Storia di uno switch, da Mac OS X Server a Linux

Roberto Rota

Mac OS X 10.5 Leopard Server WallpaperUna piccola azienda ha il suo bel Xserve da pochi mesi, il loro bravo consulente li ha consigliati in tal senso. Ma tra le richieste di questa azienda c’è anche quella di poter gestire siti web e qualche dominio di posta di altre aziende collegate, e tutto va bene finché queste ultime non si accontentano più dell’ftp e della webmail, ma vogliono poter gestire in proprio gli account di posta dei loro domini ed altre piccole funzionalità a cui prima erano abituati, e qui inizia un piccolo dramma.

Il loro consulente non può certo rimangiarsi la parola, e qui inizia il suo calvario, fatto di tentativi di personalizzazione di Mac OS X Server grazie a qualche tutorial trovato in rete, alcuni parecchio datati per vecchie versioni del server di Apple.
Ad aumentare la dose, o i guai, tutti questi tentativi vengono fatti non su un server di test, ma disgraziatamente su quello in produzione.
Praticamente inevitabile, è solo una questione di tempo in questi casi e qui ce n’è voluto poco, il mancato funzionamento dei servizi sul server.

A questo punto vengo tirato in ballo io, nel tentativo di salvare capra e cavoli, se possibile, ed io ho accettato, ma con riserve.
Andiamo per gradi…

Per prima cosa ho individuato il problema riguardo i siti web che non funzionavano più.
Si tratta di siti dinamici, PHP e MySQL, in qualcuno dei tutorial di cui sopra era prevista la ricompilazione del PHP, ma trattandosi di un Xserve con processore Intel e di Mac OS X Leopard il PHP sarebbe dovuto essere compilato a 64 bit, e non a 32 come indicano le istruzioni dei tutorial più datati.

Fin qui il danno è contenuto, i problemi seri cominciano ad arrivare con i servizi di posta.

I tentativi di installare una sorta di pannello di controllo Open Source per ISP, ufficialmente non supportato ma che in alcuni forum di smanettoni sono riusciti ad utilizzarlo su Mac OS X, avevano creato un minestrone tale che era difficile venirne a capo.
Non ho trovato soluzioni migliori del reinstallare Mac OS X Server.

E comunque fin qui tutto bene, ho riconsegnato l’Xserve funzionante come doveva e credevo che il mio compito fosse terminato, ma mi sbagliavo, la parte davvero più difficile doveva ancora venire.

Il proprietario del server torna alla carica, questa volta con me e non più con il suo consulente se mai lo fosse stato ancora, sulla questione dell’ospitare sullo stesso server siti e posta elettronica per altri domini, ma soprattutto nel poter dar loro la possibilità di una gestione autonoma.

Allora apro l’amministrazione di uno dei tanti server a cui ho accesso, gli faccio vedere un control panel con le caratteristiche richieste, gli mostro la gestione a livello utente, amministratore del dominio e amministratore del server, e lui tutto felice mi dice che è esattamente la soluzione che vuole.
Peccato, però, che non era su Apple.

Il difficile è stato dirgli che su Apple non c’era niente che facesse al suo caso, e che se qualcuno chiedesse a me un server che abbia determinate caratteristiche, pur a malincuore ma lo avrei indirizzato su un’altra piattaforma.

È fu così, per farla breve, che ora mi trovo ad amministrare un altro server su piattaforma Linux/Plesk, con un Xserve praticamente spento…

Tags: , , , ,

13 Commenti a “Storia di uno switch, da Mac OS X Server a Linux”

  1. samslaves 11 agosto 2009 at 09:08 #

    Ciao,

    non si poteva installare Linux su Xserver o, meglio ancora, virtualizzare? Voglio dire: Sun spinge a tutto campo sulla virtualizzazione, non parlo delle zone di Solaris ma proprio di macchine virtuali.

  2. superfly 11 agosto 2009 at 09:26 #

    @samslaves
    ma sai quanto casino fa un xserve…

  3. Puce 11 agosto 2009 at 10:17 #

    Premesso che (ahimé) non ho la minima competenza per stabilire se e come queste cose si possono fare con Mac OS X Server, se ci sono tools che consentono di farlo, se si può fare senza grossi problemi con macchine virtuali, o se indispensabile ricorrere a Linux, sicuramente posso fare una considerazione a carattere generale…
    Il Mac è un’ottima macchina per fare molte cose, ma purtroppo non per tutte… io stesso utilizzo correntemente un Mac a casa “e” un PC-Win per lavoro (non potrei usare il Mac per il lavoro che faccio). Per questo, quando qualcuno mi chiede un parere, sono sempre molto restio a consigliare l’acquisto di un Mac: gli mostro quello che ci faccio io, e gli indico chiaramente i limiti di utilizzo…
    A maggior ragione, quando si parla di questioni professionali, la scelta di un sistema dev’essere fatta in relazione a quello che dovrà fare la macchina. Spesso non è nemmeno facile capire cosa vuole il cliente, e spesso il cliente cambia idea in corso d’opera inficiando alcune scelte fatte inizialmente.
    Una sola domanda: non era possibile utilizzare comunque l’Xserve con qualche distribuzione Linux?

  4. robrota 11 agosto 2009 at 10:22 #

    @samslaves
    Il discorso qui diventa complesso, nel senso che era forse possibile virtualizzare, ma aveva poco senso visto che nel rack a fianco c’è un VMware ben strutturato su parecchi nodi e una NAS per la garanzia dei dati, backup organizzati su libreria, template già fatti che si montano in pochi minuti etc etc
    Alla fine, per mantenere pochi domini, gli veniva a costare decisamente meno passare su un SLES virtualizzato con Plesk.

    rob

  5. robrota 11 agosto 2009 at 10:33 #

    @Puce
    Quoto, io sono un convinto sostenitore della filosofia che bisogna usare gli strumenti più adatti per il tipo di lavoro che si va ad organizzare, indipendentemente dalla piattaforma, e soprattutto in ambito professionale occorre scegliere gli strumenti che offrano anche garanzie di supporto, quelle cose che ti tirano fuori dai guaio nei momenti di difficoltà.

    Se mi succedeva su una soluzione Open Source quello che mi è successo settimane fa con un server mail gestito con Plesk, con una 50ina di domini parecchio trafficati, non so come me la sarei cavata.
    Risolutivo il supporto non velocissimo ma fondamentale dei signori di Parallels.

  6. giacy 11 agosto 2009 at 11:48 #

    Se posso dire la mia, trovo strano che un cliente che dispone già di una infrastruttura di virtualizzazione ben strutturata all’interno della sua azienda si appoggi ad un Xserve per gestire pochi domini/caselle di posta. Morale della favola secondo me il cliente è stato un pò incauto ad appoggiarsi ad un Xserve quando aveva la soluzione già in casa.

  7. robrota 11 agosto 2009 at 12:02 #

    @giacy
    no no aspetta, il cliente ha portato l’xserve dal provider, ,ma è quest’ultimo ad essere strutturato per virtualizzare, non il cliente. sorry per il fraintendimento

  8. giacy 11 agosto 2009 at 12:07 #

    Scusa avevo frainteso in effetti mi sembrava uno scenario alquanto assurdo.

  9. Roberto_Bolzan 11 agosto 2009 at 21:28 #

    Una volta c’era CommuniGate…

  10. Roberto_Bolzan 11 agosto 2009 at 21:31 #

    PS la gestione delle password di questo sito è pazzesca. Non se ne viene fuori….

  11. robrota 11 agosto 2009 at 22:13 #

    Roberto_Bolzan :

    Una volta c’era CommuniGate…

    c’è ancora, ottimo come sempre, ma troppo costoso per una piccola azienda…. hanno deciso di lavorare solo per le corporate… :-(
    e poi gestisce “solo” mail e groupware, voip compreso, non web

  12. Roberto_Bolzan 13 agosto 2009 at 09:05 #

    La versione per piccole imprese costa meno di 25 Euro per ogni account nella versione più piccola (25 accounts). Aumentando il numero di account diminuisce il costo. Immagino che per centinaia o migliaia di account il costo sia considerebolmente inferiore.
    Poi ci sono gli antispam e gli antivirus, ma credo che il costo sia da sostenere comunque, fato che sono forniti da ditte terze, che si faranno pagare comunque.
    E’ molto?

  13. robrota 13 agosto 2009 at 09:47 #

    @Roberto_Bolzan
    Forse ricordo un vecchio listino, dovrei chiedere ai commerciali quando rientrano dalle ferie, ma mi pare che costi un pochetto di più all’utente finale, sui 35 euro/utente iva esclusa.
    Poi ci sono antispam e antivirus da aggiungere, escludo cloudmark e sohpos che mi sembrano i più limitati (costano anche meno), i plugin mailshell e mcafee non hanno un costo utente ma un costo per msg/h, e il primo scaglione è praticamente insostenibile, non basta per un dominio con una manciata di account che lavorano davvero.

    A conti fatti, e li abbiamo fatti diverse volte qui, mi pare che costi un bel po’ di più della concorrenza più accreditata.

    E, nota bene, io sono un estimatore di CG…

Lascia un Commento