Uno spazio pubblico dedicato a Steve Jobs? Reggio Emilia sarebbe la città giusta.

Diventano insistenti le voci in rete sull’intitolazione a Steve Jobs di uno spazio pubblico a Reggio Emilia.

Non ho avuto modo e tempo di verificare/approfondire, ma l’idea mi piace. Soprattutto, mi pica e che sia proprio Reggio Emilia a voler mettere nella propria memoria, intitolandogli uno spazio pubblico, anche il co-fondatore di Apple. Magari la prima città italiana a farlo?

Il perché è presto detto, ed il fatto che fino al novembre scorsi o io abbia lavorato per qualche anno a Reggio Emilia non ha niente a che vedere.

Magari qualche utente Apple dell’ultima ora crede che la presenza di Apple in Italia sia nata da Apple stessa, con la sua sede milanese prima e con i suoi store ora, invece tutto nasce prima, grazie ad un imprenditore emiliano.

Tal Vittorio Lasagni, imprenditore, fondatore della Iret Informatica di Reggio Emilia, è stato probabilmente il primo grande appassionato Apple italiano. È stato lui infatti a portare la mela mordicchiata nel nostro paese nel 1977, fino a diventarne distributore esclusivo nel 1979. Solo nel 1983 si cominciò a parlare di presenza ufficiale di Apple in Italia, ma prima c’è stata la Iret Informatica. C’è stato Vittorio Lasagni, di Reggio Emilia. Onore al merito.

Ecco detto perché se un qualcosa, via piazza o altro che sia, deve essere dedicato a Steve Jobs, secondo me Reggio Emilia è la città giusta per farlo.

Per maggiori informazioni, alcuni link:

Prima di Apple Italia, Iret Informatica e Apple a Reggio Emilia

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30 Commenti a “Uno spazio pubblico dedicato a Steve Jobs? Reggio Emilia sarebbe la città giusta.”

  1. Max-B 19 aprile 2012 at 11:22 #

    John Lennon disse “Tuttti ti amano quando sei 3 metri sotto terra”. Per quanto tempo ancora dobbiamo sopportare i presunti meriti di Steve Jobs? Ora a Reggio Emilia avremo una piazza intitolata ad un grande affarista che non si è mai fatto scrupoli nel limitare la libertà dei propri clienti al fine per trarre profitto per la sua azienda.

    • Roberto Rota 19 aprile 2012 at 11:34 #

      Ho visto vie/piazze intitolate a personaggi ben più discutibili…

      Pure io critico certe cose di Steve Jobs, ma non è stato solo un affarista. Altrimenti occorrerebbe discutere anche di tutte le vie/piazze intitolate a Cavour, Mazzini e un sacco di altri personaggi che vengono ricordati in ogni città italiana.

      rob

    • poverinoi 19 aprile 2012 at 13:25 #

      Pensa che vorrebbero dedicare una piazza a Carlo Giuliani, un tipo in passamontagna che cercava di tirare un estintore in una camionetta dei carabinieri assediata dai black block…!

      • Antonino 19 aprile 2012 at 16:12 #

        sarebbe una delle tante sconferie dell’Italia, ma questo non giustifica l’aggiungerne altre… comunque vista la deriva non c’è da stupirsi più di nulla…

  2. Alle 19 aprile 2012 at 12:17 #

    D’accordissimo con @Max-B… mi sembra veramente che quì stiamo sfiornado il fanatismo.
    Ricordiamoci che gran parte delle “sue” innovazioni tecniche derivano da una sapiente razzia dell’ Open Source.
    Ricordiamo anche tutto quello che è stato fatto da Apple contro la libertà personale: DRM vari, blocchi sui software e limitazioni varie ai sistemi… e la sua partecipazione in BSA.

    Come diceva Gaber: “ma come, con tutte le libertà che avete, volete anche la libertà di pensare?”

    • maragines 20 aprile 2012 at 18:48 #

      Veramente Steve Jobs ha lavorato in modo molto celebre sull’informatica prima ancora che il concetto di Open Source venisse immaginato.
      *
      Ricordiamolo…

  3. Antonino 19 aprile 2012 at 16:08 #

    Forse ho uno visione strana, ma cosa ha fatto Steve Jobs per REggio Emilia, forse l’imprenditore emiliano lo ha fatto. Dedicare piazze o monumenti è la rappresentazione di qualcosa per la storia del luogo; Steve Jobs è parte della Storia del luogo? non mi pare proprio, almeno non più di un qualunque industriale che ha venduto in Italia i suoi prodotti… insomma un’altra prova di cervelli all’ammasso, vittime del marketing che una volta veniva chiamata propaganda… e si sa, “la propaganda è l’arma più potente” (Benito Mussolini)…

    • maragines 20 aprile 2012 at 18:42 #

      Esiste sicuramente una via Giorgio La Pira a Reggio Emilia. E lui, Giorgio La Pira cosa ha fatto per Reggio?
      E cosa ha fatto per Reggio Martin Luther King? Sono sicuro che c’è una via dedicata anche a lui.
      E cosa ha fatto per Reggio Gandhi? C’è molto probabilmente anche una via dedicata a lui.
      *
      Le vie e gli spazi si dedicano a persone che vengono ritenute meritevoli di essere ricordati.
      Si può discutere su quanto sia meritevole Jobs ma è ridicolo dire che non lo è perché non ha fatto niente di concreto per Reggio Emilia…

      • Antonio 23 aprile 2012 at 11:57 #

        Paragonare LaPira, King, o addirittura Gandhi è una vergogna. La negazione della cultura è diventata normale in questa italietta in declino… ormai siamo alla colonizzazione dei barbari, quelli di FESSbook & C….

        • maragines 23 aprile 2012 at 14:30 #

          Che futilità che scrivi.
          Vogliamo parlare di cosa hanno fatto Gagarin, Kennedy, Lenin o Siemens per Reggio Emilia?
          *
          Vi piaccia o no Steve Jobs è una delle persone artefici di una rivoluzione che ha reso il computer un oggetto comune e capace di fare cose straordinarie.

          • Andrea 11 giugno 2012 at 15:21 #

            si, ma assolutamente non il più iimportante.. non lo metterei neanche tra i primi 10… se cerchi Ritchie che ho citato in altri commenti capisci chi ha rivoluzionato il mondo dei pc consumer…

            Jobs è di moda in questi anni.. solo per questo è stato scelto lui.

  4. Cristiano Ferrari 19 aprile 2012 at 17:59 #

    É annunciato uno spazio all’interno di un Tecnopolo sull’innovazione, non una piazza tanto per intitolare.

    http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2012/04/18/news/nel-polo-hi-tech-una-piazza-per-steve-jobs-1.4387120

    • Roberto Rota 19 aprile 2012 at 18:30 #

      Grazie della precisazione, in tutte le news che mi erano arrivate si parlava di spazio pubblico, in altre di piazza o via. Nel dubbio ho preferito continuare anch’io con il termine “spazio pubblico”.

      Rob

    • Alle 19 aprile 2012 at 19:00 #

      E allora? In un “tecnopolo” c’è spazio solo per il nome “Jobs”? Altri nominativi non ci sono?

      Se proprio volete un nome che ha davvero fatto la differenza nel mondo dell’inoovazione ve lo scrivo: Dennis Ritchie. Senza di lui Jobs avrebbe avuto poco materiale su cui lavorare.

      Ma perché a pochissimi importa più di avere un device “cool” che un device “libero”?

      • Puce72 20 aprile 2012 at 07:50 #

        > Ma perché a pochissimi importa più di avere un device “cool” che un device “libero”?

        Questa frase è un concentrato di controsensi e falsi luoghi comuni

        • Max-B 20 aprile 2012 at 08:50 #

          @Puce72
          > Questa frase è un concentrato di controsensi e falsi luoghi comuni

          Puoi spiegarmi perché?

          • Puce72 20 aprile 2012 at 13:22 #

            Il discorso è abbastanza complesso anche perché, per l’appunto, pieno di controsensi…
            Faccio qualche esempio legato (non a casao) agli smartphone: penso sia innegabile che, pur non essendo Apple l’inventrice del telefono touch, dopo l’avvento dell’iPhone il mondo degli smartphone si sia evoluto in una certa direzione… per rendersene conto basta guardare com’erano le prima versioni di Android (più simili al software del BlackBerry che non a iOS) o prendere in mano alcuni cellulari Samsung… del resto la stessa Nokia (prima di entrare in concorrenza diretta con i suoi terminali WP) ammise che Apple aveva rivoluzionato il settore.
            Questo ha fatto si che allo stato attuale delle cose siamo arrivati al punto che è il telefono touch ad essere cool, qualunque esso sia, anche se utilizzato solo per telefonare fregandosene di qualsiasi funzionalità legata alle App o alla connettività alla rete: la cosa è enfatizzata dal fatto che Android te lo ritrovi anche su telefoni da pochi euro e non è un mistero che (guardacaso) parlando di smartphone siano proprio gli smartphone Android a vendere più degli iPhone, anche se poi come “utilizzo” le cifre sono un po’ diverse, e se consideriamo iOS nella sua totalità la situazione cambia ancora…
            Ma torniamo in argomento: se è vero che la gente cerca un dispositivo cool, lo cerca comprando uno “smartphone touch” che nella maggior parte dei casi (vista la spesa minore e la maggiore scelta) è un cellulare Android… non Apple… il “problema” è che cercando un dispositivo cool, non gli frega niente del fatto che sia o meno libero, anzi, spesso si sente appagata dal solo fatto di avere uno smartphone touch&cool (anche se non Apple) e questo volendo darebbe anche ragione in parte al post di Alle, se non fosse che in realtà, di fatto, viene meno il luogo comunque cool=Apple=closed e Android=free=non_cool; quello che si crea è il legame cool=touch=non_mi_interessa_se_free_o_closed=se_costa_meno_è_meglio, e lo potrei testimoniare con decine di esempi di persone che mi stanno intorno.
            Se invece escludiamo chi cerca qualcosa di cool, abbiamo altre due categorie di persone: quelli che cercano una funzionalità particolare e che magari si rivolgono ad Android perché è una funzionalità non ammessa da Apple, e quelli che non hanno nessuna esigenza particolare ma cercano semplicemente qualcosa che funzioni bene (e per la mia esperienza mista, iOS, pur con tutti i suoi limiti, funziona meglio di Android).
            In definitiva, non è detto che chi cerca qualcosa di cool scelga Apple (anzi, più probabile che scelga Android se parliamo di smartphone), non è detto che chi sceglie qualcosa di “libero” lo faccia consapevolmente (cioé non è detto che lo scelga perché “libero”) e non è nemmeno detto che sia migliore o funzioni meglio solo perché libero… dopotutto siamo tutti liberi di sceglie l’iPhone o di scegliere altro…

          • Max-B 20 aprile 2012 at 15:21 #

            @Puce72
            Mi pare che Alle con la sua frase abbia esattamente scritto quello che hai detto tu:
            “cool=touch=non_mi_interessa_se_free_o_closed=se_costa_meno_è_meglio”

            Il problema penso che sia l’atteggiamento spesso acritco dei consumatori[1] e, nel caso dell’articolo che stiamo commentando, dei politici che ci amministrano.

            1. http://www.fsf.org/blogs/community/5-reasons-to-avoid-iphone-3g

          • Puce72 20 aprile 2012 at 16:58 #

            @Max-B
            (mi riaggancio sopra perché sotto non ho possibilità di reply)

            Secondo me non diciamo la stessa cosa: Alle mette “cool” in contrapposizione con “libero”, e visto il contesto mi pare voglia dire che Apple vende grazie al fatto di essere “cool”, anche se non è “libera”, mentre sarebbe preferibile il contrario.

            La mia tesi invece è che lo smartphone touch in generale vende perché è “cool”, e vende ancora di più se è Android, e la cosa è completamente slegata dal fatto di essere o meno “libero”… così come la funzionalità e la semplicità d’uso di uno smartphone sono completamente slegate dal fatto che questo sia “libero” o meno: lasciando perdere il “cool”, credo che proprio la semplicità d’uso debba essere uno dei fattori determinanti sulla scelta di un cellulare.

            Ti faccio un controesempio che sconfina in un altro campo: ho provato non so qualche volte ad utilizzare GIMP ma per me (e sottolineo _per_me_) per quanto potente e apprezzabile come progetto Open Source, ha un’usabilità prossima allo zero, per cui alla fine mi sono comprato Pixelmator, prodotto chiuso che apprezzo non tanto perché sia “cool” ma perché rispetto a GIMP è infinitamente più usabile (anche se avrei qualche remarks da fare pure lì…)

          • Max-B 20 aprile 2012 at 18:59 #

            @Puce72 …e qui siamo finalmente arrivati, con il tuo utimo commento, al solito luogo comune del tipo “si la libertà è importante, ma quel che conta, alla fine, è l’usabilità” sottointendendo che il software libero è in genere poco usabile. A parte che spesso si confonde “usabilità” con “abitudine”, ti rispondo segnalandoti questo articolo[1] e ti aggiungo che io le “palle dal cassetto” le ho tolte molti anni fa e, in questi anni, non ho riscontrato problemi di usabilità nel software libero.

            1. http://pmate.nfshost.com/blog/Via_le_palle_dal_cassetto/

          • Puce72 20 aprile 2012 at 22:25 #

            @Max-B
            e qui ti sbagli alla grande…
            Non ho mai detto, né voglio sottintendere, che il software free è in genere meno usabile, tant’è che uso con soddisfazione molti altri software open-source. Ho semplicemente voluto fare “un” esempio su “un” sofware specifico dove “secondo me” (ma non solo secondo me) la scelta “libera” è (purtroppo) inusabile mentre la scelta closed offre un prodotto migliore… e ti assicuro che non è questione di abitudini: se poi uno vuole abituarsi ad usare cose scomode per scelta “filosofica”, libero di farlo.
            La contrapposizione tra “cool” e “libero” non l’ho fatta io e mia tesi è sempre stata, fin dal principio, che libero/closed – cool/nerd – usabile/alieno sono cose slegate tra di loro e combinabili a piacere, tant’è che ho subito parlato di controsensi in quella frase di Alle.

    • Giuseppe 23 aprile 2012 at 12:03 #

      l’inventore del Apple 1 e 2 è stato Wozniak, mentre il MAC lo hanno inventato i laboratori XEROX…. Jobs li ha solo COMMERCIALIZZATI, quindi è un ottimo salesman, un venditore, cosa c’entra con il tecnopolo?? cosa insegnano tecniche di MARKETING?!?!

      • Puce72 23 aprile 2012 at 15:24 #

        non proprio… soprattutto la tua idea che il Mac l’abbiano inventato alla Xerox…

        • maragines 23 aprile 2012 at 18:12 #

          Tutte storie… I rettiliani hanno inventato il Mac. È a loro che dovremmo intitolare corsi, vie e viali…!

          Ah, vero, non potevo dirlo pena la morte…. Arrrggh!

        • Andrea 11 giugno 2012 at 15:18 #

          è un attimino più complicato di cosi…
          i laboratori Xerox, non la “Xerox” che conosci per le stampanti hanno collaborato in vari modi..

          per un approfondimento..
          http://folklore.org/StoryView.py?story=On_Xerox,_Apple_and_Progress.txt

  5. poverinoi 19 aprile 2012 at 19:45 #

    Accidenti! Brutto clima oggi in Tevac, eh?

    • Giuseppe 23 aprile 2012 at 12:01 #

      Le sciocchezze stanno prendendo il sopravvento, l’incapacità autocritica, poi, porta alla polarizzazione e le sciocchezze degenerano… brutto clima in Italia… se, ormai, si dedicano le piazze ai venditori come Jobs…

  6. Macintosh User 24 aprile 2012 at 13:15 #

    Se per il Tecnopolo avessero citato il nome di un Wozniak o di un Torvalds a caso, quanti si sarebbero dato il peso di discuterne?

    Almeno così avranno un minimo di visibilità…

    • Andrea 11 giugno 2012 at 15:16 #

      quindi stai dicendo che: meglio fare pubblicità che dare i meriti che dovrebbero essere dati?

  7. Andrea 11 giugno 2012 at 15:15 #

    la voglio a Dennis Ritchie piuttosto.
    Ha cambiato molto di più lui l’informatica.

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