Oggi ho rivisto il video dell’evento di San Francisco, e mi sono nuovamente commosso rivedendo Steve Jobs.
In passato mi era successo ancora di emozionarmi in occasioni simili, specie a Parigi quando tra la folla c’ero anch’io, ma un conto è l’emozione di essere nella stessa sala con un mito dei nostri tempi, un altro è, completamente disinteressato o quasi dall’evento, lasciarsi trasportare da tanta incredibile, sofferta umanità.
Mentre parlava l’uomo, visibilmente patito, con tutti i segni dell’età ma soprattutto di una grave malattia ben visibili, mi scorrevano come in un duplice schermo tante immagini dell’epopea gloriosa di Apple, come quei documentari sulle gesta dei grandi uomini del passato, fatte di momenti esaltanti e di terribili oscurità.
In quel momento dei nuovi iPod, e di qualsiasi altra diavoleria fosse saltata fuori, non me ne poteva fregare di meno, e continua ad importarmene poco più di niente anche ora.
Ho realizzato, se mai fosse stato in discussione, che Apple e Steve Jobs sono una cosa sola, inscindibile.
Mi è venuto in mente, immediatamente e quasi me ne sono stupito sul momento, un parallelismo con Enzo Ferrari, ma poi ho pensato che c’era poco da stupirsi.
La Ferrari era l’uomo che le dava il nome, Enzo Ferrari e la sua fabbrica erano una cosa sola. Quando il cavaliere morì, in molti dissero che anche la Ferrari era destinata a finire male, ma così non è successo, come ben sappiamo.
Sappiamo bene però che non è più la stessa cosa, perché da quando il Drake non c’è più la Ferrari ha perso la sua anima.
Succederà la stessa cosa anche ad Apple.
Come Jobs, Enzo Ferrari era dispotico e irascibile, umanamente discutibile, autoritario, riusciva a rendersi antipatico a tutti, ma allo stesso tempo un visionario geniale che ha saputo realizzare e vivere il suo sogno, a qualunque costo, anche quando tutto e tutti gli davano contro.
Apple, che sopravviva o meno a Jobs, come la Ferrari continuerà ad essere un mito, grazie a Jobs, anche quando Jobs non ci sarà più, anche se Apple non esisterà più, e comunque non sarà più la stessa.
In effetti il parallelo tra Ferrari e Jobs calza e non poco, entrambe incredibilmente egocentrici ma assolutamente in grado di cambiare qualcosa nel mondo. Nello spot “Think Different” di Apple uno come il Drake sarebbe stato decisamente a proprio agio…
Ivan
p.s. Quella foto con Gilles potevi evitarla Rob, ho voluto talmente bene a quel ragazzo che tutte le volte che lo rivedo è un tuffo al cuore…Anzi hai fatto proprio bene
Grazie Rob
Ragazzi, non dimentichiamoci di Steve Wozniak, alla fine fu lui a creare ed assemblare il primo mac “Apple I” nel lontano 1976, anche se Job ha avuto, meritatamente da parte sua, l’estro commerciale.
Quoto, anche se direi piuttosto il papà, o meglio il bisnonno del Mac (Apple I -> Apple II -> Apple III -> Lisa/Mac, il IIgs uscì dopo il Mac)
…e ha dato a Woz un bel calcio nel sedere… (estro di giuda)…
J. Ive è il suo Gilles?
Bel parallelo. La Ferrari non sarà la stessa cosa ma essendo stata gestita bene son soddisfatto e non rimpiango i vecchi tempi.
La cosa difficile è stata trovare una propria strada, ma mi sembra sia stato fatto un bel lavoro.
Meno visionaria senz’altro ma ora certe visioni non garantirebbero la sopravvivenza, son cambiati i tempi e bisogna adeguare le gestioni.