Steve Jobs, borsa e privacy

Roberto Rota

Steve Jobs - Apple CEOHa fatto abbastanza discutere in rete, negli ultimi giorni, la notizia che l’organismo di controllo della borsa americana sta verificando (indagando?) se le notizie di Apple sulla salute di Jobs, e sulla sua decisione di prendere 6 mesi di aspettativa, possano aver condizionato i valori in campo di Apple, delle sue azioni e delle decisioni degli investitori in merito.
Si tratterebbe di informazioni fuorvianti, quando per fuorvianti si intende anche le parziali verità o i particolari omessi.

Ora io di borsa ne capisco veramente poco, e non entro nel merito economico della questione, però istintivamente trovo sacrosanto il diritto di Steve Jobs alla sua privacy, nonostante la sua carica pubblica all’interno di una azienda che muove masse non indifferenti di denaro, e non mi viene nulla da criticare se ha deciso di risolvere i suoi problemi di salute, strettamente personali, lontano da tutto e da tutti.

Del resto, continuo tra me e me con i miei pensieri da profano, che la salute di Jobs sia un affar serio non è cosa di oggi e nemmeno tanto segreta, i problemi che ha avuto nel recente passato non si risolvono con una bacchetta magica, e le implicazioni riguardo il futuro sono sicuramente da tenere sempre in considerazione, quindi se un azionista fa riferimento alla figura ed alla presenza di Jobs per i sui suoi investimenti in Apple à bene che ne tenga conto, lo farei io che non ci capisco una beata cippalippa figuriamoci un professionista degli investimenti.

Voi che ne sapete sicuramente di più di me, fatemi capire, è davvero una cosa così grave? Una persona nella situazione di Jobs deve rinunciare alla sua privacy anche in situazioni così personali e gravi?

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10 Commenti a “Steve Jobs, borsa e privacy”

  1. MacRaiser 13 luglio 2009 at 10:16 #

    Bravo, hai indovinato. Deve rinunciare: http://cultofmac.com/warren-buffet-piles-on-steve-jobs-about-secret-transplant/12177

    E’ uno dei dispiaceri che si deve accollare un miliardario. Che ci vuoi fare, c’est la vie. Onori ed oneri. In sisntesi, secondo la legge USA, quello che ha fatto Steve Jobs e’ illegale. E non serve “capirne di borsa” per intuire il perche’. Cerco comunque di spiegartelo coi miei poveri mezzi:

    Ipotizziamo: se Jobs e’ prossimo al ritiro (mettiamo), o magari peggio, e’ ovvio che il gruppetto di persone in possesso di questa informazione possono avvantaggiarsene disonestamente (cioe’ a danno di TUTTI gli altri azionisti, investitori, clienti e impiegati nell’indotto), spremendo soldi attraverso la vendita delle azioni PRIMA della pubblicazione della notizia. A notizia pubblicata (e calo prevedibile delle azioni avvenuto) basta ricomprare le azioni vendute e il gioco e’ fatto. Bei soldoni in tasca (fregati agli ignari investitori) senza fatica. Soldi facili. Questo e’ solo un esempio degli illeciti che possono essere commessi in una situazione dove una multinazionale multimiliardaria esercita poca trasparenza, se non addirittura -mente-, riguardo lo stato di salute del suo CEO. Tanto piu’ se si tratta di un personaggio fondamentale nella storia di Apple e dell’informatica in generale, come Jobs.

    Ma ti diro’ di piu’, guarda.. ti stupiro’. Cio’ che ha fatto Apple (divulgare notizie false sulla salute di Jobs) e’ REATO anche in Italia. Incredibile ma vero. Si chiama “agiotaggio”:

    «Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie FALSE, esagerate o tendenziose o adopera altri ARTIFIZI atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a 25.822″.

    Ecco perche’ la SEC sta -giustamente- indagando per capire perche’ Apple ha parlato di “squilibrio ormonale” invece che di “trapianto di fegato”, pur sapendo perfettamente come stavano le cose da tempo. A casa mia questa si chiama BUGIA; non so da te Rob. E sono bugie che costano tanti, tanti soldi.. soldi che migrano dalle tasche di chi “non sa” a quelle di “chi sa”. Poi, vista la tua “location”, dovresti intendertene abbastanza di queste faccende. Non so, ad esempio, il nome “Parmalat” ti dice nulla?

    P.S. Vuoi ridere? Steve Jobs, mentre con ogni probabilita’ spudoratamente mentiva sul suo stato di salute, ACCUSAVA altri di commettere quel reato sul quale adesso, nei confronti di Apple, sta indagando la SEC. Una “giravolta della frittata” da maestro:
    http://www.macitynet.it/macity/aA34194/jobs_le_voci_sulla_mia_salute_speculazione_finanzaria.shtml

  2. robrota 13 luglio 2009 at 10:47 #

    Ti ringrazio della esaudiente spiegazione, sono molto ingenuo nonché totalmente ignorante in materia e non ho problemi ad ammetterlo.
    C’erano dei meccanismi, delle cose che non afferravo, e mi hai aiutato a comprenderle.

    Quello che mi sconcerta, alla base di tutto questo, è che non c’è un limite verso quel minimo di riservatezza che in taluni casi, almeno moralmente, è d’obbligo concedere, per come la vedo io.

    A casa mia, si fa per dire, minimizzare una brutta situazione di salute significa cercare una umana e dignitosa riservatezza, risparmiarsi quella spiacevole sensazione di pietà/pietismo, non volere attorno troppa gente, che risulterebbe fastidiosa, anche se motivata dalle migliori intenzioni, ed altre decine di intime motivazioni che non ti sto ad elencare ma che non sono difficili da immaginare.
    Una situazione che purtroppo conosco fin troppo bene.

    Sarà che per le troppe pessime esperienze in tal senso parto istintivamente da questo presupposto, e mi viene difficile il pensare, almeno umanamente, un rovesciamento della cosa per soli fini utilitaristici.
    Una mezza verità, una verità camuffata, in taluni casi è qualcosa di umanamente lecito, è il rispetto per la dignità della persona.

    Poi è chiaro che dovendo ritornare alla normalità del “mondo di squali”, dove posso capire che certe cose possono essere regolamentate in modo astruso e apparentemente disumano, agli occhi degli umani più ignoranti e ingenui, probabilmente anche proprio per la necessità di salvaguardare questi ultimi, anche se poi la cronaca dimostra che alla fine, a rimetterci una vita di sacrifici e la dignità, sono sempre i più deboli e sprovveduti, presi prima per il culo e poi per il collo.

    Istintivamente preferisco rimanere nella mia beata ignoranza, e guardare certi mondi solo da lontano…

  3. pphoto 13 luglio 2009 at 13:32 #

    Il problema semmai è che per tutti noi compresi Apple è Steve Jobs e Steve Jobs è Apple.
    Nessuno di noi, borsa compresa, pensa ad una Apple senza Jobs, quindi è comune considerazione che se Jobs sparisse di nuovo Apple “fallirebbe” come quando fu estromesso dal consiglio di amministrazione e senza possibilità una nuova possibilità di riscatto.

    Il problema è questo: o noi si smette di pensare che senza Jobs Apple non vale nulla o Jobs elegge il suo successore, qualcuno che abbia una parte del suo carisma e dispotismo.
    Ma può un “dittatore”, geniale, eleggere un altro dittatore?

    Secondo me sarà dura in entrambi i casi, in quanto trovare un altro CEO di pari livello è quasi impossibile, oppure trovare un CEO che capisca che Apple può andare avanti anche da sola con elementi di spicco che sappiano il loro mestiere.

    Comunque lo scenario è preoccupante se non fosse che Apple sta acqistando di gran lena elementi e teste di grande livello.

  4. Thierry 13 luglio 2009 at 13:58 #

    @robrota
    Caro Rob,

    in alcuni contesti particolari potrei capire il tuo punto di vista, ma non in questo, Steve dispone di sufficienti mezzi finanziari per curarsi dove e quando meglio crede e, soprattutto, in santa pace e protetto da sguardi indiscreti.

    Probabilmente, il condizionale è d’obbligo, ha omesso di informare gli organi di controllo della borsa per trarre il proprio vantaggio, dubito molto che il collegio di avvocati che segue i suoi interessi non l’abbia informato delle possibili ripercussioni.

    Ciao.

  5. robrota 13 luglio 2009 at 15:03 #

    @Thierry
    No un momento chiariamoci, chiaro che se Steve o qualcuno in Apple ha deliberatamente fatto o detto cose (o non fatto/non detto…) per una speculazione su una situazione del genere sarebbe davvero una meschineria di pessimo gusto, difficile tollerare.

    Stiamo parlando ovviamente per ipotesi, e il condizionale è di straobbligo, ma in un caso del genere mi calerebbero del tutto i cabasisi….

  6. maxrainato 13 luglio 2009 at 23:51 #

    C’è anche da dire che se nessuno ne approfitta manca il __condizionamento__ del mercato, e quindi SJ può anche dire ai suoi 4 soci “go un canchèr” e gli danno solo una pacca sulle spalle, se la tengono per loro. Se invece iniziano a fare quell’approfittarsi già citato in Borsa, dove lo chiamano gioco ma i soldi che girano non sono giocattoli di nessuno, ecco che i soci o anche SJ ”in person”, se lo hanno fatto meritano di essere coperti di catrame e piume e portati sull’asse di wall street come esempio per gli altri tacchini. Fosse pure SJ. Ricordo di aver visto in tempi passati uno stipendio di 1 dollaro all’anno e un esercizio di 120 milioni di azioni, con un picco negativo straordinario (leggi fuori ordinanza) quando lo esercitò, ovvero si vendette i diritti convertiti in azioni giusto prima della sbolla dot net. Magari mi sbaglio ma mi (anzi a me mi!) ricordo così.

  7. pphoto 14 luglio 2009 at 10:14 #

    Non sono santi, ma è anche giusto che dfendano i loro interessi e soprattitto quelli di Apple.
    Se Jobs dice che rischia la vita sono poi soprattutto fuori da Apple quelli che cercano di approfittarne con i giochi di Borsa.

  8. ellemme 14 luglio 2009 at 14:05 #

    Ok per parlare di diritto bisogna conoscerlo, per parlare del diritto americano bisogna conoscer il diritto americano. Nel merito di qualche intervento si è straparlato.
    Intanto i diritti di una persona sono inalienabili, quale che sia il suo status giuridico. Ripeto non esiste obbligo, sentenza, legge che possa disporre, condannare, ordinare ad una qualsivoglia persona di rendere pubblico il suo stato di salute, contro la sua volonta. Questo sia in Italia che negli USA. E con questo in buona sostanza si chiude la faccenda. L’aggiotaggio si configura come reato non su una possibilità ma su un coprtamento configurato che concorra a turbare il mercato. Usare una informazione privilegiata ottenuta legalmente non è aggiotaggio. Esempio se io vengo a sapere che legalmente attraverso una comunicazione che il CEO di una compagnia intende dimettersi, anche per gravi motivi di salute, non ho alcun limite ad operare per salvaguardare i miei assets azionari. Entriamo poi nel merito della faccenda, che per fretta di commento si è come dire poco affrontata. Il ceo di Apple dichiara di prendersi un periodo di aspettativa per motivi di salute. Punto basta, cosa perfetta. In se e per se. Altro non deve dichiarare. Anzi ha già detto troppo per la legge. Per altro dal momento in cui dettaglia il suo stato di salute, non è tenuto davvero a fare di più. Anche se questa dichiarazione presentasse qualche omissione nessun reato si potrebbe mai configurare. Il passaggio poi da una dichiarazione sullo stato di salute di Jobs alla dichiarazione degli atti clinici fatti su di lui o da lui compiuti, è cosa nel diritto statunitense impossibile. Quindi scrivere con cognizione di causa, o non scrivere. Neppure un giudice federale in osservanza ad una sentenza della corte suprema posta in essere non su di un caso similare correlato o connesso, ma sul caso specifico oggetto in essere potrebbe mai disporre di violare, anche in presenza di reati già accertati in corso di dibattimento, per conclamazione, per acclarato riconoscimento, o per stralci da altri dibattimenti o per confessione piene rese e firmate o per eventi connessi all’exitus dell’indagato/i, come la morte dello stesso ed i relativo referto autoptico, morte che pur stralciando la posizione del reo Jobs non stralcerebbe le posizioni correlate, ripeto non potrebbe chiedere ad alcun sanitario, meno che meno a familiari, di violare la segretezza del rapporto medico paziente, che rientra a pieno titolo nei diritti costituzionali di una persona che sono sacri, inviolabili, e euguali per tutti e ciascuono.
    Quindi i commenti circa quanto debba o non debba fare Jobs, abbia o non abbia fatto sono errati.
    Nello specifico Macraiser scrive in errore palese. L’aver informato in parte o con omissioni di qualsivoglia natura e portata alcuno delle proprie condizione di salute non costituisce reato alcuno, ne lo può costituire. Neppure informare alcuno di proprie private decisioni, anche in modo parziale. Altro è infati il reato di aggiotaggio che implica il fornire false informazioni, non informazioni parziali. Non confondiamo con l’omettere dati di bilancio che è altra cosa, anche se pur riconducibile all’aggiotaggio come reato connesso.
    Nel caso specifico nulla c’entra. Si tratta invece di insider trading, che è questione assai spinosa circa la sua legalità/illegalità, cito : il riferimento potrebbe essere all’interpretazione della Corte Suprema data alla “Sezione 10(b)” del Securities Exchange Act del 1934 e alla “Regola 10b-5″ della SEC.
    Che prima di parlare di diritto, è bene conoscere, se non si conosce meglio uhmm o tacere o rimanere sul vago. Per esempio se io sono un amico di Jobs e Steve mi dice questa sera a cena domani mi dimetto…. ed io non ho rapporti professionali con lui, non lavoro per lui, sono ad esempio il suo compagno di golf; se domani io decidessi di vendere in anticipo le mie azioni Apple, ecco neppure questo sarebbe insider trading. Per altro l’insider trading cessa di esistere al momento in cui Jobs a reso noto pubblicamente che le sue condizioni si salute sono serie. L’informazione e pubblica, il dettaglio sullo stato di salute non è richiesto. E’ fatto obbligo alla SEC di indagare e di fatto indaga, ma salvo cose, fatti, notizie, pratiche a noi non note al momento, non si ravvisa alcun illecito nell’operato di alcuno in questa vicenda.
    Per altro insider trading commesso da chi che sia nei confronti di Apple in funzione delle condizioni di salute di Steve Jobs è per la natura specifica dell’informazione connessa e dei metodi di conoscenza della stessa escludente il soggetto medesimo.
    Ovvero se Steve Jobs sapendo di morire domani, oggi vendesse tutte le sue azioni e asset connessi, non commetterebbe insider trading, perchè qui non si sindaca la natura confidenziale dell”informazione, ma il come essa viene acquisità, se in difformità o in conformità da compartementi escludenti, ed essendo il diritto alla riservatezza inalienabile il saper di morir domani e l’agir di conseguenza non sono comportamenti escludenti di alcuno. In quanto ricadono nella sfera dei diritti della persona che sono costituzionalmente fissati ed inalienabile. Inutile che vi cita la troopa giurisprudenza Usa in materia.
    Certo aver chiarito almeno il merito, altro è poi il giudizio etico.

    Saluti

  9. MacRaiser 16 luglio 2009 at 08:49 #

    @ellemme
    Interessante, anche se un po’ confusa, come dissertazione legale, la Sua. Per nulla convincente, pero’. Sopratutto perche’ la mira e’ completamente fuori bersaglio. Nella fattispecie, l’ipotesi di reato non riguarda affatto la “mancata divulgazione” o “l’omissione” di notizie riguardante la salute di Steve Jobs, ma il -mendacio-, come da accusa dal Professor Paul Argenti (e di molti altri):

    http://cultofmac.com/apple-broke-the-law-by-lying-about-steve-jobs-health/12082

    In concreto: Apple secondo l’accusa, ha diffuso la -falsa notizia- dello “scompenso ormonale” essendo invece al corrente del fatto che si trattava di un’operazione di trapianto di fegato, e’ questo il punto. E, come dire, le due situazioni presentano qualche leggerissimo profilo di difformita’, sia medica, che legale, che esistenziale. In altri termini: Jobs non voleva rendere pubblico il suo stato di salute? Benissimo: poteva tacere. Per quale motivo, invece, diffondere notizie -falsificate-? Su questo sta indagando la SEC.

    Ancor piu’ nella fattispecie, Argenti afferma che:
    “la legge USA sulle public companies e’ molto chiara — piena trasparenza delle informazioni materiali. E se un trapianto di fegato del CEO non e’ informazione materiale, cosa lo e’?”.

    Come vede, mio caro principe del Foro, e’ il professor Argenti che La smentisce platealmente, non io. Quindi la sua accorata arringa e’ del tutto male indirizzata. Se avesse seguito il link che ho incollato nel precedente intervento, se ne sarebbe avveduto per tempo.

    Inoltre Lei si contraddice a tutto tondo, perche’ prima scrive:
    “Intanto i diritti di una persona sono inalienabili, quale che sia il suo status giuridico. Ripeto non esiste obbligo, sentenza, legge che possa disporre, condannare, ordinare ad una qualsivoglia persona di rendere pubblico il suo stato di salute, contro la sua volonta. Questo sia in Italia che negli USA. E con questo in buona sostanza si chiude la faccenda.”

    Pero’ poi aggiunge imprudentemente:
    “E’ fatto obbligo alla SEC di indagare e di fatto indaga, ma salvo cose, fatti, notizie, pratiche a noi non note al momento, non si ravvisa alcun illecito nell’operato di alcuno in questa vicenda.”

    A parte il fatto che Lei gia’ sa stabire che “non si ravvisa alcun reato” ad indagine della SEC appena iniziata (ma forse e’ dotato di poteri da paragnosta che io non posseggo e conosce gl’intimi intendimenti dei singoli componenti di detta commissione ancor prima di loro stessi), la domanda che nasce spontanea e’: ma se “non esiste obbligo, sentenza, legge che possa disporre, condannare, ordinare ad una qualsivoglia persona di rendere pubblico il suo stato di salute, contro la sua volonta”; e se “non si ravvisa alcun illecito nell’operato di alcuno in questa vicenda” -su cosa piffero sta indagando la SEC-? Me lo sa spiegare? Stanno buttando i soldi dei contribuenti? Le ricordo sommessamente che la SEC ha -gia’- indagato su Apple e l’ha gia’ “pizzicata” con le mani riccamente nel sacco, condannandola. Quindi (seppur nella convinzione che i fatti probabilmente le daranno ragione e che la SEC non osera’ punire una delle poche compagnie USA in forte attivo nell’IT, in questa congiuntura) mi permetto umilmente di suggerirle un profilo di maggiore prudenza, nell’espressione di questo tipo di giudizi e vaticinii.

    Last but not least, constato con piacere che il mio quasi banale intervento informativo e’ arrivato a muovere energie insospettate e ha scomodato eminenti pareri professionali da consulenti legali di livello internazionale.
    Del tutto disinteressati, immagino.

  10. andreaguerreri 17 luglio 2009 at 08:00 #

    Mbe… tutto sommato il rumore che si sta facendo sul “presunto” omicidio di un noto cantante Pop riuguarda sotto sotto il sospetto che valesse più da morto che il probabile flop dei suo nuovi prodotti.

    Riguardo a Steve.. tutti vorrebbero la sua salute e le “sua” voglia di fare quattrini con altre miracolose innovazioni.. ma temo (e spero che possa avere il tempo di scrivere qualcosa in merito..) che sia un tempo finito..
    Se Rob si rassegnasse ad accorpare Tevac e TevacPhoto ci sono molte più notizie importanti per Apple dellà che qui..
    Lo avrò scritto decine di volte..

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