Riservatezza = Privacy = Sicurezza

Salvaguardare la riservatezza dei propri dati significa salvaguardare la propria privacy e, per molti aspetti, anche la nostra sicurezza. La rete non è una novità che sia un reticolo di trabocchetti, specchietti per allodole e truffe vere e proprie, e spesso ci si può incappare anche visitando apparentemente incolpevoli siti che, a loro volta, sono stati violati. Ed è uno solo dei tanti esempi che si potrebbero fare.

Come fare per cautelarsi, quali precauzioni adottare, come monitorare lo stato di salute delle nostre connessioni e dei nostri dati?

Poi ci sarebbe tutto un discorso da fare riguardante l’utilizzo della rete stessa, specialmente da quando spopolano i Social Network, quando è la rete stessa a dichiarare guerra alla privacy, a tentare di convincerci che oramai siamo tutti in piazza, che tutti possono conoscere tutto di tutti. Poi c’è il business sui dati in rete, e le recenti accuse mosse a Google sono solo l’ultimo fatto che dovrebbe far riflettere.

Ma alla fine noi come ci proteggiamo? Come gestiamo i famigerati cookies dei browser? Monitoriamo le connessioni che effettuano i nostri apparecchi in rete, computer o smartphone che siano, e come?

Tante domande, e la nostra esperienza, anche nelle cose apparentemente più semplici, potrebbe essere di aiuto a tanti altri meno esperti, o solo meno smaliziati.

Se volete possiamo discuterne qui, con i commenti, o se preferite una discussione è già attiva sul forum: Riservatezza in rete: cosa fate, voi?, che vi consiglio comunque di sfogliare per farvi un’idea di quanto già detto e discusso.

Sarebbe interessante e credo pure utile, una volta tratte le conclusioni, farne un estratto semplice e comprensibile ad uso e consumo degli amici di Tevac. Ci impegneremo in tal senso…

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Un Commento a “Riservatezza = Privacy = Sicurezza”

  1. gian.luca 7 marzo 2012 at 12:37 #

    I social network sono strumenti che danno la possibilità alle persone di condividere i propri interessi in rete. Bacheche in cui puntare un messaggio, una foto, un video o un evento. Possiamo decidere il livello di condivisione (pubblica o circoscritta a un ristretto gruppo di amici).

    Nel momento in cui decido di inviare un post su tevac per esprimere la mia opinione, accetto (per definizione) una riduzione della mia privacy e questo non rappresenta alcun problema – poiché sono responsabile di ciò che scrivo.
    E’ dovere di chi gestisce il s.n. garantire i dovuti livelli di privacy (a norma di legge). Se un s.n. si permette il ‘lusso’ di utilizzare i dati personali degli iscritti per altri scopi, allora deve vedersela con la giustizia.. e questo vale anche per gli ultimi casi che conosciamo: cookie traccianti e sistemi vari per eludere la privacy tramite i cookie di un browser. Ci sarebbe lavoro per decine di avvocati per un anno intero.. ma sappiamo, purtroppo, che questi colossi hanno appoggi molto solidi, poiché fanno comodo al sistema, anzi, sono parte integrante di un sistema su cui ci sarebbe da riflettere..

    Altro aspetto è quello della sicurezza del sistema e delle app da cui operiamo.
    La sicurezza è determinata al 90% dal corretto utilizzo di un sistema.. possiamo andare in giro con una berlina hi-tech con elettronica di bordo, 20 airbag e frenata intelligente, ma se siamo imprudenti (o incoscienti) la probabilità di farsi male è solo poco inferiore a quella che avremmo su una vecchia fiat 124 :-)

    Nel momento in cui ci colleghiamo a servizi sul web, è nostro compito adottare tutte le precauzioni. Ed è nostra libertà quella di scegliere l’OS che reputiamo più “sicuro” come fondamenta, come architettura di sistema.
    L’os, dal mio punto di vista, deve essere fatto in modo da poter essere impiegato in sicurezza senza l’ausilio di sw anti-malware di terze parti. Altrimenti significa che è pieno di vulnerabilità non risolte.
    Tuttavi, *non* esiste l’OS sicuro a livello assoluto.

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