Se Steve vi avesse chiesto…

Claudio Torretta

Poniamo che il calendario riporti un paio d’anni in meno degli attuali, ovvero quando la dipartita di una delle menti più brillanti ed incisive della storia contemporanea era ancora di là da venire; poniamo che ognuno di voi si trovi in casa in una giornata lontana dal lavoro, intenti a rilassarvi gustandovi un buon libro, oppure godendovi le note del vostro disco preferito, o magari ancora vagando per la rete tramite il vostro amato computer della mela, o infine stando semplicemente sdraiati sul divano pensando ai fatti vostri; poniamo che ad un tratto il campanello della vostra porta di casa prenda a squillare.

A questo punto immagino che la più comprensibile ed umana delle reazioni grosso modo preveda nell’ordine: un’alzata d’occhi al cielo, una maledizione e/o una rivisitazione in chiave vernacolare dei santi del paradiso masticata/e a voce più o meno bassa ed il desiderio forse mai così grande nella vostra vita di poter controllare un fulmine creandolo e dirigendolo a vostro piacimento.

Visto che non attendete nessuna visita potreste tranquillamente utilizzare uno dei trucchi più vecchi al mondo simulando la vostra assenza; ciò nonostante decidete comunque di abbandonare ciò che stavate facendo e vi avvicinate alla vostra porta di casa, muovendovi di soppiatto per non tradire la vostra presenza. Avvicinate l’occhio allo spioncino, osservate bene chi vi è di là dalla porta, staccate l’occhio per schiarirvi lo sguardo, lo riavvicinate al suddetto spioncino e subito fate mente locale cercando di ricordare se per caso la sera prima abbiate esagerato con l’alcol, e poiché la risposta è negativa vi risolvete ad aprire la porta.

Steve JobsE sì, in piedi davanti a voi, sul vostro zerbino, c’è nientemeno che Steve Jobs, in uniforme d’ordinanza jeans dolcevita e sneakers; lo stesso Steve Jobs che avete imparato a conoscere come colui che ha inventato il computer come lo concepiamo oggigiorno e che lo ha reso utilizzabile a milioni di persone; lo stesso Steve Jobs che spesso avete ammirato per le intuizioni geniali e rivoluzionarie e l’anticonformismo; lo stesso Steve Jobs che magari avete anche duramente disapprovato per le sue scelte ed il suo carattere; lo stesso Steve Jobs che, mentre voi avete ancora la tipica espressione da baccalà stupito stampata in volto, con lo sguardo diretto all’interno della vostra casa vi fa delicatamente intendere che gradirebbe spostarsi dal pianerottolo…

Una volta passato lo shock, riacquistate da parte vostra la facoltà di discernimento, della parola e del movimento, e dopo che entrambi vi siete accomodati, venite a sapere che il motivo della sua visita è estremamente semplice (si fa per dire…): Steve sta visitando tutti (vabbè, poniamo che la cosa fosse realizzabile) gli utenti della mela partendo dai più fedeli per porre loro qualche domanda di eccezionale portata.

Ovvero: come desiderereste che fossero il prossimo Mac ed il nuovo sistema operativo? Di quale funzione o insieme di funzioni riterreste la presenza indispensabile? Cosa vorreste che vi accattivasse di più dei nuovi Mac in futuro? Quale nuovo prodotto vorreste che Apple commercializzasse? Quale qualsiasi altro suggerimento avreste da proporgli?

Posto che la più che comprensibile emozione e lo stordimento dovuti a questa fila di domande di fuoco non paralizzi il vostro cervello e la vostra lingua, cosa avreste risposto al buon vecchio Steve?

Tags: ,

10 Commenti a “Se Steve vi avesse chiesto…”

  1. MacRaiser 1 novembre 2011 at 07:36 #

    Di dividere i suoi immani profitti con chi glieli fa fare, quegli immani profitti.Trattamento umano per chi lavora in Foxconne e nelle altre fabbriche che producono per Apple. Di tornare ai tempi in cui Apple rispettava il lavoro e i diritti umani; quando costruiva a Cork, per esempio: questo gli chiederei. Il resto, in mancanza di questo, poco importa.

    • martyr 1 novembre 2011 at 13:08 #

      ma non ti stanchi mai?

  2. ClaF 1 novembre 2011 at 10:04 #

    Vorrei che il Mac continuasse ad essere un Mac. Per chi è Mac user e non Apple user o iPhone user. Che continuasse per quella strada meravigliosa che lo ha fatto diventare una parte importantissima della mia vita e ben oltre l’essere un oggetto. Vorrei continuasse oltre tutti i dubbi, come accadde nel 1996 magari, quando era dura essere Mac user (anzi, all’epoca ancora Macintosh user), ma di lì a due anni Steve sarebbe tornato.
    Steve questa volta non tornerà, quindi gli chiederei che nei suoi progetti lasciati in eredità ci sia sempre e comunque spazio per chi è sempre e solo stato un Mac user.

  3. simulacron 1 novembre 2011 at 11:01 #

    Mac?Quello pro, da tavolo aggiornato un briciolo nelle sue cose interne. Il resto sembra andare bene. Il resto. Profitti compresi….Tranne quelli da MacPro trascurato e ora vituperato, semi abbandonato e prossimo alla fine, secondo i rumors della (dalla?) rete.
    Forse per quello che lo scelto….Forse….

  4. ciccio 1 novembre 2011 at 16:03 #

    Gli chiederei conto del fatto che nel 1984 lui (forse piú Woz) voleva liberare gli utenti dal mainframe, dando un vero personal computer e dal “1984″ di Orwell, mentre oggi il MAc é il piú seducente mezzo per schiavizzare gli utenti.
    Troppo spesso (ma non sempre, fortunatamente), per i soldi si svendono anche gli ideali…

    • martyr 1 novembre 2011 at 20:19 #

      eccone un altro…

    • simulacron 3 novembre 2011 at 17:36 #

      Sai di cosa stai parlando? Lo sai che, l’80-90% di computer non è stato fatto da Apple?
      Prova a rivolgerti lì. Ma non solo quando fa comodo….Sempre…. Per un motivo semplice: pare si chiami
      coerenza…..

  5. Signor D 2 novembre 2011 at 20:47 #

    Mi piace questa fantasticheria. Avrei chiesto… di inventare di nuovo. Come ha inventato una nuova strada per l’informatica, di inventare una nuova strada per una realtà economica di successo.

    D

  6. gennaro_mac 4 novembre 2011 at 19:17 #

    Gli chiederei una maggior attenzione per il mercato professionale, non tanto dal punto di vista dell’hardware quanto da quello software.

  7. spiderbat 18 novembre 2011 at 20:06 #

    Mah, restando nello spirito surreale della cosa, gli avrei fatto presente che (già allora) ogni convention Apple piuttosto che darmi il piacere di qualcosa di nuovo e desiderabile stava cominciando a farmi tribolare in anticipo per la paura di qualche novità sgradita. Ormai da tribolazione siamo passati a quasi certezza e il fatto che per la prima volta da quando, nel lontano ’86, sono diventato utente Mac ho deciso di non installare un nuovo sistema operativo che pur funzionerebbe perfettamente sul mio computer attuale la dice molto lunga.
    Quando ho incontrato il Mac per la prima volta è stata anche una sfida intellettuale, quella di assimilare i volumi all’inizio per me arcani di “Inside Macintosh” e passare da estensore di programmi a sviluppatore di applicazioni;
    ormai ho paura che il Mac non sia più “for the rest of us” ma “for the rest of them”, ossia per quelli che usano il computer per girellare in rete, comprare canzoni e video, pavoneggiarsi su feisbuk.

Lascia un Commento