è tua. Sei un paria, non sei affidabile, non sei un consumatore affidabile, non puoi permetterti gli oggetti che tutti hanno, non puoi upgradare il tuo sistema e soprattutto non puoi avere la tua Apple Keyboard di alluminio.
La Apple Keyboard compatta di alluminio (da ora in poi e fino alla fine dell’articolo AKCA) è l’ultima di una lunga serie di tastiere apple e, lo anticipo subito, è decisamente migliore delle serie che l’hanno immediatamente preceduta.
La Apple infatti, dopo aver sfornato per anni tastiere decenti a switch meccanico, tra cui la famigerata Apple Extended Keyboard, dal 1998 aveva iniziato a produrre delle mediocrissime tastiere basate su tecnologia “bubble”.

Apple Extended Keyboard

I tasti, invece di avere un proprio meccanismo di battuta, erano dei semplici pezzi di plastica poggiati su di una “bolla” di silicone. La pressione del tasto schiacciava la bolla che attivava il sottostante foglio stampato che dava l’impulso al tasto. Questo significava che man mano che il tempo passava e la bolla perdeva di elasticità, il rilascio del tasto era sempre meno reattivo, la frizione della plastica contro il bordo che la conteneva era sempre maggiore e la caduta del tasto fine corsa era sempre più pesante.
Con questa nuova serie di tastiere, che comprende oltre alla AKCA anche una alluminium estesa, con tanto di tastierino numerico e una compatta bluetooth, apple cambia tecnologia, adottando la cosiddetta tecnologia “scissor”. Si tratta in pratica della stessa tecnologia “bubble”, ma corretta con due forbicine di plastica poste tra tasto e bolla. Premendo il tasto si schiaccia la bolla, ma le due forbicine aiutano il tasto a risalire, danno un feedback tattile al dito e stressano meno la bolla di silicone. Le “scissor” sono utilizzatissime tra i portatili, perché queste forbicine hanno il vantaggio di aver bisogno di bolle di silicone molto più ridotte rispetto alle “bubble”, funzionano con pochissima corsa e quindi si adattano perfettamente agli spazi sottiletta dei portatili.
Quello che Apple ha fatto è sostanzialmente di aver fatto una tastiera per portatili, senza il portatile, più o meno la stessa filosofia del Mac mini.
Esteticamente la AKCA è bellissima. La superficie in alluminio e il retro in plastica funzionano perfettamente e il look essenziale che taglia fuori ogni fronzolo si concretizza in un effettivo salvataggio di spazio sulla scrivania e una focalizzazione dell’utente sui tasti. Questi emergono dai fori fatti nell’alluminio, un po’ come era nelle vecchie tastiere del sinclair spectrum. Sembra una tastiera nata per scrivere e invita chi la utilizza a scrivere, anche se -vedremo più avanti- con alcuni limiti importanti.
Altre volte ho trovato il minimalismo apple semplicemente scomodo, ma devo dire che questo della AKCA risulta invece parzialmente funzionale per le dita e per gli occhi, quindi per il pensiero.
La filosofia è in fondo la stessa di quella del macintosh plus, senza tastierino numerico, nessun tasto multimediale, ma solo quello che serve per scrivere. I tasti multimediali sono in realtà integrati nei tasti funzione, attivabili con il tasto FN, nuovo tasto per le tastiere desktop, fino ad oggi utilizzato solo nei portatili.
Ai lati sono presenti due prese USB, pudicamente nascoste sotto alla piastra di alluminio: soluzione elegantissima, ma che creerà qualche problema con periferiche USB più spesse.
Scrivere con la AKCA è notevolmente più piacevole che farlo con le vecchie “bubble”. Il feedback dei tasti è più marcato, la risposta è immediata, non c’è frizione nello schiacciare. I tasti sono notevolmente larghi e c’è un grosso spazio tra un tasto e quello successivo, è difficile sbagliare tasto ed è quasi impossibile premere due tasti contemporaneamente.
Ho provato però anche a fare un confronto tra questa tastiera e la mia SMK-88 che utilizza invece la tecnologia “meccanica” cherry. La mia impressione è che le tastiere meccaniche restino di gran lunga il non plus ultra per la scrittura su computer. Il difetto della AKCA da questo punto di vista è che si fatica molto di più. Tasti più larghi e più distanziati significa anche maggiore spazio che il dito deve percorrere per premere il tasto, e questo particolare tipo di scissor utilizzato da apple, con il tasto che emerge dall’alluminio, non permette al dito di scivolare sulla tastiera e la rende più “dura”. Anche se la corsa del tasto è minore, quando si scrive si sente la necessità di andare fino in fondo, quasi fino a sentire il “duro” del fine corsa, e questo alla lunga si sente. La scelta di avere tasti tanto sottili affatica, costringendo i polpastrelli molto più vicini alla base di alluminio, e la scrittura a dieci dita mi è sembrata rallentata e impedita dalla piattezza dei tasti, dalla dimensione e ancora dalla distanza.
Un secondo difetto riguarda la tecnica costruttiva: colla. L’eleganza del look va a pari passo con una disarmante scelta di assemblaggio che utilizza in molte parti la colla, rendendo del tutto impossibile lo smontaggio completo della tastiera per la pulizia. Se un figlio vi fa cascare della sana coca cola sui tasti, potete prendere la tastiera e cacciarla nel più vicino cassonetto apple. L’unica possibilità è quella di comprare una nuova tastiera Apple.
E -in fondo- una nuova tastiera significa spendere soldi. Non è questo il vero modo per essere felici?

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15 Commenti a “Tastiera compatta Apple Keyboard”

  1. Kiko 14 maggio 2009 at 08:36 #

    Bello. Grazie.
    Però preferisco questa tastiera a quelle “cherry”: posso far scivolare le dita e scrivere a maggior velocità.

    No, preferisco le “alluminio” ma spendere non mi gratifica (anche se, a volte, traggo un sospiro di sollievo…)
    😉

  2. fabriziovenerandi 14 maggio 2009 at 10:07 #

    Correggo un refuso: le tastiere bubble di apple apparvero nel 1998 e non nel 1999 come ho erroneamente indicato.

  3. robrota 14 maggio 2009 at 10:32 #

    @fabriziovenerandi
    ti ho corretto anche l’articolo 😉

  4. Puce 14 maggio 2009 at 10:44 #

    fabriziovenerandi :
    Correggo un refuso: le tastiere bubble di apple apparvero nel 1998 e non nel 1999 come ho erroneamente indicato.

    Primo iMac (il mitico BlueBondy ;)) ?
    Non mi pare di ricordarle sui Mac precedenti, anche se non ho testato tutte le tastiere di tutti i modelli di Mac

  5. fabriziovenerandi 14 maggio 2009 at 11:01 #

    @rob grazie
    @puce esatto. Afaik il G3 desktop aveva ancora la (pessima benché meccanica) apple design keyboard, mentre con il primo imac bondi blue apparirono le prime bubble. belle esteticamente imho, ma con una pessima meccanica.

  6. pphoto 14 maggio 2009 at 13:51 #

    A questo link:
    http://gadgets.fosfor.se/top-10-most-beautiful-keyboards/

    Travate una topten di alcune delle più belle e/o miglior tastiere mai prodotte.
    Peccato che sia antecedente alla alluminium keyboard, ma include la vecchia apple keyboard white BT…
    Io ho comprato con soddisfazione la Alluminium estesa wired e l’ho fatto perché occupa meno spazio, è USB 2, si accavalla perfettamente alla tavoletta grafica, e personalmente fatico di meno a scrivere. Da ciò, Per me il costo è ammortizzato, poi esteticamnte è la mia preferita nella suo design semplice e pulito, minimale.

    Unico dubbio ho disattiato i tasti multimediali, mi inibivano troppi tasti funzione utili per altri programmi, ed ho attivato le altre due modalità di exposé su F5 e F6, nonché spaces su F8.

  7. wallybear 14 maggio 2009 at 14:42 #

    @fabriziovenerandi
    Mi permetto di dissentire. Già le tastiere dei Performa (beige) non erano meccaniche. Ne ho una (beh, più di una) qui.
    La AEK, (“saratoga”) era un’ottima tastiera, ne ho sempre tenuta una sperando di avere il tempo di riconvertirla in USB (uhm, sono passati più di 10 anni aspettando quel tempo)

  8. fabriziovenerandi 14 maggio 2009 at 15:48 #

    Temo che lei dissenta giusto.
    Le tastiere del performa dovrebbero essere le terribili Apple Design Keyboard. Fino ad oggi credevo che fossero delle brutte mechanical, anche perché tempo fa avevo smontato un tasto di una design che ho, proprio per capire che tecnologia utilizzasse, e non avevo visto la bolla di silicone.
    Dopo il tuo messaggio ho fatto delle ricerche in rete e in diversi forum si parla delle design come di membrane keyboard, quindi bubble. Potrebbe essere che la membrana sia nascosta sotto la plastica e quindi io, smontando il tasto, non la abbia vista.
    Non ho trovato purtroppo in rete nessuna foto di una design smontata e non ho modo di smontarne una.
    Se fosse come dici, la scelta di apple di usare la scadente ed economica tecnologia bubble risalirebbe già al 1994.
    Grazie per la correzione! Se trovassi mai una foto di una design smontata mi toglieresti comunque una curiosità.

    f.

  9. wallybear 14 maggio 2009 at 17:56 #

    @fabriziovenerandi
    Confermo che le tastiere dei Performa sono le Apple Design Keyboard, e che sono a membrana (membrana di mylar con i circuiti serigrafati e zona di contatto grafitata, conetto in silicone con pastiglietta in gomma conduttiva). Ne ho una qui davanti, anno di produzione 1996, ed eccoti due foto (non ho tolto tutte le viti per mancanza di tempo, quindi l’inquadratura è terribile, e la foto è fatta col cellulare).

  10. wallybear 14 maggio 2009 at 17:58 #

    mmmmhh evidentemente non so come inserire le foto. Questo è il loro indirizzo:
    http://www.jaw.it/retro/adk1.jpg e http://www.jaw.it/retro/adk2.jpg

  11. MacRaiser 14 maggio 2009 at 19:04 #

    Articolo impeccabile, sopratutto in apertura e chiusura. Mi permetto di aggiungere che le tastiere Apple, per carenti che fossero, si sono pur sempre quasi in tutti i casi dimostrate assai migliori dei corrispettivi terrificanti mouse. Basti ricordare (con orrore) il mouse-saponetta delle prime generazioni iMac G3.

  12. fabriziovenerandi 14 maggio 2009 at 21:40 #

    @wally
    Oh fantastico! Grazie!
    Quindi non vedevo il gommino perché restava dietro la “lastra” di plastica beige.
    A questo punto l’ultima tastiera apple con switch meccanico è la extended II. Sarebbe interessante vedere come erano quelle di fascia bassa, che venivano date con l’lc.
    Le tastiere comunque sono un aspetto affascinante del design informatico. Oggi girando in cerca di una foto di una design aperta sono finito in un forum di geek che postavano le foto delle loro tastiere più geek e c’erano delle vere meraviglie.
    @macraiser sì, c’è da dire che il mouse saponetta è stato forse uno dei punti peggiori e -faccio outing- a me non dispiaceva neppure troppo, era solo un incubo da pulire. Tipo quello di due generazioni prima che potevi poggiare le dita sul bordo e il tasto era veramente un tasto, a me risultata sommariamente comodo.
    Ora uso il monotasto traslucido e non mi trovo poi troppo male, ma ogni tanto mi partono i click non voluti perché se appoggi la mano clicchi.

  13. fabriziovenerandi 15 maggio 2009 at 08:29 #

    pphoto :

    Peccato che sia antecedente alla alluminium keyboard, ma include la vecchia apple keyboard white BT…

    E’ una classifica abbastanza discutibile. Mi sfuggono gli elementi presi in considerazione per stilarla. C’è la Das Keyboard, che ho provato e che è una signora tastiera meccanica, ma la apple bluetooth bianca, che ho anche sconsideratamente comperato un po’ di tempo fa è una tastiera davvero mediocre. L’ho usata per qualche mese e poi l’ho regalata a mio fratello per non averla più intorno. E chi conosce la generosità che ho abitualmente nei confronti di mio fratello capisce che doveva essere davvero una chiavica per spingermi ad un gesto tanto inusuale.

    f.

  14. fabriziovenerandi 15 maggio 2009 at 08:30 #

    @pphoto
    TI ho risposto più sotto. Sono finito fuori thread.

  15. wallybear 15 maggio 2009 at 16:36 #

    @fabriziovenerandi
    Anche quelle dell’LC erano a membrana; comunque posso aprirne una per dare conferma, appena riesco a disseppellirla.
    L’ultimo mouse bianco apple bitasto con pallina è abbastanza noioso, è troppo facile causare involontariamente il clic del tasto destro e la pallina s’inceppa con facilità. Speriamo nella prossima incarnazione…

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